Filologia slava 22-23
13-02-23
Temi unità A:
-Come è formata la comunità etnica e linguistica degli slavi.
-Quali sono le tappe che hanno portato le tribù slave nel cuore dell’Europa e a contatto con le principali
potenze politiche dell’Europa medievale.
-Quali sono le conseguenze del contatto politico e culturale tra gli Slavi e l’Impero Bizantino a Oriente
e i regni germanici a Occidente.
-Come si sviluppa una cultura scritta presso gli Slavi e quali sono le sue caratteristiche.
-Che cos’è il paleoslavo e quali erano i suoi ambiti funzionali.
Temi unità B:
-Alfabeto, fonetica, morfologia e sintassi del paleoslavo
-Quali tracce sono rimaste nel russo del paleoslavo nelle diverse fasi del suo sviluppo storico?
-Quali sviluppi ha avuto il paleoslavo negli altri paesi di lingua slava?
-Come si inserisce il paleoslavo nel panorama indoeuropeo?
-Lettura di un passo dal ‘Codex Marianus’
-‘The dawn of slavic’ (pp.103-160) Alexander Schenker
Temi unità C:
-La vita di Santa Caterina d’Alessandria e la santità femminile.
Žitie
-Lettura di passi scelti da Dimitrij, i stradanie svjatyja velikomu enicy Ekateriny, Kyiv 1689
č
Gli slavi sono stati isolati per moltissimo tempo dal resto del mondo indoeuropeo e a differenza delle
lingue europee che si sono evolute combinandosi tra loro, gli slavi tutt’oggi mantengono una forte
familiarità tra loro.
Che cos’è la filologia slava?
La filologia slava fa riferimento alle lingue slave (russo, ucraino, bielorusso, polacco…), per le quali è
stata stabilita un’origine comune nel cosiddetto protoslavo o slavo comune (i due termini sono
interscambiabili e indicano la medesima cosa). Il protoslavo è una lingua non attestata storicamente
perché è solo orale non ci è stata tramandata con scritti. Il paleoslavo è la lingua di cui abbiamo
testimonianze.
La disciplina si occupa della genesi delle lingue slave, in particolare nella loro fase medievale, attraverso
testi letterari e pratici. Come le altre filologie parte da una prospettiva di tipo genealogico.
Пить пити п ць пия
Genesi di una parola: = bere in russo moderno, in ucraino i in bielorusso, in
рō рī
bulgaro, píti in ceco, pié in polacco. Da una radice indoeuropea * i-:* - («bere») da cui derivano
νω ō
ί̄
anche il latino bibere «bere» (da una forma più antica *pibere) e il greco π [pìn ] «bevo» (da cui il
termine «simposio», «banchetto», cioè un’occasione in cui «si beve insieme»).
1
14-02-22 Le lingue slave: visione d’insieme
Le lingue slave oggi:
Le lingue slave moderne si dividono in tre ceppi:
• Lingue slave orientali
• Lingue slave occidentali
• Lingue slave meridionali
• I tre fondamentali ceppi slavi presentano numerose affinità interne, ma anche reciproche.
• Tutte le lingue slave, nel complesso, si mostrano sostanzialmente più vicine tra loro rispetto
alle lingue romanze e germaniche, rendendo possibile la comprensione reciproca.
2 I tre ceppi slavi sulla carta geografica:
Le lingue slave meridionali
Ne fanno parte: sloveno, croato, serbo, bosniaco, montenegrino (sottogruppo occidentale) macedone,
bulgaro (sottogruppo orientale).
Macedone e bulgaro hanno perso l’infinito. Macedone e moldavo hanno perso i casi. Tutte e tre le
lingue stanno sviluppando l’articolo.
Lo sloveno
■ Lo sloveno è parlato come lingua-madre da poco più di 2 milioni di persone, stanziate
principalmente in Slovenia ed è diffuso in alcune zone di Italia, Austria, Ungheria e Croazia.
■ È la lingua ufficiale della Slovenia e co-ufficiale di alcuni enti locali del Friuli-Venezia Giulia.
■ La lingua slovena comprende sette gruppi di dialetti molto diversi.
■ La notevole diversità tra i dialetti si deve innanzitutto al carattere montuoso della regione e alla
diversa provenienza delle antiche tribù protoslave che si insediarono in questi luoghi.
Serbo-croato, serbo, croato, bosniaco, montenegrino
Il serbo-croato fu creato nel 1850 come entità linguistica super-etnica che unisse serbi e croati.
Tra altre fortune è sopravvissuto fino all’inizio degli anni Novanta
3
Il serbo ž ć
■ La lingua letteraria serba, codificata verso la metà del 19° sec. da Vuk Karad i , si caratterizza
rispetto al croato per fatti fonetici (pronuncia dura della l), morfosintattici (semplificazione dei
tempi passati, perdita dell’infinito) e per un lessico ricco di prestiti.
Il croato
■ A caratterizzare la lingua letteraria croata, codificata nello stesso periodo da Ljudevit Gaj, sono
l’uso vivo dell’aoristo e dell’imperfetto, il mantenimento dell’infinito e una spiccata tendenza
puristica nella creazione dei neologismi
Il bosniaco
■ Per lungo tempo il bosniaco non fu standardizzato a causa di due fattori:
■ Durante la dominazione ottomana, l'élite bosniaca scriveva quasi esclusivamente in lingua
straniera (arabo, turco, persiano). La letteratura vernacolare, scritta in un alfabeto arabo
modificato (arabica), era scarsa e molto dispersa nel paese.
■ L'emancipazione nazionale dei bosniaci rimase all'ombra di quella di serbi e croati.
Il montenegrino
■ Il montenegrino è la lingua ufficiale del Montenegro da quando ha dichiarato l'indipendenza
dalla Serbia nel 2006 mentre in precedenza nelle istituzioni e nel sistema educativo era
ufficiale il serbo sotto la dicitura di serbo-montenegrino.
■ Ha circa 140000 locutori. La sua grammatica è stata codificata nel 2007.
■ Tuttavia, il montenegrino non è ancora del tutto standardizzato ed è considerato dai linguisti
una variante sub-nazionale del serbo.
4 Il bulgaro
■ Il bulgaro è parlato da circa 7,8 milioni di persone, la maggior parte delle quali (circa 7
milioni) stanziate in Bulgaria. Gli altri 700.000 locutori sono sparsi tra Moldavia, Ucraina,
Romania, Grecia, Serbia, Turchia, Ungheria, Israele, Stati Uniti e Canada.
■ È la lingua ufficiale della Bulgaria. È lingua co-ufficiale o minoritaria riconosciuta in Moldavia,
Romania e Serbia.
Il macedone
■ Il nome della Macedonia è attualmente oggetto di varie controversie tra bulgari e greci, che
non riconoscono l’esistenza della Macedonia come nazione e del macedone come lingua
nazionale.
■ Indipendente dal 1991.Nel 2018 è stata oggetto di discussioni tra Grecia e Bulgaria in quanto
non vogliono riconoscerla come autonoma e come tale non vogliono chiamarla Macedonia.
Nel 2018 questa disputa si è conclusa arrivando ad un compromesso, alla Macedonia è stato
concesso di chiamarsi “Macedonia del Nord”.
■ La lingua macedone moderna ha lo status di lingua ufficiale solo in Macedonia del Nord ed è
riconosciuto come lingua minoritaria in parti dell'Albania. Fu codificata nel 1944.
■ Dei paesi confinanti della Macedonia del Nord, solo la Serbia e l'Albania riconoscono la
lingua macedone, mentre non viene riconosciuta dalla Grecia e dalla Bulgaria.
■ Secondo gli ultimi censimenti, il numero dei locutori oscillerebbe tra i 2 e i 3 milioni di
persone.
Le lingue slave orientali
■ Le moderne lingue slave orientali erano tutte localizzate all’interno dell’ex Unione Sovietica.
Il fatto di appartenere alla stessa compagine statale ha inevitabilmente innescato dei processi
di uniformazione, in chiara controtendenza rispetto alle spinte centrifughe degli slavi
meridionali.
■ Ne fanno parte: russo, bielorusso e ucraino.
■ Gli slavi orientali sono il gruppo più compatto ed omogeneo: Ortodossi, usano l’alfabeto
cirillico.
■ Il loro centro politico-culturale è stato prima a Kiev e poi a Mosca e San Pietroburgo.
Come conseguenza dell’espansione dell’Impero russo a sud e ad est convivono con un buon
numero di lingue non indoeuropee, oltre che con le lingue baltiche a nord-est
5 Il russo
■ Il russo è la lingua madre della maggioranza della popolazione della Russia e di parte della
popolazione in quasi tutti i Paesi ex sovietici.
■ Si stima che il russo sia parlato da 180 milioni di persone come lingua madre (L 1) e da altri
120 milioni come seconda lingua (L 2).
■ La maggior parte dei madrelingua si trova nella Federazione Russa (146 milioni al censimento
2010). Seguono l'Ucraina (8,3 milioni), il Kazakistan (6,2 milioni), l'Uzbekistan (1,7 milioni), il
Kirghizistan (1,4 milioni) e la Bielorussia (1,3 milioni). Nelle altre ex repubbliche sovietiche si
trovano complessivamente 3 milioni di locutori L 1.
■ Il prestigio del russo è stato certamente favorito dal suo uso come lingua veicolare e come
lingua della cultura, dell’educazione, della scienza e del commercio in buona parte
dell’Unione Sovietica, un ruolo che attualmente sta venendo sostituito dall’inglese, ma che è
in parte ancora valido.
■ Si calcola che dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio 2022, circa 700,000
russi abbiano lasciato il paese.
■ Le principali destinazioni di questa ondata migratoria sono: Turchia, Georgia, Armenia,
Serbia, Grecia e Bulgaria.
L’ucraino
■ La lingua ucraina è parlata da 36 milioni di persone.
■ La maggior parte dei locutori si trova in Ucraina, dove nel 2001 ne sono stati censiti 32
milioni. Fuori dell'Ucraina, le comunità linguistiche più numerose si trovano in Kazakistan
(898.000 locutori), Moldavia (600.000), Polonia (150.000), Romania (57.600) e Lituania
(45.000).
■ Prima dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio 2022, la maggior parte dei
locutori si trovava in Ucraina, Si calcola che dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina il 24
febbraio 2022, circa 700,000 russi abbiano lasciato il paese.
■ Le principali destinazioni di questa ondata migratoria sono: Turchia, Georgia, Armenia,
Serbia, Grecia e Bulgaria.
6 ■ A quasi un anno dall’inizio dell’aggressione militare russa Agence France Press ha raccolto
queste statistiche: 8 milioni di ucraini hanno lasciato il paese, di questi 1,5 milioni risiedono in
Polonia, 5 milioni di ucraini sono profughi interni, cioè si sono trasferiti dalle zone del fronte
alle relativamente più tranquille regioni centro-occidentali del paese.
Russo e ucraino a confronto:
Il bielorusso
■ Il bielorusso è parlato complessivamente da quasi 8 milioni di persone, la maggior parte delle
quali vivono in Bielorussia, dove nel 2001 si contavano 6,72 milioni di locutori.
■ Fuori dalla Bielorussia le comunità linguistiche più numerose si trovano in Ucraina (276.000
locutori nel censimento 2001) e in Polonia (220.000 nel 2001).
■ Il bielorusso ha una grafia che ci mostra tutto e allo stesso modo le parole si pronunciano
come si scrivono.
Russo e bielorusso a confronto
7
Le lingue slave occidentali
▪ Di questo gruppo fanno parte ceco, slovacco, polacco e sorabo (inferiore e superiore)
▪ Le lingue slave occidentali coprono le attuali Polonia, Repubblica ceca e slovacca e una
piccola porzione dell’attuale Germania.
▪ Sono divise in: un ramo settentrionale o lechitico (polacco e sorabo), un ramo meridionale
(ceco e lo slovacco)
▪ Secondo alcuni linguisti le lingue sorabe rappresentano un momento di transizione tra i due
gruppi.
■ Ci sono poi due lingue estinte: il polabo (estinto nel XVIII secolo) e lo slovinzo, una lingua
slava parlata in Pomerania (una regione polacca sul Mar Baltico) entro un’area compresa tra i
Ł
laghi Gardno e ebsko.
■ Lo slovinzo si estinse come lingua della propria comunità e venne rimpiazzata dal basso
tedesco all'inizio del XX secolo. Singole parole ed espressioni sopravvissero fino alla Seconda
guerra mondiale.
■ Gli slavi occidentali sono prevalentemente cattolici e protestanti e usano l’alfabeto latino.
■ Hanno avuto contatti diretti a est con gli slavi orientali (ucraini e bielorussi), con i baltici, con i
popoli germanici a sud e a ovest e con gli ungari a sud-est.
Il ceco
■ La lingua ceca è la lingua ufficiale della Repubblica Ceca. Nel mondo è parlata da più di 13
milioni di persone.
Lo slovacco
■ Lo slovacco è parlato complessivamente da 5 milioni di persone nel mondo. La maggior parte
si trovano in Slovacchia (4,6 milioni di locutori nel 2001).
8 ■ Fuori dalla Slovacchia, le comunità linguistiche più numerose si trovano in Repubblica Ceca
(193.000 locutori nel 2001), e in Serbia (80.000), dove, insieme ad ungherese e rumeno, è
una delle lingue ufficiali della provincia autonoma della Voivodina.
Il polacco
■ Con polacco si definiscono la lingua e gli abitanti del territorio che per secoli, e pur con varie
oscillazioni, ha avuto in Varsavia il suo centro politico e amministrativo.
■ Il polacco è la lingua ufficiale della Polonia ed è parlato come lingua madre da circa 44
milioni di persone.
Il casciubo
■ Il casciubo appartiene al gruppo lechitico delle lingue slave occidentali.
■ È parlato da circa 5000 persone nell’area di Danzica, anche se circa 500000 persone si
definiscono etnicamente casciube pur parlando polacco.
■ La maggior parte dei casciubi vive nelle campagne. L’intelligencija è concentrata nelle città di
Danzica, Wejherowo e Koscierzyna.
■ Stanziati in Pomerania, una regione della Polonia baltica che nei secoli ha visti visto alternarsi
il dominio danese, tedesco e polacco.
■ Il casciubo non ha ancora una forma pienamente standardizzata.
■ La presenza del polacco inoltre crea una situazione di diglossia in cui l’uso del casciubo è
sussidiario.
■ In generale, il casciubo può essere inteso come meno di una lingua e più di una variante
dialettale del polacco.
■ Il più antico documento conservato in casciubo è: Duchowne piesnie Dra Marcina Luthera i
inszich naboznich mezow (canti religiosi dal tedesco
Il sorabo
■ I sorabi sono una popolazione slava, fissatasi in Lusazia (= territorio tedesco tra Sudeti e
Brandeburgo) probabilmente verso la fine del VI secolo.
■ Il sorabo presenta due varianti dialettali, corrispondenti alla divisione territoriale tra Bassa e
Alta Lusazia: il sorabo settentrionale (o inferiore), più vicino al polacco, e il sorabo
meridionale (o superiore), più vicino al ceco.
■ I principali centri urbani della regione (Kottbus, Guben, Forst, Lübben, Bautzen) sono quasi
esclusivamente abitati da popolazione di lingua tedesca
■ Il sorabo si è invece mantenuto in vita in modo relativamente tenace nelle campagne.
■ Il più antico documento scritto in sorabo è una traduzione del Nuovo Testamento risalente al
1547
■ L’uso del sorabo è ufficialmente garantito dalla Costituzione tedesca
9 ■ I principali centri urbani della regione (Kottbus, Guben, Forst, Lübben, Bautzen) sono quasi
esclusivamente germanofoni, mentre il sorabo è parlato soprattutto nelle campagne.
Il polabo
Lingua parlata dalle popolazioni slave dei Polabi che abitavano un tempo nei territori
compresi tra il basso Oder e il basso Elba, attualmente facenti parte dei länder tedeschi del
Brandeburgo, del Meclemburgo-Pomerania Occidentale e della Sassonia-Anhalt. Ł
L’etimologia del termine polabo deriva dal nome slavo del fiume Elba (cfr. polacco aba e
ceco Labe).
Antica area di diffusione del polabo:
Nel corso del tempo, in questi territori ebbe luogo un sensibile processo di germanizzazione
degli slavi. Le lingue polabe vennero soppiantate dal basso-tedesco e scomparvero
definitivamente nel XVIII secolo.
La lingua polaba fu usata anche come lingua scritta e ne restano documenti in libri di
preghiere, liste di vocaboli e iscrizioni.
10 Aree di diffusione di polabo e sorabo: POLABO SORABO
Minoranze slave fuori dall’Europa orientale
➢ Nel territorio molisano è presente una minoranza etno-linguistica croata (2000 persone), unica
in Italia, nei comuni di Montemitro, Acquaviva Collecroce e San Felice del Molise (provincia
di Campobasso)
➢ I primi insediamenti slavi in quest’area risalgono all’inizio del XVI secolo (ca 1520), dopo la
conquista turca della Dalmazia
Gli slavi molisani: distribuzione
Montemitro (in slavo molisano: Mundimitar)
o č
Acquaviva Collecroce (Kru )
o č
San Felice del Molise (Fili )
o
➢ La mancanza quasi completa di turchismi nel lessico dello slavo molisano dimostra che
l’invasione ottomana dei Balcani è il termine ante quem per l’emigrazione.
ā
➢ La mancanza della - al genitivo plurale, così peculiare per la lingua standard croata, dove si è
sviluppata dopo il XVI secolo, ci fornisce un altro termine ante quem.
➢ Lo slavo (croato) molisano si trova oggi in una situazione di contatto linguistico assoluto, nel
senso che tutti i parlanti dominano almeno anche una variante dell'italiano.
➢ All'inizio esisteva quasi esclusivamente il contatto con il dialetto italiano molisano. Con l'unità
d'Italia si aggiunse il contatto con la lingua standard italiana che prevale ormai dal secondo
dopoguerra.
11 ➢ Tenendo conto del suo sviluppo linguistico, indipendente per secoli dal croato, lo slavo
molisano può essere trattato come sistema autonomo, sia per quanto riguarda la sua
grammatica sia per la sua ortografia.
15-02-23
La più antica civiltà slava. Forme sociali, politiche e
culturali
Qual è l’origine del termine «slavo»?
Alcuni linguisti vorrebbero le radici slav-, slov- connesse a «slovo», «parola»
немец
Slavo si porrebbe così in ideale opposizione a (nemec).
немец
è l’etnonimo che in tutte le lingue slave definisce le popolazioni germaniche e che a
немой
sua volta deriva dall’aggettivo (nemoj) «muto&raq
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