I diuretici rientrano come agenti che si usano in associazione nella cura dell’ipertensione, quindi
favorire la diuresi ha un effetto anche sulla pressione arteriosa. In particolare le diete povere di
sodio sono favorevoli alla riduzione della pressione, infatti i diuretici fanno aumentare l’escrezione
di sodio abbassando la pressione arteriosa. In particolare, tra tutti i farmaci che hanno questa
attività, i tiazidici sono i preferiti nel trattamento dell’ipertensione, perchè aumentano l’escrezione
di sodio e di acqua, quindi succede che il volume plasmatico si riduce così come la gittata cardiaca,
e quindi i tiazidici sono ad esempio la Clortiazide e Idroclorotiazide. Queste modifiche di gittata
cardiaca possono portare a una riduzione, che poi si normalizza con il trattamento, però si può
sviluppare una minore sensibilità della muscolatura liscia alla noradrenalina, e quindi una
diminuzione graduale delle resistenze periferiche e quindi di conseguenza anche delle pressione
arteriosa.
Abbiamo altri farmaci come l’Amiloride, che è per gli effetti ipertensivi, lo Spironolattone, che
però non ha effetti collaterali significativi. L’utilizzo clinico dei diuretici, oltre all’ipertensione,
favorisce la diuresi in un paziente che non urina e anche in casi di edema, quindi serve per
eliminare i liquidi.
L’insufficienza cardiaca cronica e la cirrosi epatica sono casi in cui abbiamo un aumento, una
ritenzione di liquidi quindi il diuretico è da utilizzare. La produzione di urina sarà stimolata
attraverso l’aumento dell’apporto di sangue, quindi favorisce l’azione, oppure di aumento di
assorbimento di acqua, che, anzichè essere riassorbita, viene eliminata, quindi in un rene
funzionante i diuretici fanno aumentare la filtrazione glomerulare e riducono il riassorbimento.
Ci sono 6 classi di diuretici più utilizzate e conosciute che riducono tutte il riassorbimento di acqua
e se fanno ciò portano a un aumento della diuresi, poi avete 6 classi di agenti osmotici: gli inibitori
dell’anidrasi carbonic; i tiazidici che sono inibitori del simporto sodio cloro; acidi organici, chiamati
anche diuretici dell’ansa, che sono diuretici drastici che sono inibitori del simporto sodio potassio,
che scambiano un atomo di sodio e potassio con due atomi di cloro; gli antagonisti dell’ormone
antidiuretico. Quindi tutti questi sono diuretici e vengono utilizzati oltre che nell’ipertensione
anche in altre patologie, come l’edema che può essere secondario ad altre patologie epatiche e
anche nel caso in cui la funzionalità renale stia diminuendo.
Per i diuretici bisogna ripassare la funzione renale, e vi rivedete bene: come fa a formarsi l’urina; la
struttura anatomica del nefrone con il glomerulo, costituito dalla capsula di Bowman con
all’interno il glomerulo renale che produce il filtrato e una fitta rete di capillari, che iniziano con
un’arteriola efferente che entra e afferente che esce; un tubulo, chiamato tubulo contorto
prossimale perchè vicino al glomerulo, il filtrato prodotto dal corpuscolo passa nel tubulo contorto
prossimale dove si ha il riassorbimento di acqua e altri componenti organici; il filtrato a questo
punto passa nell’ansa di Henle, nel suo tratto discendente distale, dove viene ancora riassorbita
acqua, anche nel dotto collettore si ha riassorbimento.
Il riassorbimento di soluti invece si ha nel tubulo contorto prossimale e anche nel tratto
ascendente dell’ansa di Henle e si ha il riassorbimento facoltativo. Abbiamo il tubulo contorto
distale con secrezione di ioni e acidi e tossine, e anche qua riassorbimento facoltativo di acqua. Poi
abbiamo il sistema collettore dove si può avere ancora riassorbimento ma normalmente l’urina
viene inviata al calice minore per l’eliminazione. Quindi la produzione di urine è fondamentale per
la normale funzionalità del corpo, permette al sangue di riassorbire i nutrienti necessari, acqua e
elettroliti ed eliminare i prodotti di scarto e i metaboliti. Quindi il rene è l’organo più importante
per la regolazione del volume e della composizione elettrolitica di tutti i liquidi cellulari.
Durante la fase di assorbimento posso agire perchè, nel caso dell’ipertensione, quello che ci
interessa di più è il riassorbimento di sodio, per cui i tubuli sia contorto che distale secerne lo ione
idrogeno e potassio e anche lo ione potassio in scambio di ioni, quindi la secrezione del potassio è
controllata anche dal punto di vista ormonale, perchè l’ormone mineralcorticoide, che è secreto
dalla surrenale, è in grado di modificare il riassorbimento di sodio e di acqua. Quindi i recettori per
questo ormone si trovano all’interno di questi tubuli e permettono il passaggio di potassio, dalle
cellule all’ultrafiltrato, il potassio viene scambiato con il sodio. Quindi in pratica la possibilità di
riassorbire o di non far passare il potassio modifica anche il potenziale di membrana. Quindi,
agendo sul riassorbimento di sodio, posso modificare anche la quantità e la composizione
dell’urina. Modificano il riassorbimento di sodio anche gli inibitori dell’anidrasi carbonica, che a
partire da anidride carbonica e acqua è in grado di riuscire a eliminare e secernere il sodio in modo
da riassorbirne il più possibile. Questa modificazione dell’assorbimento del sodio sbilancia la
presenza di acqua o di liquido, quindi ecco perchè è legata alla quantità specifica dell’urina stessa.
Potete ripassare anche lo scambio tra ioni idrogeno e sodio presenti nel fluido di questo lume dei
tubuli, con le cellule del tubulo contorto prossimale e la funzione dell’anidrasi carbonica, perchè
anche l’inibizione di questo enzima può modificare la quantità di urina. Anche qui possiamo
vedere come lo scambio tra sodio e potassio sia dato dall’aldosterone, che è un ormone prodotto
dalla zona glomerulare della corticale, la cui liberazione dipende da diversi fattori. Tra questi
sicuramente dalla concentrazione extracellulare di potassio, dal sistema renina-angiotensina visto
prima e questo è strettamente legato a un aumento pressorio.
È importante ricordavi che il riassorbimento di sodio crea un gradiente osmotico a favore del
sangue e questo determina il riassorbimento di acqua, quindi anche il controllo centrale ad opera
dell’ipotalamo attraverso gli osmorecettori che rilevano le concentrazioni e il gradiente osmotico a
livello centrale favorisce o meno della vasopressina. Questo attiva la sintesi di acquaporine, quindi
anche questo media la presenza e modifica il volume di acqua urinaria.
La secrezione a livello del tubulo interessa invece gli ioni idrogeno, potassio, acidi deboli e basi
deboli, e questo è utile per l’acidificazione delle urine. Il pH del sangue viene sempre mantenuto
tra 7.35-7.45 nei range, perchè c’è questo sistema dell’anidrasi carbonica che può trasportare
bicarbonato che tampona i prodotti di scarto, come acido lattico, finchè il bicarbonato è
disponibile il pH rimane neutro, mentre gli ioni idrogeno vengono lasciati nelle urine che hanno pH
più acido. Se non riusciamo più a produrre bicarbonato in maniera sufficiente, e quindi la funzione
dell’anidrasi carbonica viene inibita, potremo avere una condizione di acidosi metabolica.
Molti farmaci vengono escreti con gli stessi sistemi, competendo con i sistemi di eliminazione. Se
la funzione renale è compromessa, e questo può capitare in situazioni infiammatorie come la
nefrite oppure in una glomerulo nefrite, questo può modificare la filtrazione e produrre edema e
ipertensione secondaria, e modifica del volume dell’urina. Questo è un caso in cui si ha un
accumulo dei prodotti azotati di scarto e quindi sarà causata da un’insufficiente filtrazione
glomerulare, e anche qua ipertensione e edema. Quindi in tutti questi casi è utile somministrare
un diuretico per favorire il ripristino della funzione renale. Ripassate i meccanismi generali di
trasporto, quindi la sodio potassio ATPasi localizzata sulla membrana baso laterale dell’epitelio
renale e la sua funzione del mantenimento del gradiente del sodio.
Anche la sintesi di acquaporine permette il passaggio dall’urina al plasma va rivisto e la rimozione
dell’acqua porta a una diminuzione del volume dell’urina e quindi anche questo contribuisce sia
alla formazione che al suo volume. Anche il riassorbimento di cloro segue quello del sodio e anche
il cloro può attraversare la membrana luminale con antiporto, un simporto con potassio e uno con
il sodio, un antiporto con bicarbonato, oppure si hanno una serie di antiporti anche nella
membrana baso laterale. Rivedetevi anche il trasporto del potassio e la velocità di secrezione.
Tutti questi meccanismi possono essere modificati dai diuretici, è chiaro che i diuretici osmotici
agiranno nel glomerulo e gli inibitori dell’anidrasi carbonica nel tubulo contorto prossimale,
abbiamo poi i diuretici dell’ansa che agiscono nel ramo ascendente e i tiazidici nel tubulo contorto
distale. Ricordate che i diuretici provocano l’escrezione di sodio, ma anche di tutti gli altri cationi e
anche anioni.
Diuretici osmotici
Il capostipite più conosciuto è il mannitolo, che stimola il flusso urinario e tratta la mancanza di
produzione di urina prima che si verifichi in campo renale. È indicata per il danno renale, è indicata
in chirurgia cardiovascolare, è utilizzato in una fase acuta di emergenza in caso di sovradosaggio di
farmaci perchè favorisce la diuresi ed è l’azione più importante per eliminare le sostanze tossiche
e i farmaci stessi. Può essere utilizzato anche con patologie come edema cerebrale grave, causato
da un trauma o per altri motivi anche di natura tossica o natura vascolare o come il glaucoma. È
filtrato dal glomerulo ma non viene riassorbito, quindi non riesce a superare le barriere, infatti
deve essere iniettato in vena. Quando è in circolo richiama i liquidi nei tessuti e crea un gradiente
osmotico nel glomerulo renale e quindi le molecole d’acqua migrano verso le molecole di
mannitolo, che permettono il riassorbimento e quindi favorisce l’eliminazione dei liquidi.
Gli studi più recenti suggeriscono che agisca principalmente sull’ansa di Henle, però in effetti tutti i
diuretici osmotici causano un aumento del volume extracellulare, diminuiscono la viscosità del
sangue, inibiscono anche il rilascio di renina e quindi l’aumento del flusso ematico nella midollare
e nel rene richiama accumulo di sodio e tra l’altro inibiscono anche il riassorbimento del magnesio,
e quindi quasi tutti vengono escreti, questo non potrebbe essere utilizzato a lungo perchè ci
sarebbe uno squilibrio elettrolitico globale, ma in caso di edema è la strategia migliore.
Non solo il mannitolo, ma anche la glicerina e isosrbide possono avere la stessa funzione, con
diuresi sino a 6 ore, possono dare nausea, vomito e anche brividi, mentre il mannitolo aumenta il
lavoro cardiaco e se il paziente ha un’insufficienza cardiaca congestizia o un edema polmonare o
un sanguinamento intracranico è proibito e nel caso si utilizza la glicerina.
Diuretici inibitori dell’anidrasi carbonica
Sono farmaci per esempio l’acetazolamide, metazolamide e sono utilizzati nell’edema indotto da
farmaci e anche insufficienza cardiaca congestizia e sono utilizzati con l’edema associati al
glaucoma cronico semplice o ad angolo aperto , inibiscono nell’occhio la riduzione dell’umor
acqueo, la pressione intraoculare e il dolore. Possono essere anche utilizzati nell’epilessia, perchè
sembra che possano curare epilessie non generalizzate, quindi non in convulsioni generalizzate e
una caratteristica è che è utilizzato certe volte anche quando si soffre di deficit di ossigeno, cefalee
dovute ad altitudine, si può fare una terapia preventiva 48 ore prima.
Abbiamo visto prima che l’anidrasi carbonica è presente nelle cellule epiteliali del tubulo contorto
prossimale e sia nelle membrane luminali e baso laterali e quindi l’anidrasi aumenta l’attività
continua dell’antiporto, quindi si espelle idrogeno e si favorisce la dissociazione dell’acido
carbonico.
Si usa da solo al trattamento dell’edema, però si può associare con diuretici che aumentano il
riassorbimento del sodio e in pazienti che hanno una bassa escrezione di sodio, però questo può
portare a ipopotassemia, perchè se lo scambio con il sodio è bloccato, il sodio viene scambiato con
il potassio e poi può diminuire la presenza di bicarbonato, e questo può essere un effetto
collaterale. In genere per quanto riguarda la terapia del glaucoma, esistono delle gocce oculari e si
evita l’assunzione per via sistemica.
I tiazidici
Sono dei farmaci che sono in grado di riunire il simporto sodio cloro. Vengono usati per curare
l’edema che possa essere presente anche con l’ipertensione, oppure anche l’edema cronico
associato a insufficienza cardiaca congestizia oppure associato a patologie renali. Nell’ipertensione
moderata possono essere utilizzati perchè riducono il lume plasmatico, rilassano la muscolatura
liscia dei vasi, quindi vasodilatano e diminuiscono la pressione. Rispetto ad altri diuretici la loro
azione compare subito, mentre l’azione antipertensiva richiede diverse settimane di trattamento
per instaurarsi. A volte vengono aggiunti diuretici dell’ansa e anche per l’insufficienza cardiaca
congestizia dovuta a disfunzione sistolica, possono essere somministrati per via orale e i più
utilizzati sono clorotiazide, metolazone. Dà una serie di sintomi come stanchezza, versamento
pleurico, edema polmonare, gonfiore addominale. È funzionale ad alleggerire il lavoro del cuore.
Inibiscono il trasporto di sodio nella porzione distale del nefrone, quindi causano una perdita di
sodio e acqua, determinando un’aumentata diuresi.
Può capitare che ci siano dei cali di pressione o ipopressione ortostatica, con stordimento e
sensazione di stordimento e anche crampi muscolari e spasmi. Si può riscontrare un aumento dei
trigliceridi, colesterolo, LDL e anche anoressia, cefalea, impotenza, però si possono regolare
modificando la dose. Quindi sia la scelta del diuretico che del dosaggio non sono di semplice
individuazione.
Acidi organici
Sono detti anche diuretici dell’ansa, diuretici drastici perchè inibiscono completamente il simporto
sodio-potassio-cloro e questi sono utilizzati in pazienti con edema che non rispondono agli altri
diuretici, nel caso dell’edema periferico grave, un edema associato all’insufficienza cardiaca, un
edema da patologia renale sia da cirrosi. Quindi abbiamo un aumento dell’eliminazione del sodio,
della capacità venosa, una maggiore funzionalità cardiaca ed è utile anche nel trattamento dello
scompenso cardiaco cronico, quindi dove c’è un aumento dei fluidi extracellulari e congestione
polmonare. Nello scompenso alcuni migliorano la condizione, per ascite dovuto a neoplasie
maligne. Inibiscono nell’ansa di Henle, quindi questo aumenta la perdita di sodio, cloro e acqua. Di
solito può portare a un alcalosi, possono essere utilizzati anche aggiunti ad altri diuretici.
Usi clinici
Sono per esempio la Furosemide, sono tra i più utilizzati e conosciuti e diminuiscono il carico di
lavoro del cuore e in pazienti refrattari da altre classi di diuretici vengono associati a un tiazidico e
quindi mantengono la diuresi e anche il lasex si associa nella terapia ipertensiva, se non ci sono
problemi di scompenso cardiaco o eccesso di edema e poi può essere somministrato in fase acuta
per eliminare i liquidi. Effetti avversi: possono provocare nausea, riduzione del volume plasmatico,
ipopotassiemia, ipoglicemia, in alcuni pazienti hanno avuto molta tossicità, non devono essere
somministrati assieme agli amminoglicosidi perchè possono concorrere a creare danni all’orecchio
e nemmeno in pazienti che non sono in grado di produrre più urina.
18/12
Le classi di diureWci:
Agenx osmoxci;
- Inibitori dell’anidrasi
- carbonica;
Tiazidici e xazido-simili
- (inibitori simporto
sodio/cloro);
Risparmiatori del potassio;
- Antagonisx dell’ormone
- ADH (ormone
anxdiurexco).
FARMACI RISPARMIATORI DEL POTASSIO: sono, ad esempio, l’amiloride e spironolaXone ed
hanno degli effew avversi come:
Ginecomasxa;
- Iperpotassemia, è l’effeyo più
- preoccupante;
Nausea e vomito.
-
Sono uxli perché:
Vengono uxlizzax per la gesxone
- dell’edema di diversa natura in
associazione con diurexci xazidici e i
diurexci dell’ansa;
Uxlizzax per controllare la perdita di
- potassio in pazienx che non possono
tollerare i supplemenx di potassio;
Sono spesso usax nel trayamento
- dell’ipertensione in associazione ai
xazidici in modo da evitare la perdita di potassio;
Amiloride, Triamterene e Spironolayone inibiscono l’ipopotassiemia provocata dagli altri
- diurexci. Si hanno diversi farmaci:
l’amiloride ha una durata d’azione
di 24h; lo spironolaXone ha una
durata d’azione più prolungata. Il
dosaggio dipende dalla posologia
stabilita dal medico: in genere per
trayare l’edema il dosaggio è
maggiore, mentre per trayare
l’insufficienza cardiaca congesxzia
e ipertensione il dosaggio è più
basso.
Abbiamo visto ieri l’azione dei diversi diurexci l’azione dei diversi diurexci nelle porzioni del rene.
L’amiloride ha un tempo di emivita abbastanza lungo contrariamente al triamterene in quanto la
biodisponibilità può raggiungere al massimo il 50%.
Quali sono le cellule coinvolte nell’escrezione del potassio? Sono quelle maggiormente presenx
nell’ulxma porzione del
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Esame di Farmacoterapia 1 - parte 3
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Esame di Farmacoterapia 1 - parte 2