Introduzione
La politica comparata è un ambito della scienza politica, branca delle scienze sociali che studia i fenomeni politici. La politica comparata compara vari sistemi politici, in particolare la politica interna. La politica comparata è quella branca della scienza politica che si occupa di ciò che accade dentro i sistemi politici. Questo apre a molti sviluppi.
Domande
- Le democrazie sono in declino? E come dobbiamo intendere questo declino?
- Le democrazie mature si stanno deconsolidando?
- I processi che creano queste tensioni sono congiunturali o sono strutturali? E che implicazioni hanno per il futuro delle democrazie?
Le democrazie sono in declino?
Le tendenze che dobbiamo prendere in considerazione sono:
- Fine della terza ondata di democratizzazione che è finita da circa 15 anni.
- Ritorno di nuovi autoritarismi di tipo diverso rispetto a quelli del '900. Sono regimi non democratici con un profilo ideologico diverso rispetto a quello dei regimi non democratici del '900.
- Deterioramento delle democrazie mature perché oltre a perdere terreno sullo scenario globale, mostrano segni di crisi anche al loro interno. Negli ultimi anni ci sono stati dei processi che hanno posto dei problemi.
Alcuni indicatori
Lo stato della democrazia si descrive attraverso gli indici che vengono costruiti aggregando una serie di indicatori. Dobbiamo prendere questi indici non come misure che oggettivamente misurano la realtà ma come indicatori che ci rappresentano delle tendenze e ci fotografano qualcosa che si modifica. Anche questi indici di democraticità dei paesi vanno presi con cautela così come anche le misure del PIL (es. con economia sommersa diffusa il PIL non indica l'andamento economico). Il PIL è comunque un dato materializzato. Tutto questo è molto più difficile per la democraticità perché si devono misurare i diritti civili e si possono ritenere più o meno gravi alcuni fenomeni. Gli indici misurano qualcosa di non facilmente misurabile e per questo sono esposti a critiche. Uno dei primi indici che è stato costruito è l'indice di libertà di Freedom House, una ONG che costruisce una mappa della libertà nel mondo ogni anno.
Freedom House costruisce un indice per ciascun paese che va a misurare la libertà per ciascun paese cioè costruisce un indice che è strutturato su 100 punti complessivi che misurano il rispetto dei diritti politici e delle libertà civili. Vengono poste delle domande che riguardano il rispetto di diritti politici e libertà civili. Gli intervistati non sono persone comuni ma esperti del paese che forniscono una risposta e mettendo insieme i risultati si arriva ai 100 punti complessivi. Se sono molto meno vuol dire scarso rispetto dei diritti e delle libertà. Se invece è vicino a 100 vuol dire che il livello di libertà e rispetto è molto elevato.
Freedom House distingue:
- Paesi liberi dove diritti politici e libertà civili sono garantiti in maniera sufficiente.
- Paesi parzialmente liberi sono paesi in cui i diritti politici e le libertà civili non sono negate totalmente ma parzialmente limitate. In alcuni casi in maniera forte e in altri in modo meno eclatante. Quasi tutti i paesi dell'Europa ricadono sotto la categoria dei paesi liberi. Fuori dall'Europa e dall'America del Nord, incontriamo paesi con livelli di libertà meno tutelati.
- Paesi non liberi e cioè paesi in cui i diritti politici e le libertà civili non sono per niente garantiti.
Freedom House costruisce una mappa ogni anno di come è distribuita la libertà nel mondo. Se noi andassimo a considerare la situazione dalla fine degli anni '70 ad oggi vedremmo che fino alla fine degli anni '80 il numero di paesi liberi nel mondo è sostanzialmente stabile. Fino al 1989 la linea e il numero dei paesi liberi è uguale, con qualche piccolo incremento. Dal 1989 al 1999 il numero dei paesi liberi che possiamo considerare come democratici subisce un notevole incremento. Nel 1989 crolla il regime del socialismo, nel '91 si dissolve l'Unione Sovietica e tutti gli stati che erano socialisti avviano un processo di democratizzazione, non tutti con successo, e aumenta anche il numero di stati presenti nel mondo dovuta alla divisione dell'Unione Sovietica. Gli anni '90 del secolo scorso sono il momento di maggiore espansione della democrazia nel mondo. Questa tendenza all'espansione della democrazia nel mondo si attesta attorno al 2005-2006 quando il numero di democrazie nel mondo non cresce più. Questo non significa che non ci siano nuovi regimi democratici ma significa che contemporaneamente un altro regime democratico crolla. A partire da questo momento inizia una fase che secondo Freedom House è una fase di costante declino della democrazia e della libertà nel mondo.
L'area azzurra indica i paesi che hanno registrato un miglioramento delle libertà complessive (primo grafico). Il miglioramento significa che un paese che nel 2017 aveva registrato un valore molto buono, l'anno successivo migliora ulteriormente. Nel 2006 il numero dei paesi che registrano un miglioramento è coincidente con il numero dei paesi dove si registra un peggioramento. A partire dal 2006 il numero dei paesi in cui si registra un miglioramento rimane stabilmente al di sotto di dove si registra un peggioramento. Poi il numero dei paesi con peggioramento cresce molto. Nel 2017 erano 71 i paesi con peggioramento e 30 quelli con miglioramento.
La pandemia ha cambiato la situazione e non favorisce lo sviluppo della democrazia. Negli ultimi 2 anni le condizioni in cui ci siamo trovati hanno costretto anche stati democratici a ridurre la partecipazione. I parlamenti hanno lavorato molto di meno e i governi hanno usato poteri straordinari. Quando sarà finita l'emergenza pandemica si verificherà l'impatto che tutto questo ha avuto. In alcuni stati i governi hanno sensibilmente ridotto l'opposizione e la libertà di espressione. Erano stati non democratici già in precedenza e questi 2 anni hanno amplificato la tendenza.
Alla fine del 2020 si vede come si è evoluto il rapporto tra i diversi paesi. Non sono clamorosi mutamenti e la tendenza non è incoraggiante. Il numero dei paesi liberi passa da 89 a 86. I parzialmente liberi da 58 a 59. Quelli non liberi da 45 a 50. Negli ultimi 15 anni le democrazie nel mondo non sono cresciute ma non sembra eclatante. Il dato quantitativo dice fino a un certo punto come stanno le cose. I paesi ad oggi sono 195 sui quali Freedom House fa le sue analisi più alcuni territori contesi. Non tutti i paesi hanno lo stesso peso. Il peso geopolitico dei paesi fa la differenza ed è rilevante.
Tra i paesi scivolati dalla condizione di libertà alla parziale libertà c'è l'India che negli ultimi 7/8 anni ha visto aumentare il livello di conflittualità e un ridimensionamento della libertà degli oppositori. Il caso della Bielorussia dove ci sono state manifestazioni che hanno contestato la legalità delle elezioni. La situazione del Venezuela è in deterioramento. In Algeria non c'è una democrazia consolidata con peggioramento. Etiopia, India e Hong Kong rientrano in questo peggioramento.
La limitazione della libertà è connessa alla pandemia. La pandemia per concedere strumenti e poteri ai governi ha ridotto i diritti dell'opposizione parlamentare e non. L'Ungheria è un paese dell'UE ma viene da molti osservatori considerato uno stato che si sta spostando verso una democrazia illiberale.
Freedom House registra un costante deterioramento delle condizioni di libertà e diritti politici anche negli USA. Non si tratta di una tendenza dell'ultimo anno ma di qualcosa che viene registrato dal 2010. C'è un peggioramento della condizione anche se gli USA rimangono comunque stati liberi. Passano dal punteggio 94 del 2010 all'83 del 2020 che per gli USA con solide istituzioni democratiche è un campanello di allarme. L'utilizzo di violenza contro manifestanti e minoranze è cresciuto e in generale il tasso di polarizzazione e conflittualità ha reso meno pacifico il clima. Secondo alcuni quello che è successo negli USA non è così grave ma Freedom House dice che alcune tendenze di medio periodo spiegano un peggioramento della situazione in generale.
Programma
- Cosa è la democrazia?
- Come si è arrivati alla democrazia?
- Quali sono gli antagonisti della democrazia?
- Le democrazie si stanno deconsolidando?
Che cos'è la democrazia?
Domande
- Cosa vuole dire democrazia?
- Quali sono i requisiti minimi di un regime democratico?
- Che cosa è una non democrazia?
Cosa è la democrazia?
Etimologia → potere del popolo → il popolo chi è? Come esercita il suo potere (in modo diretto o delegato)? Quali sono gli obiettivi della democrazia?
Dove e quando nasce il concetto di democrazia e qual è il suo significato originario? Nasce nell'Antica Grecia e prevalentemente le indicazioni sul funzionamento della democrazia derivano da Atene, grande centro culturale greco. La grande espansione democratica di Atene si colloca tra il V e IV secolo a.C.
«Democrazia» per i Greci è una parola ambigua e non è utilizzata spesso dai sostenitori del governo democratico - Il Demos è l'intero popolo dei cittadini ma anche la parte povera dei cittadini, la maggioranza, i molti che si contrappongono ai pochi (ricchi) - «Democrazia» è così spesso (per i critici) «l'arbitrio della maggioranza», il potere dei molti (ma non di tutti).
La parola democrazia è composta da demos cioè popolo e cratos cioè un tipo di potere equivalente alla forza più che ad altre cose. Chi celebra la democrazia in Grecia utilizza piuttosto due altre formule:
- Isegoria: diritto di parola all'interno dell'assemblea.
- Isonomia: uguaglianza di fronte alla legge dei cittadini (senza differenze legate alla nascita).
Pericle in occasione della morte dei soldati contro Sparta il termine democrazia nasce in Grecia ma nel pensiero greco noi non troviamo alcuna celebrazione della forma di governo democratica. L'orazione funebre di Pericle è una delle pochissime celebrazioni di questo sistema politico. Platone ed Aristotele sono dei critici della democrazia: il primo in modo energico e il secondo più moderato. Aristotele non era ateniese e quindi doveva essere cauto nell'esprimere i suoi giudizi.
Elementi della democrazia degli antichi
- Eguaglianza dei 'cittadini' davanti alla legge.
- Concezione 'etnica' della cittadinanza.
- Partecipazione diretta alle decisioni pubbliche.
- Eccezionalità delle elezioni (ma sorteggio delle cariche).
- Rotazione e breve durata delle cariche.
- Assenza (o limitata presenza) di burocrazia stabile.
- Concentrazione delle decisioni (legislative, giudiziarie, esecutive) nell'assemblea e nei suoi comitati.
- Esclusione di donne, schiavi, stranieri residenti.
In sintesi: una democrazia diretta. La democrazia degli antichi era qualcosa di radicalmente differente rispetto a quello che intendiamo oggi. La democrazia degli antichi era fondata sull'eguaglianza politica dei cittadini ma questi erano solo una minoranza della popolazione. I greci avevano una condizione etnica della cittadinanza: solo se i genitori erano ateniesi. Era una democrazia diretta perché l'organo principale era l'assemblea dei cittadini che quasi tutte le settimane si riuniva per le decisioni principali. Non prevedeva rappresentanza politica né elezioni perché erano considerati uno strumento anti-democratico con cui i ricchi potevano comprarsi i voti ed ottenere il controllo delle magistrature. Lo strumento imparziale per eccellenza era il sorteggio. Erano esclusi dai diritti politici donne, schiavi e stranieri residenti. Gli esclusi dalla cittadinanza politica erano più dell'80% della popolazione residente ad Atene.
La nostra democrazia ha qualcosa in comune con la democrazia degli antichi?
- Tutti i cittadini partecipano alle decisioni pubbliche?
- Viene utilizzato il sorteggio per assegnare le cariche pubbliche?
- Le cariche sono a rotazione e di breve durata?
- I cittadini sono uguali davanti alla legge?
- Le donne sono escluse?
- La schiavitù è consentita?
Cosa ha in comune la nostra democrazia con quella degli antichi? Perché anche le democrazie di oggi vengono chiamate così se non hanno niente in comune con quelle degli antichi? A partire dall'800 si è creata una connessione tra antichi e moderni. Fino al '700 era utilizzata per indicare solo la democrazia diretta. Nell'800 si identifica con democrazia il governo del popolo che persegue l'uguaglianza dei cittadini. La motivazione di continuità storica è una delle tradizioni inventate della politica.
Vengono riprese due idee:
- Isegoria: diritto di parola all'intero dell'assemblea.
- Isonomia: uguaglianza di fronte alla legge dei cittadini (senza differenze legate alla nascita) e diritto di accedere alle cariche pubbliche.
Queste parole indicavano positivamente la democrazia. Nella democrazia contemporanea vanno a confluire cose che per i greci erano sconosciute. Non si può pensare alla democrazia oggi senza istituzioni rappresentative. I rappresentanti vanno in assemblea e discutono rappresentando cittadini e la nazione. I parlamenti moderni prendono a modello quello inglese perché nel '600 con le rivoluzioni inglesi il parlamento diventa l'organo per controbilanciare il potere del re. Il parlamento inglese è l'unico che rimane operativo tra i parlamenti dell'Europa medievale.
Non potremmo pensare alla democrazia contemporanea senza il rispetto dei diritti individuali e senza lo stato di diritto, stato in cui chi detiene l'autorità politica non rispetta le stesse leggi che emana. La democrazia dei moderni è qualcosa di completamente diverso rispetto a quella degli antichi anche se ci sono elementi di contatto. Il concetto di democrazia è destinato continuamente a modificarsi. La democrazia prevede rispetto dei diritti ma il modo in cui si intende uguaglianza e diritto cambia nel tempo. Oggi le democrazie illiberali (Ungheria e Polonia) sono accusate di violare i diritti fondamentali perché oppongono limitazioni, ad esempio, alla possibilità di trasmettere in programmi TV delle unioni omosessuali. Le democrazie considerano questa una lesione dei diritti degli individui. 40/50 anni fa, le democrazie avevano una concezione completamente differente. Il concetto di democrazia che i politologi fissano è destinato a modificarsi nel tempo perché legato al modo in cui si guarda al popolo, all'uguaglianza e al modo in cui si guardano i diritti. Questi elementi possono essere visti diversamente nei vari paesi. La nostra visione del mondo non è necessariamente superiore o più avanzata rispetto a quella degli altri.
Il percorso dalla democrazia degli antichi a quella dei moderni
- La democrazia greca lascia un pessimo ricordo (Platone, ecc.): viene considerata una pessima forma di governo.
- Questa valutazione non cambia fino all'Ottocento.
- Per riferirsi al «governo popolare» si utilizza invece la parola «repubblica» (il modello è Roma): gli USA alla fine del Settecento sono definiti una «repubblica» (non una democrazia).
- Le cose cambiano alla metà dell'Ottocento (un po' prima negli USA): «democrazia» diventa positivo e identifica un governo legittimato dal «popolo».
La 're-invenzione' della democrazia
- La democrazia negli ultimi 150 anni viene 'reinventata'.
- A un vecchio nome si associano istituzioni e idee diverse da quelle della Grecia.
- Gli elementi della 'reinvenzione':
- Le istituzioni rappresentative.
- La tradizione liberale dei diritti individuali.
- Il pluralismo e la tolleranza.
- Una concezione inclusiva della cittadinanza.
- Lo Stato di diritto (con la divisione dei poteri).
Cosa vuol dire governo popolare?
→ Il popolo può governare? Il popolo come legittima il governo? Il popolo è sovrano anche se vota ogni cinque anni?
La critica radicale degli elitisti: la democrazia è impossibile
Gaetano Mosca e gli elitisti:
- In tutte le società una minoranza organizzata esercita sempre il proprio dominio sulla maggioranza disorganizzata dei cittadini → la democrazia (l'autogoverno del popolo) è impossibile.
La democrazia è quella forma di regime dove il popolo è sovrano e il potere deriva dal popolo. La definizione politologica di democrazia cerca di rispondere a un'obiezione che è stata fatta più volte nel corso del '900. Nelle democrazie il popolo non detiene il potere e non decide. Una forma di governo dove il popolo decide è impossibile. Queste obiezioni vengono formulate da pensatori elitisti, tra i quali Vilfredo Pareto, noto come economista che contribuisce a riformulare l'economia ma è anche noto per la sua teoria delle élite.
Pareto: il mondo è dell'élite
In ogni società le capacità si distribuiscono in maniera diseguale. Coloro che stanno in alto e detengono le risorse del potere e della ricchezza sono una minoranza. È così perché gli esseri umani sono fatti in un certo modo. Una democrazia dove tutti sono uguali non è possibile. Le élite sono i più capaci.
Gaetano Mosca
Una versione meno drastica dice che in tutte le società che conosciamo il potere politico è sempre stato monopolizzato da una minoranza organizzata che esercita il proprio dominio su una maggioranza disorganizzata dei cittadini. Questo lo dice Gaetano Mosca, in competizione con Pareto. La democrazia è tecnicamente impossibile e i sistemi politici non sono sistemi politici democratici ma al potere c'è sempre una oligarchia che controlla il potere.
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