EMERGENZE
PEDIATRICHE
SLIDE
TRIAGE
MISSION DEL
PRONTO
SOCCORSO
PEDIATRICO
Garantire
risposte e
interventi
tempestivi
adeguati e
ottimali ai
pazienti che
giungono in
Pronto
Soccorso in situazioni di urgenza- emergenza.Nello specifico garantire a ogni bambino
bisognoso un appropriato orientamento diagnostico-terapeutico e nei casi di
improvvisa
emergenza, il recupero e la stabilizzazione delle funzioni vitali. Urgenza:
condizione per la quale, pur non esistendo un immediato pericolo di vita, si rende
necessario adottare un adeguato intervento terapeutico nel più breve tempo possibile .
condizione di pericolo di vita imminente per arresto cardiaco e/o
Emergenza:
respiratorio, per cui è indispensabile un immediato intervento terapeutico adeguato
come la rianimazione cardio-polmonare sia di base, che avanzata, e l’uso di strumenti
e presidi di emergenza. OGNI URGENZA PUO’ TRASFORMARSI IN EMERGENZA.
TRIAGE PEDIATRICO = processo valutativo decisionale che permette di classificare, in
base alla gravità, ogni bambino che accede al P.S. utilizzando un insieme complesso
e articolato di attività infermieristiche
PERCHÈ:
• gli accessi in P.S. sono in continuo aumento
gli accessi sono variabili, con picchi nelle ore serali e nei fine settimana
la tipologia dei pazienti è estremamente varia: da bambini in pericolo di vita a
bambini con problemi differibili
OBIETTIVI:
• riconoscere tempestivamente il bambino in situazioni di emergenza urgenza
attribuire a tutti i bambini un codice di priorità che regoli l‘accesso alle cure
mediche in relazione alla gravità
1 OBIETTIVI SECONDARI:
• ottimizzare l’efficienza del P.S.
anticipare la presa in carico del bambino
migliorare l’accoglienza del bambino e di chi lo accompagna
TRIAGE GLOBALE O TRIAGE DI ACCESSO??
REQUISITI PER L'ATTUAZIONE DEL TRIAGE GLOBALE: struttura
adeguata,attrezzature,strategie operative,operatori formati
TRIAGE GLOBALE:
I valutazione sulla porta
II raccolta dEI DATI -soggettivi E oggettivi
III decisione
IV rivalutazione
I valutazione sulla porta o first – look
esame delle funzioni vitali secondo le regole dell’ABCD
l’individuazione di segni o sintomi critici per la sopravvivenza (apnea, cianosi,
…)
A VIE AEREE
postura obbligata / preferenziale anormale
scialorrea o difficoltà nella eliminazione
delle secrezioni
disfagia / disfonia
rumori respiratori: stridore, sibili
B RESPIRO
apnea
tachipnea /bradipnea
dispnea: utilizzo dei muscoli respiratori accessori
(rientramenti), alitamento delle pinne nasali
C CIRCOLO
cianosi
pallore grave/cute marezzata
sanguinamento in atto
2 petecchie / porpora
D DEFICIT NEUROLOGICI
alterazione dello stato di coscienza
convulsioni in atto IDENTIFICAZIONE DI EVENTUALE EMERGENZA
CODICE ROSSO
L’infermiera di triage accompagna subito il paziente nell’ambulatorio a maggior
tecnologia
Allerta la seconda infermiera di PS
Allerta il primo medico di guardia e se necessario gli altri componenti del team
dell’emergenza
1° infermiera:
somministra O2 con maschera
applica il monitor, saturimetro e bracciale per la PA
aspira le vie aeree
posiziona il sondino naso-gastrico
predispone il materiale ed assiste durante intubazione
posiziona il catetere vescicale
2° infermiera:
reperisce un accesso venoso periferico (due se necessario)
esegue il prelievo venoso ed inizia l’infusione
invia i campioni in laboratorio
prepara e somministra i farmaci richiesti
CARRELLO D'EMERGENZA
Ceck-up defibrillatore: test di verifica sistema con stampa report e verifica visiva
con ispezione defibrillatore ed accessori (tutte le mattine)
Controllo funzionamento lampadine laringoscopi (tutte le mattine)
Verifica ceck list (tutte le mattine)
3 Controllo scadenze del materiale, verifica ed eventuale ripristino della
situazione igienica del carrello (ultimo venerdì del mese)
Ripristino carrello dopo utilizzo per emergenza
II raccolta dati = valutazione soggettiva
à anamnesi, per identificare:
il problema principale
i sintomi associati (febbre, dolore, ecc.)
la storia medica passata (patologie preesistenti)
DEFINIZIONE DEL PROBLEMA DI SALUTE
II raccolta dati = valutazione oggettiva
esame obiettivo mirato relativo al problema individuato (ispezione,
auscultazione, palpazione)
misurazione dei parametri vitali, quando prevista
esame obiettivo mirato relativo al problema individuato (ispezione,
auscultazione, palpazione)
misurazione dei parametri vitali, quando prevista
SUPPORTI PER L'INFERMIERA DI TRIAGE
linee guida per problemi specifici
parametri pediatrici di riferimento (di normalità e di patologia)
FEBBRE
VALUTAZIONE
•
1. Valutazione rapida ABCD
2. Anamnesi: età, TC max, sintomi associati (cefalea, convulsioni, pianto,
iporeattività, irritabilità), malattie precedenti (immunodeficienza, malattie emato-
oncologiche, portatore di cateteri CVC o DVP)
3. EO: valutazione cute (petecchie, circolo), dispnea, stato di idratazione, segni
meningei
4. Parametri vitali (no se codice bianco)
5. GCS se alterazione dello stato di coscienza
6. TC
4 CODICE ROSSO bambino con compromissione di almeno una funzione vitale e/o
alterazione di uno o più parametri vitali e/o evento critico
ALTERAZIONE CRITICA A-B-C-D
FEBBRE 37.5°C + PETECCHIE e/o PORPORA DIFFUSA
CODICE GIALLO bambino con sintomi e/o lesioni gravi con possibile alterazione
ma non compromissione delle funzioni vitali, né alterazione critica dei parametri
vitali
ANAMNESI + per: malattia oncologica / immunodeficienza / shunt v-p, CVC
FEBBRE in neonato ≤ 1 mese
FEBBRE 40°C rilevata o riferita in bambini da 1 a 12 mesi
CONVULSIONE RECENTE (<12 ore)
CEFALEA INTENSA con FOTOFOBIA
IRRITABILITÀ e/o PIANTO LAMENTOSO-FLEBILE e/o LETARGIA (GCS 9-10)
DISPNEA MODERATA
FONTANELLA ANTERIORE BOMBATA e/o RIGIDITÀ NUCALE
DISIDRATAZIONE MODERATA
CODICE VERDE bambino con sintomatologia rilevante ad insorgenza acuta con
funzioni e parametri vitali normali
FEBBRE < 40°C in lattante 1-6 mesi
FEBBRE 40°C in bambino > 12 mesi
CONVULSIONI da oltre 12 ore
DISPNEA LIEVE
DISIDRATAZIONE LIEVE
CODICE BIANCO bambino con sintomatologia non rilevante e ad insorgenza non
acuta
FEBBRE < 40°C rilevata o riferita in bambini > 6 mesi
INTERVENTI
Isolamento se rash petecchiale o purpurico al tronco
Stick urine se febbre senza sintomi associati in lattante < 12 mesi
Antipiretici se TC ≥ 38.5°C ascellare
5 Terapia fisica: svestire il bambino o spugnature con acqua tiepida (30’ dopo
terapia antipiretica)
PARAMETRI PEDIATRICI DI RIFERIMENTO:parametri vitali pediatrici ,valutazione
distress respiratorio,valutazione disidratazione,segni clinici di urgenza nel
bambino,scala del coma di Glasgow modificata,valutazione % sup. corporea
ustionata,valutazione del dolore
DISTRESS RESPIRATORIO TAB DIABOSITIVA 31 (TRIAGE)
DISIDRATAZIONE TAB DIAPOSITIVA 32 (TRIAGE)
INTERVERTI INFERMIERISTICI
DIAGNOSTICI: raccolta campione urine,stick urine per glicosuria/ketodiabur
• test,raccolta campione feci,peso corporeo,glicemia capillare,Bt capillare,avvio
del monitoraggio continuo dei parametri vitali
TERAPEUTICI:
terapia antipiretica – antidolorifica,collare cervicale,disinfezione –
tamponamento/compressione ferite sanguinanti,pulizia cute
ustionata,detersione cute, occhi, ecc.,bendaggio oculare,indicazioni di
digiuno,immobilizzazione di arti,applicazione ghiaccio su ematomi,aspirazione
oro/naso-faringea,O 2 terapia,manovre di disostruzione: Heimlich / pacche
dorsali - compressioni toraciche,isolamento
RESPONSABILITà GIURIDICA E DEONTOLOGICA Ogni professionista sanitario ha
l’obbligo di documentare tutte le azioni compiute durante il proprio lavoro
REQUISIDI DELL'INFERMIERE DI TRIAGE
laurea in infermiere o titolo equipollente,training di 6 mesi in P. S. PED.,corso
PBLS-D,corso formativo di triage pediatrico,formazione continua,rotazione
periodica nelle varie aree del P.S.
PER UNA CORRETTA ATTIVITà DI TRIAGE
professionalità,esperienza ,capacità decisionale,elasticità mentale ,capacità
relazionali,controllo dell’emotività
OSSERVAZIONE BREVE INTENSIVA (OBI)
Se il medico ritiene che il bambino abbisogni di un’osservazione di almeno 4
ore, fino ad un massimo di 24
Va attivata per bambini con problemi acuti, che necessitano di valutazioni
mediche ripetute, accertamenti, monitoraggio, interventi infermieristici
DIAGNOSI PIù FREQUENTE DI OBI
6 Trauma cranico minore, Gastroenterite,Dolore
addominale,Intossicazioni,Asma/broncospasmo,Febbre senza
localizzazione,Convulsioni febbrili,Croup che ha necessità di Adrenalina
SHOCK
Lo shock è una condizione in cui si attua una perfusione sistemica ridotta, cioè ,
succede, per esempio, che a seguito di emorragie imponenti, traumi, ustioni
estese ecc, si determina una caduta della pressione arteriosa sanguigna e,
poiché, ogni tessuto e specialmente quelli nobili, necessita di un adeguato
apporto di ossigeno e di glucosio, al crollo del circolo sanguigno, consegue una
drastica riduzione di comburente e combustibile e si determina una grave
sofferenza energetica dei tessuti (alterazione del metabolismo).
E’ chiaro che stiamo parlando di condizioni ai limiti della compatibilità con la
vita dell’organismo, poiché ogni corpo umano, davanti ad una emorragia
imponente, è in grave pericolo di vita, per la grave ipotensione che ne
consegue.
Lo shock è una sindrome clinica caratterizzata da una perfusione periferica inadeguata a
soddisfare le esigenze metaboliche dell'organismo e responsabile di ipossia tissutale, acidosi
metabolica e morte cellulare.
7 Riduzione del flusso ematico nella cute, nei muscoli, nei reni, nel mesentere, nei
• polmoni , nel cuore e nel cervello dovuta ad un’alterazione circolatoria acuta;
Si presenta con diminuita perfusione (ridotta pressione arteriosa), tachicardia,
• aumentato tempo di riempimento dei capillari, diminuita temperatura cutanea,
alterazione dello stato mentale, ridotta diuresi e infine insufficienza multiorgano
Da un punto di vista eziologico, lo shock può essere classificato in:
shock ipovolemico inadeguato volume plasmatico o sanguigno,la forma più frequente di
• shock, in cui l'ipovolemia può essere causata da emorragia( esterna,interna,
gastrointestinale), da perdite di plasma (gravi ustioni,sepsi, s.nefrosica,terzo spazio) o da
perdite idroelettrolitiche (m.renali,diarrea,vomito, gastroenterite, FC) cause
(T1DM, diabete insipido, insuff. Surrenalica)
endocrine(
shock cardiogeno caratterizzato da un insufficienza della pompa cardiaca (aritmie,
• cardiomiopatie, droghe,decorso post-cardiochirurgico), dovuta ad una ipossiemia,
della pompa miocardica
cardiopatia congenita, miocardite. Mancato funzionamento
dovuto a danno intrinseco, pressione esterna che ostacola il riempimento o ad ostruzione
--->Ostacolo al riempimento o svuotamento (pneumotorace,
all'efflusso
penumopericardio,embolia polmonare, cardiopatie congenite)
shock distributivo è caratterizzato da una perdita di tono vascolare, dovuta e sepsi--- >
(shock settico è il risultato della diffusione e dell'estensione all'interno del flusso sanguigno di
un'infezione inizialmente localizzata (es.: ascessi, peritoniti, polmoniti) , anafilassi (shock
4 gradi di gravità dello shock anafilattico: -sintomi generali
anafilattico---->
(vertigini, cefalea, ansia, ecc.) + reazioni cutanee (flush, prurito, o
rticari a,
ecc.) caduta della pressione + tachicardia nonché sintomi gastrointestinali
-
(nausea, vomito, ecc.) e lieve dispnea -broncospasmo (attacco
asmatico) e shock, raramente anche edema della laringe con stridore
inspiratorio -arresto circolatorio e respiratorio.
), insufficienza surrenalica acuta,
intossicazione da farmaci,Shock neurogeno.
Diagnosi differenziale tra shock ipovolemico e cardiogeno: nello shock
ipovolemico la pressione venosa centrale è diminuita, nell'insufficienza
cardiaca invece essa è di norma aumentata! Uno dei criteri più
importanti è il riempimento venoso: nello shock ipovolemico vene
collabite, nello shock cardiogeno stasi venosa. Lo stato venoso è ben
valutabile alla base della lingua ed al collo.
DECORSO CLINICO
Le manifestazioni cliniche dipendono dalla causa scatenante:
8 nello shock ipovolemico e cardiogeno, il paziente si presenta con ipotensione, polso
rapido e molle, tachipnea, cute fredda, umida, cianotica
nello shock settico, la cute può essere calda, e arrossata a causa della vasodilatazione
periferica il pericolo di vita è legato alla causa che ha precipitato lo stato di shock (es.:,
l'infarto del miocardio, l'emorragia severa o l'infezione batterica incontrollata)le
modificazioni cerebrali, polmonari e cardiache secondarie allo shock provocano a loro volta
un ulteriore aggravamento del quadro clinico alla fine, anche i disturbi elettrolitici e l'acidosi
metabolica contribuiscono a peggiorare la situazione se il paziente sopravvive alle
complicazioni iniziali, entra in una seconda fase dominata dall'insufficienza renale e
marcata dal progressivo arresto della diuresi e dal grave squilibrio elettrolitico dei liquidi.
Il quadro clinico comprende pallore, estremità fredde,cianosi periferica, tachicardia, polso
piccolo,tachipnea,oliguria,stato confusinale,obnubilamento del sensorio fino al coma ( il
SNC è l'organo più sensibile all'ipossia a causa delle sue elevate richieste metaboliche).
Altri segni e sintomi possono essere presenti in rapporto alla causa dello shock. Ad
esempio, nello shock settico si trovano segni d'infezione quali febbre cute calda e secca.
Per quanto riguarda il trattamento è fondamentale definire la causa dello shock e cercare di
eliminarla. Nello shock ipovolemico occorre stabilire una ventilazione e ossigenazione
adeguate e ripristinare una adeguata perfusione aumentado la volemia con la
somministrazione rapida di soluzione fisiologica (20ml/kg in 20-30 min)
STATI DELLO SHOCK
Lo shock è una patologia progressiva, che, se non trattata, porta a morte
Se il danno non è rapidamente letale (per esempio emorragia massiva da rottura di un
aneurisma aortico), lo
shock evolve attraverso tre stadi:
I FASE: SHOCK COMPENSATO non progressivo durante il quale sono attivati meccanismi
compensatori riflessi e la perfusione degli organi vitali è mantenuta
Diminuisce la pressione venosa centrale e quindi la gettata cardiaca e la
• diuresi;
Aumentano frequenza cardiaca e resistenze vascolari sistemiche;
• Diminuisce la perfusione periferica (Tempo di refill >2”);
• Si altera lo stato mentale.
• II FASE:SHOCK SCOMPENSATO caratterizzato da ipo-perfusione tissutale e
peggioramento delle alterazioni circolatorie e metaboliche, tra cui
l'acidosi.Le alterazioni cardiovascolari e l’alterata perfusione
microvascolare determinano : pressioni di perfusione,resistenza
arteriolare precapillare,, capacitanza venosa = stasi ematica,si instaura
metabolismo anaerobico,rilascio enzimi proteolitici e sostanze
vasoattive,peggiora la depressione miocardica, si attiva aggregazione
piastrinica con ipercoagulabilità (CID). Si
rilevano:Ipotensione,Tachicardia,Diminuzione gittata cardiaca, “
PVC,Insufficienza multiorgano ,CID
9 III FASE:SHOCK TERMINALE (irreversibile) si verifica dopo che
nell'organismo si è avuto un danno cellulare e tessutale così severo che
anche se le alterazioni emodinamiche vengono corrette, la sopravvivenza
non è più possibile
CONSEGUENZE DELLO SHOCK
I danni tissutali più importanti si hanno a carico di: CERVELLO,
CUORE,POLMONI,SURRENI, RENI,TRATTO GASTROENTERICO. Le
modificazioni cellulari e tessutali che si verificano nello shock sono
essenzialmente quelle del danno ipossico.Lo shock è caratterizzato da
scompenso multiplo di diversi organi.Con l'eccezione della perdita di
neuroni e miociti, virtualmente tutte le modificazioni tissutali possono
essere reversibili se il paziente sopravvive
Alterata produzione trasporto ed utilizzazione di energia
• Alterato funzionamento pompe di membrana
• Alterato metabolismo cellulare
• Edema e acidosi intracellulare
• Disfunzione di organi e tessuti
• Danno e morte cellulare
• Morte del paziente
• TERAPIA
CLASSIFICAZIONE DELLO SHOCK TERAPIA
10
Ipovolemico Ossigeno
(emorragia, diarrea, vomito, ustioni) “Volume-volume-volume”
Correzione acidosi
Causale
Distributivo Ossigeno
(sepsi, anafilassi) “Volume-volume-volume”
Correzione acidosi
Causale
Cardiogeno Ossigeno
(cardiopatie congenite, aritmie) Volume
Farmaci cardioattivi
-terapia casuale rimozione/trattamento delle cause dello shock.
-Terapia sintomatica--->controllare: polso, Pressione Arteriosa, Pressione
venosa centrale, colore e temperatura cutanea ECG (monitor) frequenza
, ,
respiratoria diuresi ,crasi ematica, ematocrito, Hb, prove di coagulazione, urea,
,
creatinina, elettroliti ecc. analisi dei gas ematici arteriosi e ossimetria
,
transcutanea eventuale catetere polmonare (determinazione della pressione
,
polmonare e della gittata)
Mettere il paziente in posizione antishock!
La posizione antishock, o posizione di Trendelenburg si r
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-
Scienze pediatriche mediche e chirurgiche - Emergenze pediatriche
-
Pediatria - emergenze chirurgiche
-
Gestione emergenze igienistico tossicologiche
-
Gestione delle emergenze epidemiche