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Elementi di Macroeconomia Appunti scolastici Premium

Appunti della facoltà di lettere e filosofia del professor Paolilli sulla economia politica. Il file contiene una lunga trattazione sull'equilibrio economico generale ed in particolare su: i mercati dei beni, i mercati dei fattori produttivi e dei servizi.

Esame di Economia politica docente Prof. A. Paolilli

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ESTRATTO DOCUMENTO

Si ha quindi la seguente catena causale

:

MERCATO DEL LAVORO PIENA OCCUPAZIONE LIVELLO DEL REDDITO

È opportuno produrre una rappresentazione sintetica del modello macroeconomico neoclassico

.

Partiamo dalla PRODUZIONE i meccanismi del mercato assicurano che sia occupata la quantità di lavoro di piena

:

L y

occupazione cui corrisponde la produzione di piena occupazione

* *

.

Il valore della produzione offerta genera un reddito equivalente per le famiglie

( ) .

Le famiglie decidono di destinare il loro reddito ai consumi e ai risparmi

.

I consumi sono direttamente domanda di beni alle imprese

.

Le decisioni di risparmio grazie al mercato del credito e all azione equilibratrice del tasso di interesse si eguagliano alle

, ’

decisioni di investimento da parte delle imprese che rappresentano l altra componente della domanda

’ .

Ma allora la domanda è necessariamente all offerta che trova così il proprio sbocco e ha in questo senso generato

= ’ , ,

la domanda stessa

.

In sintesi i meccanismo di mercato secondo la teoria neoclassica assicurano che il reddito prodotto sia quello di piena

: , , ,

occupazione e che tale reddito trovi prontamente una domanda equivalente

.

La moneta 16

Vi è dicotomia tra SISTEMA REALE e SISTEMA MONETARIO

Nel sistema tradizionale la moneta viene considerata rispetto alle due funzioni di favorire la compravendita di beni e

,

servizi ovvero di intermediario degli scambi che evita le ovvie difficoltà che incontra un economia basata sul baratto

, ’ .

La moneta non incide però sulla ricchezza reale rappresentata da beni e servizi ma semmai sul livello generale dei

,

prezzi

.

Una tale visione è stata formalizzata nella teoria quantitativa della moneta sviluppata da FRIEDMAN

:

IL MERCATO HA MECCANISMI AUTOREGOLATIVI che consentono se lasciati operare senza interferenze di

0. ,

acquisire livelli di equilibrio del sistema economico in grado di garantire la piena utilizzazione delle

risorse

;

LA MONETA non può avere effetti sulle componenti della ricchezza ma può determinare solamente una

1. variazione nel livello generale dei prezzi

.

equazione degli scambi

Teoria quantitativa della moneta di FISHER nota come “ ”.

Sul mercato abbiamo una massa di beni a b c d… n che sono scambiati ai loro prezzi

( , , , . ) .

La quantità di moneta in circolazione deve garantire il livello normale degli scambi tuttavia bisogna considerare che ogni

;

unità monetaria realizza non una sola transazione ma più transazioni nell unità di tempo presa in considerazione

, ’ .

La quantità di moneta M circolante non dipende solo da M ma anche dalla sua velocità di circolazione V

( ) ( ).

      

Equazione degli scambi

: p a p b p c p d ... p n MV

a b c d n

PQ

PQ MV

P livello generale dei prezzi ottenuto come media ponderata dei prezzi delle merci scambiate

= , .

Q insieme delle quantità dei beni e servizi scambiati

= .

è sempre vera

L equazione è un identità e non un uguaglianza cioè

’ ’ ’ .

PQ

V M

Perché l identità divenga un eguaglianza bisogna adottare delle restrizioni vale a dire bisogna considerare costanti

’ ’ , :

velocità di circolazione V si ipotizza che la velocità di circolazione in una situazione di breve periodo non

1. ( ): cambia dipendendo da aspetti consuetudinari e fattori istituzionali

, ;

livello globale di output presenti nel circuito Q dipende dai meccanismo autoregolativi del mercato si sarà

2. ( ): ;

certamente in uno stato di ottimale utilizzazione

dei fattori produttivi tutte le risorse materiali e

(

umane saranno utilizzate

);

Scriviamo un trattino sopra Q e V per indicare che sono quantità costanti

:

P Q P

V

Considerati Q e V costanti diventa quindi agevole capire le ragioni per cui l aggiunta di moneta potrà avere un influenza

, ’ ’

solo su un altra variabile quella relativa al livello generale dei prezzi p

’ , ( ).

Un aumento dell offerta di moneta si traduce in un aumento dei prezzi Inflazione

’ ( ).

IL MODELLO KEYNESIANO

4.

Il modello di un economia semplificata

In tale modello non esistono rapporti con il resto del mondo né esiste un settore pubblico

, . 17

In questo caso la domanda aggregata DA è uguale a consumi investimenti

( ) = +

 

DA C I

In equilibrio la domanda aggregata è uguale al reddito prodotto y e distribuito alle famiglie che a sua volta può

, ( )

essere destinato a CONSUMI C e RISPARMI S

( ) ( ).

  

Avremo quindi e

y c s

: y DA 

In tal senso la variabile y può essere intesa come PIL e si può scrivere sostituendo nell equazione DA

, ’ , :

y DA

 

y C I

Soffermiamoci sul consumo che dipende dal reddito cioè è una funzione crescente del reddito

, .

Per semplicità possiamo assumere che tale funzione sia lineare cioè corrisponda ad una retta

, :

 

C Co Cy

Co intercetta della retta con l asse delle ordinate

= ’ ovvero quanto una collettività ha bisogno di

QUOTA AUTONOMA di CONSUMO =

consumare se non ha prodotto reddito in altri termini la collettività ha un livello minimo di

; ,

consumo che cerca di mantenere in ogni caso indipendentemente dal reddito ottenuto

, .

C pendenza della retta

= la formula della propensione marginale al

PROPENSIONE MARGINALE al CONSUMO =

consumo è un rapporto tra variazione è

: 

C

Cma 

y

Ci dice quanta parte di un incremento di reddito viene consumata dai

componenti della collettività

.

La propensione marginale al consumo è compresa in un intervallo di valori tra e

0 1.

c

(0 < < 1)

Se infatti c fosse a le famiglie non consumerebbero nulla dell incremento del reddito

= 0, ’ .

Essa è di perché le famiglie vogliono posticipare una parte dei propri consumi destinando una quota del loro

< 1 ,

reddito attuale al risparmio

. C CONSUMI

PROPENSIONE MEDIA AL CONSUMO è la quota di reddito che in media gli individui destinano ai e non

( )

me

C

a risparmi ed è = .

y  

Sostituendo il valore del consumo ottenuto della si ottiene la seguente formula

, :

C Co Cy

Co Cy Co

  

C c

me y y

Nel caso in cui la quota autonoma di consumo fosse pari a Co la propensione media e marginale sarebbero

0 ( = 0 ),

uguali

.

Siamo ora in grado di disegnare la FUNZIONE DEL CONSUMO

: 18

Sulle asse delle ascisse è misurata la variabile indipendente REDDITO

- ( );

Sulle asse delle ordinate la variabile dipendente CONSUMO

- , ( ).

La funzione del consumo è rappresentata come una retta che incontra l asse delle ordinate in Co e ha una pendenza

c

pari a .

FUNZIONE DEL RISPARMIO

Dalla funzione del consumo è facile ricavare la funzione del risparmio

.

y C S

Ricordando che possiamo scrivere

= + , :  

        

S Y C Y Co cY Co (

1 c )

Y

cioè

 

Co sY

s c

Con = 1 -

Come è intuitivo anche la retta del risparmio è una funzione crescente del reddito

.

Ora l intercetta con l asse delle ordinate ha un valore negativo Co infatti ad un reddito nullo le famiglie si

’ ’ (- ): ,

Co

indebitano per realizzare un consumo pari a .

La pendenza della retta è s cioè la propensione marginale al risparmio che ha un valore compreso tra e

, 0 1.

Ora possiamo disegnare il grafico della funzione del risparmio

:

Passiamo agli INVESTIMENTI sono una funzione inversa del tasso di interesse e funzione soprattutto delle aspettative

:

imprenditoriali

.  i tasso di interesse c aspettative

Si può scrivere dove = ; =

: ,

I f (

i , e )

Il segno indica una relazione inversa

(-) .

Il segno indica una relazione diretta

(+) .

Gli investimento sono una componente autonoma della domanda cioè non dipendono dal reddito

, .

Come si determina il reddito di equilibrio nel nostro sistema semplificato

?

FUNZIONE DEL RISPARMIO

1. ;

FUNZIONE DEL CONSUMO

2.

La condizione di equilibrio può essere intesa come eguaglianza tra risparmi e investimenti

.

I S 19

Sostituendo al risparmio la funzione espressa dall equazione si ottiene

 

’ ,

Co sY

  

I Co sY

Risolvendo per il reddito otteniamo il valore del reddito di equilibrio Y

e

, ( ):

1

 

Y (

Co I )

s

Per ottenere il valore del reddito di equilibrio non dobbiamo fare altro che moltiplicare le componenti autonome della

1

domanda Co e I per l inverso della produzione marginale al risparmio cioè

( ) ’ , .

s

Grafico dell equilibrio

’ :

funzione dell investimento è indipendente dal reddito

La e può essere rappresentata come una retta orizzontale che ha

sempre lo stesso valore dell ordinataqualsiasi sia il valore del reddito misurato nell ascissa

’ , ’ .

Il reddito di equilibrio si trova nel punto in cui la retta di risparmio e la retta dell investimento si incontrano

’ .

a sinistra di Y investimenti risparmi

Se il sistema economico si trova gli

e >

, .

Ciò che entra nel circuito economico è di ciò che ne esce e gli imprenditori sono indotti ad aumentare la produzione

>

e conseguentemente l occupazione

’ .

a destra di Y risparmi investimenti ex ante

Se il sistema economico si trova i

e >

, .

Le scorte invendute si accumulano nei magazzini e gli imprenditori diminuiscono i livelli di produzione e di occupazione

.

In Y si raggiunge l equilibrio

e ’ .

La seconda via si concentra sulla funzione della domanda aggregata

.

    

Partendo dall equazione e sostituendo al consumo c la sua funzione

’ ( )

y C I y Co Cy I

 

  

Dall equazione possiamo facilmente raggruppare i termini che contengono il reddito e infine

’ y cY Co I

 

1

 

possiamo scrivere y Co I

1 c

Poiché sappiamo che la somma della propensione marginale al consumo e della propensione marginale al risparmio è =

all UNITÁ

’ 1 1

Evidentemente il termine è al termine

=

1 c s

L equilibrio del reddito è dato dalle quote autonome della domanda moltiplicate per l inverso del complemento ad della

’ ’ 1

propensione marginale al consumo

. 20

La descrizione grafica del modello keynesiano rappresenta il cosiddetto SCHEMA a °

“ 45 ”.

Nel grafico sono misurati sulle ordinate i CONSUMI

, INVESTIMENT

DOMANDA AGGREGATA

sulle ascisse il REDDITO

.

La funzione dell investimento è una RETTA ORIZZONATALE

’ .

La funzione del consumo è

La domanda aggregata C I è una retta parallela alla funzione del consumo

( + ) .

La distanza tra le rette è ad

2 = 1.

La bisettrice retta a ° è il luogo geometrico di tutti i punti che hanno i valori delle ordinate a quelli delle

( 45 ) =

ascisse

.

Di conseguenza rappresenta tutte le possibili eguaglianza tra domanda C I e produzione y

( + ) ( ).

Il punto nel quale la semiretta C I incontra la bisettrice si definisce la domanda effettiva ovvero quanto di fatto

+

consumatori e imprese spendono

.

La domanda effettiva fissa quindi il volume di produzione

.

Si ottiene così l equilibrio del reddito Anche qui per valori

’ .

a sinistra del punto di equilibrio del reddito Y la domanda è dell offerta la retta DA corre sopra la retta a

e

- > ’ (

° e gli imprenditori sono indotti ad aumentare la produzione

45 ) ;

a destra del punto di equilibrio del reddito la domanda è dell offerta la retta DA a ° corre al di sopra

- < ’ ( 45

della retta DA e gli imprenditori sono indotti a diminuire la produzione

) .

1 1

Soffermiamoci sul coefficiente o Esse non solo ci dice come si raggiunge l equilibrio ma anche di QUANTO

. ’ ,

 

1 c s

AUMENTA IL REDDITO QUANDO AUMENTA UNA COMPONENTE AUTONOMA DELLA DOMANDA Per questo motivo è chiamato

.

MOLTIPLICATORE

. TROVARE SVOLGIMENTO EQUAZIONE DEL MOLTIPLICATORE

non vi è alcuna ragione logico teorica perché il reddito di equilibrio debba necessariamente

La conclusione di Keynes –

:

eguagliare il reddito potenziale cioè di piena occupazione

, .

Le implicazioni di questa conclusione sono le seguenti

: 21

la legge degli sbocchi viene privata di fondamento dal momento che nulla assicura che ciò che viene offerto sia

a) interamente domandato

;

reddito potenziale

Il è determinato dalla quantità di risorse LAVORO TERRA CAPITALE delle quali un economia

( , , ) ’

dispone e viene raggiunto quanto tutte queste risorse sono occupate in modo efficiente

.

reddito di equilibrio

Il è determinato dalle decisione di CONSUMO e INVESTIMENTO

.

Nulla assicura che l EQUILIBRIO MACROECONOMICO che si raggiunge quando I S si ottenga in corrispondenza

b) ’ =

del pieno impiego Ciò a ragion del fatto che le decisioni di investimento sono prese indipendentemente dalle

.

decisioni di risparmio

.

Mentre il RISPARMIO è funzione del REDDITOgli INVESTIMENTI sono funzione del TASSO di INTERESSE e

,

ASPETTATIVE Conseguentemente non esiste un mercato nel quale le due funzioni si incontrano e il TASSO di

. ,

INTERESSE non svolge alcuna funzione di equilibrio

.

Mentre l equilibrio in senso neoclassico è una condizione nella quale DOMANDA OFFERTA e gli operatori

c) ’ =

economici sono soddisfatti delle loro scelte nel senso che non esistono alternative che permettono loro di

migliorare la propria posizione

.

L equilibrio keynesiano va concepito come STATO di QUIETE anche se la DOMANDA OFFERTA POTENZIALE il

’ = ,

sistema rimane stabilmente in una condizione di non pieno utilizzo delle risorse EQUILIBRIO di SOTTOCCUPAZIONE

( )

Il mercato del lavoro e la disoccupazione

Il modello macroeconomico neoclassico si basa sull analisi di mercati per giungere alla conclusione che il sistema tende

’ 2

automaticamente a raggiungere un equilibrio di piena occupazione

.

Il I mercato in cui si equilibrano RISPARMI e INVESTIMENTI permette di escludere la possibilità di insufficienza della

,

domanda aggregata

.

Secondo Keynes il risparmio non dipende dal tasso di interesse Quest ultimo non può quindi coordinare le decisioni di

, . ’

investimento e quelle di risparmio

.

Il II mercato considerato dai neoclassici è quello del LAVORO secondo questi economisti esso tende automaticamente a

, , : funzioni

raggiungere un equilibrio di piena occupazione poiché la DOMANDA e l OFFERTA di lavoro sono entrambe

, ’

crescenti decrescenti

la domanda e l offerta del salario reale

( ) ( ’ ) .

All opposto l analisi keynesiana del mercato del lavoro ha come punto di partenza la considerazione della natura duale

’ , ’

del SALARIO

:

COSTO DI PRODUZIONE PER LE IMPRESE

- ;

REDDITO PER IL LAVORO

-

e occorre determinare la domanda aggregata per il tramite dei consumi

.

Ciò per la semplice ragione che i lavoratori una volta percepito il salario spendono il reddito ricevuto nell appunto di

, ’

beni di consumo

.

Quindi quando il SALARIO varia bisogna tener conto di una duplice ordine di effetti

:

quello sui costi

- ;

quello sulla domanda aggregata

-

per poter vedere quali effetti si avranno per l occupazione

’ .

Non è cioè possibile isolare quanto avviene sul mercato del lavoro da quanto avviene nell economia nel suo complesso

’ .

Infine in un economia monetaria nella quale le scelte vengono effettuate in condizioni di incertezza occorre assumere

, ’ , ,

secondo Keynes che nel mercato del lavoro si contratti il salario monetario non come per gli economisti neoclassici il

, , ,

salario reale l effettivo potere d acquisto cioè quanti beni i lavoratori possono acquistare con il loro reddito

( ’ ’ = ).

w salario monetario

In simboli possiamo indicare con = .

Per indicare il SALARIO REALE

: SALARIOMON

ETARIO w

LIVELLOdei PREZZI p

OFFERTA DI LAVORO

I sindacati dei lavoratori contrattano il salario monetario e il contratto di lavoro ha validità per un certo periodo di

tempo

. 22

La quantità di beni che i lavoratori potranno acquistare con il loro dato salario nominale sarà da loro conosciuta solo

successivamente quando spenderanno i salari per acquistare i beni

, .

Come osserva Keynes è molto probabile che i lavoratori e i loro sindacati si oppongono ad ogni riduzione del salario

,

monetario mentre non si oppongono e non possono opporsi allo stesso modo ad ogni aumento del livello dei prezzi

, ,

salario reale

che dato il salario monetario si traduce in una diminuzione del potere d acquisto cioè del

, ’ , .

Questo equivale a dire che non è possibile determinare il salario reale e l occupazione tracciando le curve di offerta e di

domanda del lavoro come funzioni di questa grandezza

.

la curva di offerta di lavoro in funzione del salario reale non può essere tracciata o non è

Si può concludere che

rilevante

.

Gli imprenditori conoscono il salario reale o comunque formulano sul suo andamento previsioni molto più struggenti al

fine di conseguire l obiettivo della massimizzazione del profitto

’ .

Esiste una differenza fondamentale

:

x gli ECONOMISTI NEOCLASSICI la DOMANDA di LAVORO è funzione del SALARIO REALE il cui livello è determinato

= ,

dall incontro con l OFFERTA del LAVORO

’ ’ .

Per Keynes l occupazione domandata dagli imprenditori è soprattutto funzione crescente della domanda aggregata attesa

, ’

da parte delle imprese

.

In altri termini le imprese prendono le proprie decisioni relativamente al numero di lavoratori da impiegare sulla base di

,

quanto prevedono di poter vendere e dei profitti attesi

.

Deciso il livello di occupazione il salario reale si adegua ad esso

, .

Il mercato del lavoro in Keynes è un mercato residuale dal momento che il livello di occupazione e quello del salario

, ,

reale sono determinati da ciò che accade nel mercato dei beni

.

Nella macroeconomia keynesiana il livello della domanda effettiva determina il reddito prodotto cui corrisponde un certo

, ,

livello dell occupazione e di conseguenza del salario reale

’ .

DOMANDA AGGREGATA → LIVELLO del REDDITO → OCCUPAZIONE → w p

/

I GRAFICO Il grafico mostra la determinazione del livello del reddito di equilibrio

* : .

Il punto di equilibrio è dato dal punto in cui la funzione della domanda aggregata incontra la retta a °

45 ,

reddito Y

corrispondente al in questo punto i valori dell ascissa sono a quelli dell ordinata

e

: ’ = ’ .

II GRAFICO possiamo quindi riportare il valore del reddito di equilibrio sulle ordinate del II grafico che rappresenta la

* :

produzione P

funzione di . L

Lungo la funzione di produzione possiamo trovare il corrispondere livello effettivo dell occupazione ciò spiega come la

e

, ’ :

propensione al consumo e il saggio dei nuovi investimenti determinano entrambi il volume dell occupazione

’ .

III GRAFICO viene mostrata la correlazione esistente tra occupazione e salario reale che determina il livello di

* :

w p

equilibrio e

( / )

Il volume dell occupazione è unicamente correlato a un dato passaggio secondo cui il volume dell occupazione è

’ , ’

unicamente correlato a un dato livello del salario reale

.

La curva WL è simile alla curva di domanda del modello neoclassico

.

Per Keynes tale curva non rappresenta la domanda di lavoro

, . 23

Nel contesto keynesiano si contratta il salario monetario e non quello reale e nel grafico il salario reale è funzione

, , ,

dell occupazione e non è la variabile indipendente

’ .

D altra parte poiché il grafico non rappresenta le contrattazioni del mercato del lavoro non c è nessun motivo per il quale

’ , ’

in esso debbano incontrarsi domanda e offerta di lavoro

.

Possiamo dire che la curva WL rappresenta il salario massimo che gli imprenditori sono disposti a pagare per occupare

una data quantità di lavoro che dipende dal livello del reddito prodotto al fine di massimizzare il loro profitto

, .

Possiamo considerare come prima approssimazione un dato il livello di piena occupazione L L equilibrio avviene ad un

, *

. ’

livello dell occupazione minore di L

’ *.

Come si vede nel grafico III al livello di piena occupazione gli imprenditori sarebbero disposti a pagare un salario reale

, ,

w p w p

a minore di e

( / )* ( / ) .

Ma questa coppia di valori non permetterebbe alcun equilibrio nel grafico II vediamo che a quest occupazione sarebbe

: ’

prodotto un reddito pari a Y Come si vede dal grafico I tuttavia il reddito Y giace su un punto della retta a °

*. , , * 45

situato sopra la curva della domanda aggregata Ciò significa che dati la propensione al consumo e gli investimenti

. , ,

questo livello del reddito non potrebbe essere mantenuto perché la domanda aggregata che si genera non sarebbe

sufficiente ad assorbirlo

.

Quest analisi dimostra come un economia di mercato non tenda spontaneamente a generare piena occupazione dato che

’ ’ ,

non c è nessuna ragione per cui il livello della domanda effettiva corrisponda al livello necessario al pieno impiego

’ .

LA DOMANDA DI MONETA E L EQUILIBRIO NEL MERCATO MONETARIO

La teoria neoclassica si fonde su tesi nel campo dell economia monetaria

2 ’ :

moneta velo che copre la dimensione reale dell economia

1. = “ ” ’ ;

moneta svolge funzioni

2. = 2 :

NUMERARIO unità di conto

I. ( );

II MEZZO DI SCAMBIO

. .

ovvero serve ad attribuire un valore alle merci e agisce come strumento di agevolazione delle transazioni

.

Keynes ritiene infondate entrambe le tesi ed elabora a tal fine una struttura teorica fondata su un approfondita analisi

delle determinanti della domanda e dell offerta

’ .

Critica alla teoria quantitativa della moneta

Si ricorderà che l equazione degli scambi è MV PQ

’ =

M massa monetaria in circolazione offerta di moneta

= ( );

V velocità di circolazione della moneta pagamenti effettuati in una unità di tempo

= ( );

P livello generale dei prezzi

= ;

Q quantità di beni e servizi prodotta

= .

Gli economisti neoclassici assumevano come costanti V e Q

.

Di conseguenzal aumento dell offerta di moneta si traduce unicamente in un aumento nella stessa proporzione genera solo

, ’ ’

INFLAZIONE

.

La critica di Keynes si svolge proprio all assunto che Q sia dato avendo dimostrato che un economia di mercato tende a

’ , ’

generare DISOCCUPAZIONE poiché le risorse non sono tutte occupate la quantità prodotta può essere accresciuta

, , .

Segue che AUMENTO DELL OFFERTA

Teoria neoclassica Teoria keynesiana

genera solo Inflazione genera un aumento dell occupazione e della produzione

’ .

Per Keynes la moneta non è neutrale

.

Keynes individua MOVENTI per i quali gli individui domandano moneta e TIPOLOGIE di DOMANDA di MONETA

3 3 .

scopi transattivi

la domanda di moneta per L ovvero quella destinata a far fronte ai pagamenti correnti

a) ( ) ;

1

Keynes assume che L sia crescente al crescere del reddito in ragione del fatto che tanto è il reddito tanto

, > ,

1

è ragionevolmente la spesa che gli individui effettuano

> .

La domanda di moneta L è rappresentata graficamente come una curva decrescente in funzione del reddito

.

1

Per semplicità assumiamo che la funzione sia una retta

: 24

scopo precauzionale

la domanda di moneta per L

b) ( ).

2

L economia descritta da Keynes è un economia nella quale l incertezza domina le scelte di tutti gli altri operatori

’ ’ ’ .

In tali condizioni è ragionevole domandare moneta per detenerla ovvero per fra fronte a pagamenti futuri la

, , ,

cui necessità e il cui ammontare sono incerti

. i i

Naturalmente il livello del tasso di interesse influisce su queste scelte nel senso che tanto è tanto

, ( ) , > >

è il costo opportunità detenendo moneta liquida

.

L i

e sono legati da una relazione inversa

:

2

In più in condizioni di elevata incertezza gli individui tendono a manifestare un elevata preferenza per la

, ’

liquidità ovvero tendono a porre in primo piano il primo bisogno di sicurezza

, .

la moneta è anche riserva di valore

In tal senso essendo domandata non solo per effettuare spese correnti

,

, ,

ma anche per far fronte a eventi futuri incerti

.

Più che la moneta è riserva di valore equivale sostanzialmente a dire che la moneta non è richiesta solo per la sua

,

utilità indiretta ma anche per la sua utilità diretta

.

scopi speculativi

la domanda per L È la domanda di moneta che viene espressa da coloro che oprano in

c) ( ).

3

borsa acquistando e o vendendo titoli

, / .

I titoli ai quali ci si riferisce sono azioni quote di proprietà di imprese → la proprietà di azioni dà diretto

a ricevere un dividendo ovvero una somma di moneta il cui importo dipende dai profitti che l impresa ha

, ’

ottenuto e dal tasso di interesse

.

Sono inoltre titoli anche le obbligazioni cioè i prestiti che le imprese ricevono e per le quali si impegnano a

=

pagare un interesse CEDOLA a scadenze regolari

( ) .

Il prezzo del titolo o corso si muove in relazione inversa rispetto al tasso di interesse

( ) :

R

Pt i

Pt prezzo del titolo

= ;

R rendimento quanto si ottiene dalle cedole

= ( );

i tasso di interesse

=

CICLO DI BORSA

Supponiamo che il tasso di interesse corrente sia considerato basso il prezzo dei titoli è quindi alto e che perciò gli

( ) ,

operatori si attendono un aumento riduzione prezzo titoli

( ).

In tali circostanze TENDENZA RIBASSISTA conviene vendere ovvero domandare moneta

( ), , .

Un massiccio aumento di vendite determina una riduzione dei prezzi dei titoli aumento del tasso di interesse

( ).

La tendenza prosegue fino a quando gli operatori non cominciano a considerare

ALTO TASSO DI INTERESSE 25

BASSO PREZZO DEI TITOLI

In tali circostanze conviene acquistare ovvero ridurre la domanda di moneta per scopo speculativi

, .

Si determina una svolta e si avvia la TENDENZA RIALZISTA

.

In conclusione nel modello keynesiano

: diretta inversa

la domanda di moneta è funzione del reddito e funzione del tasso di interesse

.

TRAPPOLA DELLA LIQUIDITÁ

una condizione nella quale il tasso di interesse è considerato così basso da indurre gli individui a non domandare

= ,

più titoli bensì a domandare soltanto moneta

,

Il fenomeno è rappresentato così graficamente

:

L i

Posta la DOMANDA di MONETA sulle ascisse e il TASSO di INTERESSE sulle ordinate

( ) ( )

si mostra come la relazione inversa fra le due variabili sussiste solo fino a quando non si raggiunge il tasso di

interesse giudicato minimo

.

Oltre a quel punto la curva di domanda di moneta diventa asintotica all asse della ascisse il che significa che la

1

, ’ ,

domanda di moneta tende all infinito cioè gli speculatori non sono disposti ad acquistare titoli perché prevedono una

’ , (

diminuzione del loro corso in seguito ad un probabile aumento del tasso di interesse e trattengono presso di loro tutta

)

la moneta di cui vengono in possesso

.

Vediamo come è possibile determinare il valore di equilibrio del tasso di interesse sul mercato monetario

.

Al grafico precedente aggiungiamo alla domanda di liquidità L l offerta di moneta M che essendo decisa dalle

, ( ), ’ ( ) ,

autorità monetarie deve essere considerata indipendente dal tasso di interesse

, .

L offerta si rappresenta come una variabile esogena cioè come una retta verticale parallela all asse dove è misurato il

’ ( ’

tasso di interesse

). L

L incontro tra domanda e offerta di moneta determina il tasso di interesse di equilibrio e .

Si può notare che l incremento dell offerta di moneta può fare scendere il tasso di interesse e per questa via può

’ ’

stimolare una crescita degli investimenti

.

Un incremento dell offerta da M a M fa infatti diminuire il tasso di interesse da i a i

’ .

1 2 1 2

Tuttavia l incremento dell offerta di moneta diviene inefficace quando siamo in una situazione di trappola di liquidità

’ ’ .

Il passaggio dall offerta M a M lascia infatti invariato il tasso di interesse minimo perché gli speculatori ormai convinti

’ ,

3 4

che il corso dei titoli scenderà nel futuro trattengono presso di loro tutta la moneta di cui entrano in possesso

, .

1 Retta cui una curva data si avvicina indefinitamente senza mai toccarla. 26

PROBLEMA DELL INFLAZIONE

Modello neoclassico Modello keynesiano

Dipende da un eccesso di offerta di moneta sulla base Dipende da un eccesso di domanda aggregata cioè

, (

dell equazione degli scambi su cui si basa la teoria l eccesso della domanda effettiva rispetto alla domanda

’ ’

quantitativa della moneta potenziale di piena occupazione

).

Infatti se tutte le risorse fossero occupate in modo

efficiente l aumento degli investimenti e o consumi non

, ’ /

potrebbe che dar luogo ad un aumento generalizzato dei

prezzi dal momento che non esistono fattori produttivi da

,

occupare e retribuire ma soltanto fattori produttivi già

,

occupati e retribuiti

.

L INTERVENTO PUBBLICO POLITICA MONETARIA e POLITICA FISCALE

’ :

Avendo dimostrato che un economia di mercato produce spontaneamente un allocazione delle risorse non ottimale in

’ ’ ,

particolare genera disoccupazione Keynes volge la sua attenzione alle misure di politica economica più efficaci per

,

accrescere l occupazione

’ .

I responsabili della politica economica dispongono di due leve per il governo dell economia

’ :

POLITICA MONETARIA POLITICA FISCALE

È gestita dalla Banca Centrale e il suo principale strumento È gestita dal governo e consiste nella manovra delle

TUS tasso costituiscono una decurtazione del reddito dei

è la manovra del tasso ufficiale di sconto IMPOSTE

( = (

di interesse che la banca centrale applica nelle operazioni consumatori e il loro aumento riduce la domanda

di risconto con le banche ordinarie aggregata e SPESA PUBBLICA

). ) :

L aumento del TUS configura una politica monetaria

restrittiva mentre la riduzione del TUS dà luogo a una IMPOSTE DIRETTE ovvero le imposte che gravano

, - :

politica monetaria espansiva sul reddito delle famiglie

. ;

Un altro strumento della politica monetaria è il controllo IMPOSTE INDIRETTE ovvero quelle che gravano sui

- :

dell offerta di moneta prezzi di vendita dei beni

’ . ;

Un espansione dell offerta di moneta quando noi ci SPESA PUBBLICA non è altro che l immissione di

’ ’ , - : ’

troviamo in una situazione di trappola della liquidità causa

, moneta nel circuito economico da parte dello

una diminuzione del tasso di interesse e ha effetti reale Stato si capisce che il suo aumento comporta un

;

sulla domanda aggregata stimolando un aumento degli

, aumento del reddito dei consumatori e dunque

investimenti

. della domanda aggregata

.

All opposto una diminuzione dell offerta di moneta causa

’ , ’ AUMENTO SPESA PUBBLICA politica espansiva

=> ;

un incremento del tasso di interesse e di conseguenza AUMENTO IMPOSTE politica restrittiva

=>

scoraggia gli investimenti

.

L elaborazione sin qui esposta può essere rielaborata così

’ :

G spesa pubblica

= ;

T imposizione fiscale

=

La domanda aggregata diviene   

DA C I G

La condizione di equilibrio è dove G ne accresce il valore

   .

Y C I G

flusso in entrata

La spesa pubblica è un .  

flusso in uscita

L imposizione fiscale è un perché diminuisce il reddito disponibile sulla base del quale

’ ( ) ,

Y Y T

d

le famiglie possono prendere le loro decisioni di consumo e di risparmio

. 27

Evidentemente la parte del reddito che si risolve in imposte non è a disposizione delle famiglie

.

La funzione del consumo diviene quindi ora

:  

C Co cYa

  

C Co c (

Y T ) 1

 

Vediamo come si modifica l equazione dell equilibrio

’ ’ .

y (

Co I )

1 c

Sostituiamo nell equazione la funzione del consumo dell equazione e otteniamo

    

’ , ’ :

Y C I G C Co cYa

    

Y Co c (

Y T ) I G

da questa equazione possiamo ottenere

    

Y cY Co cT I G

    

Y (

1 c ) Co Y i cT

otteniamo finalmente l equazione di equilibrio

1

   

Y (

Co I G cT )

1 c

Riprendendo il grafico dell equilibrio del reddito con la retta a ° si mostra che per raggiungere il reddito potenziale

’ 45

Y lo Stato deve effettuare una manovra espansiva cioè aumentate la spesa pubblica in modo da far spostare la

*, ,

semiretta C I verso l alto fino a raggiungere la semiretta C I G

+ ’ + + .

Ovviamente la distanza tra queste due semirette è data dall ammontare della spesa pubblica G

’ .

Come sappiamo al pari degli investimenti la spesa pubblica è una spesa autonoma rispetto al reddito

, , .

Ciò significa che nel nostra grafico un incremento della spesa pubblica fa spostare verso l alto la curva della domanda

aggregata parallelamente a se stessa

.

La condizione di equilibrio può essere esposta anche come uguaglianza tra flussi in entrata e flussi in uscita

.

Abbiamo dunque

:   

S T I G

  

( S I ) (

T G )

Considerando un sistema economico con due settori pubblico e privato perché l economia sia in equilibrio

( ) ’

macroeconomico non è necessario che il saldo di ciascun settore sia in equilibrio cioè che I S e G T basta

( = = ),

che sia in equilibrio il saldo complessivo del sistema

.

In questo senso quando si verifica un saldo NEGATIVO del settore pubblico entrate fiscali spesa pubblica può

, ( < )

garantire ugualmente una condizione di equilibrio

.

Si osservi che non vi è alcuna ragione per la quale la spesa pubblica debba essere coperta da un pari ammontare di

imposte così da ottenere il bilancio dello Stato in pareggio

, . principio di finanza sana

Secondo gli economisti neoclassici lo stato dovrebbe rispettare il ovvero dovrebbe cercare di

, ,

mantenere sempre in equilibrio entrate e uscite

.

Ma siccome risulta che le spese sono sempre eccedenti le entrate lo Stato potrebbe indebitarsi e trasferire l onere sulle

, ’

generazioni future spendendo senza copertura

. 28

deficit spending

La politica economica keynesiana è una politica di ovvero la spesa pubblica in disavanzo

, .

CRESCITA E INSTABILITÁ

Differenza tra concezione keynesiana e quella neoclassica dello sviluppo economico attiene al diverso ruolo che svolgono

nelle due teorie dei risparmi e dei consumi

.

Secondo la teoria neoclassica il SISTEMA tende all equilibrio di piena occupazione

, ’ .

Di conseguenza le risorse per gli investimenti che nel lungo periodo determinano la crescita della capacità produttiva e

,

lo sviluppo economico non possa che venire dal risparmio

, .

Nella teoria keynesiana il SISTEMA non tende alla piena occupazione In questa situazione una parte della capacità

, .

produttiva non è sfruttata in pieno e gli investimenti sono scarsamente stimolati

.

In questa situazione non c è quindi bisogno di rinunciare al consumo dato che esistono risorse non utilizzate che

possono essere impiegate e addirittura un aumento del CONSUMO stimolando la domanda e la crescita del reddito di

,

breve periodo può indurre un clima più favorevole agli investimenti e crescita della capacità produttiva

, .

Su una prospettiva leggermente diversa si indirizzarono HARROW e DOMAR elaborando modelli

2 : incremento nel tempo

Obiettivo individuazione delle condizioni che consentono una crescita economica equilibrata ovvero

: ,

del reddito e per crescita in equilibrio un tasso di crescita tale da garantire l uguaglianza tra risparmi e investimenti

’ .

Per comprendere il modello HARROD NARROW occorre tener presente la doppia natura degli investimenti

– :

t

mentre vengono effettuati per esempio nel periodo essi sono una componente della DOMANDA

- , , ;

t

una volta effettuati ad esempio nel periodo gli investimenti fanno aumentare lo stock di capitale esistente

- +1

, , ,

cioè fanno accrescere la capacità produttiva

.

Si pongono le seguenti ipotesi

: crescente

il RISPARMIO è funzione del REDDITO

a) 

S sY

t t

s

dove è la PROPENSIONE al RISPARMIO

.

Per semplicità supponiamo che la COMPONENTE AUTONOMA del CONSUMO Co sia pari a come si nota questa non è

0 (

altro che la funzione keynesiana del RISPARMIO con la sola aggiunta dell indice temporale

’ ).

crescente

gli INVESTIMENTI sono funzione dell incremento del REDDITO pari all incremento della domanda ovvero

b) ’ ( ’ ) :

I bDY

t y

b

dove è l ACCELERATORE

’ .

Il PRINCIPIO ACCELERATORE che caratterizza questo modello stabilisce che al crescere della domanda potendo vendere

, ,

quantità di beni le imprese accrescono la loro capacità produttiva

> , b

Lo accrescono in ragione di un coefficiente che riflette il grado di utilizzazione degli impianti

( ) .

Infatti perché il REDDITO cresca da un periodo all altro è necessario che il capitale da cui dipende la capacità

, ’ ,

produttiva cresca in modo tale da rendere possibile la crescita della produzione

, .

CAPITALE

b

Il COEFFICIENTE indica il rapporto tra in condizione normale di utilizzazione degli impianti cioè quanto

,

REDDITO

CAPITALE occorre per produrre un unità di REDDITO

’ .

b ∆Y ∆K

Di conseguenza moltiplicando variazione del reddito otteniamo variazione del capitale necessario

• ( ) ( ) .

L ipotesi su cui si basa il principio dell acceleratore è che gli imprenditori operino in maniera da mantenere costante il

’ ’

rapporto tra lo stock di capitale impiegato e il livello di produzione cioè il rapporto tra CAPITALE e PRODOTTO

, .

K

b Y

K valore di capitale

= K bY

In un anno iniziale abbiamo = .

t t 29

Se per l anno successivo l impresa si attende una variazione di un determinato ammontare del reddito prodotto adotterà

’ ’ ,

di conseguenza il suo capitale

. ∆K t

Ovviamente la variazione del capitale non è altro che l investimento che viene effettuato nel periodo e che fa

t t

crescere lo stock capitale nel periodo di tempo +1

. t t

Di conseguenza la variazione del capitale tra il periodo di tempo e il periodo sarà l investimento e sarà poi

+1 ’

 

 

all inizio pari a

’ .

I b Y

t t t

L equilibrio si realizza quando il capitale desiderato nel periodo sarà esattamente al capitale effettuato nello stesso

’ =

periodo

.

Perché si abbia equilibrio occorre che il reddito effettivamente realizzato nel periodo di tempo t corrisponda

+1

esattamente al reddito previsto nel periodo precedente di modo che gli investimento realizzati nel periodo di tempo t

,

facciano crescere il capitale nel modo esattamente necessario

. risparmi

Occorre individuare il TASSO di CRESCITA di EQUILIBRIOovvero quello che garantisce l uguaglianza tra e

, ’

investimenti

.  

 

sY b Y

t t

Questo tasso è definito da Harrod TASSO GIUSTIFICATO di CRESCITA dal quale si ricava il TASSO GIUSTIFICATO di

,

CRESCITA di EQUILIBRIO

. 

Y s

 

t

Gw Y b

t

propensione al risparmio

Tale tasso è tanto quanto è la

> > .

Ciò sta a significare che la crescita economica non è trainata dai consumi e dalla domanda aggregata come dovrebbe

succedere nel modello keynesiano

.

Approfondendo le implicazioni del modello Harrod Domar si può giungere a una conclusione diversa

– , .

Si consideri il caso in cui il tasso effettivo di crescita G sia inizialmente diverso dal tasso garantito Gw

( *) ( ).

Si consideri il caso in cui G Gw

*> .

Se G Gw deve essere che I S

*> , > .  

Y Y

s s

    

Infatti in questo caso rifacendoci all equazione dovremmo avere cioè

t t

Gw

’ .

b Y sY

t t

Y b Y b

t t

A fronte di questo eccesso di domanda aumentano i prezzi

.

L aumento dei prezzi spinge le imprese ad accrescere i propri investimenti in vista dei propri profitti attesi determinando

’ ,

un aumento della differenza I S

– .

Si consideri il caso opposto nel quale G Gw ovvero I S

, *< < .

 

Y Y

s s

    

Infatti in questo caso rifacendoci all equazione dovremmo avere cioè

t t

Gw

, ’ .

b Y sY

t t

Y b Y b

t t

In questo caso si determina una carenza di domanda e una diminuzione dei prezzi che spinge gli imprenditori a

diminuire ulteriormente gli investimenti il che accentua ulteriormente lo squilibrio fra risparmi e investimenti

, .

sfasatura temporale

La ragione per cui esso si produce è la tra i due effetti degli investimenti

.

t

un INVESTIMENTO rappresenta oggi periodo una componente della domanda

0. ( ) ;

se oggi si è investito troppo rispetto ai RISPARMI si realizza una DOMANDA di quanto il capitale

1. , >

attuale consente di produrre

;

se oggi si è investito troppo poco rispetto ai RISPARMI si realizza una domanda attuale insufficiente

2. rispetto alla capacità produttiva attuale e di conseguenza gli imprenditori investono ancora meno in

futuro anche in questo caso aggravano lo squilibrio futuro

, .

In conclusione il modello Harrod Domar descrive un economia nella quale a fronte di un iniziale disequilibrio non

: – ’ , ,

esistono meccanismo endogeni tali da ripristinare l equilibrio

’ .

In altri termini il modello Harrod Domar descrive il capitalismo come un sistema altamente instabile nel senso che

, – ,

da un lato soltanto per caso la crescita economica può avvenire in equilibrio e dall altro se non vi è equilibrio nella

, , ’ ,

posizione iniziale i meccanismi di mercato tendono spontaneamente ad amplificare lo squilibrio e a generare instabilità

, .

MODELLO IS LM

5. –

Nel con un famoso articolo HICKS si propose di sintetizzare la teoria neoclassica e quella keynesiana

1937, , ,

modello IS LM

costruendo il – . 30

reciproche

Questo modello prende in considerazione il MERCATO REALE e il MERCATO DELLA MONETA considerando le

I = S

influenze dell uno sull altro e si propone di studiare l equilibrio simultaneo nei mercati dei beni dato dalla condizione I

’ ’ ’ (

 

Se S e della moneta

i I

= ) .

  MERCATO REALE

I S

Per   Cominciamo dall analisi del mercato reale I S secondo la teoria keynesiana i

Y S ’ ( = ). ,

risparmi dipendono dal livello del reddito più aumenta il reddito e più aumentano i risparmi delle famiglie

, .

Gli investimenti dipendono dall interesse più è basso il tasso di interesse e più gli imprenditori sono disposti ad

’ :

investire

.

Da ciò deriva che la relazione che lega il tasso di interesse e reddito nel mercato reale è una relazione inversamente

a tassi di interesse più bassi corrispondono livelli di reddito più alti dato che aumentano gli

proporzionale ,

” =

investimenti

.

Infatti supponiamo che il tasso di interesse salga gli imprenditori riducono la loro domanda di investimenti A questo

, : .

punto si abbassa anche la domanda aggregata di cui gli investimenti sono una componente essenziale Per arrivare

( ).

investimenti risparmi

all uguaglianza è necessaria una riduzione del reddito che implica la riduzione dei risparmi

=

’ ,

essendo funzione diretta del reddito

( ).

ad ogni livello del tasso di interesse corrisponde un livello di reddito tale da rispettare l equilibrio tra risparmi e

Quindi ’

,

investimenti e viceversa

.

Curva IS

Tale curva è il luogo geometrico di tutti i possibili punti di equilibrio tra interesse e reddito quando i risparmi sono

( =

agli investimenti sul mercato reale o dei beni Per spostare questa curva occorre l aumento della spesa pubblica che fa

) ( ). ’

aumentare il reddito anche se si riducono le imposte È decrescente infatti

. , :

i y

a valori più alti del tasso di interesse corrispondono valori più bassi del reddito e a valori più alti del reddito

1 1

( ) ( )

y corrispondono valori più bassi del tasso di interesse

2

( ) .

Costruzione curva IS 31

Che succede se il mercato reale si trova in un punto al di sotto o al di sopra della curva

?

Gli altri punti del grafico che non appartengono alla curva IS sono punti di disequilibrio in quanto non viene soddisfatta

la condizione I S ma dove gli I possono essere dei risparmi o viceversa

= , > .

I R

se il punto è al di sotto della curva e in questo caso il tasso di interesse è più alto rispetto al

- > = 1

livello del reddito che aumenta Di conseguenza gli investimenti tendono ad aumentare e a far

. ,

crescere il reddito fino a che il mercato non raggiunge un punto sulla curva

.

se R I il punto è al di sopra della curva e avviene il contrario del punto In generale sono i

- > = 2 1 ( ,

movimenti del reddito dato il tasso di interesse a garantire la convergenza verso la curva

, )

MERCATO MONETARIO

L = M Analizziamo ora il mercato della moneta Qui l equilibrio è dato dall uguaglianza tra

. ’ ’

  L offerta di moneta è considerata esogena

offerta e domanda di moneta L M cioè

i L

Se ’

( = ). ,

2 un dato determinato dalle autorità monetarie

.

L M La domanda di moneta invece ha diverse componenti è in questo contesto che ne

, , ;

Per prendiamo in considerazione

  2:

Y L

1

DOMANDA DI MONETA A SCOPO DI TRANSAZIONI che varia in modo direttamente proporzionale al reddito L

1. : ( );

1

DOMANDA DI MONETA A SCOPO SPECULATIVO che varia in modo inversamente proporzionale al tasso di

2. :

interesse L

( ).

2

Individuiamo la precisa relazione che lega il reddito e il tasso di interesse sul mercato monetario

.

Infatti supponiamo che il reddito salga con un reddito più alto il pubblico chiede più moneta per le transazioni La

, : , .

domanda di moneta a scopo speculativo invecedipende dal tasso di interesse e può diminuire se questo aumenta

, , .

Ad ogni livello del tasso di interesse corrisponde un livello del reddito tale da rispettare l equilibrio domanda e offerta

di moneta

.

Quindi la relazione che lega tasso di interesse e reddito nel mercato monetario è una relazione direttamente

,

proporzionale a tassi di interesse più bassi corrispondono livelli di equilibrio del reddito più bassi dato che aumenta la

: , ,

quantità di moneta detenuta per motivi speculativi e diminuisce di conseguenza la quantità di moneta a disposizione delle

famiglie per le transazioni

.

Curva LM

Luogo geometrico di tutti i possibili punti di equilibrio tra interesse e reddito quando la domanda di moneta è

( =

all offerta sul mercato monetario

’ ) .

Nel mercato monetario

,

valori più bassi del tasso di interesse valori più bassi del reddito

a corrispondono

- ;

valori più alti del reddito valori più alti del tasso di interesse

a corrispondono

- . 32

Costruzione curva LM

Che succede se il mercato monetario si trova al di sopra o al di sotto della curva LM

?

mercato monetario si trova in un punto al di sotto di LM

Quando il il tasso di interesse è troppo

0. ,

basso rispetto al reddito prevalente ovvero la domanda speculativa è troppo alta data la domanda per

( ,

transazioni cioè si verifica un eccesso di domanda data l offerta Gli operatori vendono i titoli per

), , ’ .

procurarsi moneta il corso dei titoli scende e il tasso di interesse sale finchè il mercato raggiunge

, ,

un punto sulla curva LM

;

mercato monetario si trova in un punto sopra la curva LM

L inverso avviene se il in generale ora

1. ’ , ,

sono i movimenti del tasso di interesse fermo restando il reddito a determinare la tendenza verso

, ,

l equilibrio

’ .

L equilibrio simultaneo

In un solo punto le curve si incontrano cioè in un solo punto il mercato reale e il mercato monetario sono

2 ,

simultaneamente in equilibrio date le decisioni di tutti gli operatori economici

, .

 

   m

  moneta

  m costante

y = ( )

L L i

 

1 2

  p livello dei prezzi

p variabile

= ( )

33

Esiste un meccanismo per il quale dal punto A si arrivi al punto di equilibrio

?

In corrispondenza del punto A punto di equilibrio nel mercato dei beni ma punto di disequilibrio nel mercato monetario

( ,

I S ma L M il tasso di interesse è troppo alto per garantire lo spostamento da A a E

= ) .

 aumento del risparmio genera

     un aumento del reddito

A L L * Y L S ;

2 2 1  generale diminuzione del tasso

   

Per I S i i di interesse che aumenta gli

investimenti

A E

da a

6. CURVA DI PHILLIPS • S

2

1 NAIRU

Non

Acelerating

Inflaction

Rate

of Unemployment

Phillips con un analisi empirica nel rilevò l esistenza di una relazione inversa fra disoccupazione e tasso di

, ’ , 1958 ’

variazione dei salari e quindi inflazione La spiegazione teorica proposta fu che all aumentare del tasso di occupazione

( ). ’

cresce il potere contrattuale dei lavoratori quindi i salari monetari sono più alti e di conseguenza a parità di profitto e

, ,

produttività del lavoro aumenta l inflazione

, ’ .

Supponendo di porre sull asse delle ascisse il tasso percentuale della disoccupazione e sull asse delle ordinate il tasso

’ ’

d inflazione o incremento nel tempo del livello generale dei prezzi Phillips ha rilevato questa curva

’ ( ), .

La curva presenta punti rilevanti

2 :

punto A indica il margine di disoccupazione ineliminabile frizionale

- : ( ); 34


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44

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Paolilli Antonio Luigi.

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