Lezione 1: E. di storia del diritto medievale e moderno
I tempi del diritto
- Da anno 0 (nascita di Cristo) a 476 (caduta dell’impero romano d’occidente): età antica (tardo antica dal IV secolo al V/VI secolo)
- Medioevo: Dal 476 al 1492 (scoperta dell'America) → Alcuni dicono che inizi nel 576 d.C., con l'arrivo dei Longobardi. Il Medioevo a sua volta viene diviso in due fasi: l'alto Medioevo che va dal 476 al 1000 d.C.; mentre il basso Medioevo va dal 1000 al 1492 d.C. Non è una divisione così rigida, sono convenzioni, si notano dei cambiamenti dall'XI secolo.
- Da 1492 a 1789: età moderna
- Da 1789 a oggi (XX): età contemporanea
Che cos'è il diritto?
“È la legge dello stato” - l'idea del diritto coincide con l'idea del diritto positivo (ovvero posto da qualcuno, emanato dal qualcuno - legislatore), idea che si diffuse dalla rivoluzione francese. [Il diritto = norma]
In antichità a Roma erano i pretori a trattare il diritto (infatti a Roma era importante il ruolo dei Giudici (giurisprudenza) che erano senatori di diritto). [Diritto coincide con regole!]
Il diritto è anche consuetudine. Siamo di fronte così a un pluralismo di fonti del diritto!
In sintesi:
- Legge
- Giudici
- Giuristi
- Consuetudine
Il Diritto è un fenomeno umano (socialità): una società senza uomini non ha bisogno del diritto, non servono regole per disciplinare i loro rapporti. Il diritto è legato alla società e al contesto storico: cambia il concetto non solo a seconda del tempo ma anche del luogo dove ci troviamo. Cambiano i valori di una società a seconda del luogo. Il giurista nel fare il suo lavoro è uno storico, deve ricostruire i fatti del passato, per interpretare una legge deve fare una ricerca storica, capire da dove è nata e in che contesto. La dimensione storica, quindi umana e sociale, caratterizza e denota il diritto.
Età tardo antica
La divisione dell'impero: nel IV secolo era imperatore Costantino, il quale nel 313 emanò l'editto di tolleranza: tale diritto è già un elemento di cambiamento, si tratta di un editto di tolleranza verso i cristiani che erano prima perseguitati. Il cristianesimo diventa una religione lecita.
Nel 330 Costantino fondò la nuova capitale “Costantinopoli” (antica Bisanzio, oggi Istanbul), l'impero così è diviso in 2 parti e ognuna ha una capitale diversa: Costantinopoli capitale dell’impero d'oriente; l’impero d’occidente ebbe diverse capitali -> Roma, Milano e l’ultima capitale fu Ravenna.
Nel 380 Teodosio I vieta i culti diversi dal cristianesimo, che diventa religione di Stato. Alla morte di Teodosio nel 395 d.C., i figli Onorio e Arcadio decisero di dividere formalmente l'impero: impero romano d'oriente e impero romano d'occidente.
La compilazione giustinianea
Durante il VI secolo l'impero d'occidente è in crisi a causa delle invasioni di popoli germanici. Nell'impero d'Oriente in questo periodo Giustiniano si pone l'obiettivo di conquistare anche l'occidente: attraverso le spedizioni e vuole anche ripristinare la tradizione romano-bizantina con l'obiettivo di raccogliere i testi del diritto romano. Riesce a riconquistare solo parte dell'Italia, e riesce a mantenerla solo per 15 anni (554-569 d.C). Ha invece maggior successo la seconda impresa, egli fa redigere una serie di raccolte delle fonti giuridiche romane; Giustiniano incaricò il giurista Triboniano, che era un suo ministro, per raccogliere le fonti giuridiche romane:
- Nel 553 il Digesto (50 libri): contiene passi dei giuristi, ordinati per materia e suddivisi per titoli.
- Fa anche compilare un nuovo manuale per l'insegnamento del diritto, indirizzato alle principali scuole dell'impero; tale manuale contiene i principi fondamentali del diritto romano e prende il nome di "Istituzioni" composto da 4 libri.
- Il Codex (534, ma esiste una precedente versione del 529): formato da 12 libri che contengono costituzioni e i rescritti imperiali da Costantino a Giustiniano. (Le costituzioni sono le leggi a carattere generale emanate dall'imperatore) - (I rescritti sono le risposte che i funzionari inviavano al quesito del singolo). L'imperatore Giustiniano decise che quel diritto doveva essere valido in quel tempo, cioè le regole da rispettare nel VI secolo.
- "Le Novelle" (168 costituzioni), è una raccolta di leggi emanate da Giustiniano dall'emanazione del Codex fino alla sua morte e che non sono state raccolte dall'imperatore.
Corpus Iuris Civilis! Queste 4 raccolte vengono poi denominate -> La Compilazione Giustinianea. Quando nel 554 Giustiniano conquistò l'Italia (per poco tempo), decise di espandere anche qui il C. Iuris Civilis. Nel 568 con l'arrivo dei Longobardi (inizio dell'alto Medioevo), le raccolte giustinianee si perdono.
Dopo il riconoscimento del cristianesimo come religione lecita, si iniziò ad affermarsi la Chiesa: che assume una propria organizzazione all'interno della società.
La Chiesa
I vescovi controllavano la vita religiosa nelle città. Il territorio governato da un vescovo che si chiama diocesi. Alcuni dei vescovi hanno più importanza rispetto agli altri: tra questi il Vescovo di Roma, il Papa o il pontefice. I vescovi si riuniscono periodicamente all'interno di assemblee che hanno il nome di Concili: generali quando riguardano vari territori, assemblee locali quando trattano temi riguardanti un determinato territorio. L'imperatore in questo periodo considera la chiesa come sua proprietà, infatti interviene anche nelle questioni religiose.
Un esempio importante, nel IV secolo, è il concilio di Nicea, convocato e presieduto nel 325 d.C. dall'imperatore Costantino: la questione trattata furono le tesi sostenute dal vescovo Ario, il quale nega la divinità di Cristo, affermando che Cristo avesse solo natura umana, dando vita a una corrente eretica detta arianesimo (questa tesi fu condannata dall'imperatore). Le decisioni prese durante un concilio vengono chiamati Canoni.
Attraverso le regole e i principi che la chiesa si dà, forma un proprio diritto: diritto canonico, che regola i rapporti interni (quello ecclesiastico regola i rapporti tra Stato e Chiesa).
Verso la fine dell'impero d'occidente il ruolo dei vescovi inizia a cambiare: assume il potere amministrativo e la chiesa è un punto di riferimento per la popolazione. Per esempio, si decide di affidare al vescovo, piuttosto che alle autorità locali, la soluzione delle controversie civili. Le decisioni prese dal vescovo, che inizialmente hanno solo valore tra privati, vengono poi riconosciute anche dal potere imperiale come giudizio arbitrale, poiché l’imperatore si rende conto di essere debole e quindi fa affidamento sulla Chiesa, che ha autorità. Il vescovo sostituisce il giudice se le parti sono d’accordo ma solo su questioni civili, non penali.
In questo periodo i rapporti tra chiesa e imperatore non sono sempre pacifici, si parla di cesaro-papismo, poiché l'imperatore vede la chiesa come un istituto interno all'impero. Nel 494 il papa Gerardo scrisse una lettera: nel mondo esistono 2 divinità: il papa (+ importante) e l'imperatore, il papa deve occuparsi delle cose spirituali, invece l'imperatore deve occuparsi delle cose temporali (materiali).
Lezione 2: Il Medioevo
Periodo lungo poco più di un millennio convenzionalmente.
Alto Medioevo
Dal 476 all'anno mille: prima della conquista dell'Italia di Giustiniano nel V secolo ci sono moltissimi problemi nell’impero Romano d’Occidente, che non regge la crisi, di tipo finanziario, economico-sociale, militare e la debolezza delle istituzioni; mentre la parte orientale resiste ancora. Già da alcuni decenni le popolazioni germaniche (una volta barbare) al di fuori dei confini a nord dell’impero iniziano ad entrare e migrare nell’impero, con alcune scorrerie, fino a quando non iniziano una vera e propria invasione e insediamento.
I popoli germanici erano diversi, ma avevano dei tratti in comuni che li legavano:
- I visigoti: si insediarono prima in Italia e poi in Spagna
- I vandali: prima erano in Spagna, ma con l'arrivo dei visigoti si spostarono nel nord Africa
- I franchi: in Gallia
- Burgundi: Gallia - Svizzera
Nel 476 a Ravenna (capitale dell’impero d’occidente) il re Odoacre depone l'ultimo imperatore "Romolo Augusto"! Gli stessi eruli furono sconfitti dagli ostrogoti. Quando infatti Giustiniano tentò di conquistare l'Italia si dovette scontrare con gli ostrogoti (guerra greco-gotica), battaglia vinta nel 554; si tratta di una vittoria effimera, poiché nel 568 in Italia arrivarono i Longobardi che iniziarono a conquistare l'Italia partendo dal nord al sud (dove fondarono il ducato di Benevento). La capitale dei Longobardi era Pavia.
Il diritto delle popolazioni germaniche
Queste popolazioni hanno dei propri istituti e consuetudini, diversi dai romani. Ciò non vuol dire che il diritto romano non avrà influenza su queste popolazioni. Queste popolazioni (germaniche in generale) avevano un ordinamento diverso da quello romano, infatti non avevano un organo dell'istituto, ma erano importanti i gruppi familiari ognuno dei quali aveva un capo: scelto tra i più coraggiosi.
I gruppi familiari possono anche decidere di formare tribù, oppure decidono di avere un capo comune per varie esigenze ad esempio in caso di guerra. Quindi il re non era stabile, ma poteva cambiare, era temporaneo. Tra questi gruppi non vi è un'unità di fondo, ma ci sono tanti gruppi che coesistono per formare un regno.
Le popolazioni germaniche sono popoli nomadi, anche se alcuni con la caduta dell'impero d'occidente decidono di stanziarsi in un posto. Essendo la loro società basata sulla forza, hanno maggior valore gli uomini capaci di portare le armi, quindi coloro che sono abili nel combattimento (armati). Essi hanno la capacità di agire, ovvero la capacità di porre in essere atti giuridicamente rilevanti, così come hanno la capacità di prendere decisioni importanti per il popolo. Le decisioni erano prese dall'assemblea degli uomini armati (esercito) e di conseguenza non avevano capacità: i minori (di 14 anni), le donne, gli anziani e gli infermi. La donna è sottoposta a una forma di protezione da parte degli uomini, tale tutela viene chiamata Mundio.
Non usano i contratti, i testamenti, che sono a loro sconosciuti ma non vuol dire che non hanno forme di successione (successione legittima: automatica, che segue delle regole). La giustizia, in queste popolazioni, si basa sulla Faida, ovvero vendetta personale da parte della famiglia dell’offeso. Col tempo all'interno di queste società si cercarono delle alternative a queste faide, un'alternativa fu la composizione pecuniaria: cioè una somma di denaro che va a compensare il danno subito, per soddisfare l'offesa. Quindi la giustizia è un fatto privato!
Per provare un fatto non vi era il processo, ma avevano degli strumenti chiamati giudizi, che non sono paragonabili a quelli moderni o anche a quelli romani:
- Strumento è il giuramento: se 2 si contendono il terreno, dinanzi ad altri giurano che il terreno è proprio. Ma ovviamente il giuramento era visto come strumento sacro, in quanto a colui che giurava il falso gli succedeva qualcosa (es. morte di una mucca).
- Strumento è il duello: colui che vinceva significava che era affiancato da una divinità.
- Strumento ordalia: significa giudizio di dio, consiste in una prova fisica che una delle 2 parti deve svolgere; se supera la prova allora significava che era aiutato dalle divinità, di conseguenza il terreno o altro bene era suo. Es: ordalia del fuoco: veniva acceso un fuoco e bisognava camminarci sopra, alla fine della prova venivano bendati i piedi e se dopo qualche giorno i piedi non presentavano segni, significava che quella persona ha superato la prova e aveva ragione.
I Longobardi utilizzavano “l'ordalia dell'acqua bollente”: era il servo a dover fare la prova. “L’ordalia dell'acqua fredda”: il soggetto veniva legato e poi veniva calato in acqua fredda (fiume). Alcune popolazioni credevano che se il soggetto emergesse allora la prova era superata, altre popolazioni credevano che se il soggetto emergesse allora la prova non era superata, perché significava che la natura lo avesse respinto. Il duello poteva essere svolto da campione: cioè poteva pagare una persona per combattere a proprio posto. Il diritto di queste popolazioni è consuetudinario (dovuto al nomadismo). [Nell'altomedioevo la fonte più importante era la consuetudine.]
I romani sono i dominati e le pop. germaniche sono i dominatori: inizialmente originare istituzioni complesse e nuove: per sua natura la consuetudine non è statica, ma si trasforma nel tempo e nello spazio. Paradossalmente il diritto romano sopravvive solo tra coloro che lo conoscevano e lo tramandavano oralmente, ma il diritto romano scritto non è più conosciuto. Questa sopravvivenza del diritto romano orale è importante per le contaminazioni, infatti fu inevitabile il contatto tra le varie popolazioni. Il diritto romano perde il suo valore antico di diritto territoriale: si personalizza, diventa un diritto personale, finendo per essere osservate come consuetudini!
L’incontro tra il diritto romano e germanico porta alla formazione di consuetudini territoriali, che sono differenti da luogo a luogo, ma si nota una netta prevalenza della tradizione romana!
La Chiesa
Nell'alto medioevo la chiesa svolge un ruolo importante. Il cristianesimo inizia a diffondersi, infatti queste pop. germaniche, entrando in contatto tale fede, si convertirono. Il Liutprando introdusse la fede nuziale. Ciò che caratterizzò la società fu quindi la fede comune.
La chiesa fu un elemento di stabilità, infatti la chiesa è un elemento di difesa della popolazione e ha anche un importante ruolo di conservazione della tradizione romana, che ne ispira l’ordinamento. In questo periodo la figura del vescovo di Roma, cioè il papa, diventò sempre più importante, grazie soprattutto all'opera di grandi pontefici come Gregorio Magno, che durante la guerra greco-gotica rappresenta la stabilità. Elemento fondamentale fu il monachesimo: in Europa il monachesimo si diffuse in forme comunitarie, cioè persone che decisero di vivere in comunità. Invece in altre parti il monachesimo si diffuse come eretismo. Il fondatore del monachesimo fu San Benedetto da Norcia, che nel 529 a Montecassino scrisse La Regola, che detta le norme per la vita monastica; il fondamento era Ora et Labora.
Da una piccola comunità si iniziarono a diffondere vari monasteri in tutta l’Europa. Il monastero era un posto sicuro dove rifugiarsi, ma era anche centro di cultura e di studio, infatti vi erano monaci che ricopiavano a mano su pergamena i testi del mondo antico. All'interno della Regola vi erano anche regole del diritto romano (il diritto romano si perde, ma è comunque fu influenzante per il diritto del popolo germanico). L’influenza della Chiesa si consolida col tempo anche da un punto di vista politico su alcuni territori, dove chi governa comincia a farlo per conto del vescovo di Roma, il cui ascendente si rafforza nell’VIII secolo.
In tale periodo venne redatto il documento della donazione di Costantino, un falso documento, a lungo però considerato valido, perché per i contemporanei rappresenta e legittima una situazione di fatto, con cui l’imperatore Costantino avrebbe deciso di riconoscere al pontefice la città di Roma e le province occidentali, motivo per cui si sarebbe ritirato a Oriente, consentendo al papa così di esercitare la sua autorità politica su Roma e sull’Italia.
Inizialmente entrambe le etnie tendono a vivere separatamente, basandosi sul principio della personalità del diritto: secondo il quale ogni popolazione seguiva il proprio diritto. Ovviamente tale principio non riguarda quelle branche del diritto che controllava e amministrava (in tal caso valeva il diritto dei dominatori), ma il principio di personalità valeva per i rapporti personali.
In origine queste consuetudini si diffondono oralmente, ma successivamente col tempo, però, i popoli germanici cominciano a sentire l’esigenza di mettere per iscritto le loro consuetudini, il loro diritto. Essi siccome non hanno un linguaggio giuridico e la lingua del diritto è il latino, la redazione scritta del loro diritto avviene in latino. Molte leggi barbariche prendono il nome di le: si trattava di traslitterazioni. Alcune di queste leggi iscritte fanno valere il principio della personalità, altre leggi fanno valere il principio della territorialità, cioè sono rivolte sia ai barbari sia ai romani che convivono sullo stesso territorio.
[Esempio: l'Editto di Rotari (643): improntato sulla personalità e si applica solo ai Longobardi, è un’importante testimonianza delle consuetudini del suo popolo, che vengono scritte perché non siano perse: vi si ritrovano i legami familiari, l’incapacità della donna, la faida, la composizione pecuniaria, il duello. Successivamente nell’VIII secolo il re Liutprando emanò un editto improntato sulla territorialità.]
Anche se le leggi scritte dei Franchi, dei Longobardi, dei Visigoti includono numerose norme nuove volute dai re che le promulgano, la loro radice è consuetudinaria: nella sostanza sono dichiarative di consuetudini preesistenti; non vogliono essere complete ed esaustive. La legge è la consuetudine redatta per iscritto.
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