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17/02/21

L’incubo di foucault (parla della costruzione di un'emergenza sanitaria)→in questo libro c'è

un capitolo “l’universitas” che parla di scuola e università,spiega come il lockdown abbia

cambiato la scuola e come per il prof sia peggiorata.

radbruch→più grande filosofo del diritti del 900.

formula di Radbruch→il prof ha fatto questo,su quanto riguarda la scuola. Lui si è riferito a

questo per giustificare la sua posizione di dissenso,cioè aver scelto di fare lezione con

questi sistemi che per lui sono la negazione delle università pubbliche,perché diventano

università telematiche.

In breve, la formula di Radbruch postula che laddove la legge scritta sia incompatibile con i principi

di giustizia sostanziale, o la legge statutaria sia stata posta in essere esplicitamente in aperto

contrasto con «il principio di uguaglianza che costituisce il fondamento di tutta la giustizia», la legge

statutaria deve essere disapplicata dal giudice per ragioni di giustizia sostanziale. Il principio di

diritto contenuto nella formula fu accolto dalla Corte costituzionale federale della Germania in

diverse pronunce. GRANDE DIVISIONE DELLA FILOSOFIA

Questo è un corso di filosofia pratica→Il servizio sociale a genova fa parte del dipartimento

di giurisprudenza,in cui si formano i giuristi e per loro una materia fondamentale è la filosofia

del diritto nel primo anno,si è deciso di intitolare questo corso invece del servizio sociale

filosofia pratica distinguendo radicalmente la filosofia teoretica e quelle pratica.

la grande divisione della filosofia è tra(divisione di Kant):

-TEORETICA: la filosofia teoretica si occupa di una conoscenza teorica,per conoscenza

teorica si intende la metafisica,cioè ciò che è oltre la fisica. La teoretica quindi è la scienza

dell’essere in quanto essere(ontologia).

-PRATICA: è la scienza del dover essere. In questa si studia la condotta umana,come gli

uomini vivono/interagiscono/agiscono. La condotta umana viene studiata attraverso

(questo corso si occupa solo di conoscenza pratica,quindi di morale,diritto e politica)

SFERA DELL'ETICITÀ(Hegel l’avrebbe chiamata così)

Le istituzioni che sono: famiglia(morale),società civile(diritto/economia),stato(politica).

Questa sfera riguarda diverse istituzioni,ha a che fare con la concretezza e con la condotta

umana→che si svolge in istituzioni socialmente esistenti. Un esempio di istituzione

socialmente esistente è la famiglia(primo nucleo in cui è introdotto un essere umano),la

scuola invece è il primo luogo del contatto sociale del bambino,questo perché prima la sua

vita era all’interno del nucleo familiare(nucleo limitato di persone),poi con la scuola entra a

far parte di qualcosa di più ampio. La scuola comincia il lavoro di formazione del

bambino,che poi continua attraverso le elementari,l’università,il lavoro ecc…

e si entra così a far parte di una dimensione sociale,questo perché il lavoro è sociale(oggi

non lo è tanto perchè c’è lo smart working)

↓ : sociale nel senso che mi incontro con i colleghi/professori,oggi

LAVORO SOCIALE

l’università online non è così. La dimensione sociale quindi ultimamente non c’è più,perchè

“sociale” vorrebbe dire uscire di casa,ma dato che non lo facciamo più non esiste più

dimensione sociale. Poi c'è anche lo stato che non si identifica solo con la società,alcuni

aspetti morali si assimilano nel nucleo familiare e quando entriamo nella società civile non si

perde la dimensione morale,ma è ovvio che nella società civile si ha a che fare con

l’organizzazione giuridica e economica. L’economia e il diritto nella società sono

importanti,anche perché l’economia viene regolata dal diritto. Una società senza stato

magari può esistere ma una società senza diritto no,perché il diritto da vita a delle regole

fondamentali di convivenza umana.

Noi parliamo di diritto quando ci troviamo davanti a libri che hanno valore di legge/vincolanti

non moralmente (la bibbia è vincolante moralmente per i credenti) ma giuridicamente (es. il

codice più importante è la costituzione,che è un codice di diritto pubblico,ed è il più

importante perché lì vengono scritti i diritti e i doveri fondamentali di tutti i cittadini).

FILOSOFIA DIVISA IN DUE MODELLI

La distinzione fondamentale della filosofia pratica è in 2 modelli concettuali,sono due modelli

che si sono contrapposti uno all’altro nella filosofia pratica,anche oggi sono presenti,e sono:

1) MODELLO ARISTOTELICO→modello che ha dominato per millenni,nella filosofia

greca,sostanzialmente fino al 600(epoca moderna),quindi fino ad Hobbes ha avuto influenza

come modello filosofico. Questo modello trova la sua più efficace espressione nella politica

aristotelica. Per spiegare il modello aristotelico il prof cita un passo della politica

aristotelica:“la comunità che si costituisce per la vita quotidiana secondo natura è la

famiglia,mentre la prima comunità che risulta da più famiglie,in vista dei bisogni

non quotidiani è il villaggio,la comunità che risulta da più villaggi è la polis,da

queste considerazioni è evidente che la polis è un prodotto naturale e che l'uomo

per natura è un animale politico”

commento della citazione: quindi il primo elemento è la famiglia,poi il villaggio che non è

societa civile,ma ci fa capire che c’è una situazione intermedia che non è ancora la polis.

Nella famiglia io soddisfo i miei bisogni quotidiani(mangiare,avere una casa,avere dei

vestiti),la prima comunità (familiare) serve per soddisfare i bisogni della famiglia,ci sono però

anche bisogni non quotidiani(avere un'attività che ti consenta di sostenerti),questi non si

riescono a soddisfare all’interno della famiglia,ma solo uscendone. Aristotele poi parla anche

dei villaggi che sono piccole comunità formate da un insieme di famiglie. Infine Aristotele

afferma che c’è anche bisogno della polis,essa è formata da più villaggi(secondo lui la polis

è la comunità politica),quindi Aristotele afferma che la polis non è qualcosa di artificiale ma è

un prodotto naturale. Afferma anche che l’uomo per natura è un essere politico/sociale,è un

animale con una caratteristica particolare che è di essere “politico per natura”.

La polis è il risultato di un processo evolutivo: prima c’è la famiglia,poi il villaggio e poi più

villaggi creano la polis. L'uomo sta al centro di questa costruzione. Siamo di fronte a un

modello che si sviluppa con continuità,la famiglia è il primo nucleo sociale,poi ci sono i

gruppi di famiglie,poi i villaggi e infine la polis,e il nucleo è sempre l’uomo come essere

sociale(l’uomo non è un individuo isolato,questo perché l’uomo è sempre all’interno di una

comunità es. piccola come la famiglia oppure grande come la società).

il modello aristotelico quindi si basava su un fondamento antropologica che è ”l’uomo è un

essere sociale”,cioè che non riesce a vivere/sopravvivere da solo Es.un bambino senza

genitori non vive perché non può procurarsi cibo,l'uomo quindi è sociale dalla nascita cioè

non riesce a vivere da solo. “sociale” perché dalla famiglia l'uomo alla fine non vive solo

nella famiglia ma anche all’interno del villaggio,lavorando e partecipando alla vita pubblica

della propria polis. Questo modello mantiene la sua forza fino all’età moderna(tutto periodo

antico e medievale),il cambiamento avviene quando lo stato politico(della polis) non viene

più pensato come lo spontaneo prolungamento dello stato naturale,ma come il risultato di un

contratto stipulato da individui che originariamente erano indipendenti,e che decidono di

abbandonare lo stato di natura e di dar vita allo stato civile attraverso un patto

sociale,questo modello arriva da Hobbes fino a Kant(600/700 nel periodo del

giusnaturalismo moderno).

comunità politica→insieme di cittadini liberi che fanno parte di una comunita piu ampia di

un semplice insieme di famiglie,insieme di cittadini liberi che decidono la sorte della

propria comunità.

2) MODELLO HOBBESIANO→ quindi il modello di Aristotele era un modello

evolutivo/organico(cerchi concentrici). In questo modello abbiamo una frattura,è un modello

"dicotomico" perché o c’è lo stato di natura o quello civile,non c’è più l’evoluzione,quì o

l'uomo si trova nello stato di natura o nello stato civile.

Per passare dallo stato di natura allo stato civile(per i giusnaturalisti) serve il contratto.

E’ necessario passare dallo stato di natura allo stato civile perché lo stato di natura è uno

stato di guerra in cui l’uomo può perdere la sua vita(perché è uno stato di guerra).

Quindi si è in uno stato di guerra di “tutti contro tutti”,e durante la guerra si mette a

repentaglio la propria vita,che si può perdere,è quindi necessario passare allo stato civile

perchè è l'unico modo per entrare in uno stato di pace tra gli uomini.(pensiero che parte da

Hobbes fino a Kant). Hobbes dice tutto questo per far capire che se gli uomini non hanno un

contratto si sbranano a vicenda. Hobbes la vede così,che lo stato di natura è guerra,altri la

vedevano diversamente,per esempio Pufendorf diceva che non per forza lo stato di natura

fosse di guerra,semplicemente le persone non si riuscivano a soddisfare i loro bisogni

materiali perché era uno stato di miseria,ma non c'era la guerra,comunque bisogna uscire lo

stesso da questo stato perchè è uno stato di miseria.

PREMESSA ANTROPOLOGICA

Tra i due modelli c'è una diversità nella premessa antropologica:

-modello aristotelico: l’uomo è naturalmente sociale(modello ottimistico nei confronti della

natura umana).

-modello hobbesiano: “homo homini lupus”,cioè l’uomo per l’altro uomo è un lupo,qualcuno

che ti attacca per farti del male. (modello pessimistico nei confronti della natura umana).

Questa è una citazione di Hobbes (estratta dal suo libro “de cive” del 1642) e questa frase

segna la crisi del modello aristotelico: "La maggior parte degli scrittori politici suppongono o

pretendono o postulano che l'uomo sia un animale

già atto sin dalla nascita a consociarsi (i Greci dicono

animale politico), e su questa base costruiscono le

loro teorie politiche come se non vi fosse bisogno per

conservare la pace e l'ordine di tutto il genere

umano,di null'altro che di una concorde

osservanza,da parte degli uomini,di determinati patti

e condizioni che essi stessi chiamano senz’altro

leggi. Ma questo assioma è falso….”

Anche se qui non viene citato Aristotele è evidente che sia lui ad essere criticato. Tutta la

filosofia antica/medievale nelle poche parole di Hobbes veniva messa in discussione,e da

quì si inizia a costruire lo stato moderno,cioè da qui nascono le monarchie del 600/700.

SINTESI

: gli individui sono dalla nascita inscritti in un ordine sociale che li

PER ARISTOTELE

costituisce. Si passa spontaneamente dalla famiglia alla polis.

: si parte da individui singoli e isolati dai quali per contratto scaturisce lo

PER HOBBES

stato. Si passa dallo stato naturale allo stato politico con un contratto.

La filosofia pratica moderna è cambiata con l’approccio Hobbesiano,e Pufendorf si muove

nella logica Hobbesiana. EPOCA TARDO-ANTICA

In epoca tardo-antica(alto medioevo) l'Imperatore Giustiniano (527-565 d.C.), decise di far

raccogliere in un complesso organico tutto quello che aveva a che fare con il diritto(il diritto

nasce a roma con giustiniano)che era sparso in diverse opere di giuristi romani e nelle

costituzioni imperiali. ↓

Così decise di raccogliere insieme gli “iura”(produzione giurisprudenziale,tutta la sapienza

dei giuristi romani) e le “leges”(le leggi vigenti),e diede luogo al “corpus iuris”,che

comprendeva:

-codex iustinianus→raccolta di leggi.

-digesta o pandectae→raccolta delle opere dei giuristi romani.

-institutiones→è un manuale a uso scolastico,è un trattato elementare di diritto per la

preparazione dei giuristi.

-codex repetitae praelectionis→integrava il codex(codice).

Fu questo il primo grande tentativo di codificazione. La cosa importante del corpus iuris sono

i “digesta” e le “institutiones”.

Nell’alto medioevo poi il diritto si perse e si riscoprì nel basso medioevo(1100),si riprese

proprio il diritto romano(corpus iuris),e nasce il diritto medievale che non è altro che il

tentativo di interpretare il diritto romano,e cercare di adattarlo alle nuove esigenze del

tempo. Per adattare il diritto romano dovevi basarti sul “digesto”,capire cioè come

argomentavano i giuristi romani,e cercare di dare un significato attraverso “l’interpretazio”

alla legge “lex”. L’interpretazio veniva equiparata alla legge(interpretazio e lex erano fonti del

diritto). CODICE MODERNO

Il codice moderno viene elaborato dalle dottrine del giusnaturalismo moderno,e quindi a

partire da Pufendorf. Il codice moderno nasce come un modello alternativo al corpus iuris.

è caratterizzato da 3 aspetti:

-unità di materia→non c'è più un corpus generalizzato,ma ce ne sono di più(più codici

diversi),c’è quindi una catalogazione a seconda delle esigenze del popolo.

-coerenza→non devono esserci contraddizioni in un codice,se ho dentro a un codice

disposizioni in contraddizione non sta in piedi.

-completezza→se un giudice deve giudicare in base a un codice deve essere completo,se ci

sono lacune non riuscirà ad utilizzarlo.

-il codice deve avere un’area di vigenza geograficamente delimitata es. Il codice civile

italiano non vale in germania,ogni codice vale per il suo paese.

-non deve essere eterointegrabile:cioè integrabile dall’esterno,perché se dovessi riuscire a

integrarlo dall’esterno perdo la coerenza e alla completezza del codice,perchè vorrebbe dire

che è incompleto.

Il codice moderno nasce da 2 fattori :

-creazione di un nuovo soggetto politico→che richiedeva la formazione di un nuovo

diritto,cioè il diritto romano non bastava più e per questo il nuovo soggetto politico è lo stato.

-ascesa di un nuovo soggetto sociale→senza questo grande soggetto politico(stato) non ci

sarebbero state le codifiche moderne,come non ci sarebbero state se non fosse emerso il

nuovo soggetto sociale che è la borghesia

Il codice moderno per eccellenza è quello napoleonico(degli inizi dell’800) perché

incarnava i valori del ceto sociale della borghesia

18/02/21 DIRITTO NATURALE

Nella filosofia pratica si distingue tra diritto naturale e diritto positivo,oppure anche tra

giusnaturalismo e giuspositivismo. Si parla di diritto naturale quando si parte dal

presupposto che esistano delle norme che sono universalmente vincolanti,cioè che non

sono legate al tempo e al luogo. Il compito del giusnaturalista è di trovare queste norme

universalmente vincolanti(quali sono,chi le scrive ecc..),quindi questo è il diritto naturale.

Però il diritto naturale è qualcosa di più ampio,comprende il diritto naturale antico,medievale

e moderno. ↓

- →(giusnaturalismo antico) si basava sull'idea dell’uomo come

DIRITTO NATURALE ANTICO

animale sociale e come parte integrante del cosmo che ha struttura teleologico che ha una

sua finalità intrinseca. Per Aristotele tutto ha finalità intrinseca,anche l'uomo ha una finalità

intrinseca(perché è un essere sociale che prima vive nella famiglia ecc.... ) . Quindi in questo

caso le norme le decide la natura/cosmo.

- →posizione centrale ce l’ha dio,perché fondamentale nella

DIRITTO NATURALE MEDIEVALE

costruzione medievale. E’ una concezioni di diritto naturale teologicamente orientata,cioè

che il punto fondamentale è l’esistenza di dio. Quindi in questo caso le norme vengono

strutturate sulla base dell’esistenza di dio.

- →inizia da Thomas Hobbes,e Pufendorf è da collocare nel

GIUSNATURALISMO MODERNO

giusnaturalismo. Centrale diventa l'uomo con il giusnaturalismo moderno(diritto naturale

moderno). Quindi in questo caso è l'uomo che si da le sue stesse regole.

quello che hanno in comune queste tre è che esistono norme che sono universalmente

vincolanti.

Oggi è centrale la salute,che ha sostituito la natura. Mettere centrale la salute è sbagliato

perché stiamo rinunciando a tutto per una pandemia,come se fossimo obbligati ad essere

sani. SVOLTA METODOLOGICA(passaggio da interpretatio a demonstratio)

l’interpretatio per loro non era come l'interpretazione per noi ora Es. oggi c’è codice civile e

c’è un manuale che interpreta il codice civile,la differenza sta nel fatto che il codice civile è

vincolante e il manuale no, l’interpretatio invece in passato era fonte di diritto,i manuali

venivano considerati fonti di diritto come le leggi(nel corpus iuris i digesta,per esempio,erano

quella parte che veniva considerata fonte del diritto).

Nel 600 Pufendorf si rende conto che sino ad allora i giusnaturalisti dell'epoc

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara381 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia pratica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Becchi Paolo.
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