Etica della cura
Introduzione
Perché la nascita della filosofia è importante? Per capire perché si sia arrivati ad una caratterizzazione di una bioetica “speciale”. Passaggio da etica generale: quella che parla delle grandi questioni etiche, il bene, la giustizia, la felicità. L’etica cerca di dare una risposta a domande a cui non è facile rispondere. Nella vita di tutti i giorni ci troviamo a dover scegliere che tipo di comportamento etico adottare; l’etica si interroga su questi problemi quotidiani. Sono state date molte risposte diverse tra loro anche in contrasto.
C’è chi è convinto che l’agire debba essere regolato da dei principi ferrei (Kant) principi dell’agire che ci dicono come agire → (leggi della morale per Kant). Altre visioni dicono che la cosa importante nell’agire è come direzionare il nostro agire, in base alla finalità delle nostre azioni. Questo modo di pensare tramonta nell’ultimo quarto del 1800 Nietzsche → Gli eventi nel corso del 20esimo secolo hanno confermato l’analisi di Nietzsche (come genocidi, guerra, ecc.).
Al posto dell’etica generale subentrano le etiche particolari (speciali) che non sono volte a trovare un criterio universale dell’agire. La bioetica è necessitata dagli spettacolari e inquietanti avanzamenti della tecnica (tecnologia, razzi spaziali, ecc.). Oggi il potere della tecnica si rivela nell’infinitamente piccolo (manipolazione genetica), ed è un campo di inquietanti prospettive. Gli avanzamenti sono velocissimi e di pochi anni fa. L’invenzione della manipolazione (CRISPR) è la più avanzata e rivoluzionaria: facile da usare e precisissima, permette la sostituzione anche di un singolo gene.
Le prime applicazioni furono nell’agricoltura (OGM). Secondo passo nel mondo animale, clonazioni (pecora Dolly) e animali geneticamente modificati (che non provano dolore). E’ giusto fare queste manipolazioni? Fino a dove possiamo spingerci? E’ giusto farle per il profitto? Per ideali più nobili? La bioetica ha applicazioni anche in campo medico (es. eutanasia). Non è più possibile separare le questioni. Le questioni non sono nettamente separate. Bioetica globale le questioni sono sempre interconnesse e ci riguardano tutti e tutto il pianeta nel suo complesso.
→ Spillover = traboccare, passaggio aiutato dall’agire dell’uomo con le deforestazioni/mercati di animali vivi in Cina, mercati che sono per la maggiore delle attrazioni turistiche e che servono poco alla comunità locale. L’azione umana causa incoscienza turistica con guadagni immediati e facili. Ci si ammala e ci si cura insieme, è un principio che si applica a tutti i casi. La cura in particolar modo riguarda sempre tutti, come anche la malattia che riguarda tutta la società non solo l’individuo. Salute e malattia sono due condizioni che riguardano tutta la società.
Lezione 1 - 29/09/2021
Storia della riflessione morale in occidente
La nascita della filosofia
Le popolazioni caucasiche (Mediterraneo, America, Australia) sono popolazioni razionali. L’Occidente, e in particolare la Grecia, ha ospitato la nascita della filosofia la quale ha tentato di interrogarsi in modo razionale sulla realtà. Il sorgere della filosofia è un evento la cui portata è qualcosa che non si riesce a cogliere pienamente: noi occidentali non ci rendiamo conto che viviamo in una civiltà razionale fondata su basi razionali, lo diamo per scontato e questo proprio perché abbiamo ospitato la nascita della filosofia. La filosofia è il tentativo di interrogarsi in modo razionale su che cos’è la realtà.
La prima domanda è: che cos’è la realtà? La seconda domanda è: come funziona? (che è la domanda principale della scienza; scienza e filosofia nascono insieme). La filosofia ha cercato di rispondere alla prima domanda. La differenza tra la filosofia e tutte le altre forme elaborate dall’uomo per rispondere a questa domanda sta nello strumento usato per rispondere che è la razionalità.
Mito, religione e sacrificio
Le strutture pre-filosofiche/pre-razionali/pre-logiche
Prima della nascita della filosofia, c’era il mondo del mito. Dopo la sua nascita, c’è il mondo del logos (=razionalità). Il mondo pre-filosofico è il mondo del mythos (=mito). La parola mythos in greco non è una parola legata al parlare, ma è invece il suono articolato del bambino. Non è un caso che la radice “my” sia anche la radice di “mysterium”. Quindi in un certo senso lo stadio del “mythos” è lo stadio infantile dell’umanità. Mentre lo stadio del “logos” corrisponde ad un una presa di consapevolezza che fa pensare all’età adulta.
Lo stadio del mito risponde alla domanda “cos’è la realtà?” con la mitologia, che ha tratti comuni a tutte le culture e che non costituisce una risposta razionale. Tutte le mitologie parlano di una nascita del cosmo dove tendenzialmente si vede un percorso sempre uguale (da uno stadio di caos primordiale a uno stadio in cui il mondo diventa sempre più ordinato: dal caos emerge il mondo). Inizialmente le divinità sono violente, legate alle forze della natura, poi divengono sempre più umane dando il senso di giustizia. Gli dei di terza generazione sono antropomorfi ma non possiedono un senso della realtà razionale.
Nel mito c’è l’idea che ci sia un senso della realtà che è rappresentato dagli dei che sono giusti, che seguono un ordine che però non è un ordine razionale ma è il fato, il destino, qualcosa che non si può controllare o conoscere. L’uomo è quindi passivo nei confronti di questo ordine e il senso della realtà per il mondo mitico consiste nelle leggi della natura, nel ripetersi ciclico degli eventi della natura, nella ciclicità. L’uomo nota che gli eventi della natura tendenzialmente seguono un ordine che è ciclico. Questo perché le stagioni si ripetono, ad ogni morte corrisponde una nascita.
Gli uomini del mito chiamano questa ciclicità fato, destino, la legge fondamentale del reale (=tutto ritorna). Questa legge, in quanto tale, va preservata e difesa. Il mondo del mito dal punto di vista sociale e culturale è un mondo molto conservatore, in quanto il senso delle cose è nella ciclicità, nel ritorno: ogni cosa, ogni gesto che va contro le leggi della natura, è considerato un sacrilegio e va distrutto. Da qui il senso profondo della nascita della superstizione e del tabù: tutti devono conformarsi alla realtà.
Ecco perché nel mondo mitico a livello sociale troviamo elementi rigidi come le caste, i dogmi: il fondamento del sapere sta nel credere, non ci sono momenti di discussione, bisogna credere nel dogma. Dogmatismo: così è, così è sempre stato, così sarà. Questa è la legge che sta alla base delle civiltà mitiche. Per le religioni vale lo stesso principio.
Al termine mitico si associa il termine religioso: il mito è una forma religiosa. La religione è la prima cosa che l’uomo ha creato ed è dal punto di vista socioculturale la forza più potente.
Le religioni dicono che c’è un senso naturale del mondo presieduto da una o più divinità. Esistono tre monoteismi espliciti: ebraismo, cristianesimo, islam.
L’umanità per decine di migliaia di anni ha vissuto sotto la guida delle leggi della forza delle religioni, e ancora oggi ne è condizionata. La storia della razionalità è recente rispetto all’epoca mitico-religiosa, ha 2600 anni.
L’Occidente, in quanto civiltà razionale, è l’eccezione, non è la regola, anche se crediamo il contrario. Il nostro punto di vista è quello di occidentali figli del logos e non del mito, per noi è evidente che la realtà sia razionalmente comprensibile. L’Occidente è l’unica civiltà nata con l’idea di conoscere la realtà in modo puramente razionale.
Ed è per questo che non capiamo il mondo islamico, perché non si può imporre ad un musulmano di rinunciare alla legge divina (credenza che ci sia un ordine dato delle cose). Mentre l’Occidentale ha abbandonato questo modo di pensare nel momento in cui è nata la filosofia.
Anche il Cristianesimo si è arreso alla filosofia greca, si è arreso nel modo di pensare. La nascita della filosofia e del logos è un evento dal quale non si torna indietro, dal momento che si conosce la razionalità non si torna al mito. Infatti la teologia cristiana è una teologia razionale, dove si afferma il logos.
Ordine mitico-religioso-sacrificale
L’ordine mitico è in realtà mitico-religioso-sacrificale. Il sacrificio è l’aspetto più importante e decisivo dell’ordine mitico-religioso. Ogni tentativo di uscire dall’eterno ritorno dell’uguale (ordine ciclico) viene visto come qualcosa di empio, come la minaccia estrema. L’ordine mitico-religioso è forte fino a quando riesce a difendere questa capacità di mantenere intatto il ripetersi delle cose. Ed è per questo che ogni tentativo di uscirne deve essere punito.
Il sacrificio è ciò che permette all’ordine mitico-religioso di mantenersi e di restare in piedi, perché l’ordine pretende qualcosa che va oltre la realtà, ovvero che le cose si ripetano ciclicamente mentre la vita è sempre piena di imprevisti. Ci sono una serie di eventi e fenomeni che terrorizzano l’uomo mitico, come ad esempio le epidemie, pestilenze, carestie, guerre, ovvero fenomeni incontrollabili e particolari, di irruzione della diversità all’interno di un contesto fortissimamente omogeneo e identitario.
Le irruzioni della diversità sono infinite, come lo straniero che arriva nel villaggio (collegamento con gli ebrei, diversità sessuale, forme di disabilità, gemelli omozigoti). Tutto ciò che eccede la norma è considerato una minaccia (la diversità non è accettata) e vuol dire che qualcuno si è macchiato di qualche impurità, di qualche rottura del tabù e quindi la comunità deve essere punita.
Quindi la comunità prende il capro espiatorio (un individuo o un gruppo che sono diversi dalla comunità) ritenuto colpevole del maleficio, del danno e lo sacrifica per espellere il maleficio che si è abbattuto sulla comunità.; dopo averli sacrificati diventano protettori della comunità (sacrum-facere = rendere sacro; la vittima è resa sacra attraverso la sua uccisione). Attraverso il sacrificio il mondo mitico-religioso è capace di neutralizzare ogni minaccia che vede avvicinarsi. E’ un primo tentativo di protocausalità è un primo tentativo di attribuire una causa.
→ La civiltà mitico-religiosa-sacrificale è conservatrice, stazionaria, tende all’inerzia. L’ordine sociale è formato dalle caste, di cui quella più importante è quella religiosa, che si fa carico del sacrificio, ovvero si occupa di conservare l’ordine immutabile delle cose.
Il mondo del logos si definisce per contrapposizione rispetto a questo tipo di impostazione. E’ un mondo che vive di diversità, di democrazia, di storia. Lo stadio del logos è uno stadio di presa di consapevolezza che fa pensare alla realtà: l’avvento del logos è uno spartiacque e dove si afferma, il mondo mitico-religioso soccombe.
Che cos’è la razionalità?
La razionalità funziona in modo contrario al mito. Se nel mito ciò che è importante è il dogma, nella razionalità lo è la dialettica. Nel mondo del logos, all’essenza di tutto troviamo la dialettica, la discussione: la verità è razionale, non dogmatica e si espone continuamente al contraddittorio.
Meccanismo dialettico
L'evidenza razionale si caratterizza dal fatto che è vera solo se la sua negazione è un autonegazione. A = affermazione (che deve essere argomentata). Per negare questa affermazione bisogna dimostrare che A credeva di essere fondata ma NON lo è. Quello che conta nell’affermazione razionale è il metodo, il meccanismo della razionalità. Non ha importanza che la tesi venga dimostrata errata, quello che conta è che proprio perché viene dimostrata errata questo non sconfessa la razionalità ma la rafforza. La razionalità cresce su se stessa, auto correggendosi. Quindi la critica è essenziale, senza critica non ci può essere la razionalità.
Il meccanismo dialettico si basa sul dibattito e sulla critica, che sono essenziali, perché sono una costante ricerca dell’errore e di confronto, non la ricerca di una verità assoluta (dogma). Mentre la razionalità è sempre critica, cerca sempre il confronto. Tesi - Obiezione l’obiezione sarà la nuova tesi. → E’ un meccanismo aperto. E la razionalità essendo aperta presuppone una società aperta, che non può essere fondata su dogmi (viene meno l’ordine mitico-religioso-sacrificale), non inerziale e statica (che ripete sempre le stesse cose). Il logos è capace di rendere ragione di se stesso, spiega il perché. Deve costantemente rendere ragione di ogni asserzione, di ogni passaggio.
Il mondo del logos prevede che chiunque possa dire la sua, basta che argomenti (non è necessario essere di una casta più alta). Infatti l’ordine politico che nasce con la nascita del logos è la democrazia nella quale chiunque può argomentare perché non esistono caste.
Dal logos non si torna indietro. Al tentativo della protocausalità del sacrificio si sostituisce il tentativo di spiegare le cose in modo razionale. Infatti i primi filosofi sono stati anche i primi scienziati. Talete è il primo filosofo e anche il primo scienziato che dice che tutti i fenomeni sono riconducibili ad una presenza dell’elemento acqua, tutte le forme di vita nascono da un ambiente umido (è una spiegazione proto scientifica basata dall’osservazione).
L’etica del mondo mitico-religioso è data dai comandamenti, dalla logica del tabù, fondata sul rapporto tra imperativo e trasgressione. Questo modo di regolare l’agire umano deve essere respinto perché non è fondato, ma si tratta solo di credere.
Etica e morale
Il ripensare l’agire umano porta a dei problemi cosa contraddistingue l’agire umano da altre forme di agire? → Esiste un agire che sia specificamente umano? (che lo definisce e contraddistingue in quanto uomo) Che è la domanda fondamentale dell’etica. Se esiste, abbiamo trovato l’essenza dell’uomo.
L’agire degli animali è peculiare per ogni specie, mentre l’uomo sembra essere quell’animale che non è caratterizzato da un agire suo proprio, a differenza dagli altri animali. Questa è la prima aporia (=quando il pensiero entra in un vicolo cieco). Qual è l’agire migliore? Quale criterio devo trovare per il mio agire, qual è l’agire buono? Perché diciamo che certe azioni sono buone e altre sbagliate? Quali azioni devo fare o non fare? Questa è la seconda aporia.
A queste due domande corrispondono rispettivamente l’etica e la morale. Etica: è più generale, più ampia, più teorica e si pone la domanda “Che fare? Cos’è l’agire?”. Morale: è più specifica, meno teorica e più pratica e si pone la domanda “Cos’è giusto fare?”. La morale presuppone l’etica: si può rispondere alla domanda della morale solo se prima si risponde alla domanda dell’etica, e le due non possono mai essere disgiunte. Ma allo stesso modo se rispondo alla prima domanda e definisco che cos’è l’uomo, dal punto di vista pratico però non ho risposte pratiche (che mi dà solo la seconda domanda).
La domanda della morale è più impellente, più pressante per noi, perché è quella che ti chiedi ogni giorno nella vita, mentre quella dell’etica è più teorica. Etica e morale sono due cose diverse anche se strettamente interrelate. Inoltre non possono essere disgiunte, vanno di pari passo e dobbiamo rispondere ad entrambe le domande.
Il carattere è qualcosa che riguarda tutti noi, la caratteristica che ci accomuna e che ci rende tutti quanti umani (etica). Ognuno di noi però declina questa cosa in un modo diverso, e questo è il tipo, l’individualità (morale). Etica accomuna tutti, tende ad avere caratteristiche di fissità.
→ Morale è diversa per ognuno di noi, quello che ci troviamo ad affrontare è diverso per ciascuno di noi. → Tende a cambiare, ad essere variabile, flessibile, soggetta alle modificazioni che intervengono durante il corso del tempo.
Lezione 2 - 30/09/2021
I valori
I valori sono quelle motivazioni che ci spingono ad agire. I valori sono mutevoli, non sempre sono condivisi e riguardano la morale. A differenza dell’etica, la morale è diversa per ognuno di noi. Mentre l’etica ha a che fare con la struttura dell’umano ed è quindi rigida, la morale è flessibile e attenta ai grandi mutamenti della storia.
Il significato di etica per gli antichi greci
Ethos = carattere
Per i greci il carattere è molto importante, perché ha dato origine a tutta una serie di nozioni. Infatti, la nozione di anima (“Psyche”) deriva a sua volta da carattere (“ethos”) ed è strettamente legata all’idea di interiorità. L’uomo primitivo non conosce l’interiorità, che nasce...
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