NATURA DEI FARMACI
I farmaci possono avere diversa natura chimica:
“semplici”:
Molecole organiche sono la grande maggioranza dei farmaci ed agiscono in
genere con un meccanismo specifico
Macromolecole biologiche (polimeri): proteine, DNA (sta prendendo sempre più piede
soprattutto con l’avvento degli anticorpi monoclonali nella terapia del cancro)
Composti inorganici: agiscono con meccanismo non specifico (NaHCO3 che si utilizza
come antiacido per l’acidità gastrica attraverso l’effetto tampone, H2O2)
sostanza composizione:
Secondo la CEE e la Farmacopea ufficiale, ogni o
Cosa è un medicinale?
Presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane o animali.
Da somministrare all’uomo o all’animale allo scopo di stabilire una diagnosi o di
ripristinare, correggere o modificare funzioni organiche dell’uomo o dell’animale.
FARMACI E MEDICINALI
Un medicinale è costituito da un principio attivo (farmaco) e da eccipienti.
Il principio attivo è responsabile dell’attività farmaco-terapeutica
Gli eccipienti hanno varie funzioni, ma non hanno attività farmacologica (sono inerti, poi
vedremo con i bio-equivalenti che un po’ possono interferire nella cinetica, capacità di
assorbimento)
Come nasce un farmaco?
1) C’è un’idea che nasce da una carenza o da dei farmaci che funzionano ma hanno degli effetti
collaterali o da una patologia per cui non c’è alcun farmaco.
2) I chimici farmaceutici mettono a punto moltissime molecole tutte più o meno simili
(cambiano magari i gruppi funzionali)
3) Questi vengono saggiati in (a livello dei computer)
studi in silico
4) Si passa agli per capire quali di queste molecole ha efficacia terapeutica e
studi in vitro
basso profilo tossico
5) Poi ci sono gli sull’animale (molto complessi dal punto di vista burocratico e
studi in vivo
legislativo, perché l’animale non può esprimere un consenso informato, cosa che invece
l’uomo può fare).
6) Dopodiché si richiede l’autorizzazione agli studi clinici all’Istituto Superiore di Sanità e al
Ministero per l’Italia (diverso per ogni nazione)
fasi pre-registrative
7) Ci sono le (prima che il farmaco arrivi in commercio) composti da 3
fasi:
Fase 1: si arruolano poche persone (max 100), in genere uomini, a meno che non sia un farmaco di
genere, e sani. Questa fase è volta a capire le caratteristiche cinetiche del farmaco per capire per
quale via somministrarla, con quali principi attivi, con quali tempistiche e dosi, eventuali effetti
tossici ecc.
Spesso i medicinali si bloccano in Fase 1 per il profilo di tossicità il cui rischio sovrasta il
I farmaci antitumorali generalmente saltano la fase 1 perché già dalla sperimentazione
beneficio.
animale si è visto il grado di tossicità e quindi si chiede l’autorizzazione a saltare la fase 1 per
tutelare i volontari sani.
L’azienda farmaceutica richiede l’autorizzazione indicando a che dose e con quali tempistiche il
farmaco debba essere somministrato ad un certo gruppo di persone. L’ente autorizzativo e gli
esperti valutano se dare l’accesso alla fase 2.
Fase2: c’è un numero
circoscritto di malati (300-500
persone) per non esporre al
rischio un’intera popolazione.
Si devono tenere conto una
serie di (=
Criteri di Inclusione
vengono inclusi nello studio
tutti gli individui maschi che
hanno un’età compresa tra 18
e 36 anni) e (=
di Esclusione
escludo tutti gli individui che
hanno alterazioni renali,
epatiche, chi fuma, chi beve,
chi prende altri farmaci). In
questa fase, i criteri di
esclusione sono importanti
affinché si abbiano dei dati che
non riflettano una variabilità
statistica importante, perché se
si include una popolazione variegata, la possibilità di avere degli effetti variegati è ampia, quindi
c’è il rischio di non vedere un l’effetto che stiamo cercando.
Fase 3: si allarga la popolazione non solo in termini di numeri, ma anche perché vengono incluse le
persone escluse in fase 2. Si richiede l’immissione in commercio del farmaco: l’Europa lo dà
all’EMA, l’America all’FDA. Il 99% dei farmaci viene messo in commercio con una procedura
L’EMA, attraverso due stati membri, decide se mettere in commercio il farmaco.
centralizzata.
Se il farmaco poteva indurre effetti avversi comuni dipendenti dal meccanismo d’azione (es. ulcera
da FANS, ipotensione importante da farmaci antiipertensivi che induce svenimento) già sulle 1000
persone della fase 3, l’EMA può decidere se metterlo in commercio o meno sapendo che ci sono
questi effetti. Ma quando si hanno degli effetti avversi rari indipendenti dal meccanismo d’azione
(es. reazioni anafilattiche alle penicilline) che si presentano su una persona ogni 100.000, è molto
verosimile che io durante la sperimentazione non l’abbia visto. Infatti, la si vede nella Fase 4 che è
la Farmacovigilanza: il farmaco è in commercio ma comunque si vigila su quello che succede. Le
segnalazioni sugli effetti avversi vengono fatte dal libero cittadino, ma possono essere irrilevanti
perché fatte da persone ipocondriache, dai farmacisti e dai medici. In Italia ci sono poche
segnalazioni perché c’è anche un’errata percezione del rischio, ma quando le segnalazioni sono
molte e da varie parti d’Italia si attua una si riunisce il comitato e si valuta
sospensione temporanea,
se lasciare il farmaco in commercio, restringerlo ad una certa popolazione o ritirarlo dal commercio.
LA SPERIMENTAZIONE PRECLINICA
Richiede degli studi ed quando serve?
in vitro in vivo
Per le indagini farmaco-tossicologiche
o Nelle nuove tecniche chirurgiche es. l’intervento di bypass è ormai di routine perché lo si
o sperimenta sulle persone che arrivano al pronto soccorso. Se voglio vedere come è fatto un
cuore post mortem, non lo posso fare perché dopo 2 min che non batte è già necrotico. Di
solito si utilizza il maiale.
Tollerabilità di impianti e protesi: siccome mettere in commercio un farmaco è molto
o costoso, quando è possibile si mettono in commercio integratori alimentari o dispositivi
medici. Gli integratori alimentari, se naturali, spesso sotto una certa concentrazione viene
accettato come tale (l’immissione in commercio è più semplificata) ma se la supera, diventa
farmaco es. acido folico che ha due processi legislativi diversi se considerato integratore o
farmaco. I dispositivi medici possono essere colliri, protesi (non deve essere tossica né dare
una reazione anafilattica.
Innocuità di presidi medici
o
NASCITA DI UN FARMACO
Serendipity per casualità es. penicilline
Random screening: es. si parte da 400.000 prodotti, si fa un lead compound 1:10000 dove
si testano i farmaci più promettenti; 1 lead su 4 utilizzabile in clinica)
Chimica combinatoriale in una settimana si possono preparare 400 composti
strutturalmente correlati
Metodi razionali Studio accurato della fisiologia e della fisiopatologia
Individuazione del target biologico
Sintesi di composti disegnati per quel bersaglio
es. antiinfiammatori selettivi per la COX2, antibatterici, antitumorali
DALLA SCOPERTA ALLA VENDITA DI UN FARMACO: LE FASI DELLA RICERCA
Le fasi 1,2,3 non si sovrappongono solitamente ma nel covid si sono sovrapposte. Quindi se tutto va
bene, per mettere in commercio un farmaco ci vogliono 7/8 anni
DRUG REPURPOSING:
l’utilizzo di farmaci che sono
stati messi in commercio per
un’altra patologia, che
vengono provati per una nuova
patologia perché si è visto che
tutte quelle persone che
prendevano quel farmaco per
es. male al ginocchio, avevano
un calo pressorio. Quindi, si è
provato per contrastare
l’ipertensione.
Questo fa risparmiare
tantissimi anni e soldi perché
tutta la fase 1 è già fatta, molte
info le abbiamo dalla fase 2
(farmacocinetica, tossicità,
dosaggio, formulazione,
eccipienti
NIH (= National Institutes of Health) è un ente americano, equivalente in Italia dell’Istituto
superiore di sanità, che nel 2012 ha lanciato un programma di finanziamento per la scoperta di
utilizzi terapeutici nuovi per farmaci già esistenti. È l’ente tecnico che si interfaccia con l’FDA per
tutte le decisioni: se un farmaco può passare dalla sperimentazione pre-clinica a quella clinica, il
parere viene dall’NIH. NAIDA
Una branca dell’NIH è la (= National Institutes of Drug of Abuse) che si occupa delle
“addiction”
NIHMH “Mental
si occupa invece del Health”
SCOPERTA DEL PRINCIPIO ATTIVO
Identificazione della causa della malattia (bersaglio farmacologico)
Sintesi chimica (per i farmaci convenzionali. Ora abbiamo un fenomeno in grandissima
evoluzione che è quello dei farmaci biologici) o HTS sulla base del bersaglio
Isolamento di molecole dai prodotti naturali (ASA)
– “serendipità”
Scoperta casuale (penicillina)
Dagli effetti collaterali (es. aspirina, a dosaggi minori, è usato come antiaggregante
piastrinico (cardioaspirina). Lo si è visto perché chi era in cura subcronica o cronica con
l’aspirina andava incontro ad emorragie. Minoxidil per la calvizie, Clorpromazina
per le psicosi)
Drug repurposing (es. talidomide; etc) farmaco, per agire, deve legarsi ad un
Come fa il farmaco ad agire dentro il nostro organismo?Il
recettore.
bersaglio, che nel nostro organismo è il Quindi, entra un segnale e ne esce un altro
di TRASDUZIONE DEL SEGNALE)
(Meccanismo
I segnali possono essere: segnalazione endocrina es. ormoni (secreti da un
a lungo raggio
organo e rilasciati in circolo: se sono vanno in periferia (ci sono comunque ripercussioni sul
idrofili
SNC perché l’ormone mi può segnalare qualcosa in periferia che poi lo segnala a livello del SNC;
se sono vanno al SNC. Ad esempio, l’adrenalina è un ormone dello stress che viene
lipofili
rilasciata insieme al cortisolo in situazioni di stress dal surrene ed entrambi agiscono a lungo raggio
in maniera diversa. L’adrenalina agisce immediatamente e il suo effetto principale è tachicardia,
forza maggiore per correre (vasocostrizione per portare più sangue ai muscoli). Quando poi l’effetto
dell’adrenalina scopare, subentra quello del cortisolo che, essendo lipofilo, arriva al SNC, cosa che
invece l’adrenalina non può fare poiché idrofila (non passa la barriera ematoencefalica) ma ha degli
effetti indiretti sul SNC perché stimola il rilascio di noradrenalina nel cervello a breve raggio
nitroso),
es. istamina, NO (= ossido noradrenalina (viene rilasciata dal neurone nel SNC e agisce lì)
il recettore dell’istamina, a cui si legano i farmaci antistaminici, ha un ruolo fisiologico che diventa
patologico nei soggetti allergici.
Quindi, conoscere il ruolo fisiologico di questi ormoni aiuta a capire il tipo di patologia, come
agisce il farmaco e i suoi effetti collaterali.
es. effetti collaterali del cortisone: aumenta il metabolismo lipidico e glucidico (non può essere dato
ai diabetici perché innalza i livelli di glucosio nel sangue)
Questi recettori sono localizzati sulla membrana cellulare, a livello nucleare e nel citoplasma. Un
farmaco che si lega su un recettore nucleare, lavora sul DNA e sulla trascrizione genica. Questo
processo richiede tempo, quindi non avrò un effetto immediato (come prima l’adrenalina che va sul
recettore di membrana ed ha un effetto immediato; il cortisolo che va, invece, su un recettore
citoplasmatico, poi migra nel nucleo e regola delle sequenze geniche che verranno più o meno
espresse)
Es. Bentelan durante una crisi asmatica: non ha effetto immediato/salvavita (come invece è
l’adrenalina) ma aiuta a riportare l’omeostasi verso la normalità (ci mette un’oretta, ma va
comunque dato subito)
Quindi, non conta quanto il farmaco ci mette ad attraversare la membrana, perché in farmacologia il
fattore limitante è quanto ci mette il farmaco a raggiungere il bersaglio
I RECETTORI
In biochimica, un recettore è una transmembrana o intracellulare, che si lega con un
proteina,
ligando
fattore specifico, definito (endogeno o esogeno, come il farmaco), causando nel recettore
una variazione conformazionale in seguito alla quale si ha insorgenza di una risposta cellulare o un
effetto biologico.
La definizione di recettore assume in ambito farmacologico un significato più ampio rispetto al
recettore qualsiasi struttura che diviene bersaglio del
campo biochimico. Viene infatti definito
farmaco.
Sono recettori per i farmaci:
Recettori per i neurotrasmettitori e gli ormoni
Enzimi (COX)
Canali ionici (calcio-antagonisti)
Acidi nucleici (antimitotici)
I recettori determinano le tra dose ed effetti farmacologici. Negli studi di fase
relazioni quantitative
1 si decide a che dose dare il farmaco. Queste dosi dipendono da un parametro cinetico (da quando
prendo la compressa, faccio l’iniezione, quanto farmaco arriva alla circolazione sistemica e
all’organo bersaglio) ma l’intensità dell’effetto non sarà soltanto in funzione della dose, ma del
numero di recettori a cui quel farmaco si può legare (abbiamo milioni di recettori). Quindi, la
è tra la dose e l’espressione recettoriale.
relazione quantitativa
Nella fase 2, i criteri di esclusione sono abbastanza marcati (si escludono persone che prendono altri
farmaci, perché gli altri farmaci, come effetto collaterale, potrebbero aumentare/diminuire
“B”
l’espressione proteica generale o di un determinato recettore. Quando prendo il farmaco che si
“X”,
lega al recettore so che dà un certo effetto che ho studiato nella fase 1, ma vedo che mi da un
effetto diverso perché c’è l’interferenza dell’altro farmaco che ha aumentato/diminuito l’espressione
recettoriale. Infatti, nelle un farmaco interferisce con un altro sia dal punto di vista
politerapie
cinetico, quindi nella quantità di farmaco che arriva alla circolazione sistemica, sia dinamico, in cui
“X” “Y” “A”:
il farmaco modifica l’espressione del recettore a cui si lega il farmaco pensavo desse
gli effetti studiati in fase 1 e 2, ma in fase 3 vedo che dà un effetto totalmente diverso (faccio anche
una fase 4).
1. Es. Se si beve con costanza, l’effetto dell’alcol è meno marcato perché c’è un’espressione
maggiore di recettori, quindi per avere lo stesso effetto, si deve bere di più o perché i
TOLLERANZA
recettori sono meno responsivi. Questa viene definita
FARMACODINAMICA, perché è ciò che il tossico sta facendo all’organismo.
“X”,
L’etanolo viene metabolizzato a livello epatico, quindi se ne bevo una quantità una quantità
“Y” verrà metabolizzata dal fegato prima ancora di arrivare al SNC, la restante arriverà al SNC e
poi al fegato per essere metabolizzata. Se bevo frequentemente, il fegato si abitua a metabolizzare
più velocemente l’etanolo perché esprime più citocromi, quindi la quantità di etanolo che arriva al
cervello è minore rispetto a quando si sta in astinenza da un mese.
2. Es. epilettici, barbiturici
3. Es. se vengo da un mese di etanolo e devo prendere una benzodiazepina, questa interagirà
sullo stesso recettore dell’etanolo (recettore del GABA). L’etanolo mi aveva già modificato
l’espressione dei recettori, quindi la benzodiazepina, in base al numero di recettori,
funzionerà di più o di meno e non come avrebbe dovuto. Quindi posso avere
un’intossicazione da benzodiazepina.
4. Es. quando si prende il fenobarbital, si può vietare l’uso concomitante di un certo farmaco o
variarne la dose in funzione del fenobarbital
Possiamo avere delle sostanze che inibiscono il metabolismo epatico, ma non è che
diminuiscono l’espressione dei citocromi, bensì bloccano proprio l’attività del citocromo stesso
legandovisi (anche con un’unica somministrazione).
FARMACOLOGIA GENERALE
FARMACOCINETICA (PK): studio dei fattori che determinano la quantità di farmaco presente nei
vari distretti dell’organismo, in tempi diversi dopo la somministrazione (studio di ciò che
l’organismo fa al farmaco)
FARMACODINAMICA (PD): studio degli effetti biochimici e del meccanismo d’azione dei
farmaci (studio di ciò che il farmaco fa all’organismo)
domanda esame: mi sai definire un parametro farmacocinetico?Che cosa studia la
farmacocinetica?
Quale è il legame tra farmacocinetica e farmacodinamica?
Perché il farmaco possa esplicare il suo effetto, deve raggiungere il sito bersaglio/d’azione: se
questo sito è il sangue e io somministro il farmaco endovena, salto tutti i parametri cinetici e ho
direttamente l’effetto. DOSE
Avrò dato una certa quantità di farmaco sottoforma di (g, mg ecc,) e il primo step è
PLASMA
raggiungere il (circolazione sanguigna).
BIODISPONIBILITÀ
Questa fase indica la del farmaco, ovvero la quota immodificata di farmaco
che raggiunge il plasma.
SITO D’AZIONE
Dal plasma andrà poi al ed esplicherà il suo effetto.
“doppia
Ma tutte queste fasi non sono sequenziali, bensì sono tutti incastrati.
equilibri a freccia”,
Infatti, una parte di farmaco va nel sangue, poi al sito d’azione, poi torna nel sangue, poi nel fegato
dove una parte viene metabolizzata e l’altra ritorna nel sangue ecc.
FARMACOCINETICA
la farmacocinetica è la parte della farmacologia che si divide in 4 fasi:
Assorbimento
Distribuzione
Metabolismo
Eliminazione dei farmaci.
Per far entrare in circolo un farmaco o lo mettiamo direttamente nelle vene (saltando così la fase di
assorbimento) oppure lo possiamo immettere nel circolo per (gastroenterale-orale-
via enterale
sublinguale-rettale) oppure per (sottocutaneo-intramuscolo-endoveno-intrafecale-
via parenterale
endovena)
Per arrivare all’interno del corpo e raggiungere target cellulari i farmaci debbono attraversare
membrane biologiche. L’attraversamento avviene in genere per DIFFUSIONE e l’energia è fornita
dalla differente concentrazione delle molecole ai due lati della membrana.
Quindi perché raggiunga il circolo il farmaco deve attraversare delle barriere.
L’attraversamento dipende dalla natura chimica del farmaco stesso.
La fase di sperimentazione in cui si studia la
farmacocinetica è la prima fase!
Quindi quando mettiamo il farmaco in
commercio conosciamo tutte le informazioni
dal punto di vista cinetico, che derivano prima
da saggi in vintro che ci danno delle idee
generali.
Nella fase I, al volontario sano come la diamo
la sostanza? Per via orale? In gocce? In
compresse? A che dosaggio? Queste
informazioni le dobbiamo avere dalla
sperimentazione in vintro e da quella animale.
Poi studiamo le caratteristiche per
comprendere la farmacocinetica. (legge la
slide accanto)
VIE DI SOMMINISTRAZIONE PER VEICOLARE I FARMACI ALL’INTERNO
DELL’ORGANISMO
Passaggio di un farmaco da sito di
somministrazione al torrente circolatorio (no
assorbimento in casi di somministrazione
endovenosa).
parenterale:
- Endovenosa
- Intramuscolare
- Sottocutanea
Enterale
- Orale
- Rettale
- Sublinguale
Altre vie:
- Topica
- Inalatoria
- Intracavitaria (molto rara e si usa solo in ambiente ospedaliero)
- Transcutanea
- Transmucosale
VIE PARENTERALI
Tra la via intramuscolo e sottocutaneo ci sta
una grande differenza che si fa risentire anche
sull’assorbimento.
Come fa il farmaco per essere assorbito? Deve
entrare nel torrente circolatorio e viene
assorbimento maggiormente tramite una
somministrazione per via intramuscolare per il
fatto che è più vascolarizzato (più è
vascolarizzata la zona in cui si trova il
farmaco maggiore è la possibilità che
raggiunga più velocemente il torrente
circolatorio e di conseguenza l’assorbimento
sarà più rapido.)
Se l’assorbimento è rapido l’insorgenza
dell’effetto avverrà prima.
ATTENZIONE: non sempre un’insorgenza di effetto rapido è sinonimo di positivo. Può essere
positivo nel momento in cui abbiamo qualcosa di acuto che vogliamo che passi nell’immediato
(il moment si chiama così perché ha un’insorgenza dell’effetto rapido).
Però bisogna stare attenti nel momento in cui l’effetto tossico di un farmaco si raggiunge quasi a
dosi terapeutiche (farmaci con indice terapeutico ristretto). Se di quel farmaco ho un’insorgenza
rapida vuol dire che raggiungo un picco ematico rapidamente!
Non ci sarà mai una soluzione migliore di tutti perché dipende dal farmaco e dalla patologia da
curare
VIA ENDOVENOSA
il farmaco è somministrato direttamente in circolo
utilizzata in emergenza (ospedale)
possono essere iniettati grossi volumi (es: flebo)
si possono somministrare sostanze irritanti diluite
aumentato rischio di effetti collaterali (uno dei più comuni è la sepsi in quanto se la
somministrazione non avviene in condizioni sterili si può avere infezione batterica. Ci
possono essere problemi dell’immissione di bolle di aria con conseguenti emboli. Questa
problematica è risolta grazie ai nuovi sistemi ma nei paesi sotto-sviluppati questo problema
permane)
l’infusione deve essere lenta
non si possono somministrare sostanze oleose
Qua non ci sono problemi di assorbimento perché il farmaco viene immesso direttamente in vena
es di effetti tossici improvvisi:
Se un paziente
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