PSICOLOGIA SOCIALE
APPUNTI
IDENTITA’ SOCIALE E CATEGORIZZAZIONE DEL SE
PARADIGNA SPERIMENTALE DEI GRUPPI MINIMI
MODELLO DELL’ESPERIMENTO CLASSICO abbiamo due quadri: uno di KANDISKIJ e
l’altro di KLEE, dobbiamo scegliere quale preferiamo (Kandinskij)
Ce una somma di denaro, devo attribuire delle somme di denaro a qualcuno che fa
parte del mio gruppo (Kandinskij) o a qualcuno dell’altro gruppo (klee)
Ho 13 opzioni possibili e ne devo scegliere una, queste somme di denaro non posso
attribuirle a me stesso, ma solo agli altri. Scelgo l’opzione.
Attribuisco a membro del mio gruppo: 5
KLEE KANDINSKIJ
11 11
5 1
0 1
0 1
0 3
1 1
2 11
0 0
0 1
1 2
1 1
0 0
1 1
Risultato: perché in assenza di interazione con gli altri, la maggioranza ha scelto un
gruppo astratto?
PARADIGMA DEI GRUPPI MINIMI: individuano la condizione minima per definire un
gruppo, perché la persona attraverso la sua scelta personale si identifichi in quel
gruppo. Le persone non si conoscono, non sono intra-indipendenti, non hanno un
passato ne nulla in comune.
Una situazione sperimentale in cui i soggetti vengono classificati in base a criteri
arbitrali in gruppi che alle spalle non hanno una storia, né conflitti di interesse, e
davanti a se non hanno interdipendenza di destino comune
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
- Le strategie di equità (13\13)
- MASSIMO PROFITTO COMUNE (25\19)
- MASSIMA DIFFERENZA PER INGROUP (1\7)
OBIETTIVI: dimostrare che la semplice categorizzazione in ingroup e outgroup è
condizione minima sufficiente per sviluppare atteggiamenti di favoritismo verso
l’ingroup e l’outgroup
PROCEDURA: i partecipanti venivano assegnati casualmente in un gruppo sociale.
L’assegnazione avveniva tramite criteri significanti
RISULTATI:
- Preponderanza di scelte di profitto per il proprio gruppo
- Rilevanza della scelta di equità
Prima di interpretazione avanzata da Tajfel (1971): le scelte dei partecipanti riflettono
un compromesso fra due norme sociali:
1. Una norma di equità
2. Una norma centrata
I risultati di questo filone di ricerca mostrano una tendenza a favorire il proprio gruppo
anche quando l’assegnazione al gruppo è fatta su base insignificante:
Forma di discriminazione rilevata in questi esperimenti:
1. Non dipende da ATTRAZIONE personale per i membri dell’ingroup
2. Non dipende da precedenti OSTILITA’ tra i gruppi
3. Non dipende dalla presenza di un CONFLITTO DI INTERESSI tra i gruppi
4. Non dipende dall’interesse PERSONALE
5. Non dipende dalla presenza di DESTINO COMUNE
La discriminazione è determinata dalla CATEGORIZZAZIONE (Klee\Kandinskij)
Tajfel conclude che la semplice categorizzazione ingroup\outgroup è sufficiente a
creare discriminazione in gruppi.
Quello che questi esperimenti ci dimostrano è il favoritismo nei confronti del nostro
gruppo. È la precondizione per cui favorendo il nostro gruppo tendiamo a penalizzarlo.
L’obiettivo è quello in realtà di valutare meglio il nostro gruppo.
IDENTITA’ SOCIALI
Poiché apparteniamo a più gruppi sociali possiamo definire la nostra dìidentità sociale
in termini
1. Semplici
2. Complessi: dipende dal numero di gruppi di persone diverse con cui entriamo in
contatto.
Esempio: se sono donna, docente, cattolica… ho una serie di appartenenze che
fanno parte di gruppi reali che possono coincidere tra loro e appartenere a
persone diverse
4 configurazioni diverse
1. INTERSEZIONE: identificazione esclusiva con coloro che appartengono ad
una specifica combinazione di gruppi a cui siamo appartenenti (esempio:
donna imprenditrice che si identifica solo con donne che sono imprenditrici)
2. CONFIGURAZIONE DELLA DOMINANZA: una appartenenza singola prevale su
tutte le altre (esempio: essere uomo\donna rispetto alle altre categorie)
3. COMPARTIMENTALIZZAZIONE: diventa saliente l’identificazione con una o più
appartenenze sociali in base al contesto
4. FUSIONE: mi identifico con più gruppi sociali e le persone che si trovano in
quei gruppi sociali. Identificazione simultanea con coloro che condividono
anche uno solo di questi gruppi (esempio: un musulmano italiano percepirà
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