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ECONOMIA INDUSTRIALE

FONDAMENTI DELL’ECONOMIA DI MERCATO

Il focus di molte teorie è posto sull’efficienza allocativa in senso paretiano. Vi è poi un

trade-off tra obiettivi di efficienza allocativa e altri ritenuti tali dalla comunità. La teoria

economica è legata quindi a comportamenti naturali e alle regole che l’uomo definisce

per vivere meglio. L’economia di mercato presenta 4 punti fondamentali:

- Libertà di iniziativa economica

- Prezzi definiti da domanda e offerta diversamente dalle economie pianificate

- Diversificazione dalle economie di auto-produzione in cui l’uomo svolgeva

attività di bassa specializzazione con l’unico obiettivo di sopravvivere

- Ci si specializza in un’attività in grado di generare un reddito sufficiente ad

acquistare beni e servizi necessari

Nelle economie di auto-produzione (fino al 1600) la struttura gerarchica era divisa in

classi: gran parte del frutto del lavoro veniva destinato alle classi più elevate. Questo

causava bassa specializzazione e scarsi incentivi a produrre.

Un cambiamento si ha con l’affermazione del principio di libertà, attraverso le prime

costituzioni, ma soprattutto con Smith e Locke. L’uomo ha declinato la propria libertà

in termini di intraprendenza e iniziativa privata per migliorare la sua precaria

situazione. Un maggiore incentivo si ha dalla libera disposizione della ricchezza unita

alla specializzazione del lavoro. Diventa quindi necessario un mercato per entrare in

contatto con altri soggetti.

In questo contesto si realizza il conflitto tra interesse personale e interesse di una

comunità più ampia. La soluzione che Smith adotta fa coincidere l’interesse personale

con quello collettivo attraverso il principio della mano invisibile. Gli economisti classici,

come Smith, intendevano per interesse individuale una sorta di egoismo ed etica

individuale.

L’economia di mercato richiede una serie di “aggiustamenti”:

- LAVORO: il lavoratore si trova in una posizione di debolezza essendoci più

lavoratori che produttori e il lavoro viene quindi trattato come merce di

scambio. Esempio di Ford: raddoppia i salari per alimentare la domanda. In

questo contesto sono importanti le conquiste sindacali.

- WELFARE: ci sono situazioni in cui non è possibile lavorare (disabilità) che

giustificano l’intervento dello stato con, ad esempio, norme apposite.

- BENI PUBBLICI ---> TASSAZIONE: la tassazione serve per finanziare la spesa

pubblica per welfare, infrastrutture, oltre ad avere un ruolo di riequilibrio del

sistema di mercato in cui viene premiato chi vince.

- ANTITRUST ---> REGOLAZIONE

- STABILITÀ E SVILUPPO

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CENNI ALLA TEORIA DELL’IMPRESA

L’impresa dimensionalmente rilevante è oggetto di analisi principale dell’economia

industriale. È un soggetto centrale delle moderne economie di specializzazione.

Vettore dei risultati R è composto da:

- Efficienza allocativa

- Efficienza produttiva

- Efficienza dinamica

- Innovazione

- Occupazione / livelli redistributivi

- Equità

- Stabilità / crescita

- Bilancia commerciale

- Sostenibilità

Con queste variabili conosco il comportamento del mercato.

MODELLO SCP:

- C=condotta delle imprese, dei produttori

- S=struttura

- P=performance, risultati

L’ipotesi di partenza è che la società si aspetta dal funzionamento di un determinato

mercato l’ottenimento di una buona performance. È molto importante individuare le

caratteristiche o le variabili che influenzano la performance e la definizione di teorie

che descrivono la natura dei legami tra loro.

Condizioni di base sono domanda e offerta.

Nelle condizioni di base si trova il perché il mercato ha una determinata struttura.

L’idea è che si possa dividere il mercato in tanti mercati quanti sono i beni e i servizi.

Tra le variabili di struttura troviamo:

- Numerosità delle imprese / concentrazione

- Barriere all’entrata

- Integrazione verticale

- Diversificazione

Tra le variabili di condotta ci sono:

- Politiche di prezzo

- Politiche di prodotto

- Ricerca e sviluppo

- Investimenti

- Collusione

- Politiche di marketing (pubblicità)

- Funzione acquisizione

Sussiste, di fatto, la relazione S --> C --> P.

L’approccio che si usa riflette l’IPOTESI STRUTTURALISTA ---> l’unica variabile che

interessa del SCP è l’efficienza allocativa. L’efficienza allocativa si trova nel mercato in

concorrenza perfetta. L’efficienza allocativa si ottiene se vale prezzo = costo

marginale.

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Potere di mercato = (prezzo – costo marginale) / prezzo = indice di Lerner. C’è potere

di mercato quando le imprese non sono price-taker ---> possono fissare un prezzo

maggiore dei costi marginali.

È importante la numerosità degli operatori.

La prospettiva di Chicago porta avanti l’idea dell’ipotesi di efficienza ---> se osservo

una grande impresa, ipotizzo che essendo il suo ragionamento razionale in senso

economico, quel risultato sarà frutto di scelte efficienti (più brava delle altre) --->

recupera l’idea smithiana.

Prendono importanza le barriere all’entrata e le loro conseguenze.

CONCORRENZA RISPETTO AL MERCATO

Se c’è un mercato c’è concorrenza ---> mercato è tale quando è concorrenziale. Un

mercato funziona in ogni momento in cui c’è uno scambio. La concorrenza si può

intendere come un “dirigersi verso un obiettivo comune”, senza necessariamente

intendere rivalità. Concorrenza si può dividere in due accezioni:

- PROCESSO / COMPORTAMENTO (accezione smithiana)

La concorrenza è inizialmente declinata in termini comportamentali in quanto

l’individuo ha una naturale propensione al benessere individuale.

Rivalità entra in gioco nel momento in cui per migliorare la propria situazione si

entra in conflitto con qualcuno che sta perseguendo lo stesso obiettivo.

In un contesto di concorrenza, si innesca un processo secondo cui gli individui

cercano di allocare le risorse da un settore ad un altro, con una tensione

naturale che porta a migliorare le cose. L’idea, quindi, è di avere poche regole,

quindi una libertà più ampia possibile che porti a migliorare le condizioni

individuali. (non mi conviene più produrre una cosa ---> mi sposto a farne

un’altra, ma devo avere la libertà di farlo).

In questo contesto diventa importante la variabile del prezzo (p). produttori e

consumatori cercano i migliori impieghi, quelli in cui il prezzo più che copre i

costi di produzione, cercano quindi il saggio di profitto. Viene a crearsi quindi un

incentivo ad andare a cercare i saggi di profitto maggiori.

In questo ragionamento, è il processo che conta e non il punto di arrivo, ma

anche il comportamento concorrenziale, l’idea di migliorare.

Se si porta all’estremo, il processo si annulla fino a quando i saggi di profitto

scompaiono a causa della continua entrata in concorrenza.

- STRUTTURALE / STATO

Quando si entra in questo contesto, monopolio e concorrenza diventano

opposte. La concorrenza diventa concorrenza perfetta. Condizioni minime

affinché un mercato sia concorrenziale:

elevato numero di produttori e acquirenti (numero infinito di imprese)

o prodotti devono essere perfettamente omogenei e perfettamente

o divisibili

perfetta mobilità delle risorse

o perfetta informazione per ciò che riguarda tutte le attività alternative

o assenza di qualunque forma di collusione ---> indipendenza del

o comportamento rispetto al tema della competizione

Viene meno il tema comportamentale.

3 La variabile struttura più importante è la numerosità, che in concorrenza

perfetta, si assume debba essere infinita, perché il prezzo può essere assunto

come parametro nel momento in cui nessuno può influire sul prezzo.

TESI DI ALCHIAN ---> concorrenza in senso evoluzionistico

Esempio del giocatore di biliardo che gioca senza conoscere le leggi fisiche, ma riesce

comunque a giungere all’obiettivo.

Il sistema economico consente di raggiungere l’obiettivo di efficienza allocativa,

nonostante non si possa o non si sappia massimizzare la funzione obiettivo. Le

imprese, non potendo massimizzare il profitto, cercano di fare in modo che sia

positivo, così l’impresa può sopravvivere attraverso la personalizzazione.

Sono importanti due comportamenti:

- Imitazione ---> alcune imprese imitano le imprese che riescono a sopravvivere

- Trial and error ---> fa riferimento alla possibilità di tentare e sbagliare: nel

momento in cui ottengo un risultato negativo, potrei migliorare la situazione

solo avendo la possibilità di tornare nel momento in cui ho preso la decisione la

prima volta.

In sostanza, è la presenza del profitto che fa sopravvivere l’impresa: non è necessario

sia massimo, serve solo che esista.

HAYEK

Nel modello di concorrenza perfetta si dà per ipotesi che ci sia una completa

informazione grazie alla quale le risorse vengono allocate negli usi migliori. Hayek

sostiene che questa informazione non sia disponibile e quindi l’allocazione efficiente

delle risorse avvenga grazie a comportamenti concorrenziali. Ogni individuo,

appartenente al mercato, detiene un piccolo pezzo di informazione: sa che cosa vuole

e quanto sarebbe disposto ad offrire per averlo. Il mercato è lo strumento con cui

diviene possibile lo scambio di informazioni personali, attraverso le quali si riesce a

riallocare le risorse nel miglior modo possibile.

IMPRESA (capitolo 3)

La produzione serve all’impresa per costruire una curva di offerta preferibilmente

ascendente. In un sistema concorrenziale, l’impresa, teoricamente, non dovrebbe

esistere, perché un proprietario assume per fare qualcosa, ma quando fa questo sta

dirigendo. In un sistema prettamente concorrenziale, però, l’unico ruolo di

coordinamento viene svolto esclusivamente dal prezzo.

Nella teoria neoclassica, l’impresa, e quindi l’offerta, è rappresentata da una funzione

di produzione che mette in relazione gli input produttivi con gli output, senza dare

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importanza a come viene organizzata la produzione ---> impresa = scatola nera.

L’obiettivo infatti è solo quello di costruire un elemento della più generale teoria dei

prezzi.

La funzione di produzione incorpora l’efficienza tecnica e ad ogni combinazione di

input viene associato il massimo output ottenibile, descrivendo l’insieme delle

tecniche Pareto-efficienti di produzione. Quindi la struttura trasforma i fattori della

produzione dell’output finale in modo meccanico e prevedibile e l’imprenditore osserva

le tecniche produttive disponibili e sceglie quella che consente di produrre l’output al

minor costo possibile.

Uno dei presupposti della visione dell’impresa come una “scatola nera” è che le

imprese max i profitti (il profitto consente di remunerare i fattori produttivi).

L’esistenza di tale profitto è legata al fatto che l’imprenditore assume su di sé un

rischio: la sua remunerazione è incerta, cioè il suo reddito non può essere predefinito.

[nel modello di concorrenza perfetta non esistono extra-profitti perché, avendo

informazione completa, tutte le risorse vengono allocate negli usi migliori].

I fattori che giustificano l’emergere di un profitto sono legati sia alla domanda (i gusti

dei consumatori cambiano nel tempo) che all’offerta (non abbiamo minimizzato i costi

di produzione, abbiamo scelto il prodotto sbagliato non abbiamo realizzato il prodotto

come avevamo immaginato inizialmente). Attraverso il calcolo della probabilità che

consente di determinare la probabilità con cui sto scegliendo il prodotto giusto, la

probabilità di vendere il prodotto e di realizzare i costi di produzione immaginati

possiamo tutelarci da un mondo incerto.

Knight distingue 3 tipi di probabilità:

> Probabilità a priori (probabilità matematica)

> Probabilità statistica (probabilità basata sugli esiti passati, come le

assicurazioni)

> Incertezza (riguarda i fenomeni unici che non posson essere gestiti con le

probabilità precedenti)

L’impresa deve decidere in merito a 3 opzioni:

- Se entrare o no sul mercato

Prendendo la funzione di produzione e la curva di domanda, si possono stimare

gli eventuali ricavi che derivano da quella produzione, confrontarli con i costi

degli input produttivi e si decide se questo permetterà di generare profitti o no.

- L’impresa decide se in che misura dimensionare l’impresa

- Livello dell’output

L’impresa massimizza la differenza tra ricavi e costi correnti sotto l’ipotesi che i

benefici sono interamente misurati dal ricavo ottenuto e che gli oneri associati a

ciascuna decisione produttiva sono misurati dai relativi costi di produzione.

Ci sono 3 spiegazioni e interpretazioni sul perché esistono le imprese e perché

possono assumere diverse dimensioni:

- ALCHAIN E DEMSETZ (neoclassici)

5 L’impresa è una finzione legale, poiché è il risultato di una serie di contratti che

legano il titolare dell’impresa ai proprietari degli input (nexus of contracts: rete

di contratti che regolano i rapporti tra i diversi agenti economici). I contratti

hanno caratteristiche simili a quelli stipulati nel mercato (tipicamente

concorrenziale), quindi contratti spot, che si chiudono una volta offerta la

prestazione. Un’ulteriore ipotesi riguarda il fatto che il titolare è residual

claiment, ossia ha il diritto a disporre del reddito residuo che deriva dall’utilizzo

dell’input, dallo svolgimento dell’attività lavorativa e dalla vendita dell’output.

In questo caso, la nascita dell’impresa deriva dall’impiego di funzioni di

produzione di squadra. Questo comporta il fatto che non è direttamente

osservabile il prodotto marginale dei singoli fattori produttivi per effetto di una

loro variazione e quanto questo contribuisca all’output finale. Tuttavia, i singoli

componenti possono avere l’incentivo a adottare un comportamento di free-

riding, opportunistico ---> figura del monitoring, ossia di controllo e misura dei

fattori produttivi.

Ne deriva, in conclusione, che la dimensione dell’impresa è determinata dal

confronto tra i vantaggi della produzione di squadra e i costi del controllo. La

dimensione sarà tanto più ampia quanto più la tecnologia rende disponibili

combinazioni di input in grado di generare beneficio, considerando i costi di

monitoraggio che crescono.

La contrattazione individuale serve perché ciò che vincola il comportamento dei

singoli input, è la cosiddetta minaccia di sostituzione.

Nel momento in cui si ha un mercato perfettamente concorrenziale dei fattori

produttivi, tanto più opera la minaccia di sostituzione, tanto più quell’impresa

sarà efficiente nell’ottenere l’output che la tecnologia consente di ottenere.

Al crescere dimensionale, si verifica la cosiddetta separazione tra proprietà e

controllo, rispettivamente del titolare e del manager, che viene delegato dal

primo. Ma nel momento in cui si delega a un altro soggetto, questo può avere

obiettivi diversi da quelli del proprietario, che è quello della massimizzazione del

profitto (per ipotesi), ad esempio il “fare carriera”. A quel punto, il titolare deve

monitorare che il manager svolga le mansioni che massimizzino il suo interesse.

A questo punto entra in gioco il concetto di disciplina:

DISCIPLINA INTERNA: scheda di remunerazione del manager, perché nella

o visione neoclassica, l’unico modo che c’è per regolare i rapporti tra il

proprietario e il manager, è la remunerazione, attraverso le quali

convergono gli interessi.

In questo contesto, si crea la distinzione tra azzardo morale e soluzione

avversa ---> asimmetria informativa.

DISCIPLINA MERCATO DEL LAVORO: se sulla squadra c’è la sostituzione

o del lavoratore, per quanto riguarda il manager.

DISCIPLINA MERCATO DEL PRODOTTO: se l’impresa opera in un mercato

o concorrenziale, se non sta massimizzando il profitto, viene cacciata.

DISCIPLINA MERCATO DEI CAPITALI

o

6 Come si fa a valutare quale impresa acquisire? Si valuta il rapporto valutativo, ossia

il rapporto tra il valore di mercato V e il valore contabile dell’attività di bilancio K. Si

distinguono 3 diversi gradi di efficienza del mercato finanziario:

1. EFFICIENZA IN FOMA DEBOLE: mercato finanziario nel quale non è possibile

ottenere un profitto positivo da una qualsiasi attività di trading che consista

nell’utilizzo delle informazioni relative all’andamento storico e presente delle

quotazioni azionarie di un’impresa. non si può quindi ottenere profitto,

perché il prezzo odierno include già tutte le informazioni che sono inglobate

nell’andamento passato del prezzo di quell’azione. Ciò significa che tutti

coloro che operano in un mercato finanziario in forma debole, basano le

proprie scelte sulla base di quelle informazioni che sono disponibili a tutti. (i

mercati sono efficienti in forma debole)

2. EFFICIENZA IN FORMA SEMI-FORTE: qualcuno potrebbe sfruttare qualche

informazione aggiuntiva, cercando, ad esempio, nel bilancio. Se il mercato è

efficiente in forma semi-forte, significa che il prezzo già ingloba tutte le

informazioni, e quindi il valore di mercato dell’impresa riflette già tutto

quanto riguarda l’andamento passato e tutte le informazioni pubbliche

inserite.

3. EFFICIENZA IN FORMA FORTE: è possibile

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriele0509 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Cassetta Ernesto.
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