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DOMANDE ESAME

4.Criteri di superamento delle antinomie tra le fontiX2

Capita che avvenga un conflitto tra le fonti (antinomia), un conflitto che si crea in conseguenza

dell’esistenza di norme che qualificano lo stesso comportamento in modi diversi. Per risolverli

vengono seguiti dei criteri predisposti dall’ordinamento in modo che si possa capire quale ente

se ne deve occupare, questo avviene attraverso l’attività interpretativa, attribuendo alle

disposizioni un significato che le renda compatibili. Quando il ricorso all’interpretazione non è

sufficiente, ricorrendo ai criteri di risoluzione delle antinomie normative.

GERARCHICO(*): in caso di contrasto tra due fonti di grado diverso prevale quella di grado

I. superiore. La prevalenza della norma superiore su quella inferiore si esprime attraverso

l’annullamento.

CRONOLOGICO(**): in caso di contrasto tra due fonti di grado uguale prevale quella più

II. recente.

ECCEZIONE: Criterio/principio della specialità (legge speciale si riferisce ad una categoria di

soggetti). Tra una legge anteriore speciale e una posteriore generale prevale quella anteriore

speciale.

Le norme in conflitto rimangono entrambe efficaci e valide. La legge generale successiva non

abroga la legge precedente speciale ( non è quindi “viziata” come nel caso dell’annullamento

ma semplicemente “vecchia”). L’interprete (la Corte costituzionale), opera solamente una scelta

circa quale norma applicare. L’altra norma semplicemente non viene applicata.

DI COMPETENZA(*): tra due fonti dello stesso grado ma adottate da organi diversi prevale

III. quella competente in base alla costituzione.

Si può articolare in due modalità:

• Separazione di competenze: se per la disciplina di una materia può intervenire solo una

fonte. Indica una netta divisione dei poteri tra i diversi organi o livelli di governo, dove

ciascuno è responsabile esclusivamente di determinate materie o settori di attività. Questa

divisione serve a evitare sovrapposizioni di poteri e a garantire che ogni istituzione sappia

chiaramente quali sono le sue funzioni. (Es. l’organizzazione interna delle Camere è regolata

dai regolamenti parlamentari, e la legge statale non può intervenire in questi ambiti, come

indicato nell’articolo 64 della Costituzione).

• Concorso di competenze: se per la disciplina di una materia possono intervenire due fonti, si

verifica quando più enti o livelli di governo hanno competenze su una stessa materia, ma con

responsabilità che si sovrappongono o si integrano tra loro. In questo caso, più enti

concorrono alla regolamentazione e gestione di una materia, e spesso le norme devono

essere coordinate per evitare contrasti. In questo caso, la Costituzione prevede una divisione

dei ruoli, stabilendo che: Lo Stato stabilisce i principi fondamentali della materia, validi su

tutto il territorio nazionale e le regioni possono legiferare dettagli e norme più specifiche per

adattare i principi generali alle esigenze del territorio regionale.

Concorso di competenza, definito da Crisafulli, come concorso vincolato di fonti secondo cui la

legge statale deve definire i principi fondamentali della materia (legge cornice) mentre la legge

regionale deve contenere la disciplina di dettaglio.

33.Rapporto fiduciario tra Camere e Governo, in particolare mozione di

sfiducia e questione di fiduciaX2

Il rapporto fiduciario tra camere e Governo è una condizione necessaria affinché il Governo possa

governare, altrimenti ogni sua proposta verrebbe respinta.

Entro 10 giorni dal giuramento, il nuovo Governo deve presentarsi alle Camere per ottenere la

fiducia da entrambe, che consiste nell'ottenere la maggioranza semplice dei voti, ma deve

essere rispettato il quorum strutturale della metà più uno dei componenti.

La votazione avviene mediante scrutinio palese e appello nominale. Se non ottiene la fiducia

iniziale ha l'obbligo di dimettersi e si apre una crisi di Governo. L’eventuale voto contrario di una

o di entrambe le Camere su un disegno di legge presentato dal Governo non implica l’obbligo di

dimissioni dello stesso.

La fiducia deve sussistere nel corso di tutto l'operato del Governo, per cui ci sono due strumenti

per revocare la fiducia: la MOZIONE DI SFIDUCIA, con cui il Parlamento vota la sfiducia al

Governo, sempre per appello nominale, e la QUESTIONE DI FIDUCIA, con cui il Governo prende

l'iniziativa per sapere se sussiste ancora il rapporto fiduciario: presenta un progetto che gli sta

particolarmente a cuore e informa le camere che un voto contrario comporterà l'obbligo di

dimissioni.

Questi due strumenti generano una crisi di governo parlamentare, mentre le dimissioni libere

generano una crisi di governo extraparlamentare.

36.Indipendenza della magistraturaX2

La Magistratura detiene il terzo potere fondamentale dello Stato, quello giurisdizionale, che

consiste nell'applicazione del diritto in caso di controversie. Deve essere perciò autonomo e

indipendente per evitare influenze esterne.

L'indipendenza dei giudici si esprime in due forme:

funzionale: “il giudice è soggetto soltanto alla legge” (art.101); in passato si

●Indipendenza

parlava addirittura di transumanazione della legge, ossia il giudice è la legge fatta persona;

organizzativa: la Magistratura si autogoverna per mezzo di un particolare

●Indipendenza

organo, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), che si occupa di tutte le fasi della carriera

dei magistrati. Il Ministero della Giustizia ha altre funzioni.

Particolari condizioni di indipendenza sono assicurate inoltre agli appartenenti alle giurisdizioni

speciali (giudici amministrativi, contabili, militari).

65.Libertà di associazione (Art.18).

È il diritto dell’individuo di scegliere se partecipare o meno ad un’associazione, anche questo

diritto è riconosciuto dall’articolo 18 della Costituzione. Garantisce quindi a ciascuno la possibilità

di scegliere liberamente di non far parte di un’associazione o di non prendere parte a gruppi

specifici, evitando obblighi o imposizioni. In una società libera e democratica, ogni individuo

deve avere il diritto di non essere coinvolto in associazioni o gruppi che non rappresentano i suoi

valori, preservando così la propria libertà di pensiero e d'azione.

53.Attivazione del giudizio di costituzionalità delle leggi: in via

incidentaleX2

Il giudizio di costituzionalità da parte della Corte Costituzionale può essere attivato in via

incidentale (o d'eccezione) oppure in via principale (o d'azione).

Nell'attivazione in via incidentale, chiamata così perché si origina da un incidente processuale,

la questione è sollevata in corso di un giudizio quando un giudice si rende conto che c'è un

dubbio di costituzionalità. Egli prende il nome di giudice “a quo” (dal quale), mentre se sono più

di uno si chiamano giudici “a quibus” (dai quali).

Può essere sollevata da giudici ordinari e speciali e di qualunque grado. Prima di sollevarla

occorrono però due operazioni preliminari (deliberazioni): deve essere rilevata la rilevanza (nel

processo di partenza, se non si possono applicare altre norme per risolvere il processo) e la non

manifesta infondatezza (il giudice deve ritenere probabile che la norma verrà riconosciuta

incostituzionale: si dice che c'è il “fumus boni iuris”).

Si chiama anche “in via d'eccezione” poiché può essere sollevato da una delle due parti, ma

anche in quel caso è il giudice a dover eseguire la duplice delibazione. Il giudice circoscrive il

giudizio della Corte con l'ordinanza di rimessione, che contiene la norma in questione e le

norme della Costituzione presumibilmente violate. Nel frattempo il processo di partenza è

sospeso.

49.Revisione costituzionale: procedimento e limitix2

Il procedimento di formazione delle leggi costituzionali e delle leggi di revisione costituzionale è

lo stesso seppur l’oggetto delle due leggi non sia uguale. Il procedimento è diverso rispetto a

quello di approvazione delle leggi ordinarie e viene chiamato PROCEDIMENTO AGGRAVATO o

DI REVISIONE COSTITUZIONALE.

Fase dell’iniziativa: presentazione di un progetto di legge di revisione costituzionale.

● Fase istruttoria: lavoro delle commissioni parlamentari in sede referente (dev’essere

● seguito sempre il procedimento normale).

Fase costitutiva: due deliberazioni, intervallate da 3 mesi, di entrambi le assemblee

● parlamentari.

-Prima deliberazione della camera e del senato a maggioranza semplice.

-Seconda deliberazione (dopo tre mesi) della camera e del senato a maggioranza qualificata.

Quando il progetto di legge in seconda deliberazione viene votato può avvenire:

Meno della maggioranza assoluta: progetto di revisione costituzionale respinta.

● Più della maggioranza assoluta ma meno dei 2/3: progetto di revisione costituzionale

● pubblicato in via notiziale.

Entro tre mesi può essere chiesto un referendum confermativo da 500.000 elettori o 5 consigli

regionali o da 1/5 dei membri della camera. Se vincono i no il progetto di revisione costituzionale

è respinto, se vincono i si il progetto di revisione costituzionale è approvato. Se il referendum

non viene richiesto il progetto di revisione costituzionale viene approvato.

Maggioranza di 2/3: progetto di revisione costituzionale

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher amygiov di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Vipiana Patrizia.
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