ECONOMIA POLITICA
1. L’ECONOMIA COME SCIENZA DELLA SCARSITÀ
L’economia poli-ca nasce intorno al 700 con la pubblicazione del libro “La ricchezza delle nazioni” di Adam
Smith. È la prima scienza poli-ca→ si occupa della società e del comportamento degli uomini all’interno di
essa.
Dall’osservazione di Smith riesce che accanto ai comportamen- buoni e ca@vi ve ne sono altri estranei alle
due categorie→ essi sono i comportamen0 economici la cui caraAeris-ca principale è l’egoismo.
Generalmente un uomo è “ricco” se dispone in abbondanza dei mezzi per soddisfare i propri bisogni.
Ques- mezzi però sono scarsi.
L’economia si basa sulla SCARSITÀ una cosa è scarsa quando non è disponibile; se essa è anche desiderata
si ha un bene economico.
Lionel Robbins ha definito l’economia come SCIENZA DELLA SCARSITÀ.
Chi non possiede la cosa è disposto a pagare per averla; chi la possiede è disposto a cederla contro un
pagamento→ i beni economici hanno un prezzo.
I beni si dividono in:
❖ Materiali
❖ Immateriali
❖ Servizi
Se una cosa è scarsa ha senso produrla. La produzione consiste nell’impiego di materiale e forze per
oAenere un bene economico. Ciò che viene prodoAo deve essere desiderato e deve valere più di ciò che è
stato usato per realizzarlo.
Se si usa una risorsa per produrre qualcosa si deve rinunciare a produrre qualcos’altro→ le risorse sono
mezzi scarsi u-lizzabili per mezzi alterna-vi e chi ne dispone deve scegliere come usarle.
Robbins definisce 4 condizioni che rendono l’azione umana susce@bile di considerazione economica:
Due riguardano gli obbie@vi dell’azione
Devono essere molteplici
• Devono essere classificabili secondo l’importanza Due riguardano le risorse
• •
disponibili Devono essere limitate
Devono avere usi alterna-vi
•
Robbins definisce l’economia come “la scienza che studia la condoBa umana come una relazione tra scopi
e mezzi scarsi applicabili a usi alterna0vi” la definizione coglie due aspe@ importan-:
1. L’aAeggiamento della scienza economica nel confronto degli obbie@vi→ essa si interessa della
relazione tra obbie@vi e risorse ma le è del tuAo indifferente quali essi siano.
2. L’impiego delle risorse→ l’economia studia la loro capacità di realizzare obbie@vi
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2→ IL MERCATO E LA MANO INVISIBILE
Gli economis- si concentrano sullo studio dello scambio di merci e del mercato.
Nelle società moderne il mercato di è affermato come is-tuzione economica dominante. Adam Smith
introdusse la teoria del mercato della “mano invisibile”:
Le mo-vazioni che determinano le scelte economiche sono gli obbie@vi egois-ci dei sogge@→
ciascuno persegue i propri interessi
La libertà delle azioni economiche
DeAe caraAeris-che sono “naturali” dell’uomo e della società. I sogge@ entrano in relazione economica
solo aAraverso lo scambio di merci che è per sua natura volontario→ si effeAua lo scambio solo se vi si
trova il proprio tornaconto.
L’interagire dei sogge@ “egois-” risulta guidato come da una mano invisibile e provoca l’effeAo di rendere
massima la ricchezza della società nel suo complesso. I singoli però non sanno che le loro azioni conducono
questo, realizzando così un fine di interesse pubblico.
di mercato come modello in una società ipote-ca, composta da due persone ciascuna dotata
→Parleremo
di una quan-tà di un par-colare bene. Tra i due si avrà una relazione economica dove il problema sarà
stabilire un prezzo: il risultato dipenderà dalle preferenze dei due sogge@ e dalla loro capacità di
contrazione.
Il mondo reale è molto più complicato ma si pensa che la mano invisibile sia efficacemente all’opera→
dato il grande numero di sogge@ e di scambi i risulta- sono indipenden- dalla capacità di contrazione dei
singoli.
Compi- svol- dal mercato:
1. Coordinare le scelte individuali
2. Condurre a risulta- o@mali
economico è presente un notevole ordine. DeAo equilibrio è il risultato delle transizioni di
→nell’universo
scambio effeAuate da sogge@ che cercano di massimizzare il proprio guadagno.
3→LIMITI DI MERCATO
Possiamo raggruppare gli economis- in due grandi gruppi:
1. ECONOMISTI NEOCLASSICI E LIBERALISTI→ coloro che hanno cercato di dimostrare che la
mano invisibile non è soltanto una intuizione, ma è anche una realtà dei sistemi economici,
sostengono quindi il mercato sia un meccanismo autosufficiente
2. ECONOMISTI KEYNESIANI→ coloro che sono sce@ci riguardo la mano invisibile, sia per la
sua esistenza, sia per l’efficacia
MERCATO DEL LAVORO-→ nel quale si manifesta il fallimento più grande della mano invisibile Infa@
non riesce a risolvere ne la disoccupazione di massa ne il problema dell’inflazione.
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Ques- fenomeni hanno indoAo un economista del 900, John Maynard Keynes, a meAere in discussione
l’approccio della scienza economica dei suoi tempi.
PRIMA DI KEYNES→ gli studiosi si concentravano sull’analisi dei singoli merca- MICROECONOMIA
DOPO DI KEYNES→ per comprendere il fenomeno della disoccupazione si deve studiare il problema nella
sua interezza e studiare le interazioni tra grandezze aggregate MACROECONOMIA
□ 1 IL MERCATO
Incontro tra DOMANDA e OFFERTA
VENDITORI
COMPRATORI
Nel mercato avviene lo scambio, ossia una interazione fra infinità di sogge@, i quali seguono ognuno il
proprio fine, sia chi compra che chi vende→ COMPORTAMENTI EGOISTICI
Ognuno che segue il suo intento porta ad un equilibrio, dove quest’ul-mo non si raggiunge entra in gioco
lo Stato→ la mano invisibile
DOMANDA
Il bene offerto è
OMOGENEO solo una specifica qualità di bene
→
DEPERIBILE→ non può essere conservato nel tempo e non può fare scorta
DA COSA DIPENDE LA QUANTITÀ DEL BENE RICHIESTA DAI CONSUMATORI?
Qd→ VARIABILE DIPENDENTE
P, R, Pa, Pc→ VARIABILI INDIPENDENTI
Chiameremo DOMANDA la funzione che lega la quan-tà domandata alle variabili indipenden-
= (, , , )
Dove D rappresenta la par-colare forma funzionale che ci permeAe di calcolare Dq da- i valori delle
variabili.
pag. 3 Qd
quan%t à domandata
P R Pa Pc
prezzo reddito prezzo alterna1vo prezzo bene ccomplementare
RELAZIONE RELAZIONE
INVERSA -
→ DIRETTA +
→
Essendo la funzione di domanda abbastanza complessa, per semplificare il quadro le variabili vengono
divise in
1. VARIABILI ESOGENE→ comportamento spiegato al di fuori del modello (R,Pa,Pc)
2. VARIABILI ENDOGENE→ comportamento spiegato nel modello (P) = ()
Quindi possiamo dire che l’influenza più importante sia quella del prezzo →
Abbiamo una funzione con una sola variabile indipendente, ossia una curva, che chiamiamo CURVA DI
DOMANDA
Sapendo che il prezzo ha una relazione inversa la funzione sarà decrescente
Iden-fica per ogni livello del prezzo quale è la quan-tà di bene che i consumatori sono dispos- ad
acquistare
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L’ELASTICITÀ DELLA DOMANDA
Per poter misurare come cambia la quan-tà domandata quando cambia il prezzo gli economis- fanno
ricorso al conceAo di ELASTICITÀ
Rapporto tra la variazione percentuale della variabile dipendente e la variazione percentuale della variabile
indipendente
= − = − ∙
Dove P E Qd sono i livelli di partenza di P in corrispondenza dei quali calcoliamo l’elas-cità.
L’elas-cità è una misura della variazione della sensibilità della quan-tà domandata al variare del prezzo.
Invece di fare il rapporto tra le due variazioni assolute (come nel rapporto incrementale) si fa il rapporto fra
le due variazioni percentuali.
Sull’elas-cità ci sono 2 considerazioni:
È indipendente dalle unità di misura
Dato che l’elas-cità assume sempre valori nega-vi, il segno meno davan- la fazione fa si che assuma
sempre valori posi-vi
Quando parliamo di variazioni infinitamente piccole (marginali), l’elas-cità può essere scriAa:
∆
= − ∙
∆
DOMANDA VARIAZIONI %
ℇ ∆ ∆
≻ −
ELASTICA >1
∆ ∆
< −
ANELASTICA <1
∆ ∆
= −
ELASTICITA UNITARIA =1
' ANELASTICA
ELASTICA 4
3 3
2 2
1 1
0
0 0 1 2 3
0 1 2 3 4
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Finora abbiamo assunto come i prezzi degli altri beni, il reddito dei consumatori o il prezzo del bene,
determinino uno spostamento della quan-tà domandata lungo la curva di domanda.
Infa@, se il prezzo di Pa aumenta, i consumatori domanderanno una maggiore quan-tà del bene, questo
perché la relazione fra Qd e Pa è direAa.
Questo significa che per ogni livello di P, la quan-tà domandata non si trova più sulla curva di domanda di
D’, ma è maggiore
La posizione della curva di domanda dipende dai livelli assun- dalle variabili esogene, il cambiamento di
una di esse fa spostare tuAa la curva
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Anche l’influenza delle variabili esogene sulla domanda possono essere calcolate facendo ricorso al
conceAo di elas-cità.
ELASTICITÀ INCROCIATA→ variazione del prezzo di un altro bene
∆ ∆
− = − /
ELASTICITÀ RISPETTO AL REDDITO→ quando varia il reddito
∆ ∆
= /
OFFERTA
Consideriamo ora l’altro lato del mercato, quello dei VENDITORI.
Possiamo dire che la quan-tà offerta del bene coincide con la quan-tà prodoAa, ma da cosa dipende
questa quan-tà?
IMPIANTO
• LAVORO
• ASPETTI TECNICI
CONDIZIONI ESTERNE
•
Per quanto riguarda gli aspe@ economici, la quan-tà offerta dipende sopraAuAo dal PREZZO del bene, il
quale più è alto più le imprese ne offriranno.
L’offerta del bene è una funzione crescente di P perché l’offerta sia maggiore di 0 occorre che P superi
una certa soglia base: al di soAo non vale la pena produrre
L’offerta dipende anche da altre variabili, come ad esempio il prezzo del bene alterna-vo
Un’altra variabile è il salario, rappresenta un costo per le imprese, in par-colare è il costo di produzione del
bene→ il salario orario è il costo di un ora di lavoro, chiamato anche COSTO-OPPORTUNITÀ
Segue quindi una relazione inversa tra salario e offerta del bene a parità di P→ più basso è il costo orario di
produzione e più a lungo conviene produrre.
FUNZIONE DI OFFERTA = (, , )
Ragionando allo stesso modo della funzione di domanda, togliendo tuAe le variabili esogene, oAeniamo
una funzione semplificata→ CURVA DI OFFERTA = ()
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CURVA NEL BREVE PERIODO parte dal punto S0, dove P=P1’ e Qs=Q’s BREVE
Prezzo minimo al di soAo del quale non
conviene produrre
PERIODO = non si riferisce a un intervallo di tempo, ma a
una situazione in cui la tecnologia e l’impianto sono un
dato non modificabile dell’impresa, se essa vuole
lavorare può fare leva sul tempo di lavoro
Se il prezzo del bene è alto bisogna incrementare
l’offerta, per questo si può decidere di accrescere l’impianto e produrre ancora di più, ma questa sarà una
decisione di LUNGO PERIODO.
Per quanto riguarda la posizione della curva di offerta, dipende dai valori assun- dalle variabili.
CURVA DI OFFERTA NEL BREVISSIMO PERIODO
o curva di offerta del giorno di mercato. Quando si apre il mercato la produzione è già effeAuata e la
quan-tà offerta è data. La formula è: =
0
Dove è una costante
0
pag. 8 Analogamente alla curva di domanda, si può misurare la
sensibilità della quan-tà offerta alle variazioni del prezzo facendo
ricorso al conceAo di elas-cità.
L’elas-cità aumenta con il diminuire dell’inclinazione.
= − = − ∙
IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO
Nonostante i venditori e i compratori siano persone diverse, la quan-tà domandata e la quan-tà offerta
finiscono per farsi EQUILIBRIO
Qd=Qs
• Pd=Ps PREZZO DI EQUILBRIO
•
Per trovare il prezzo di equilibrio bisogna sovrapporre i grafici delle curve di domanda e offerta, essendo
l’equilibrio è la situazione dove la quan-tà domandata è uguale alla quan-tà offerta; perciò, esso è
iden-ficato dal punto di incontro della curva D e quello della curva S.
A quel punto d’incontro corrisponde un prezzo P=P* e una quan-tà domandata (sulla curva D), e offerta (sulla
curva S) e venduta (Qd=Qs) pari a Q*x P*, quindi il prezzo di equilibrio: infa@ quando il prezzo è pari a P* i
consumator desidereranno acquistare proprio Q*=D(P*) e i consumatori desidereranno vendere Q*=S(P*)
La seconda strada per calcolare il prezzo di equilibrio di mercato è un sistema di equazioni.
Composto da:
❖ curva di domanda
❖ curva di offerta
❖ condizione di
equilibrio
Il quale può essere risolto sos-tuendo i valori delle prime due con la terza equazione, sos-tuzione che
conduce ad una equazione dove l’unica incognita è il prezzo P:
pag. 9 D(P)=S(P)
Risolvendo questa equazione si o@ene il prezzo di equilibrio P*, sos-tuendo questo valore in una delle due
equazioni si trova il comune valore della quan-tà offerta e della quan-tà domandata
Supponendo che i due grafici siano due reAe e che le loro equazioni siano
Q = a − b ∙ P
d
Q = c + d ∙ P
s
Completando il modello con la condizione di equilibrio si o@ene un sistema di equazioni lineari
REQUISITI DELLA SOLUZIONE DI UN MODELLO
Esistenza Unicità Stabilità
o o o
ESISTENZA
Quando domanda e offerta si incontrano, ma per esistere deve anche avere un significato economico
H→ non ha un significato economico
Per qualunque bene l’offerta è poiché nega-vo
superiore alla domanda Il prezzo offerto è sempre maggiore al
prezzo che gli acquiren- sono dispos- a
BENE NON pagare
SCARSO BENE CHE NON CONVIENE PRODURRE
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UNICITÀ
Ha 2 equilibri non c’è unicità
→
Più il salario è basso, più il dipendente lavora
Quando il salario aumenta, lavora di meno
STABILITA’
Qualora il sistema saltasse f fuori dall’equilibri,
le forze del mercato lo riporterebbero ad esso
Si trova in equilibrio grazie alla tensione
generata dall’aumento di prezzo
LA TEORIA DEL CONSUMATORE
Le curve che abbiamo appena studiato sono il risultato del comportamento degli agen- economici a<d
esempio:
dietro la domanda del bene ci sono dei consumatori che desiderano acquistarlo
• dietro la sua offerta ci sono imprese che lo producono
•
È quindi importante stabilire una teoria che descriva come viene effeAuata la scelta di ques- agen-, in
questo capitolo ci occuperemo della scelta del consumatore.
Il modello in ques-one viene costruito assumendo che il consumatore sia un agente RAZIONALE→ in grado
di ordinare tuAe le alterna-ve possibili e di scegliere quella che gli consente la maggior soddisfazione.
IL VINCOLO DI BILANCIO E LE ALTERNATIVE POSSIBILI
Specifichiamo cosa si intende per alterna-ve possibili.
Supponiamo che nel sistema economico siano presen- due beni, l’alterna-va è semplicemente un elenco
delle quan-tà di ques- due beni che il consumatore può desiderare.
Non si intende quindi un singolo bene ma un intero paniere.
Ai fini della nostra analisi facciamo due considerazioni:
1. i PREZZI dei beni da acquistare sono da- per il consumatore, non può decidere a cge prezzo
acquistare la merce.
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2. Il consumatore ha una somma di denaro da spendere (REDDITO) che anche essa è data
Queste due ipotesi iden-ficano l’insieme di tu@ i panieri di beni che il consumatore può acquistare→ le
alterna-ve.
Se le combiniamo oAeniamo il così deAo VINCOLO DI BILANCIO, questo afferma che il consumatore non
può spendere più del suo patrimonio.
Noi assumiamo che lo spenda tu7o.
Indicando con Qa e Qb le quan-tà acquistate e con Pa e Pb i loro rispe@vi prezzi. Quindi la spesa sarà Qa x
Pa e Qb x Pb→ la spesa totale = Qa x Pa + Qb + Pb.
Supponendo che spenda tuAo il suo reddito allora esso coinciderà con la spesa totale
= ∙ + ∙
Le sole grandezze variabili sono Qa e Qb che vengonp chiamate VARIABILI DI SCELTA
Il vincolo di bilancio esplicita la presenza di un trade-off nel problema del consumatore: da- il suo reddito e
i prezzi dei due beni puo decidere di acquistare piu di un bene e meno di quell’altro.
ASCISSE→ quan-tà del primo bene Qa
ORDINATE→ quan-tà secondo bene Qb
A ogni punto del grafico corrisponde un’alterna-va, si formerà quindi una reAa chiamata RETTA DI
BILANCIO.
Nei pun- soAo la reAa (es punto S) si può verificare che la spesa < R, il che in questo caso
• comporterebbe che parte del reddito non venga speso
pag. 12 Nei pun-