Lezione 17.02
La finanza - introduzione
Le imprese esistono per produrre e vendere beni e servizi capaci di generare utilità e valore
percepito sul mercato attraverso un utilizzo efficiente delle risorse produttive. L’efficienza si
realizza quando il valore dei beni e servizi prodotti è superiore al costo dei fattori impiegati
per realizzarli. In tale differenza si colloca il valore aggiunto, che rappresenta la ricchezza
creata dall’attività d’impresa. Il valore aggiunto viene distribuito tra i diversi portatori di
interesse (stakeholder):
- al personale attraverso salari e stipendi, bonus
- ai finanziatori dell’investimento in fattori produttivi (coloro che hanno fornito capitali)
- ai proprietari mediante la partecipazione agli utili e al valore dell’azienda
- ai creditori attraverso gli interessi
- alla collettività sotto forma di imposte, ed esternalità
All’interno di questo sistema distributivo, la finanza aziendale assume un punto di vista
specifico: quello dei finanziatori, ossia dei soggetti che mettono capitale a disposizione
dell’impresa. La disciplina si occupa di misurare il valore creato dall’impresa e di fornire
criteri decisionali per stabilire se l’investimento nell’impresa sia conveniente rispetto ad
alternative disponibili sul mercato. La questione fondamentale diventa dunque: conviene
investire risorse nell’impresa oppure destinarle ad altre opportunità (depositi bancari, titoli
finanziari, nuove attività)? La finanza è quindi una disciplina comparativa: non si limita a
valutare se un progetto genera utili, ma confronta il rendimento atteso con quello di
investimenti alternativi di pari rischio.
Il valore - concetto in finanza aziendale
La finanza aziendale si occupa di misurare la ricchezza creata dall’impresa. Tale ricchezza
non viene misurata in termini di utile contabile, bensì attraverso i flussi di cassa generati
dall’attività. Il valore di un’impresa è pari al valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi.
Questo implica che
- il valore dipende dalla capacità dell’impresa di generare cassa nel tempo
- occorre tener conto del valore temporale del denaro
- le decisioni finanziarie devono essere valutate rispetto al costo opportunità del
capitale
I flussi di cassa rappresentano una misura oggettiva e confrontabile del valore, perché
consentono di comparare investimenti in imprese con investimenti in strumenti finanziari. Le
decisioni finanziarie devono quindi essere orientate alla massimizzazione del valore, inteso
come incremento dei flussi disponibili per i finanziatori.
Misure di sintesi del valore
I valori dell’impresa a cui fare di riferimento sono due, ovvero sono due i valori attuali che
misurano la capacità dell’azienda di creare valore, quindi il suo valore di mercato (prezzo
equo per comprare/vendere l’azienda)
- valore delle attività dell’impresa (enterprise value), ovvero il valore attuale dei
flussi totali attesi da proprietari e creditori. Si calcola (valore del capitale
netto)+(valore dei debiti)
- valore del capitale netto, ovvero il valore attuale dei flussi totali attesi da proprietari.
Si calcola (valore delle attività d’impresa)-(valore dei debiti), ottenendo così il valore
del capitale economico 1
Nota bene: se non c’è debito il valore dell’attività equivale al valore del capitale netto.
Valore delle società quotate in borsa
Nelle società quotate, il mercato azionario svolge una funzione fondamentale di price
discovery, ossia di determinazione del valore attraverso l’incontro tra domanda e offerta. La
capitalizzazione di borsa si ottiene moltiplicando il numero di azioni per il prezzo di
mercato. Il valore complessivo dell’impresa risulta dalla somma tra:
- valore delle attività d’impresa, cioè il (valore delle azioni)+(valore delle
obbligazioni)
- valore del capitale netto, ovvero il valore delle azioni (capitalizzazione di borsa)
Quando l’impresa comunica una decisione rilevante, il mercato reagisce immediatamente
modificando il prezzo dei titoli. Tale variazione rappresenta la misura della variazione di
valore percepita dagli investitori. Anche per le imprese non quotate è necessario stimare il
valore attraverso modelli di attualizzazione dei flussi, pur in assenza di un prezzo di mercato
osservabile.
Orizzonte temporale delle decisioni
La valutazione deve essere coerente con l’orizzonte temporale degli effetti prodotti:
- decisioni strategiche, come il lancio di un nuovo prodotto, producono effetti nel
lungo periodo e richiedono la valutazione di flussi di cassa estesi nel tempo
- decisioni operative, come la modifica delle dilazioni di pagamento ai clienti,
incidono prevalentemente sui flussi di breve periodo
La corretta individuazione dell’orizzonte temporale è essenziale per una valutazione
accurata. Lezione 19.02
Operazioni finanziarie e linea del tempo
Un’operazione finanziaria è definita dalla presenza di una sequenza di flussi di cassa
distribuiti nel tempo. Per flussi di cassa si intendono le entrate (flussi positivi) e le uscite
(flussi negativi) che derivano da uno scambio economico. L’elemento distintivo non è quindi
la natura del contratto, ma la sua rappresentazione finanziaria: ogni operazione può essere
ricondotta a una successione di movimenti monetari collocati su una linea temporale, che
costituisce l’asse fondamentale della finanza. Generalmente l’unità temporale è l’anno, ma
può essere il semestre o qualsiasi altro intervallo coerente con il contratto analizzato. I punti
sulla linea rappresentano date (istanti), mentre gli intervalli tra due punti rappresentano
periodi. È fondamentale distinguere tra
- grandezze riferite a date, come flussi di cassa e valori patrimoniali (attività e
passività), che esistono in un preciso istante
- grandezze riferite a periodi, come interessi e reddito, che maturano lungo un
intervallo temporale
Questa distinzione è cruciale perché la finanza si occupa prevalentemente di flussi riferiti a
date, ossia di disponibilità effettive di denaro, non di grandezze economiche contabili. La
linea del tempo consente di visualizzare la struttura temporale dell’operazione e rappresenta
lo strumento logico attraverso cui diventa possibile effettuare confronti tra alternative.
Tipologie di operazioni finanziarie
Le operazioni finanziarie possono essere classificate in base alla struttura dei flussi di cassa.
1. Investimento 2
Un’operazione di investimento consiste nello scambio tra un’uscita immediata e una o più
entrate future. L’investitore rinuncia a risorse oggi per ottenere flussi futuri che compensino
la rinuncia iniziale e generino un rendimento. È il caso tipico dell’acquisto di un macchinario,
di un’azione o di un progetto produttivo.
2. Finanziamento
Un’operazione di finanziamento presenta struttura opposta all’investimento: si riceve una
somma oggi e si assumono obblighi di pagamento futuri. Il soggetto finanziato ottiene
liquidità immediata e si impegna a restituire capitale e interessi nel tempo. Esempi tipici sono
l’emissione di obbligazioni o la stipula di un mutuo.
3. Dilazioni su compravendite
Le dilazioni commerciali rappresentano una categoria intermedia. In questo caso non vi è
uno scambio omogeneo tra denaro oggi e denaro domani, bensì uno scambio tra una
prestazione reale immediata (consegna di un bene o servizio) e una controprestazione
monetaria futura. Dal punto di vista finanziario, tuttavia, anche questa operazione può
essere rappresentata come una sequenza di flussi di cassa.
4. Donazione
La donazione è una prestazione economica senza contropartita. Dal punto di vista
tecnico-finanziario, essa genera un flusso unilaterale e può essere analizzata con gli stessi
strumenti delle altre operazioni quando si tratta di valutare il valore temporale.
Trasferimento dei flussi di cassa nel tempo
La finanza si fonda sulla possibilità di rendere confrontabili flussi collocati in momenti diversi.
Poiché il denaro ha un valore temporale, non è possibile confrontare direttamente un euro
oggi con un euro domani. È necessario riportare i flussi alla stessa data attraverso
operazioni di trasferimento nel tempo. Le regole fondamentali sono tre.
Regola 1 - Omogeneità temporale
I flussi che si manifestano alla stessa data possono essere liberamente confrontati, sommati
o sottratti. Se due flussi sono collocati in momenti diversi, devono prima essere trasferiti alla
stessa data di riferimento. Questa regola garantisce coerenza logica e impedisce confronti
distorti.
Regola 2 - Capitalizzazione
Un flusso collocato in una data precedente può essere trasferito in avanti nel tempo
mediante la capitalizzazione. Capitalizzare significa determinare il valore futuro di una
somma investita a un certo tasso di interesse. La capitalizzazione riflette l’idea che il denaro,
se investito, genera interessi nel tempo. Il tasso r rappresenta il costo opportunità del
capitale.
Regola 3 - AttualizzazIone
L’operazione inversa alla capitalizzazione è l’attualizzazione, che consente di trasferire un
flusso futuro a una data precedente. Attualizzare significa determinare quale somma oggi è
equivalente a un flusso futuro, tenendo conto del rendimento alternativo disponibile.
L’attualizzazione può essere interpretata come l’operazione implicita in un contratto di
finanziamento: il soggetto cede un credito futuro in cambio di una somma immediata,
pagando implicitamente un interesse.
La capitalizzazione
La capitalizzazione consiste nel determinare il valore futuro di un capitale disponibile oggi,
n
investito per n periodi al tasso di interesse r. Formalmente VF =C (1+r) , dove
n 0 3
- C è il capitale iniziale al tempo 0
0
- r è il tasso di interesse per periodo
- n è il numero di periodi
- VF è il valore futuro al tempo n
n
Dal punto di vista economico, la capitalizzazione rappresenta un’operazione di investimento:
il soggetto rinuncia a consumare oggi una somma per ottenere in futuro una somma
n
maggiore. Il fattore (1+r) incorpora la remunerazione del capitale nel tempo. La
capitalizzazione consente di rendere confrontabile un flusso iniziale con un flusso futuro,
perché li colloca alla stessa data finale.
L’attualizzazione
L’attualizzazione è l’operazione inversa della capitalizzazione. Consiste nel determinare il
valore oggi di un flusso futuro, scontandolo al tasso di interesse r. Formalmente
n
VA =C /(1+r) , dove
0 n
- C è il flusso futuro
n
- VA è il valore attuale equivalente
0
Dal punto di vista economico, l’attualizzazione rappresenta implicitamente un’operazione di
finanziamento: il soggetto cede un flusso futuro per ottenere una somma immediata. Il
n
denominatore (1+r) riflette il costo opportunità del capitale. L’attualizzazione rende
confrontabile un flusso futuro con un flusso presente, riportandoli alla stessa data iniziale.
Nozioni importanti
1. Interesse e tasso di interesse
L’interesse è il compenso riconosciuto al finanziatore per aver rinunciato temporaneamente
alla disponibilità di una somma di denaro. Rappresenta il prezzo del tempo nei mercati
finanziari. L’interesse si determina applicando un tasso di interesse (indicato con i o r), che
esprime la remunerazione percentuale del capitale per unità di tempo. Il tasso dipende da
tre elementi fondamentali
- importo dell’operazione
- durata
- rischio dell’operazione
Il tasso di interesse svolge una funzione centrale nella finanza perché consente di trasferire
flussi nel tempo tramite capitalizzazione e attualizzazione. Il sistema finanziario permette di
scambiare potere d’acquisto presente contro potere d’acquisto futuro a condizioni
determinate dal tasso di mercato. Lezione 20.02
Valutazione delle rendite
Le rendite sono serie regolari di flussi di cassa, cioè sequenze in cui l’ammontare dei flussi
segue una regola semplice e ripetitiva. Proprio per questa regolarità, possono essere
descritte con poche variabili e valutate tramite formule compatte, senza dover attualizzare
uno per uno tutti i flussi. In finanza aziendale le rendite sono cruciali perché molte operazioni
reali hanno struttura a rendita (es. stipendi, canoni, rate, cedole obbligazionarie). La
valutazione delle rendite si basa sempre sul principio del valore temporale del denaro: per
confrontare flussi distribuiti nel tempo occorre riportarli a una stessa data, tipicamente il
tempo 0, tramite attualizzazione al tasso r, che rappresenta il costo opportunità del capitale
(e consente di trasformare flussi futuri in un valore equivalente oggi. Le formule di rendita
(costante o crescente, finita o infinita) sono quindi applicazioni dirette dell’attualizzazione e
4
costituiscono un passaggio chiave per criteri come VAN, valutazione di titoli e stima del
valore d’impresa.
Le tipologie di rendita
1. rendita costante finita
Una rendita costante finita è una serie di flussi di cassa di importo costante C, che si ripete
per un numero finito di periodi N, a intervalli regolari. La valutazione parte dalla definizione di
valore attuale come somma dei valori attuali dei singoli flussi:
Poiché i termini della serie formano una progressione geometrica, la sommatoria si esprime
nella forma chiusa
Il valore attuale misura quanto vale oggi, in un’unica somma equivalente, il diritto a ricevere
C per N periodi, scontando al tasso r. Il tasso r è la regola di equivalenza scelta dal mercato.
2. rendita costante infinita
La rendita costante infinita è una rendita in cui i flussi di importo costante C si ripetono per
un numero infinito di periodi. Essa rappresenta il caso limite della rendita costante finita.
Partendo dalla formula della rendita costante finita e facendo tendere N all’infinito, si ottiene
Il valore attuale di una rendita costante infinita dipende quindi dal rapporto tra il flusso
periodico C e il tasso di attualizzazione r. Più alto è il flusso, maggiore sarà il valore della
rendita; più alto è il tasso di attualizzazione, minore sarà il valore attuale.
3. rendita crescente finita
La rendita crescente è una serie regolare di flussi di cassa che crescono nel tempo a un
tasso costante g. A differenza della rendita costante, i flussi non sono tutti uguali, ma
aumentano progressivamente secondo una legge geometrica. Il valore attuale della rendita
crescente finita si ottiene attualizzando ciascun flusso crescente alla data iniziale. La formula
è
Questa formula deriva dalla somma di una progressione geometrica. Il valore attuale della
rendita crescente dipende dal rapporto tra il tasso di crescita g e il tasso di attualizzazione r.
5
Se i flussi crescono rapidamente, il valore attuale tende ad aumentare; se il tasso di
attualizzazione è elevato, il valore attuale tende a diminuire.
4. rendita crescente infinita
La rendita crescente infinita è una rendita in cui i flussi crescono indefinitamente nel tempo
al tasso costante g. Essa rappresenta il caso limite della rendita crescente finita. Facendo
tendere N all’infinito, il risultato dipende dal rapporto tra g e r. Se g<r, si ottiene:
Se invece g>r, il limite tende a infinito, perché i flussi crescono a un tasso superiore rispetto
al tasso con cui vengono attualizzati. Di conseguenza, il valore della rendita non converge a
un valore finito. Per questo motivo, la formula della rendita crescente infinita è applicabile
solo se g<r. Questa condizione è essenziale dal punto di vista economico-finanziario, perché
garantisce che il valore attuale della rendita sia finito.
Lezione 24.02
Le obbligazioni
Le obbligazioni sono strumenti finanziari che rappresentano un rapporto di debito. Esse
rappresentano quote di un prestito attraverso il quale un soggetto emittente, come uno
Stato, un ente pubblico, una banca o un’impresa, raccoglie capitale dagli investitori.
Acquistando un’obbligazione, l’investitore presta denaro all’emittente e diventa suo
creditore. In cambio acquisisce il diritto di ricevere nel tempo una serie di flussi di cassa
stabiliti dal contratto. Per questo si dice che il titolo obbligazionario incorpora i diritti del
creditore nei confronti del debitore, cioè rappresenta il diritto dell’investitore a ricevere
quanto gli spetta dall’emittente. Le obbligazioni nascono nel mercato primario attraverso
un’operazione di emissione. In questa fase l’emittente divide il prestito complessivo in
numerose quote di uguale valore, ciascuna rappresentata da un’obbligazione. In questo
modo può raccogliere anche importi molto elevati coinvolgendo un gran numero di
investitori. Ogni obbligazione rappresenta quindi una quota del prestito complessivo e
viene acquistata dagli investitori che decidono di finanziare l’emittente. Una volta emesse, le
obbligazioni possono essere scambiate nel mercato secondario, come la Borsa o altri
mercati finanziari. Poiché i diritti del creditore sono incorporati nel titolo, l’investitore può
vendere l’obbligazione a un altro investitore prima della scadenza. Chi acquista il titolo
diventa il nuovo creditore e acquisisce tutti i diritti collegati all’obbligazione. Questo
meccanismo rende l’investimento liquido, perché permette di trasformare il titolo in denaro
senza dover aspettare il rimborso finale da parte dell’emittente.
Dal punto di vista finanziario, un’obbligazione è caratterizzata da una sequenza di flussi di
cassa futuri, cioè da tutti i pagamenti che l’investitore riceverà durante la vita del titolo. Le
obblig
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