DIRITTO PUBBLICO COMPARATO ED EUROPEO
Lezione 1 – 28/09 (oggetto, metodo, comparazione, famiglie giuridiche: famiglia ad egemonia politica)
Il corso ha come obiettivo conoscere e capire il sistema che gestisce le società, che cosa muove il potere e come lo
studio comparato del diritto è il metodo è il diritto),
si muove. Lo e non il contenuto (contenuto/oggetto
che serve a sviluppare ragionamenti critici, a mettere in dubbio le regole, capire del perché sono fatte in un certo
modo e se sono fatte nel modo più giusto. potere cittadino del potere
Il diritto pubblico è il diritto che riguarda i rapporti tra il e il + l’organizzazione
(diritto privato= rapporti tra le persone, rapporti orizzontali).
La ricerca di libertà all’interno di un sistema conoscibile di regole fa parte
della natura umana=> es. Ulisse si lega alla nave per non essere
trascinato alla morte dal canto delle sirene: crea delle regole, si limita
perché il potere è estremamente seducente e c’è il rischio di abusarne. La
costituzione è la catena che l’uomo si mette in momenti di lucidità per
affrontare i momenti di follia=Il diritto si oppone all’abuso del potere e
crea delle barriere, dove il potere viene limitato).
- Noi andremo a vedere come si organizza il potere e come si
pongono dei limiti ad esso.
Il metodo è quello della comparazione: noi guardiamo i fenomeni, non solo gli epifenomeni, cioè soltanto le
manifestazioni di alcune di queste regole in uno specifico ordinamento, ma guardiamo il fenomeno che sta dietro,
cosa deve essere disciplinato attraverso queste regole e come funzionano queste regole per disciplinare.
- Vedremo alcuni elementi del “hardware” e alcuni del “software” del diritto costituzionale attraverso la
metodologia comparata.
Hardware è come nascono gli ordinamenti, come funzionano, come si modificano le costituzioni, come facciamo a
garantire che il patto sociale regga, ...
Software, la parte più operativa, che lo guarderemo attraverso le forme di governo, cioè come sono organ izzati i
poteri pubblici nei diversi ordinamenti.
- Capire se siamo in un ambiente di tipo pluralistico o in un ambiente di tipo totalitario (c’è il riconoscimento
di una pluralità di legittimi interessi che devono essere in qualche modo combinati/conciliati o siamo in un
sistema dove esiste un solo valore che deve essere protetto?).
Come si studia e perché?
Capire il diritto è diverso dallo studiare il diritto. Noi ci concentriamo nei diversi istituti:
- Concetto (che cos’è)
- Perché è fatto in questo modo (quali sono le radici culturali, storiche, politiche, economiche che hanno
portato a una determinata regola; nessuna regola viene dal nulla)
- Come queste regole vanno a risolvere problemi nei diversi contesti: scopriamo che un problema può
essere risolta in più modi
- Ci si chiede alla fine “si può fare in modo diverso?” => scopriremo che la stessa funziona può essere svolta
in modo diverso, ma anche funzione diverse possono essere svolte dallo stesso strumento.
Come si fa la comparazione giuridica?
Il metodo comparato serve a capire che certe cose
possono essere viste in modo diverso, non c’è un giusto
o sbagliato, bisogna vedere le cose con una lente
comparativa (è un coniglio o un’anatra? è un vecchio o
una fanciulla?)
Perché si compara? Per:
1. Curiosità (capire il perché delle regole)
2. Utilità
3. Necessità
Il diritto comparato non è semplicemente “diritto straniero” (= il diritto straniero è la base per fare attività di
confronto). Il diritto straniero è come studiare la lingua; comparazione è come la linguistica, cioè capire i nessi tra le
diverse regole. La prima domanda che ci si pone è ”che cosa si compara”: queste due sono due mele. se
confrontiamo la funzione” frutta” possiamo compararle; se a noi invece interessa il colore,
queste due non sono più comparabili. Dobbiamo quindi sapere prima la funzione che noi
abbiamo in mente, che cosa vogliamo andare a guardare. funzione sovversiva:
La comparazione ha una aiuta
a vedere le cose come stanno e non come siamo
abituati a vederle (noi siamo abituati a vedere il
mondo in forma sferica ma se guardiamo una cartina
bidimensionale vediamo comunque il mondo, in un
modo in cui non siamo abituati a vederlo, in un’altra
percezione). La cosa importante è sapere che tutto è
una convenzione, non è la realtà. FAMIGLIE GIURIDICHE.
Come esistono le famiglie linguistiche, esistono anche diverse Quella
oggettivamente che ha avuto maggior importanza nella determinazione del modo di funzionare le regole in giro per
il mondo è la famiglia giuridica occidentale, ma non è l’unica possibile, anzi è addirittura minoritaria dal punto di
vista numerico. Quella occidentale è il sistema giuridico dominante per ragioni belliche, economiche, d i
comprensibilità e adattabilità.
Il diritto è consuetudinario (si fa così perché si è sempre fatto così). Noi siamo abituati a pensare che il diritto è un
prodotto dello Stato, che nasce dalle scelte del legislatore/ dai giudici, ma non è così sempre; anzi il diritto esiste
molto prima dello Stato, il diritto è il bisogno degli esseri umani di disciplinare le relazioni private e pubbliche. È lo
Stato che nasce come prodotto del diritto e non viceversa: lo Stato non è produttore del diritto, ma il prodotto.
Esistono diverse famiglie giuridiche, ovvero gruppi di ordinamenti/sistemi.
CLASSIFICAZIONI
Tutti i classificatori di ordinamenti giuridici sono occidentali e le diverse classificazioni dipendono dal momento
storico in cui vengono sviluppate:
- La classica classificazione è quella di René David (dopo il secondo dopo guerra) che con una prospettiva di
caratteri storici
quell’epoca distingue le famiglie giuridiche in base a dei (common lawa, civil law,
sistema socialista, sistema islamica) mentalità
- Negli anni 70 la classificazione di natura tedesca di Zweigert e Zotz distingueva per (famiglia
romana, germanica, scandinava, anglo-americana, socialista, dell’estremo oriente, islamica, indù).
tradizione
- Una classificazione più recente è quella di Glenn che andava per (ctonia, talmudica, civil law,
common law, islamica, indù, confuciana)
Sono tutte classificazioni eurocentriche, anche perché è l’approccio europeo ad avere bisogno di classificazioni.
EGEMONIA DELLA FONTE
Quella che seguiremo (Mattei e Monateri) è una classificazione per (chi produce le
regole). In questa visione civil law (di natura continentale) e common law (anglosassone) sono due facce della
stessa medaglia. Questa classificazione distingue tra:
FAMIGLIA AD EGEMONIA FAMIGLIA AD EGEMONIA FAMIGLIA AD EGEMONIA
PROFESSIONALE POLITICA TRADIZIONE
(rule of law) (rule of politics) (rule of tradition)
Il diritto è prodotto dai tecnici, è un Politica e diritto sono la stessa cosa Si distingue la tradizione
diritto fortemente tecnologico e (il diritto è uno strumento della (comportamento consuetudinaria)
tecnicizzato per la risoluzione delle politica per ottenere un e la religione.
controversie. determinato obiettivo politico). Il diritto nasce in questi sistemi
È la famiglia di tipo occidentale I paesi ex-socialisti e i paesi in via di come una branca dipendente dalla
basata sulla rule of law, diritto che sviluppo spesso utilizzano questa tradizione culturale o dalla
determina il diritto dove la politica visione del diritto come strumento religione.
e il diritto sono separate, sono due di transizione da un sistema di
cose diverse. valore ad un altro. È tipico dei paesi musulmani, indù e
dell’estremo oriente (tradizione
Il diritto è anche separato dalla confuciana, buddista).
morale e dalla religione; la legge
determina il comportamento dei
governati e dei governanti.
Questa famiglia comprende i
sistemi di civil law, common law e
quelli misti.
FAMIGLIA AD EGEMONIA POLITICA (rule of politics)
Questa famiglia è quella recessiva rispetto ad altre famiglie giuridiche. Sono caratterizzanti di quei paesi che non
hanno creato la separazione tra politica e diritto: il diritto è lo strumento della politica a differenza di quello che
avviene nei sistemi di rule of law in cui il rapporto avviene il contrario, cioè la politica si può sviluppare soltanto
all’interno del perimetro dettato dal diritto.
Nelle famiglie ad egemonia politica, il potere politico compie anche scelte organizzative oltre a quelle di governo. In
diritto ha una natura provvisoria
questo caso il ed è solo uno strumento per arrivare ad un fine (viene definito
anche diritto dello sviluppo e della transizione) => il diritto socialista è il classico esempio: si trattavano di società
senza classi in cui non c’era bisogno né del diritto né dello Stato, quindi il controllo pubblico di tutta l’economia, di
tutto il diritto doveva essere un qualcosa di transitorio. Es. URSS poi crollato nel 1991. Anche corea del nord,
Vietnam e cuba (paesi che ancora oggi si richiamano all’ideologia marxista-comunista) mantengono l’impostazione
tradizionale del sistema di tipo socialista: l’obiettivo politico era il raggiungimento del regime comunista, una volta
raggiunto quello il diritto sarebbe dovuto scomparire perché non più necessario.
L'idea strutturale del sistema socialista è:
- Principio di unità del potere politico: la separazione dei poteri è rifiutata, perché è visto come il
meccanismo che garantisce la conservazione del potere della borghesia; l’obiettivo è quello di creare la
società senza classi.
- Presenza di una forma piramidale di organizzazione del potere (“doppia dipendenza”) basata sui soviet con
il cosiddetto centralismo democratico (si tratta di un sistema “cascata” che si rapportava tutto al vertice,
che era il vertice delle istituzioni che poi coincideva con il vertice del partito). Questo è l’impostazione che
vale ancora oggi in Cina.
Oggi questi ordinamenti socialisti che restano, che sono pochissimi, hanno comunque un sistema a partito unico;
hanno un sistema di governo basato sul sistema verticistico che poi si dirama a cascata nell’attuazione delle
decisioni, ma sul piano economico c’è una forte apertura ma sempre sotto controllo dell’economia.
Lezione 2: 29/09 (Cina +famiglia ad egemonia tradizionale: diritto islamico, diritto indù+ Giappone +Africa)
CINA Il sistema cinese è un ordinamento di tipo socialista, che ha avuto un forte sviluppo
diverso dall’ambito socialista, in particolare in ambito economico: in alcuni casi vige
un sistema prettamente capitalistico, in altri casi il governo si tiene il diritto di
controllare e dirigere i settori economici. La costituzione attualmente vigente in Cina
prevede il modello di economia socialista di mercato
Il diritto è percepito come qualcosa di estraneo che non costituisce il normale
strumento di soluzione dei conflitti. L’elemento guida per la società è l’armonia=> è
la morale che guida l’uomo e conduce a non turbare l’ordine sociale basato sulla
teoria confuciana. I tempi recenti in Cina si ha la professionalizzazione del diritto e
un’intensa produzione di norme scritte ma con basso livello di operatività.
La società funziona se c’è armonia. La regola è di tipo morale più che giuridico=> questa regola obbliga a non
turbare questo ordine sociale basato molto sulla teoria confuciana.
Vi è un principio del centralismo democratico e un principio gerarchico tra i diversi livelli di governo (tutti sottoposti
al controllo superiore).
C'è una distinzione in termini giuridici tra la regola sociale da non violare (il LI) e il diritto scritto (il FA).
FAMIGLIA AD EGEMONIA TRADIZIONALE (rule of tradition)
La seconda famiglia giuridica è quella ad egemonia tradizionale (da un lato religiosa e dall’altro filosofica). Vi sono
ordinamenti caratterizzati da una commistione tra diritto e tradizione religiosa e/o filosofica, in cui, accanto
all’organizzazione tecnico-giuridica, esiste un’importante sfera di rapporti governati da regole di diversa natura:
1. di matrice religiosa (nei sistemi musulmani)
2. di matrice filosofica (nei sistemi del lontano oriente)
3. di matrice tradizionale (nei sistemi africani). società si regge più sui DOVERI che sui
L’idea che sta alla base in questi ordinamenti è quella che la
DIRITTI. In queste tradizioni, che sono maggioritarie numericamente, l’idea di partenza è quali sono i tuoi doveri
verso la società per mantenere questo equilibrio, equilibrio dato dalla natura che l’uomo non dovrebbe alterare.
In ogni società il diritto inizialmente nasce per risolvere i problemi e nasce per tradizione, come consuetudine=> la
regolarità dei comportamenti diventa regola (si faceva così e si continua a fare così); poi si mischia alla magia e alla
religione. Violare una regola di condotta normalmente comporta una sanzione di tipo morale etico o religioso (si
commette un peccato nei confronti della divinità, lo si deve espiare se non si vuole che catastro fi o calamità
mettano in pericolo l’intera tribù) => la regola giuridica appare indistinta rispetto a quella religiosa/della tradizione.
Es. Ordinamenti sub-sahariana. Quando violi una regola della comunità, hai l’obbligo di ripristinarla attraverso la
confessione (non venivi punito): 1. ammettere di aver sbagliato; 2. la società recepisce, approva e ti reintegra nella
società. Questo è diverso da quel sistema della galera (hai sbagliato? Vai in galera!!!) che non è un sistema di
reintegrazione=> infatti molto volte ci si esce peggio e si fa fatica a rintegrare nella società, la società non perdona
(difficile trovare lavoro per esempio).
Questa immagine è indicativa di come funzionano gli innesti. Questo è il Parlamento del Papua Nuova Guinea con
un'architettura sopra di tipo occidentale, dentro invece con la visualizzazione dell’elemento tradizionale. Quando
volontà divina
l’elemento tradizione è di tipo religioso, la fonte è la o la sua interpretazione: la norma deriva da
Dio ed è oggetto di rilevazione e non di una scoperta dell’intelletto umano; non può essere messa in discussione e
se l’uomo non si attiene a queste regole commette una violazione di regola ma anche una violazione di una regola
morale. E inoltre deve esistere un sistema che deve garantire il rispetto della
volontà divina, un sistema che crei interpretazione e che consenta il
mantenimento della costanza di essa.
Il fenomeno più significato con elementi di base religiosa sono i
paesi islamici. Dal punto di vista del diritto pubblico
(organizzazione del potere), questi ordinamenti hanno tutti
importato modelli basati sul diritto di produzione politica di tipo
occidentale. Sono un insieme di ordinamenti e società che si
ispirano alla religione islamica e i cui abitanti sono per la
maggior parte musulmani.
Il modo di operare di questo diritto cambia tantissimo in base al
sostrato in cui il diritto islamico è andato piantandosi: abbiamo
variazioni molto diverse=> la penisola arabica, parte iraniana, l’ex impero
ottomano e altre zone di penetrazione soprattutto in Asia.
L’idea di potere pubblico legato alla religione è quello di una comunità di fedeli governata da un califfo che è il
gestore del potere esecutivo ed è vicario e successore d Maometto.
Il diritto islamico è composto da una parte teologica e da una parte giuridica e la parte giuridica è funzionale alla
parte teologica.
La parte teologica (Aqida) è una serie di precetti religiosi che un fedele deve seguire; mentre la parte normativa
(Shari’a) indica la strada da seguire: l’insieme di norme giuridiche che indicano cosa un fedele deve o non deve fare
(=> l’applicazione della regola è personale e non territoriale).
Non è un codice ma una serie molto disorganizzata di usi, tradizioni, consuetudini per la vita del fedele ma anche
per l'aspetto pubblico della comunità. In alcuni casi la regola viene codificata in codici civili/penali.
Fiqh,
In arabo il diritto islamico viene indicato come la scienza giuridica. Troviamo 2 fonti di tipo scritto (corano e
sunna) e 2 di tipo orale (igma e analogia).
Corano:
1. la principale fonte scritta, rivelazione divina che l’arcangelo Gabriele ha fatto a Maometto. È un
testo sacro molto articolato, difficile da capire. In parte è un codice, in parte versi di poesie, in parte
letterario, in parte normativo...sono presenti una serie di precetti chiamati Sure che dovrebbero dare il
criterio di orientamento, disposte dalla più lunga alla più corta e spesso in contrasto tra di loro. In casi di
contrasti si applica il criterio abrogativo. Non sono indicate le sanzioni per le violazioni dei precetti, ma una
serie di casi pratici, di storie di Maometto e da lì si deducono le regole da seguire.
Sunna
2. (tradizione) è la raccolta di frasi e comportamenti del profeta. Quando non si riesce a identificare
cronologicamente una rivelazione nel corano, si va a guardare l’interpretazione “autentica” (cosa ha fatto/
cosa ha detto il profeta in quell’ambito per ricavare una regola). A differenza del corano, il Sunna segue un
criterio cronologico. Importante è la tradizione, la norma tanto è più lunga/forte tanto è più seguita.
All'interno della religione musulmana, c’è una forte distinzione tra i sunniti e gli sciiti=> sunniti sono quelli
che seguono la tradizione; gran parte dei musulmani. La differe
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