MODULO 1
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INTRODUZIONE 1
INTRODUZIONE ALLA RICERCA PSICOSOCIALE
APPLICATA (R.PS.A)
COSA CARATTERIZZA UNA R.PS.A.?
1. La presenza di un problema sociale reale, di un committente e di una domanda
2. Lo sviluppo di una sequenza “problema → ricerca → problema” per favorire /
sostenere un intervento (costruire un sapere per orientare un fare)
3. Una articolazione degli obiettivi e della metodologia (multiteorica e
multimetodologica) orientata dalla ricerca delle migliori risposte al problema
GLI ASSUNTI BASE DELLA RICERCA PSICOSOCIALE
1. La ricerca per problemi
● Focus su un problema generato dal campo sociale
○ la ricerca psicosociale deve essere in grado di riconoscere quali sono
i problemi per poterli poi misurare
● Ricerca → strumento per:
○ conoscere (descrivere, spiegare)
○ il committente è “laico” e “fuori” dalla ricerca => qualcuno che non è
esperto / che non ha le competenze e le conoscenze necessarie per
svolgere la ricerca
I committenti possono essere differenti:
- enti / istituzioni (es. comune, ospedali, …)
- cooperative / associazioni (es. telefono azzurro, …)
- aziende private
- università / enti di ricerca / fondazioni
- commissione europea
I committenti possono avere finalità diverse:
- indagare la rappresentazione della popolazione o la diffusione di alcuni
fenomeni (es. violenza)
- capire la soddisfazione / insoddisfazione rispetto ai propri servizi
- valutare l’efficacia o l'adeguatezza dei progetti / azioni
- valutare prodotti
- ipotizzare nuovi sviluppi, servizi, aree di intervento
- indagare il clima lavorativo e i bisogni dei propri collaboratori
- capire l’adeguatezza di strumenti di diagnosi
2. Sviluppo problema-ricerca-problema
La R.PS.A. si attua attraverso un percorso tipico: 2
La R.PS.A. è orientata all’azione, al fare.
La consegna è funzionale a sostenere / orientare le possibilità di progettazione e
decisione del Committente.
3. Articolazione flessibile degli obiettivi e della metodologia
● La ricerca sociale applicativa si configura come:
○ multi-paradigmatica (multi-teorica) => comprende più ambiti /
discipline
○ multi-metodologica
● Copre un vasto dominio di possibilità riconducibili a due approcci di base
● Intervista e questionario sono gli strumenti principe di questi due approcci
Bisogna compiere due scelte:
decisioni strategiche → capire che cosa mi serve => capire se mi è più utile un
➢ questionario o un intervista
○ fatte in modo più consapevole
decisioni tattiche → ho una certa quantità di risorse e le uso in maniera utile /
➢ tattica
FASI DI UNA R.PS.A.
1. IDENTIFICARE IL PROBLEMA DI RICERCA
→ scopi e finalità pragmatiche
● La ricerca sociale applicata si muove da issues concrete espresse / derivate dal
campo sociale
● E’ caratterizzata da:
○ immediatezza → urgenza del problema 3
○ bassa formalizzazione del problema → confusione, approssimazione
○ presenza di attori “laici”, non esperti → committente e utente
● Raccogliere una domanda di ricerca significa lavorare con il committente alla
costruzione del problema (co-costruzione)
L’attività di co-costruzione del problema si sviluppa su 3 compiti:
1. Background conoscitivo
○ raccogliere le informazioni entro cui si situa e si comprende il problema di
ricerca
■ contesto
■ storia / eventi
■ conoscenze pregresse
2. Scopi pragmatici
○ formulare gli interrogativi pragmatici che ne derivano
■ scale
■ intenzioni progettuali
■ aspettative di cambiamento
3. Informazioni attese
○ identificare le informazioni attese a supporto delle azioni prefigurate
=> dallo scambio informale (ricercatore-committente) alla premessa del progetto
(formalizzazione del problema).
2. COSTRUIRE L’OGGETTO DELLA RICERCA E FORMULARE OBIETTIVI
CONOSCITIVI
→ le aree e i temi di indagine (quali informazioni per rispondere agli scopi?)
● Costruire l’oggetto di ricerca → ricercare “cosa”?
○ adottare un certo punto di vista per indagare il fenomeno
● L’esplorazione della letteratura è importante/essenziale nella costruzione
dell’oggetto (e, successivamente, nella formulazione degli obiettivi)
○ acquisire il maggior numero di informazioni preliminari per inquadrare meglio
il fenomeno
○ esplicitare le assunzioni teoriche implicite
○ scegliere a ragion veduta tra diverse possibilità teoriche
● Costruire obiettivi → formulare domande sull’ oggetto
○ quali informazioni acquisire attraverso l’indagine
3. SCEGLIERE UN DISEGNO DI RICERCA
→ quali approcci di fondo / scelte rispetto al metodo? (aspetti strategici) 4
● Il Disegno di Ricerca è un piano, una struttura e una strategia di investigazione
concepita per ottenere risposta agli obiettivi della ricerca
● Il Disegno di Ricerca è la definizione del percorso di indagine che connette gli
obiettivi ai risultati. In tale definizione sono identificabili due livelli di lavoro:
○ un livello strategico → opzioni di base relative al metodo (quale approccio)?
○ un livello tattico → connette il metodo alle conseguenze tecniche relative a:
■ strumenti
■ popolazione e campioni
■ rilevazione
■ analisi dati
■ costruzione e comunicazione dei risultati
● I principali approcci / le principali logiche possono essere ricondotti a:
○ approcci qualitativi
■ concezione costruttivista della realtà (realtà è una costruzione sociale)
■ centralità sulla comprensione del fenomeno
■ intensione / approfondimento
■ uso di indicatori linguistici (parole)
○ approcci quantitativi
■ concezione positivista della realtà (realtà come dato oggettivo)
■ centralità sulla misurazione e generalizzabilità dei risultati
■ estensione / generalizzazione
■ uso di indicatori metrici (numeri)
● La copertura degli obiettivi può richiedere un disegno di ricerca:
○ semplice (un metodo, una fase)
○ misto (più metodi, più fasi)
● Le logiche di costruzione dei disegni misti sono diverse:
4. DEFINIRE GLI STRUMENTI PER LA RACCOLTA DEI DATI 5
→ quali opzioni tecniche? (aspetti operativi)
5. DEFINIRE LE CONDIZIONI DI APPLICAZIONE DEGLI STRUMENTI
→ setting (vie, modalità di rilevazione, …)
6. DEFINIRE LA POPOLAZIONE E SELEZIONARE UN CAMPIONE
→ quali soggetti coinvolge la ricerca? Come sono reperiti? Quanti? …
7. RACCOGLIERE I DATI
→ attuare sul piano organizzativo la rilevazione (organizzare, gestire, verificare,
implementare)
8. ELABORARE I DATI
→ come aggiornare le informazioni? (= costruire l’informazione)
9. ANALIZZARE I DATI
→ come trasformare i dati in risultati? (= leggere l’informazione)
10.COMUNICARE I RISULTATI
→ come trasferire ad altri (committenti, utenti) non ricercatori i risultati? (= condividere
l’informazione) 6
ESEMPIO DI R.PS.A.
LE MODALITA’ DI RELAZIONE MADRE-BAMBINO
IL PERCORSO DI RICERCA
2 obiettivi:
1. esplorare le esperienze delle mamme mappando gli atteggiamenti sottostanti alla
loro relazione con il bambino
2. individuazione di differenti gruppi di mamme, ciascuno dei quali caratterizzato da
diversi atteggiamenti nei confronti del proprio bambino
LA STRUTTURA DELLO STUDIO
Lo studio è diviso in 2 parti:
1. fase qualitativa
○ obiettivo: esplorare le esperienze delle mamme individuando gli atteggiamenti
sottostanti alle diverse modalità di relazione madre-bambino
2. fase quantitativa
○ obiettivo: quantificare e dare evidenza statistica sia ai fattori di atteggiamento
che alle tipologie di mamme
- FASE QUALITATIVA
IL CAMPIONE
Metodo → 48 interviste individuali
Distribuzione→ due grandi e due piccoli centri del Nord e del Sud Italia. Questo
permette di intervistare persone con esperienze differenti e di avere
quindi un piano più completo
Campione → mamme con figlio unico o ultimogenito in età:
- 0 - 6 mesi (50% del campione)
- 9 - 15 mesi (50% del campione)
con diverse esperienze di maternità
LE ESPERIENZE DELLE MAMME E LA LORO RELAZIONE CON IL BAMBINO
La fase qualitativa ha approfondito esperienze e vissuti della madre nella sua relazione con
il bambino in termini di:
● il vissuto di sé come mamma
● le emozioni provate nell’interazione con il bambino
● il significato simbolico della maternità 7
● le aspettative nei confronti della crescita psicofisica del bambino
● le richieste e bisogni avanzate ai prodotti destinati alla cura del bambino ed in
particolare all’alimentazione
Le varie esperienze delle madri permettono di capire che ognuna di loro ha idee diverse.
11 ATTEGGIAMENTI
Oltre alla raccolta ed analisi delle informazioni di cui sopra, l’equipe di psicologi ha
individuato le verbalizzazioni massimamente esplicative dei diversi “sistemi di
atteggiamento” sottostanti alle raccontate dal campione di madri nel corso dei colloqui
individuali.
1. Simbiosi
essere madre costituisce la vera realizzazione e l’unico interesse
e ciò si traduce, nel rapporto con il bambino, in un legame esclusivo
e quasi soffocante.
Il bambino dipende totalmente dalla madre (e lei dal bambino), e questo
legame di reciproca dipendenza viene perpetuato nel tempo dalla madre che di fatto accetta,
come unica forma di crescita / separazione del bambino, la crescita fisica
2. Interazione matura
Questa relazione è fondata sugli scambi interattivi, sull’offerta continua
di stimoli fisici e verbali, funzionali allo sviluppo del bambino ed alla
sua individuazione come persona separata dalla madre.
La mamma attribuisce al suo bambino, fin dai primi mesi di vita, una
sua personalità ed individualità.
Ciò che assume importanza per la mamma è la crescita psicologica del bambino e la sua
acquisizione di autonomia e indipendenza.
3. Comportamento normativo
La madre impone a se stessa queste regole che
fungono per lei da criteri guida, pertanto apparentemente
ed illusoriamente rassicuranti.
Ciò in quanto la madre vive come emotivamente problematico
operare delle scelte soggettive e necessita di una “norma codificata”, in quanto tale
ansiolitica e portatrice di certezze.
4. Trasgressione
La madre nella sua relazione con il bambino, adotta un comportamento trasgressivo e non si
preoccupa del rispetto delle “norme” di comportamento che pure conosce.
Ciò che importa alla madre è fare stare bene il suo bambino attraverso la soddisfazione
immediata dei suoi desideri e delle sue richieste. 8
Sapere di trasgredire, non preoccupandosene, è fonte di piacere anche per la madre.
5. Tranquillità
Svolgere il proprio ruolo di madre è estremamente semplice, totalmente
aproblematico, poiché l’attitudine materna viene vissuta come innata.
L’assenza di dubbi ed incertezze, la naturalezza con cui viene sviluppata la
relazione madre/bambino, fanno sì che la madre rifletta la sua serenità ed
equilibrio emotivo in un atteggiamento sempre disponibile e dolce nei confronti del suo
bambino.
6. Regole ancestrali
Questo atteggiamento delinea la tendenza rigida da parte della madre ad imporre
al bambino regole educative con specifico riferimento all’area più ancestrale
della relazione madre/bambino: l’alimentazione, il nutrimento.
Sul piano simbolico ciò significa che la relazione madre/bambino, nel suo
nucleo centrale e più profondo, è permeata da regole a cui il bambino è tenuto
ad attenersi.
7. Capacità di distacco
Si delinea la capacità della madre di distanziarsi emotivamente dal bambino e dai problemi a
lui connessi.
Ciò implica che la relazione madre/bambino, per quanto positiva e valida, è tutt’altro che
totalizzante per la madre.
8. Regressione ludica
Questo atteggiamento delinea la tendenza, da parte della madre nella sua relazione
con il bambino, a regredire tornando a sua volta, attraverso il figlio, ad essere
piccola.
Questa tendenza influenza altresì l’atteggiamento e le scelte rivolte
agli oggetti destinati al bambino, nei quali assumono rilievo gli aspetti più
regressivi ed infantili.
9. Ansia
Si delinea con questo atteggiamento come nell’esperienza nella madre, per quanto
concerne il suo rapporto con il bambino, sia sia una insicurezza di fondo.
La mamma è sempre in ansia, non riesce a decodificare i segnali che il
bambino le manda, vive in uno stato di totale sfiducia di sé e delle sue capacità,
procede per tentativi ed errori, necessita costantemente di aiuto e di consigli
perché ha paura di sbagliare.
10.Coinvolgimento totalizzante
Evidenzia la totale centratura della madre sul suo bambino. 9
Il figlio rappresenta l’unica occupazione e l’unica fonte di coinvolgimento per la madre che
non ha più (e non vuole di fatto avere) momenti da dedicare a se stessa.
11.Delega
Questo atteggiamento delinea la capacità o la necessità della madre a delegare ad altri le
proprie scelte relative al bambino e la risoluzione dei problemi che possono insorgere nella
sua relazione con lui.
La figura dell’esperto, il marchio autorevole, la pronta disponibilità del prodotto risolutivo
sono per la madre referenti indispensabili o comunque importanti nello svolgersi della sua
relazione con il bambino.
Il meccanismo di delega può discendere da una valutazione matura e razionale o da uno
stato emotivo di insicurezza e di sfiducia nelle proprie capacità personali, assumendo
pertanto significati quasi giustapposti.
- FASE QUANTITATIVA
LA STRUTTURA DELLO STUDIO: individuazione delle tipologie di mamma
STRUMENTO
si sono individuate 37 verbalizzazioni significative che sono state inserite nel
❖ questionario quantitativo
al campione di 800 madri intervistato in fase quantitativa è stato chiesto di dichiarare
❖ il proprio grado di accordo, su una scala da 1 (accordo minimo) a 7 (accordo
massimo), a ciascuna delle 37 affermazioni
CAMPIONE
Metodo → 800 questionari
Distribuzione→ per aree geografiche e ampiezza centro
Campione → mamme con figlio unico o ultimogenito in età:
- 0 - 6 mesi (25% del campione)
- 6 - 12 mesi (25% del campione)
- 12 - 18 mesi (25% del campione)
- 18 - 24 mesi (25% del campione)
ANALISI
le variabili di atteggiamento (37 affermazioni) sono state sottoposte ad analisi
❖ fattoriale 10
l’analisi fattoriale ha individuato 11 fattori di atteggiamento (ogni fattore raggruppa al
❖ suo interno 2 o più affermazioni, che divengono esplicative di quel fattore)
primo compito del ricercatore è stato quello di RICONOSCERE CIASCUN FATTORE
❖ DI ATTEGGIAMENTO (ossia ciascuna componente della relazione
mamma-bambino) sulla base delle affermazioni che lo compongono e lo descrivono
la modalità con la quale ciascuno di questi 11 atteggiamenti è diversamente presente
❖ all’interno di una singola mamma, definisce e caratterizza in chiave psicologica la
sua personalità per quanto attiene al modo in cui si relaziona al proprio bambino
operativamente, il campione di 800 madri, in ordine al grado di accordo assegnato a
❖ ciascuna affermazione originaria, è stato sottoposto a cluster analysis
da qui ha origine la tipologizzazione delle mamme, cioè l’individuazione e definizione
❖ di gruppi di mamme che sono fra loro “simili” (per il modo in cui si relazionano al loro
bambino) all’interno dello stesso gruppo, ma contemporaneamente differenti rispetto
a quelle appartenenti a ciascuno degli altri gruppi
RISULTATI
dalla Cluster Analysis sono risultati 6 clusters di madri, con il relativo peso percentuale di
❖ ciascuno sul totale campione
ogni cluster è caratterizzato da un peculiare andamento delle risposte (grado di accordo)
❖ agli 11 fattori di atteggiamento, leggibili in termini di scostamento positivo o negativo dalla
media totale campione delle risposte fornite
ogni cluster viene inoltre descritto in ordine alle sue caratteristiche socio-demografiche
❖ Sono gli 11 atteggiamenti e i
numeri sono i valori medi delle
risposte di tutte le 800 mamme
a questi fattori che vanno da 1
a 7 (=> più il numero è vicino a
7 più sono in accordo con
quell'affermazione).
Es. con l’interazione mature
sono quasi tutte d’accordo
anche se nella realtà non fanno
ciò che dicono di credere;
dicono di essere d’accordo con l’affermazione perché è quello che vorrebbero fare.
=> è difficile interpretare i risultati con questo tipo di domande perché tutte dicono di fatto ciò
che vorrebbero essere e non ciò che sono davvero. 11
Rappresenta come si distribuiscono i diversi cluster: iil + indica sopra la media e il - sotto la
media.
Lettura dei risultati:
1. La mamma serena
2. La mamma bambina 12
3. La mamma ansiosa
4. La mamma interattiva
5. La mamma equilibrata 13
6. La mamma disincantata
RICADUTE APPLICATIVE: UTILIZZO DEI RISULTATI 14
ESEMPIO R.PS.A.
PREVENZIONE DEL RISCHIO ALCOOL A MILANO
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