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DIRITTO ED ECONOMIA DELLE IMPRESE INTERNAZIONALI

Modulo prof. Panebianco

1. CONTESTO

Si osservano gli eventi economici nell’attualità, si passa da un’ottica micro a macro. Si studieranno

gli strumenti da utilizzare per capire le notizie a livello macroeconomico, per esempio info

finanziarie o su banche, osservando e capendo il contesto globale. Negli eventi globali, come per

esempio per il COVID-19, si è assistito ad un dibattitto del contesto scientifico, si accumula

evidenza e poi si stabiliscono le indicazioni. In economia però non si può provare un’infinità di

evidenze, ma si cerca di capire cosa succede, ed è quello che fanno le imprese internazionali. Per

esempio:

1. Post COVID-19, la BCE ha finanziato un programma di quantitative easing enorme.

2. La FED volle dare un target sulla disoccupazione, ma perché?

3. Il Libano è andato in banca rotta, e ha chiesto aiuto al fondo monetario internazionale.

Perché proprio a lui? È un elemento rilevante, in quanto nella crisi del 2011 è intervenuto

in Grecia, Portogallo, ecc.

4. Con il COVID-19, quali sono le organizzazioni che si sono mosse?

5. Come impresa è importante capire l’utilizzo e lo scopo del Fondo Salva Stati.

Le crisi finanziarie possono avere molteplici cause, poiché ciascuna ha conseguenze diverse

sull’economia, sono fondamentali per capire come funziona l’economia del Paese. Tipologie:

Crisi bancaria.

Crisi valute.

Crisi del debito.

Non si parla più di svalutazione di sovranità monetaria di un particolare territorio (UE è sovrana

dell’Euro), ci si focalizza inoltre sulla delocalizzazione delle imprese. Per quanto riguarda la

rielezione di Trump, si osserva che molte imprese hanno delocalizzato altrove, quindi Trump è

andato nelle zone dove è avvenuta questa delocalizzazione dicendo che avrebbe riportato le

imprese negli USA. La delocalizzazione è importante, anche per capire l’impatto nelle crisi

finanziarie. Per quanto riguarda la Troika, si fa riferimento al trio di BCE, FMI, e, ed è importante

per capire l’effetto sui Paesi. Le organizzazioni internazionali saranno osservate dal punto di vista

storico per capire come si sono evolute e la relazione che hanno avuto con l’economia. Nel 1917

c’è stata la rivoluzione russa, che ha determinato le prospettive economiche di circa un terzo del

globo fino ad ancora oggi, ed è rilevante il modo in cui le imprese internazionali hanno reagito. Nel

1918 crollano gli imperi centrali (austro-ungarico, tedesco ed ottomano), quindi dal punto di vista

geopolitico cambia tutto in EU, insieme alle prospettive economiche di quei Paesi. Nel 1919, si

sviluppa il Fascismo, determina lo sviluppo dell’Italia ed ispira ciò che accade in Germania nel

1922, che imposta e determina la mentalità di un’intera generazione. Finita la guerra, si vuole

reagire alla chiusura ed al totalitarismo, l modo in cui vengono disegnate le organizzazioni

internazionali rappresenta la paura di rivivere cosa è successo prima. L’UE è in evoluzione e nasce

per due motivi, innanzitutto perché non si voleva più ricadere nella guerra, e da un accordo

economico tra Francia e Germania, ovvero tra acciaio e carbone. Si sono macellati a vicenda per il

dominio delle risorse, infatti, solitamente le guerre fino al 1918 finivano perché un esercito veniva

annientato, ma in questo caso no. Vennero date delle sanzioni molto forti alla Germania, quindi la

Francia ha iniziato a pressare la Germania per prendersi l’acciaio. Nasce l’EU per evitare ciò.

L’accordo era per evitare che la Germania rispondesse alle sanzioni. L’EU è cambiata molto dal

2011 ad oggi, infatti, per esempio, in quegli anni non c’era la possibilità di far intervenire certi

strumenti in caso di pandemia come adesso. La Cina invece nasce post 2WW. 1

2. LA BILANCIA DEI PAGAMENTI

Per capire come studiare l’economia di un Paese, bisogna tenere conto delle relazioni con altri

Paesi, per esempio per importare ed esportare, poiché un Paese non produce tutto da solo.

Un’economia è fatta di quello che un Paese consuma al suo interno, e quello che importa ed

esporta. Il valore cumulato di esportazioni, è maggiore del PIL annuo, ed è un elemento

fondamentale del riassunto delle relazioni tra i Paesi. Non facciamo riferimento solo alle merci ma

anche ai capitali. Questo nasce nel momento in cui si creano gli Stati Nazionali, con la Pace di

Westphalia, dopo la Guerra dei 30 anni, significa che ogni Stato ha la sovranità sul territorio e gli

altri Stati lo riconoscono, a meno di accordi sovranazionali. Uno Stato deve contare le sue risorse

disponibili, per poter poi creare le sue colonie. William Petty viene chiamato per capire com’è

funzionato uno Stato, utilizzando la partita doppia con dare e avere rispetto agli altri Stati, prima

viene fatto basandosi sull’importanza, quindi con l’esercito, e poi sul commercio, quindi sulle

merci. Si comincia ad utilizzare questo strumento per osservare quante merci entrano ed escano.

Facciamo inoltre riferimento al mercantilismo, ovvero ottengo più oro (dalle merci esportate) degli

altri esportando, e questo è un modo per capire le relazioni e l’importanza di un Paese. Non siamo

in un’economia dove solo si commerciano merci, ma anche capitali, se entrano è meglio che

escano. Gli Stati Uniti sono maggiormente importatori, il valore di quello che importano è

maggiore. In EU per l’esportazione, dopo la Germania (sono i maggiori esportatori) c’è l’Italia, in

termini di manifattura, si va dalla Danimarca a Bologna, si tratta della zona economicamente più

forte d’EU. Gli USA per finanziare le sue importazioni, utilizzano i capitali di investimento che

attirano negli USA, poiché sono molti i Paesi che investono lì. Gli USA sono un Paese molto solido e

hanno un capitale di fiducia così alto, che ricevono finanziamenti da molti Paesi. quindi gli Stati

Uniti spendono soldi per importare, e li recuperano dalle persone che investono lì. Questa è la

bilancia dei pagamenti. Se un Paese importa di più di quello che esporto, devo attrare capitale da

un’altra parte, quindi se sono passivo dalla parte commerciale devo essere attivo da un’altra

parte. La bilancia dei pagamenti è la fotografia in una determinata unità di tempo, della relazione

economica, commerciale e finanziaria di un Paese con l’estero. Si tratta di uno schema contabile

che registra tutte le transazioni economiche e finanziarie intervenute in un dato periodo tra un

Paese ed il resto del mondo. Abbiamo un blocco in alto ed uno in basso. Si può osservare:

Conto corrente: ovvero le transazioni economiche dovuto al fatto che si producono merci e

si vendono, oppure ci sono redditi che entrano ed escono da un Paese. Quindi si fa

riferimento import ed export per le merci, ed a crediti, debiti e saldo. Si può fare

riferimento anche ai servizi e non solo alle merci. Inoltre ci sono i redditi, ovvero il fatto di

lavorare in Svizzera e portare il reddito in Italia per esempio, questo è importante perché

sono risorse che vengono utilizzate nel nostro Paese, quindi ci si può indebitare di più

perché è un flusso di reddito che si può usare.

Conto capitale: saldo tra Paesi in caso di compravendita di beni fisici. Riguarda

principalmente la parte più fisica delle transazioni economiche tra Paesi.

Conto finanziario: Abbiamo l’economia reale e finanziaria, e ciò significa che si possono

ottenere trasferimenti di risorse perché un altro Paese investe lì. In questo senso, si può

investire, comprando obbligazioni, titoli di Stato, azioni, imprese. Quando si compra per

esempio un’azione negli USA, sono soldi che vanno lì. Fino a qua si fa riferimento

all’economia reale. Nel conto finanziario vengono indicati questi investimenti e gli

investimenti diretti esteri, ovvero quando si comprano dei pezzi di impresa fuori, per poi

fondare un’impresa fuori per esempio. Investimenti di portafoglio, derivati, e le riserve

ufficiali delle banche centrali. Le Banche Centrali, hanno dei titoli che si sono comprate, per

esempio la BCE, i cui titoli comprati possono essere una parte UE ed una parte comprata

all’estero, queste sono delle riserve di assets finanziari, le quali vengono utilizzate per 2

evitare la crisi e per mantenere i cambi fissi tra le Nazioni. Le riserve hanno un ruolo

fondamentale, infatti un Paese non può rimanere senza riserve se no muore. Per esempio

le Nazioni Unite, si basano semplicemente sulla autodichiarazione di ciascun Paese alla

dogana, ma non può mettersi a controllare ogni importazione, infatti si può osservare che

quello che dichiara la Cina di esportare non è uguale a quello che dice l’Italia di importare

dalla Cina, questo perché ai Paesi conviene non far vedere la realtà, in quanto ci possono

essere errori o omissioni. Nello schema Una volta però l’economia finanziaria non era così,

ora è molto più facile investire e fare trading, e le transazioni economiche non erano così

frequenti e forti come ora, quindi un tempo il conto finanziario era più piccolo, mentre il

conto corrente è sempre stato importante. contabile, abbiamo perciò sopra l’economia

reale e sotto l’economia finanziaria. Pensando ad un’economia coloniale, che importa

troppo e non si vuole importare così tanto, si va in un Paese e si colonizza, oppure, se a

quel Paese si devono un sacco di soldi perché continua ad esportare a me, quel Paese ci

bombarda, ovvero ci fa guerra. Dal momento che l’economica finanziaria si è sviluppata, ci

sono altri modi per ottenere quel denaro, poiché il mercato finanziario è diventato più

flessibile, ed il conto finanzio aiuta a coprire questi problemi, permettendo infatti debiti ed

investimenti. Gli USA infatti non avrebbero potuto permettersi di importare così tanto. Si

tratta di un nuovo sistema efficiente finanziario, che permette di coprire gli sbilanciamenti

temporanei di lungo periodo e di ottenere i capitali che ad un Paese servono. Il conto

finanziario permette di recuperare gli sbilanciamenti del conto corrente. Per esempio l’UE

è composta da economie variegate, nel 2000 la Germania era considerata il malato

d’Europa (adesso è il Paese che esporta di più), successivamente vennero fatte delle

riforme che gli hanno concesso di esportare di più. Infatti, si riunirono imprenditori e

sindacalisti e vennero messi a ribasso i salari per un po’ di temo, quindi i lavoratori vennero

sacrificati dal punto di vista salariali, ma gli imprenditori vennero obbligati ad investire

all’interno dell’industria tedesca i guadagni aggiuntivi. In questo modo la Germania ebbe

dei guadagni enormi. Quindi per questo motivo la Germana divenne una dei maggiori

esportatori, è la potenza economica incontrastata. Il problema della Germania, è che

esporta ma non importa la stessa quantità, ha troppi soldi che non spende, non fa

investimenti altrove, si registra uno sbilanciamento. Nel caso in cui uno Stato non riuscisse

a trovare i soldi per pagare i suoi pagamenti, va in crisi e fallisce, quindi attività e passività

non si coprono. Le crisi finanziarie avvengono perché succede qualcosa nell’import o

export, oppure nel conto finanziario e la Banca Centrale non ha abbastanza riserve per

coprire le perdite. Attività e passività non si bilanciano. 3

Essendo la BIP presa dalla struttura dare e avere, le quantità devono equivalere, per questo

abbiamo la dicitura emissioni o errori. Ricordiamo che la parte reale della bilancia dei pagamenti è

il conto corrente, non che il conto finanziario non lo sia, ma non è legato alla produzione

all’estero. Osserviamo la relazione tra la bilancia del CC, ovvero la parte reale della produzione ed

il reddito. Facciamo riferimento al GDP (PIL), o più accuratamente al GNDY, ovvero il Gross

National Disposable Income.

Si tratta del reddito disponibile di un Paese, ovvero quanto si consuma e quanto si risparmia:

quanto consumano le famiglie (C di Consumi), il governo, che fa una spesa pubblica, che

soprattutto nei paesi ad alto wellfare come quelli EU è significativo (G di Governo) e gli

investimenti (I di Investimenti). Questo varrebbe in un’economia chiusa, ma la nostra economia è

aperta, se no non esisterebbe la bilancia dei pagamenti, bisogna quindi tenere conto degli scambi

con l’estero. Se uno Stato esporta tanto, significa che ha molti soldi che gli arrivano, se invece si

importa tanto, saranno molti di più i soldi che escono. Uno Stato è tanto più ricco quanto esporta

rispetto a quello che importa. La differenza tra export e import mi permette di capire quanto

reddito ha a disposizione una Nazione: EXPORT-IMPORT: X-M. Bisogna anche considerare che uno

Stato ha più denaro, quanto i suoi cittadini lavorano all’estero ma spendono nel spendono nel loro

Stato, per esempio i frontalieri tra Como e la Svizzera. Se un Paese riceve queste rimesse è più

ricco, poiché i cittadini importano denaro, ciò indica quanti soldi ha in più un Paese: Bilancia

Pagamenti Primari + Bilancia Pagamenti Secondari = BPI + BSI. Sottolineiamo che import ed

export, più questo ultimo dato, possono scriversi come Current Account Balance (CAB), ovvero la

bilancia del conto corrente:

Possiamo mettere tutto ciò in relazione con i risparmi (savings), ovvero la differenza tra reddito

disponibile e quello che spende, GNDY – quello che spende. Un’economia spende in spesa

pubblica e beni di consumo, si toglie quindi al GNDY quello che spende.

Invertendo:

Quindi:

La CAB è quindi risparmio meno investimenti, ovvero è uguale quanto un’economia risparmia,

meno quanto un’economia investe. Mette quindi in relazione quanto un’economia fa con l’estero,

quindi quanto esporta rispetto a quanto importa all’estero, quanti stipendi porta a casa rispetto a

quelli che paga all’estero con quanto un’economia risparmia e spende in investimenti. Questi due

elementi devono essere uguali, perciò se un’economia ha un CAB positivo, risparmia molto di più

di quello che investe, e cioè ha da parte tantissimi soldi. Se un’economia ha un CAB negativo

significa che non riesce ad avere tutti i soldi necessari per quello che sta facendo. Mettiamo quindi

in relazione la bilancia commerciale con grandezze reali nell’economia. Prendiamo come esempio 4

il fatto che la Germania ha un saldo della bilancia commerciale troppo alto, molto positivo. Nei

trattati infatti viene specificato e vige la regola che la CAB non può essere troppo alto rispetto al

PIL con delle soglie. La ratio dietro a ciò è che un Paese, per non avere un CAB troppo alto, non

può risparmiare troppo per investire, ma deve investire assolutamente rispetto a quanto

risparmia. Infatti viene accusata la Germania di avere un CAB troppo alto, poiché ha conseguenze

negative sugli altri Paesi. La Germania ha un export troppo alto, e questo danneggia tutti, non

spende i soldi che dovrebbe in investimenti, inoltre avrebbe veramente bisogno di investire in

infrastrutture migliorandosi. Questo è spiegato da:

Ragionando invece sul conto finanziario, si può metter in relazione con il tasso di cambio. Per

esempio, se si importano tantissimi computer agli USA, si ha bisogno di dollari, quindi la domanda

aumenta, e perciò il prezzo sale. Se si importa tantissimo da un determinato Paese, la moneta

aumenta perché tutti la vogliono, quindi il Paese che esporta avrà una moneta più forte, e quindi il

tasso di cambio sale. Il meccanismo che crea la relazione tra il tasso di cambio e ciò che un Paese

esporta ed importa (ovvero ciò che succede nel conto corrente,) è il CAB. Se le valute sono libere

di muoversi, il Paese che esporta di più avrà una moneta più forte, mentre per il Paese che

importa di più la moneta sarà più debole perché i tassi fluttuano. Supponiamo di essere la Banca

Centrale, e si osserva che il Paese di riferimento della banca esporta tantissimo (esempio se la

banca fosse la Banca d’Italia, il Paese sarebbe l’Italia), e che il tasso di cambio salga. Suppone

inoltre che questa situazione non piaccia alla banca, oppure che si abbiano dei vincoli di trattato

internazionali per cui il tasso di cambio debba stare all’interno di un certo range con i tassi di

cambio degli altri Paesi, quindi il tasso di cambio non può essere sopravalutato. La Banca Centrale,

per operare sui tassi di cambio (che vanno in base alla domanda e all’offerta di due valute) e far

sì che la moneta non sia troppo richiesta per non renderla sopravvalutata, non può importare, ma

può comprare titoli di Stato di altri Stati, o stampare moneta. Bisogna rendere l’euro più

abbondante, perché visto che è una moneta forte, se ne richiede tantissimo, in questo modo il

prezzo dell’euro scende, altrimenti, se si rendesse più scarso, il prezzo salirebbe ancora di più.

La Banca Centrale può quindi stampare moneta o vendere riserve di altri Paesi, ovvero mettere

titoli di Stato di altri Paesi e compro la mia moneta perché all’estero l’offerta della moneta è meno

e quindi il prezzo sale. Stampare moneta significa invece rendere l’offerta di euro più abbondante,

così il prezzo dell’euro scende. La BC, per far sì che il cambio sia stabile può quindi deprezzarlo,

stampando moneta o vendendo le riserve in valuta straniera per comprare la mia valuta. Così ce

n’è di meno.

L’euro è una moneta comune in termini di tasso di cambio, significa che ha una valuta condivisa,

e quindi il tasso di cambio in Italia o Germania, rispetto agli USA, non cambia, quando è

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Scienze giuridiche IUS/05 Diritto dell'economia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandra1D di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto ed economia delle organizzazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Panebianco Fabrizio.
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