ANTAGONISTI COLINERGICI MUSCARINICI
Antagonizzano l’effetto dell’acetilcolina come atropina, scopolamina. Storicamente per
contrastare problemi respiratori venivano fumate le foglie di datura stramonium. Oggi si usano
composti meno liposolubili come atropina metilnitrato e bromuro di ipratropio. Trovate
preparazioni come queste oppure
salbutamolo con antagonisti
colinergico muscarinico usato
nell’asma e BPCO. Queste sono sigarette di stramonio che erano
vendute nella farmacia dell’epoca.
L’ipratropio è un analogo dell’atropina. Contrasta
la broncocostrizione, blocca in modo competitivo
il recettore M3. È un antagonista dell’acetilcolina
che viene rilasciata dalle cellule epiteliali in
seguito al rilascio del fattore di necrosi tumorale
ed è sintetizzata localmente.
Qui abbiamo paziente
normale e paziente con
BPCO che va incontro a
forte vasocostrizione e
antagonista muscarinico
che riduce questa
contrazione bronchiale.
ANTICOLINERGICI MUSCARINICI A LUNGA DURATA D’AZIONE per BPCO e asma severa. Il bromuro
di tiotropio che si lega a tutti i sottotipi recettoriali però si dissocia lentamente dai M1 M3 e
rapidamente da M2. Migliora la funzionalità polmonare, riduce le riacutizzazioni.
Quindi noi abbiamo come azioni terapeutiche per
la BPCO farmaci a breve durata d’azione come i
beta agonisti (Albuterolo) e anticolinergici e poi
abbiamo quelli a lunga durata d’azione
salmeterolo e formoterolo ai quali si possono
aggiungere anticolinergici e le metilxantine.
Poi abbiamo una serie di combinazioni già presenti
in terapia. Gli antimuscarinici possono essere
utilizzati nell’anziano quando ci sono problemi con
la teofillina o quando i beta agonisti causano tremori.
I CORTICOSTEROIDI
Sono usati per numerose patologie infiammatorie polmonari. Sono di recente introduzione nel
mercato nel 1950, hanno molti effetti collaterali. I vecchi corticosteroidi erano efficaci per via
sistemica ma non lo erano per via inalatoria. Quelli di recente introduzione sono efficaci per via
inalatoria.
Agiscono sulle cellule infiammatorie inibendole e sulle cellule strutturali. Qui avete
strutture
chimiche di
quelli più
comunemente
utilizzati che
hanno il nucleo
di idrocortisone
con diversi
sostituenti.
Si legano al recettore per i glucocorticoidi che è un recettore intracellulare per cui si forma un
complesso corticosteroide, recettore che traslocano e si lega a specifiche sequenze intranucleari
che contrasta l’attivazione di geni pro-infiammatori e bloccano l’infiammazione.
Nell’asma stimolano la trascrizione di geni antiinfiammatori, inibiscono la produzione di
interleuchine infiammatorie e altri fattori secreti da linfociti T . I corticosteroidi diminuiscono la
sopravvivenza degli eosinofili inducendo apoptosi e riducono la permeabilità vascolare. Questo è
molto utile per l’edema perché una conseguenza in tutte queste patologie polmonari è la presenza
di edema. Questi sono gli
effetti
schematici dei
corticosteroidi
che agiscono su
cellule
infiammatorie
e cellule
strutturali e
questo farà
della parte
dell’origine
degli effetti
collaterali dei
corticosteroidi.
Da
somministrare
con molta
cautela.
Aumentano
l’azione broncodilatatoria sulla muscolatura liscia e vengono somministrati anche in combinazione
degli agonisti beta 2. Prevengono la desensibilizzazione dei recettori beta 2 quindi sono protettivi
anche negli effetti collaterali degli agonisti beta 2, potenziano la traslocazione nucleare.
EFFETTI COLLATERALI. Per via inalatoria gli effetti collaterali possono essere minimi perché
comunque, una parte si deposita nel cavo orale e poi viene deglutita, una parte si deposita sulla
superficie alveolare.
Possono inibire l’ormone adrenocorticotropo ACTH e quindi una inibizione della secrezione di
cortisolo quindi possono agire sull’ipofisi. La sospensione del trattamento deve essere graduale
con dosi a scalare.
Effetti avversi che riferiscono i pazienti:
Ritenzione di fluidi
- Aumento dell’appetito
- Aumento di peso
- Osteoporosi
- Fragilità capillare
- Ipertensione
- Ulcera peptica
- Diabete
- Cataratta
- Psicosi
-
Questi effetti collaterali aumentano con l’età però anche nei bambini bisogna essere cauti perché
si potrebbe avere un ritardo della crescita.
In pazienti il trattamento del BPCO e asma causa un abbassamento notevole della voce, la disfonia
infatti è presente tra gli effetti collaterali.
È molto comune anche la candidasi orofaringea che viene trattata sciacquando bene la cavità orale
in modo da allontanare i residui, tosse irritativa. A livello sistemico abbiamo invece ritardo nella
crescita dei bambini, ematomi, osteoporosi, cataratta, glaucoma, anomalie metaboliche, disturbi
psichiatrici (come un disturbo bipolare), soppressione e insufficienza surrenalica.
Butenoside e fluticasone hanno minori effetti e sono da preferire per quei pazienti che devono
assumere dosi elevate e anche nei bambini.
La ciclesonide è un’alternativa perché è un profarmaco che viene attivato dalle esterasi nel
polmone, quindi, agisce localmente (elevato indice terapeutico).
Il trattamento precoce è da preferire per avere un migliore effetto sulla funzione polmonare. Ciò
permette di prevenire cambiamenti strutturali nelle vie aeree come fibrosi, iperplasia della
muscolatura liscia perché abbiamo visto che può essere irreversibile.
Purtroppo nella BPCO il paziente non risponde bene al corticosteroide e sembra possano ridurre
gli effetti di riacutizzazione nella BPCO. Qui abbiamo asma normale e asma in
pazienti COPD, anche fumatori che
abbiamo già visto all’inizio.
Qui in basso vedete i nomi commerciali di alcuni corticosteroidi.
Flebocortid, Urbason, Deltacortene, Betametasone come bentalan che sono presenti in diverse vie
di somministrazione, orale, intra muscolo, endovenosa con diverse durate d’azione. Il bentalan,
per esempio, ha una breve durata d’azione da 48 a 72 ore Questi possono
anche essere
utilizzati nella rinite
allergica. Cosa
cambia in queste
condizioni? La
molecola è la stessa
ma abbiamo dosaggi
differenti e
chiaramente lo
spray nasale ha
un’azione più che
altro locale mentre il
fluticasone viene
nebulizzato nella
cavità orale
principalmente.
ANTILEUCOTRIENI
Bloccano la via dei leucotrieni. Il Zileuton (inibitore della 5-lipossigenasi) è l’unico farmaco
commercializzato. Ci sono altri inibitori come Montelukast. Essi sono in grado di antagonizzare
l’attacco di asma in pazienti asmatici aspirino sensibili e in alcuni pazienti con asma lieve. Li
abbiamo visti due lezioni fa. Inibiscono le 5 –
lipossigenasi
e anche la cascata dei
leucotrieni.
Sono considerati una
terapia aggiuntiva e
hanno pochi effetti
collaterali. Ci sono rari
casi di disfunzione
epatica e possono essere
somministrati per via
orale in mono-
somministrazione utile
nei bambini.
Possono essere usati per diminuire le dosi di corticosteroidi o evitare di usarli in pazienti con
glaucoma, cataratta, diabete, osteoporosi.
TERAPIA IMMUNO-MODULATORIA
L’ultimo approccio è la terapia immuno-modulatoria per esempio con anticorpi monoclonali. La
usiamo in pazienti con conta delle IgE elevata. Blocca il recettore a bassa affinità e viene
somministrato in pazienti con asma severa per via sottocutanea ogni 2-4 settimane e la dose viene
stabilita sul titolo delle IgE. Riduce la necessità di usare corticosteroidi e anche la riacutizzazione
dell’asma. Quindi i pazienti con asma cronica possono essere trattati in questo modo. Hanno un
costo elevato.
Cosa fa l’omalizumab?
Si lega al Ig libere e
inibisce che si leghino
alle mast cellule.
Tutti questi farmaci
possono avere effetti di
natura
neuropsichiatrica
quindi disturbi di
sonno, ansia,
agitazione, aggressività,
depressione e
ideazione suicidaria.
I CROMONI
Non vengono usati spesso e si somministrano come polveri o aerosol e possono essere dannosi
per alcuni pazienti. Sono stabilizzanti dei mastociti e riducono la liberazione di citochine.
Aboliscono l’aumentata attivazione dei leucociti da sangue in pazienti asmatici, inibiscono il
rilascio di mediatori dai mastociti, sopprimono gli effetti attivanti di peptidi chemiotattici,
inibiscono i riflessi della tosse e parasimpatici, inibiscono il traffico di leucociti nelle vie aeree
asmatiche. Questa è un’ultima strategia terapeutica.
NUOVE STRATEGIE TERAPEUTICHE PER L’ASMA
-inibitori di citochine pro- infiammatorie
-inibitori dell’adesione molecolare
-induttori di apoptosi
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Ipertensione
Anche questa patologia come asma, BPCO e allergie, è molto comune e con la quale il farmacista
ha spesso a che fare. Uxlizzano i servizi della farmacia per mantenere soyo controllo la pressione
arteriosa, e quindi viene richiesta al farmacista di fare una misurazione e poi può chiedere anche
consigli e se comunque è già in terapia il farmacista dovrà già sapere quale xpologia di farmaci sta
prendendo, le carayerisxche farmacocinexche, farmacodinamiche ed eventuali interazioni.
Quando consideriamo un paziente iperteso?
Quando la P arteriosa è alta rispeyo a questo range: la sistolica 120 mmHg e la diastolica 90
mmHg.
La sistolica rappresenta la P nei vasi sanguigni periferici quando il cuore si sta contraendo (
quando è in sistole).
La diastolica rappresenta la P nei vasi sanguigni quando il cuore è in diastole.
È comune la malawa cardiovascolare e va di pari passo all’invecchiamento. È pericolosa e deve
essere assolutamente trayata: nel paziente soprayuyo giovane non trayato farmacologicamente
si consiglia di ridurre il peso corporeo e cibi salax dalla dieta, awvità fisica almeno una camminata
intensa di mezz’ora tuw i giorni, che sia costante e aerobica. Però succede che in genere il paziente
non ascolta e inizia il trayamento farmacologico, però quando si arriva al trayamento, tornare
indietro da questo è quasi impossibile. Il farmacista comunque dovrebbe sempre consigliare
queste 3 cose, che magari anche il medico di base consiglia. Quindi, se è un paziente non ancora in
trayamento, però ancora recuperabile, dovrà seguire quesx praxci consigli.
L’ipertensione nel tempo causa:
Ipertrofia del ventricolo sinistro
- Ricordate che è la 1^ causa di ictus
- Può causare infarto
- Può causare coronopaxe, con tuye le complicanze
- Scompenso cardiaco
- Danneggiare i reni e portare all’insufficienza renale
-
Picchi pressori molto elevax sono spesso responsabili degli aneurismi, favorendo ad esempio la
royura, la dissezione dell’aorta.
Quesx sono tuw i moxvi per cui è un’urgenza medica, che il farmacista e medico hanno sempre il
dovere di indicare al paziente.
Oggi, iniziamo a parlare dell’ipertensione e vedremo i farmaci, poi nelle prossime lezioni vedremo
coronopaxe e scompenso cardiaco. Quesx saranno i nostri obiewvi.
Questo discorso è illustrato in un grafico (?) in cui sono descriye le morx ayribuibili alla
ipertensione. È uno studio abbastanza lungo che va dal 90’ al 2019, morx suddivise per cause di
morte . Per esempio: infarto dovuto a ischemia cardiaca c’è una discreta %, ictus, altri disordini
cardiovascolari e insufficienza renale cronica che può portare alla dialisi.
In quest’altra tabella viene
valutata la % di ipertesi nelle
varie regioni del mondo.
Nonostante le differenze non
sembrino alxssime, le regioni
mediterranee, europee sono
un po' più alte di altre
popolazioni. È vero che le %
per altre diagnosi sono più
alte, così come il trayamento
effewvo, anche se gli Stax
Unix sono quelle che
coprono meglio. Questa è una valutazione a livello globale sia per l’insorgenza della patologia, che
dei trayamenx, che dei successi terapeuxci.
Per quanto riguarda i successi terapeuxci, voi farmacisx verificherete l’aderenza alla terapia. Molx
non aderiscono, nonostante debbano aderire.
Da cosa è causata l’ipertensione?
Dall’obesità
- Inawvità
- Il fumo, principalmente di tabacco
- Consumo di alcol
- Eccessivo consumo di sale nella dieta
- Fayori genexci
- Scarsi livelli plasmaxci di sali come Ca, Mg e K
-
Tuw quesx fayori possono essere da soli causa di ipertensione oppure concorrere. Un individuo
obeso e soyo stress avrà più possibilità.
Se prendiamo in considerazione i livelli di mortalità per patologia: sicuramente la P alta ha un suo
ruolo, livelli alx di glucosio nel sangue, obesità, livelli alx di colesterolo, disfunzioni renali ecc.
Da cosa è determinata questa pressione?
Voi in farmacia userete uno strumento di misura, al paziente prima di essere valutato gli si deve
dare il tempo di riposare un awmo, stare seduto, rilassarsi quindi non è una misurazione che va
faya in freya e furia e si fanno 3 misurazioni per essere sicuri di avere un valore owmale, che può
essere fruyo della media di queste 3 misurazioni se non differiscono del +-10%. Invece, se il primo
valore è alxssimo e gli altri 2 sono bassi, allora ho un paziente agitato, perché è chiaro che la
tensione e la scarica d’adrenalina conseguente può costringere i vasi e far salire la P.
Questo valore numerico in realtà, da cosa è determinato?
1. Dalla giyata cardiaca (=GC)
2. Dalla resistenza periferica
Quindi se ho una pompa che pompa e in periferia ho un vaso streyo o largo, questo fa la
differenza! Allora:
La GC è la quanxtà di sangue che viene pompata dal cuore in 1 minuto.
GC dipende dalla frequenza cardiaca (=FC) e dal volume di eiezione (=VE). Quesx parametri
torneranno nell’argomento “scompenso cardiaco”: per valutare una correya funzionalità cardiaca
quesx parametri sono fondamentali.
Per quanto riguarda la conduzione si fa un eleyrocardiogramma, però tuw quesx parametri sono
apprezzabili anche con un ecocardiogramma.
La formula: GC= FC x VE
FC x VE , quindi la quanxtà di sangue pompata x il volume di eiezione che viene pompato per 1
bawto.
Tenete a mente quesx parametri.
Cos’è la resistenza periferica?
È il risultato di tuye le resistenze che il sangue contrae nel nostro organismo, in parxcolare nelle
arterie, da quelle col calibro più grosso a quelle più sowli.
Quindi, se si ha, per qualsiasi moxvo, una vasocostrizione arteriolare, allora questa è una
resistenza maggiore e come dicevamo prima parlando della tensione del paziente, allora se viene
sxmolato il SN simpaxco con adrenalina e noradrenalina, se l’azione dell’angiotensina 2 e di altri
fayori vasoawvi vengono modificax in modo tale da aumentare la resistenza periferica, questo
causa una maggiore resistenza e quindi un innalzamento pressorio, e questo cosa fa in prima
bayuta? Dilata i vasi e quindi la resistenza periferica diminuisce, però la P non si può risolvere
sempre con la vasodilatazione.
Se la P arteriosa è il risultato di tuw i fayori che regolano la GC e la resistenza periferica, allora
aumentando ciascuno di quesx fayori , si avrà un aumento della P, e la sxmolazione del simpaxco
amplifica quesx fayori e quindi nella maggior parte dei casi l’ipertensione “essenziale” è data da
un’aumentata aJvità del sistema simpaPco.
Quindi, a volte posso pensare di indurre vasodilatazione o ridurre l’awvità del simpaxco. Queste
sono indicazioni su come possiamo procedere.
Qui avete un disegno. Se si ha una vasodilatazione, allora come si può perdere volume emaWco?
Ad esempio, con
un’emorragia, interna o
esterna che sia, allora si ha
ipotensione, la P crolla e
questo può portare a shock
e da qui all’arresto
cardiaco.
Si ha un’ipotensione nei
seni caroxdei, che grazie
alla presenza dei
baroceyori che si rendono
conto della variazione di P,
inviano un segnale
centrale, si ha l’awvazione
del centro vaso motore
situato nel bulbo e questo
per compensare questa ipotensione, sxmola prima un ganglio, ma soprayuyo per giungere al
cuore, si ha un aumento della noradrenalina oppure sxmola anche la midollare del surrene a
sintexzzare e secernere adrenalina che interagisce sul nodo seno atriale, perché sxmolando questo
centro si owene una frequenza cardiaca aumentata, in più questa adrenalina secreta dalla
midollare del surrene si trasforma in noradrenalina e induce una vasocostrizione periferica, ma
sxmola anche la produzione di renina e la trasformazione dell’angiotensina 2 ad aldosterone.
Inoltre, partendo dal bulbo, si può inibire il rilascio di acexlcolina che regola la funzione del nodo
senoatriale.
Quindi vedete che tuyo questo porta in prima istanza all’aumento della funzionalità del nodo
senoatriale con conseguente aumento della frequenza cardiaca, in caso di aumento di ipotensione.
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Esame di Farmacoterapia 1 - parte 3
-
Esame di Farmacoterapia 1 - parte 4
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Esame di Farmacoterapia 1 - parte 7
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Esame di Farmacoterapia 1 - parte 5