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Approfondimento

Una capitale europea: società, cultura, urbanistica nella Firenze post-unitaria.

A cura di Pietro Marchi e Laura Lucchesi

Legge urbanistica per le esproprazioni per pubblica utilità, capo IV le città con più di 10.000

abitanti può dotarsi di un piano per correggere la disposizione degli edi ci per evitare problemi di

igiene e circolazione

Firenze del secondo Ottocento

Il tema del riordinamento del centro può essere inserito in una visione più ampia della

ristrutturazione urbana e nalizzata alla dotazione di moderne attrezzature di servizio in funzione

delle nuove esigenze della nuova classe sociale borghese.

Intanto alcune date signi cative che permettono di seguire il corso degli eventi che si collocano

nel periodo del Risorgimento con le sue 3 guerre d’indipendenza particolarmente signi cative

anche per il tema che a ronteremo noi e che sono avvenute nel 1848, nel 1859 e quella del 1866.

Conclusasi la dominazione lorenese nel 1859 la Toscana chiede di essere annessa al regno d’Italia

con un plebiscito che la fa entrare n da subito nel nascituro Regno d’Italia, la capitale è scelta

come Torino e mancano ancora il Veneto e lo stato della Chiesa e l’annessione di parte dello stato

della chiesa comporterà un problema per la neo-capitale Firenze.

Si procede ad una riorganizzazione dei centri urbani in quasi tutta la penisola, a seguito della

convenzione di Settembre e sancita tra il Regno di Italia e Francia la capitale si stabilisce che

venga trasferita da Torino ad altra città, città che sarà di Firenze che dovrà ora ospitare la corte e

gli apparati governativi. Per questi nuovi lavori che si desume e si ordina debbano risolversi in soli

6 mesi vengono incaricati l’architetto Luigi del Sarto e un architetto esterno all’amministrazione

comunale Giuseppe Poggi entrambi orentini, esterno e questo fatto creerà dei malumori,

entrambi orentini perché Firenze si porta dietro la reticenza di coinvolgere qualcuno di Fiorentino,

Ma svilupperemo meglio i due temi nel proseguo di Roma.

Con la breccia di Porta Pia nel settembre del 1870 la capitale viene ovviamente spostata da

Firenze a Roma, la capitale da sempre designata ma mai u cialmente proclamata, questo

spostamento fa si che Firenze rimanga un enorme cantiere aperto che porterà la municipalità nel

1878 al fallimento nanziario con le dimissioni del sindaco per aver dispiegato mezzi e risorse che

si sarebbe creduto dovesse essere provvisorio perché certo nessuno vedeva Firenze capitale per

sempre però nessuno avrebbe mai immaginato che lo sarebbe stata solo per 6 anni e quindi tutto

ciò che era stato preventivato ed ipotizzato si pensava sarebbe durato almeno un 15 anni, questa

situazione non accadde e Firenze si trovo a suo malgrado a prendere atto del fatto che non

avesse le risorse economiche per far fronte ai suoi impegni. Il tema degli Istituti di Credito che

fanno parte ai grandi cantieri è uno dei temi tipici della società del secondo Ottocento.

Si dovranno quindi ridimensionare sia il piano di ampliamento di Giuseppe Poggi, sia quello di

riordinamento del centro di del Sarto ma tutto ciò non impedirà della creazione di piazza della

Repubblica, un intervento che si consoliderà nel giro di un 20ennio e che purtroppo avrà il peso di

aver stravolto la vecchia immagine sostanzialmente medievale del centro orentino., un immagine

che si era conservata in maniera immutata per diversi secoli se non altro per la presenza delle

mure e di molti edi ci che si legavano a i secoli del 200-300. Nel mezzo si inserisce la questione

dei nuovi mercati alimentari per i quali si incaricherà un ingegnere architetto non orentino e

neppure formatosi a Firenze e si tratta di Giuseppe Mengoni che viene chiamato nel 1867

inizialmente come consulente della nuova capitale e poi nel 1869 venne a dato a lui il compito di

realizzare anche a Firenze un sistema di mercati sul modello Parigino. Mengoni era famoso per

aver inaugurato la Galleria Vittorio Emanuele II a Milano alla quale mancavano ancora per la

conclusione del cantiere la presenza dell’arcane d’ingresso ed era soprattutto il professionista

italiano più accreditato per il tema delle grandi costruzioni miste, cosa sono queste costruzioni?

Un espressione che ricorre più volte nei testi di architettura dell’Ottocento, sono quelle costruzioni

che contemplano sia il ferro-vetro che la muratura tradizionale, è una tipologia costruttiva che

comincia ad a ermarsi sulla scena con la costruzione delle prime stazioni, i grandi padiglioni

espositivi.

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Nella successiva slide vediamo la pianta di Firenze del 1843 riportata in quasi tutti gli studi sulla

città, primo fra tutti quello del Fanelli, perché si tratta del documento iconogra co più signi cativo

perché rappresenta lo stato della città prima del trasferimento della capitale da Torino. In

particolare se notiamo la cerchia delle mura, si nota nei quadranti nord-ovest e nord-est gli ampi

spazi ancora liberi, spazi che erano stati previsti nel 300 di riempire ma che dopo 5 secoli erano

rimasti ancora a verde e saranno proprio questi gli spazi che verrano riempiti per la realizzazione

dei nuovi quartieri residenziali dedicati alla borghesia.

La piena dell’Arno del 1844 mette in evidenza l’usura, l’usura di una struttura urbana che è

rimasta cristallizzata sul suo passato e quindi dal 44 molto prima che la città diventi capitale quel

processo di trasformazione urbana in fattore di due fattori : il costante sviluppo demogra co e la

crescente necessità di più rapidi collegamenti.

In questa pianta che è di pochi anni successiva alla precedente è il momento in cui la città è alle

porte di dover accogliere il nuovo status di Capitale, e com’è questa città? Viene descritta come

non ricca, non grande e non popolosa quindi una città ancora racchiusa nella cerchia dell’ultima

cerchia muraria che risale alla ne del 13esimo secolo mentre il tessuto del centro urbano è

rimasto sostanzialmente invariato con alcuni interventi puntuali e circoscritti realizzati tra il 500 e il

600. È opportuno segnalare nonostante la città sia ancora ristretta e di stampo medievale alcuni

interventi dai primi anni 20 dell’Ottocento sono stati portati avanti ovvero nel centro storico viene

allineato e geometrizzato il lato sud di Piazza del Duomo, si allunga via Larga ma soprattutto si

costruiscono due ponti sospesi sull’Arno a monte e valle del ume, i ponti sono progettati dai

fratelli Segén e permettono a Firenze a guardare in prima persona all’Europa perché non erano

molte le città che potevano vantare ponti sospesi con lo scopo di rendere e facilitare le

comunicazioni con l’Oltrarno che è sempre la stata la zona un pochino meno aperta agli interventi

di trasformazione un po’ anche per la conformazione del territorio perché è una zona sopratutto

collinare e quindi meno facilmente investibile di radicali trasformazioni.

Abbiamo anche il famoso allargamento di viale Calzaiuoli tra via San Michele e il Duomo e che

avviene negli anni 40 e guardando in maniera rigorosa alla trasformazione coeva che veniva

realizzata a Parigi ovvero Rue de Rivoli.

In questa immagine si vede il progetto di allargamento di via Calzaiuoli, cosa si fa? Si taglia tutti i

fronti delle abitazioni che erano state addossate nei secoli l’una a l’altra per regolarizzare il

tracciato viario e ciò porta a ricreare le facciate e risistemare gli interni, una via che collega il polo

di piazza della Signoria con piazza del Duomo. Via dei Calzaioli è l’intervento che suggella questo

intervento di “borghesizzazione” della città cioè la città inizia ad assumere un’immagine borghese

e più moderna.

In questa pianta schematica tratta dal contributo di Cathrine Brice sono riportati gli interventi

fondamentali che vengono attuati quasi a ridosso della trasformazione della città in Capitale, gli

interventi non sono altro che i nuovi quartieri, le vie che vengono prolungate e trasformazioni nate

dalla creazione della nuova rete ferroviaria e qui ci fermiamo perché Firenze nel 1848 verrà ad

avere 2 stazioni ferroviarie, non è un fenomeno cosi di uso ma la Toscana per quanto rete

stradale e ferroviaria è uno dei territori più sviluppati.

La linea Firenze-Pisa-Livorno che poi si ferma alla stazione Leopolda e l’altra linea in direzione

Pistoia ha come stazione la Maria Antonia e che diventerà Santa Maria Novella, sono due linee

che sono del 1848 e cosa comportano? La Leopolda una serie di operazioni che riguardano il

territorio orentino mentre la Maria Antonia porta la distruzione di un tratto delle mure urbane e

sarà la prima occasione in cui si intacca l’immagine medievale orentina, le mura che vengono

violate per permettere ad un mezzo moderno e che nel’Ottocento conquisterà tutta Europa di

penetrare all’interno della città.

Queste sono due immagini di via Tornabuoni per farci capire cosa signi cava retti care, anche qui

si interviene arretrando la facciata di palazzo Corsi, igiene, circolazione e decoro sono i nuovi

motori dello sviluppo urbano, si lavora in funzione di allargare la via in direzione di palazzo Spini-

Feroni dove in quel momento si trovava il municipio. Via Tornabuoni è una via molto vicina alla

stazione e quindi che sarà percorsa molto dalle carrozze e dal movimento che necessariamente

aveva luogo intorno al municipio ma permetteva anche di raggiungere la zona di Mercato Vecchio.

Questa pianta come cita la didascalia è per uso di guida ed è del 27 giugno 1865 e ci attesta

come a soli 6 mesi dalla nomina come capitale gli stessi orentini stentano ad orientarsi perché la

città è un enorme cantiere anche perché per legge si è stipulato che il nuovo insediamento deve

avvenire in soli 3 mesi quindi da ne dicembre a giugno 1865 quindi queste guide escono in modo

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spesso per aiutare le nuove persone arrivate in città per aiutarle ad orientarsi ma non solo per loro

ma anche per i orentini stessi.

Vediamo due immagini importantissime, a sinistra abbiamo Santa Croce in cui in questo periodo

viene inaugurata la facciata di Niccolò Matas in un linguaggio che si ispira a quello delle grandi

cattedrali gotiche, linguaggio riletto alla luce dell’Ottocento anche perché siamo nel periodo degli

storicismi. Poi l’altra è l’immagine della facciata muraria di Santa Maria del Fiore senza quella

attuale, nel 1861 sono ripresi i concorsi per completare il rivestimento della facciata, concorso

che sarà vinto dall’architetto Emilio de Fabris, ecco il Duomo è in questo momento un cantiere

simbolo e l’architetto che vincerà il concorso avrà tanta parte anche nell’approvazione del

progetto per i mercati orentini di Mengoni. Il tema del completamento delle facciate dei templi

ecclesiastici è un tema che vediamo in molte altre città come ad esempio Bologna e Milano.

Firenze viene scelta come nuova capitale per una serie di ragioni, quali sono?

All’inizio si pensa a Milano ma la città essendo la più internazionale, la più ricca dal punto di vista

economico era automatico prenderla in considerazione ed era troppo a nord, un’altra proposta

era Napoli che da un punto di vista di attrezzature urbane era nata per essere capitale, infatti si

trova in una posizione centrale ben corredata di edi ci e di altre strutture però gli studiosi di storia

hanno letto nei documenti dell’epoca preoccupava il di uso malcostume che veniva già chiamato

“Camorra” per cui c’era un certo scetticismo malgrado fosse la più votata per accogliere tutto

questo apparato. Per cui si sceglie Firenze per una serie di ragioni che possono essere riassunte

in ragioni culturali per il contributo dato alla formazione della lingua Italiana, per ragioni

geogra che in quanto si trova al centro della penisola ma anche protetta perché non distante dal

mare ma non sul mare e protetta dall’Appennino, ci sono anche ragioni politiche perché il gruppo

toscano aveva un grosso peso all’interno del governo nazionale e strategiche perché comunque

era una città ben servita dalla ferrovia, dalla viabilità amministrata, da una classe politica che

aveva un peso importante a livello nazionale e dominata da una dinastia quella dei Lorena che

avevano già introdotto una certa modernità per quanto riguarda l’apparato amministrativo tant’è

no all’approvazioni di determinate leggi come quella sull’esproprio che è alla base della

trasformazione urbana delle principali città d’Europa e che avrà luogo nel 1865, prima di queste

deliberazioni si adottano molte delle leggi adottate dai Lorena.

Come fa Firenze in 6 mesi con la struttura che la caratterizza ad accogliere un apparato di grosse

dimensioni? Si decide di sfruttare gli edi ci che già possiede sia quelli pubblici che quelli civili che

religiosi e per esempio in un immagine si vede che la camera dei deputati è organizzata in palazzo

vecchio, il senato è posto nell’ex teatro mediceo agli U zi con dei pesanti interventi di riduzione

(interventi di trasformazione profonda) che travolgeranno la struttura di questi edi ci simbolo per

la storia della città e tutto questo coinvolgerà buona parte degli

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alexpika di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Farneti Fauzia.
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