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PSICOLOGIA DELL’ EDUCAZIONE

EP

PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE APPELLO

CAP. 1

la psicologia dell’educazione si riferisce allo studio dello sviluppo, apprendimento,

motivazione, dell’ insegnamento, valutazione nei contesti educativi e della progettazione di

interventi e politiche in questo ambito.

L’EDUCAZIONE PRIMA

storicamente il ruolo dello psicologo dell’educazione si limitava ad occuparsi sui soggetti con

bisogni particolari solo nell’ambiente scolastico. il suo compito era quello di fare diagnosi e

promuovere l’inclusione e il benessere dello studente che aveva bisogno di un trattamento

speciale.

EDUCAZIONE OGGI

oggi il suo ruolo non si limita solo ad intervenire nell’ambito scolastico garantendo

l’inclusione per bambini dai bisogni speciali. lo psicologo dell’educazione si allarga in attività

di consulenza, valutazione, intervento sia nei confronti del singolo sia dei gruppi, in tutte

quelle istituzioni che si occupano di educazione.

interesse particolare viene dato nel rapporto diadico tra studente e docente nel contesto

scolastico.

la scuola rappresenta infatti un concetto di famiglia, rapporto fra pari, un contesto di crescita

ed educazione, il quale mette le basi per l’inserimento nel mondo del lavoro.

operare come psicologo dell’educazione comporta ad assumere un ruolo responsabile

nell’ambito educativo. difatti questo tipo di psicologia incoraggia lo sviluppo di valori,

uguaglianza ed equità di un atteggiamento responsabile. il compito dello psicologo è proprio

quello di garantire una comunità educante, favorendo l’interazione dell'ambito familiare,

scolastico e istituzionale.

QUALI SONO I LIVELLI DI INTERVENTO DELLO PSICOLOGO DELL’EDUCAZIONE?

lo psicologo dell’ educazione può intervenire sia sulla prevenzione di un vasto gruppo (come

la classe) o sul benessere psicologico del singolo. esistono 4 livelli di intervento:

1. Un 1° livello ha l'obiettivo di delineare azioni di ricerca e formazione per gli

interventi di prevenzione: (servizi socio-sanitari, enti e istituzioni che si occupano di

educazione). Lo psicologo stabilisce metodologia e strumenti per un intervento

universale, rivolto all'intero gruppo classe, a coloro che non presentano difficoltà o

problemi specifici.

Un 2° livello pensato per un gruppo più ristretto, in cui lo psicologo svolge una

2. consulenza per facilitare l'integrazione di coloro che hanno difficoltà o bisogni

particolari.

3. il 3 livello è di tipo valutativo pensato per valutare il benessere di coloro che fanno

parte di fattori a rischio. il compito dello psicologo quindi, è quello di intervenire

direttamente per ridurre il rischio e quindi l’aggravarsi della situazione. vengono

considerati insegnanti e famiglie.

4. il 4 livello è il più specifico, e si riferisce a quelle situazioni in cui i fattori di rischio

sono evidenti e lo psicologo deve intervenire in modo più specifico individualmente

La situazione di urgenza può essere manifestata da uno stato di malessere o

sofferenza psicologica grave manifestata, lo psicologo lavora sul singolo. vengono

considerati anche i servizi socio sanitari , la famiglia e la scuola.

- prevenzione a scuola: La scuola, contesto di sviluppo fondamentale nel ciclo di vita, è

uno dei luoghi più frequenti in cui opera lo psicologo dell'educazione. La psicologia

dell'educazione contribuisce nella formazione dei docenti rispetto a fattori cognitivi, affettivi e

socio-relazionali. bisogna quindi prevenire le abilità affettive e relazionali degli studenti,

soprattutto nei confronti di chi ha difficoltà nella cooperazione, condivisione, gestione delle

emozioni.

- provare un senso di appartenenza nei confronti del proprio ambiente scolastico, diventa

fondamentale per chi in particolare si trova distante nell’ ambiente, magari per differenze

linguistiche, religiose o culturali. perciò il compito fondamentale degli insegnanti è proprio

quello di garantire unione nelle relazioni, promuovendo empatia, cooperazione e rispetto.

gli studenti che sono legati alla scuola sono meno intenti ad avvicinarsi a quei fattori di

rischio come la droga, atti di violenza ecc.

QUALI SONO GLI ALTRI COMPITI DEL DOCENTE?

1. creare e mantenere un ambiente di apprendimento legato al rispetto e alla partecipazione.

Devono mettere in chiaro alcune regole che determinano chi può intervenire, di cosa parlare

e quando attraverso le strutture partecipate. è importante garantire l’attività partecipante

da parte di tutta la classe.

2. Gli insegnanti non devono concentrarsi solo sull'adesione alle regole e quindi

sull'insegnamento, è necessario spostare il focus sull'apprendimento autoregolato. Gli

studenti apprendono l'autocontrollo attraverso scelte, pianificando il proprio tempo,

stabilendo obiettivi e priorità e con l'autocontrollo gli studenti daranno prova di

responsabilità, che sicuramente richiede tempo ma è un investimento a lungo termine. è

importante quindi la gestione di se.

3. Nella gestione della classe è importante aumentare il tempo dedicato all'apprendimento,

in quanto vi è una relazione tra tempo trascorso nell'insegnamento e capacità di

apprendimento. Nelle attività scolastiche il tempo viene ridotto a circa 20% a causa di

frequenti interruzioni, quando invece dovrebbe essere utilizzato in maniera efficace. Si

definisce tempo di studio il tempo in cui gli studenti sono attivi e coinvolti nel loro

apprendimento.

4. l’ insegnante deve promuovere la concentrazione e il coinvolgimento. i bambini

lavorano di più se in presenza dell’ insegnante che in assenza e quindi da soli.

RELAZIONE DOCENTE STUDENTE

viene ritenuta importantissima la relazione positiva tra il docente e lo studente,proprio

perchè è in grado di creare benessere psicologico.

la relazione che si instaura tra i due deve essere di tipo educativo. il docente deve essere in

grado di gestire la classe e costruire un rapporto di fiducia con gli studenti, trasmettere

norme e valorizzare i singoli. il rapporto tra i due viene considerato dagli studiosi come

dinamico in cui le interazioni si modificano secondo le caratteristiche di ogni studente e

docente ( personalità, temperamento, età). gli studenti che hanno descritto come negativo

l’ambiente scolastico hanno evidenziato comportamenti umilianti e dannosi da parte

dell’insegnante. Il docente da un lato deve trasmettere conoscenze, dall'altro deve

accogliere il vissuto emotivo dello studente e promuovere un clima positivo.

- Tra le abilità da sviluppare al fine di promuovere relazioni positive a scuola c’è l'ascolto

empatico: ovvero, ascoltare le intenzioni e le emozioni di un'altra persona, e riflettere.

Evitando così di fornire troppo presto consigli, soluzioni o critiche.

L'ascolto empatico e attivo cerca di comprendere le emozioni, le intenzioni e i significati

nascosti. Se lo studente si fida del docente inizierà a parlare più apertamente.

- A scuola alcuni docenti risultano poco efficienti perché hanno atteggiamenti passivi e

aggressivi.

Passivi quando si chiede allo studente di ragionare sul comportamento sperato, invece di

comunicare cosa dovrebbe fare.

Aggressivi quando il docente si esprime con un atteggiamento di rabbia.

secondo Lee e Marlene Canter una corretta gestione della classe deve passare attraverso la

metodologia dell’ assertività in cui l’insegnante si preoccupa per gli studenti e non permette

comportamenti inadatti. Gli insegnanti assertivi guardano gli studenti negli occhi, li chiamano

per nome, il tono di voce è calmo, fermo e sicuro, non accettano promesse o scuse. Ma non

tutti ritengono l'assertività utile.

FAVORIRE LE RELAZIONI INTERPERSONALI NEL CONTESTO SCOLASTICO

La scuola è un luogo in cui si possono creare molte relazioni interpersonali, relazione che

coinvolge due o più persone. queste relazioni influenzano lo sviluppo delle abilità sociali ed

emotive (autostima). Per gli studenti con problemi emotivi o interpersonali, i docenti possono

essere fondamentali per garantire l’aiuto, proprio perché nel momento in cui affrontano

un’ambiente familiare difficile, la struttura scolastica può garantire loro sicurezza e cura.

Nel momento in cui questo avviene parliamo di docente caring.

Il docente caring è colui che si prende cura degli studenti attraverso cura, ascolto, rispetto

ed umorismo. le dimensioni fondamentali che definiscono il docente come caring sono 4:

1. modeling => rendere interessanti le proprie lezioni

2. democraticità delle interazioni => sollecitare comunicazione, rispetto e

fiducia

3. le aspettative basate sull’ individualità => rispettare l’individualità, curare il

benessere dell’ allievo e interessarsi a lui.

4. nurturance => basata sulla valutazione e la verifica, senza enfatizzare i

fallimenti dello studente.

VALUTAZIONE DEL CONTESTO SCOLASTICO:

la misurazione e quindi valutazione del contesto scolastico viene ritenuta importante al fine

di valutare l’apprendimento e quindi di conseguenza carenze o lacune. le valutazioni si

interessano quindi a valutare gli studenti in contesti diversi. include sia misure quantitative

(punteggi) che qualitative (impegno dello studente).

esistono tre tipi di valutazione:

● valutazione formativa => avviene prima o durante un compito (interrogazione);

● valutazione in itinere => avviene durante tutto l'anno per determinare i progressi

dello studente

● valutazione sommativa => valuta il livello di competenza raggiunta e avviene a fine

percorso.

queste valutazioni hanno lo scopo di formare lo studente.

uno dei problemi più comuni nella valutazione è l’interpretazione dei risultati. nelle

valutazioni quantitative bisogna considerare tre fattori : affidabilità, validità e assenza di

pregiudizi.

LO PSICOLOGO DELL’EDUCAZIONE COME RICERCATORE

Lo psicologo dell’educazione utilizza vari studi e strumenti di indagine nelle sue ricerche:

- prima ricerca = studi di correlazione : una correlazione è un numero che indica la forza e

la direzione della relazione tra due eventi o due misure. variano da -1 a 1. più una

correlazione si avvicina a uno dei due estremi più la relazione è forte.

● correlazione positiva=> i due fattori crescono e decrescono insieme

● correlazione negativa => un fattore cresce e l’altro decresce.

- seconda ricerca= studi sperimentali : invece di limitarsi ad osservare i ricercatori

partecipano attivamente creando gruppi di soggetti con caratteristiche simili:

● gruppi sperimentali=> creazione dei gruppi. Studio single- subject in cui si determina

l’effetto di una terapia o di un metodo di insegnamento, ( esperimento ABAB)

- A: valutare il comportamento

- B: intervenire, prendere nota e rimuovere l’intervento

- A: tornare alla situazione iniziale

- B: reinserire l’intervento.

● gruppi semi sperimentali=> gruppi già esistenti (classi o scuole)

● gruppi quasi sperimentali=> modifica sui gruppi

altri tipi di metodologie sono state ad es. quello di Piaget con il metodo clinico, oppure

l’esperimento sul campo un'osservazione partecipata (etnografia).

oggi molti ricercatori utilizzano i metodi misti attraverso tre approcci:

1. raccoglie sia dati quantitativi che qualitativi per poi unirli ed integrarli nelle analisi

2. prima dati quantitativi e dopo realizza interviste qualitative

3. sequenza invertita

studi longitudinali: soggetti della stessa età studiati per un lungo periodo di tempo

studi trasversali: su bambini di età differente per un breve periodo di tempo.

ricerca qualitativa: concentrata su dialoghi, racconti, immagini

ricerca quantitativa: concentrata su numeri, misure e statistiche

CAP. 2 LO SVILUPPO COGNITIVO

Il termine sviluppo si riferisce a determinati cambiamenti che avvengono nell’essere umano,

dal concepimento fino alla morte. Il termine non si applica a tutti i cambiamenti, ma solo a

quelli che si manifestano in modo ordinato e persistono per un periodo di tempo esteso.

Lo sviluppo umano può essere diviso in aspetti differenti:

- sviluppo fisico, cambiamento del corpo;

- sviluppo personale; cambiamenti nella personalità di un individuo;

- sviluppo sociale, cambiamenti nel modo in cui l’individuo si relaziona con gli altri;

-sviluppo cognitivo, cambiamenti nel modo di pensare, ragionare, prendere decisioni.

Molti cambiamenti durante lo sviluppo sono questione di crescita e maturazione.

Lo sviluppo cognitivo fa riferimento ad un cambiamento che vi è in una specifica area di

competenza del bambino. prevede la modificazione di strutture, funzioni e organizzazione

per tre ordini di cause:

● maturazione intrinseca: insieme di cambiamenti che avvengono in modo spontaneo,

senza l’influenza dell’esterno

● influenza dell’ambiente: cambiamento che implica l’adattarsi alle esigenze ambientali

● apprendimento: grazie al quale ho una nuova competenza

allo sviluppo si contrappone l’involuzione: demolizione di strutture funzionali più vecchie per

fare spazio a strutture più evolute e mature

natura vs educazione

natura e ambiente sono considerati necessariamente correlati.

Continuità in opposizione a discontinuità.

Lo sviluppo umano è da intendersi una progressione continua di cambiamenti o una

continua trasformazione anche discontinua?

Il cambiamento continuo (quantitativo) è un progresso graduale un cambiamento costante,

quello discontinuo (qualitativo) è più simile ad una scala: è composto da gradini, legato alla

maturazione, quindi step by step.

I cambiamenti qualitativi si contrappongono a quelli puramente quantitativi. La teoria di

Piaget sullo sviluppo cognitivo è un esempio di cambiamento qualitativo.

ci sono periodi in cui il bambino sembra apprendere maggiormente rispetto ad altri periodi.

In questo senso è utile distinguere tra periodi critici e sensibili.

- periodo critico: finestra temporale in cui il cervello è maggiormente plastico e , quindi,

sensibile all’esperienza e all’ambiente, che produce modificazioni a lungo termine della sua

struttura e funzionalità. una volta chiusa la finestra però, l'acquisizione di alcune funzioni non

può avvenire.

- periodo sensibile: corrisponde alla sinaptogenesi, quando i neuroni sono nella fase di

attività spontanea e l’esperienza in questa fase ha il compito di selezionare e mantenere le

sinapsi stimolate. infatti viene chiamato sensibile proprio perchè in questo periodo si è

maggiormente predisposti all’apprendimento.

Lo sviluppo viene inteso come una successione gerarchica. gradualità nell’acquisizione dell’

apprendimento. l’ apprendimento è soggettivo, dato dalle caratteristiche individuali, in termini

di sviluppo sociale, coordinazione motoria e capacità di pensiero.

Anche se non c’è un completo accordo su come avvenga esattamente lo sviluppo, ci sono

alcuni principi generali che sono validi in tutte le teorie:

1. la velocità di sviluppo delle persone è differente;

2. lo sviluppo è relativamente ordinato, le persone sviluppano capacità secondo una

gradualità predefinita. Ordinato non significa lineare o prevedibile: le persone

potrebbero regredire, progredire o rimanere per un po’ nella stessa fase di crescita;

3. lo sviluppo avviene in modo graduale, molto di rado i cambiamenti sono repentini o

improvvisi.

SVILUPPO COGNITIVO DI PIAGET

Piaget si interroga sulle modalità con cui gli organismi si adattano all’ambiente: vuole capire

come agisce lo sviluppo biologico di pari passo con le altre abilità affinchè ci si adatti

all’ambiente. infatti , lo sviluppo cognitivo di piaget prosegue in parallelo con lo sviluppo

biologico.

piaget osservava il comportamento dei propri figli per definire le competenze dei diversi

stadi. analizza questo processo da un punto di vista qualitativo, discontinuo proprio di quella

fascia di età. ma anche a livello quantitativo dal passaggio di uno stadio all’altro.

PIAGET DEFINISCE L’INTELLIGENZA COME ADATTAMENTO ALL’AMBIENTE. Lì

intelligenza è data dall’equilibrio tra assimilazione (assimilare le informazioni della realtà

esterna, processo continuo) e accomodamento ( le informazioni si accomodano negli

schemi esistenti e si adattano a questi, processo discontinuo) , che sono due varianti

funzionali dell’individuo ossia adattamento e organizzazione.

l’ equilibrio tra assimil. e accomod. definisce per p. l’intelligenza.

4 stadi secondo piaget:

1. sensomotorio

2. preoperatorio

3. operatorio concreto

4. operatorio formale

ogni individuo attraversa questi stadi, ma la velocità con cui raggiunge ogni stadio è diversa.

Gli stadi infatti sono integrati, universali, e logici.

1. stadio senso motorio (0-2 anni)=> in questa fase il bambino incomincia a sperimentare

ed esplorare ciò che lo circonda, attraverso i sensi e le abilità motorie. mette le basi per lo

sviluppo ed è caratterizzato da regole proprie. il bambino inizia a toccare gli oggetti, a

vedere come funzionano le cose, agisce direttamente sull’ambiente. prevede sei sottostadi:

- il primo stadio da 0 a 1 mese: serie di riflessi innati, quali il rooting ( il bambino

volge il viso verso il dito che si poggia sulla guancia), la suzione, i movimenti oculari,

degli arti ed il riflesso di Moro, che piaget considera molto importanti in quanto

fungono da base per lo sviluppo cognitivo. non c’è ancora ne imitazione ne gioco,

però il bambino è stimolato a piangere dal pianto di altri bambini o piange per attivare

una serie di richieste.

- stadio 2 da 1 a 4 mesi: il bambino inizia a suc

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elisa8502 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell’ educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Levante Annalisa.
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