Diritto del lavoro
Docente Emanuele Menegatti
Regole che riguardano il rapporto di lavoro
Il diritto del lavoro comprende il diritto sindacale e il diritto del rapporto di lavoro subordinato.
Diritto sindacale
È tutto quello che riguarda i rapporti tra organizzazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro oppure rapporti tra i sindacati dei lavoratori e il datore di lavoro.
Diritto del rapporto di lavoro subordinato
Regola i rapporti tra il datore e il lavoratore subordinato. Il lavoratore subordinato è il dipendente dell’impresa, mentre il lavoratore autonomo si auto-organizza, non ha un datore. Il diritto del lavoro si occupa solo del rapporto con il lavoratore subordinato.
Funzioni del diritto del lavoro
Che cosa fa il diritto del lavoro?
Riconosce un vincolo di subordinazione: per organizzare l’impresa e tutelare il lavoratore. Il lavoratore è sotto la direzione del datore.
Perché il lavoratore ha bisogno di protezione?
Perché è subordinato al datore di lavoro ed è debole nel mercato del lavoro. Il lavoratore è debole per la semplice legge della domanda e dell’offerta. Tra datore di lavoro e lavoratore c’è un’asimmetria informativa perché il datore di lavoro conosce il mercato di lavoro molto meglio del lavoratore. Il datore di lavoro sa quanto vale il lavoro del dipendente, il lavoratore si affaccia sul mercato del lavoro raramente.
Come protegge il lavoratore il diritto del lavoro?
Riconoscendo minimi di trattamento inderogabili:
- Il diritto a quattro settimane di ferie all’anno;
- Minimo di retribuzione.
Perché il legislatore si preoccupa di tutelare il lavoratore?
Rispetto dei diritti fondamentali e correzione delle imperfezioni del mercato. Molto spesso perché un po’ tutte le moderne democrazie rispettano i diritti fondamentali, diritti che vengono rispettati perché sono scritti nella costituzione oppure sono concordati a livello internazionale tra i paesi. Se si lascia al mercato stabilire i livelli di retribuzione si avranno tanti lavoratori sottopagati. L’impatto negativo del lavoro sottopagato è un indebolimento del potere d’acquisto, e di conseguenza la domanda aggregata interna. Più in generale, pessime condizioni di lavoro non stimolano la produttività del lavoro e gli investimenti in ricerca e sviluppo. L’economia di un paese diventa più competitiva quando vi è una maggiore produttività. Secondo alcuni riconoscere alcune tutele non ha solo finalità sociali ma anche economiche.
Classificazione dei rapporti di lavoro
Il diritto del lavoro si applica solo al lavoratore subordinato e non al lavoratore autonomo.
Lavoratore subordinato (2094 c.c)
Chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, presentando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.
Lavoratore autonomo (art 2222 c.c)
Chi si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio o senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente (cliente).
Imprenditore (art. 2082 c.c)
Chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi.
Subordinazione
Nell’economia industriale vigeva una eterodirezione: direzione + controllo (art. 2094 e art. 2104 c.c) e potere disciplinare (art. 2106). Nell’economia post-industriale vi è un cambio dei modelli di lavoro e il modello legale diventa fragile.
Indici di subordinazione
- Inserimento del lavoratore nell’organizzazione datoriale (etero-organizzazione)
- Dipendenza da un solo imprenditore
- Continuità legale: obbligo di rispettare gli orari.
- Non rileva la debolezza socio-economica.
- Indici sussidiari: i quali rendono il contratto invalido se i fatti sono diversi.
Metodo di classificazione dei rapporti di lavoro
Sussuntivo vs Tipologico:
Sussuntivo
Devono essere presenti tutti gli indici per potere decidere che quello è un rapporto subordinato. Tipo legale di lavoratore subordinato - identità - rapporto da qualificare.
Tipologico
I giudici per decidere di qualificare un rapporto di lavoro subordinato si avvalgono solitamente di tale metodo, nel quale devono essere presenti la maggior parte (e non tutti come nel sussuntivo) degli indici per dire che è un rapporto subordinato. Ci devono essere gli indici di subordinazione come:
- Retribuzione a tempo;
- Vincolo di orario;
- Assenza di rischio;
- Quelli descritti sopra.
Lavoratori autonomi
- Caratteristiche
- Auto organizzazione del lavoro: auto-organizza il proprio lavoro.
- No etero direzione: nessuno lo dirige.
- No etero organizzazione: non è organizzato da qualcun altro, possibile coordinamento tra committente e lavoratore autonomo (coordinandosi il lavoratore autonomo perde un po’ di autonomia).
- No continuità legale: possibile continuità materiale, spesso il lavoratore autonomo si trova a lavorare per lo stesso cliente (mono-committenza). Continuità materiale significa che c’è una continuità duratura nel rapporto.
- Regole concordate tra le parti: poche regole fornite dall’art. 2222 c.c (nessuna delle due parti è tutelata più dell’altra) il lavoratore autonomo e il cliente sono considerati allo stesso livello. Ci può essere però un coordinamento tra lavoratore autonomo e committente che ne limita la sua autonomia. Un esempio di questo è il “terzista”.
Il terzista è quando un’impresa (es. società telefonica) usufruisce di un lavoratore autonomo (installatore fibra) a compiere un’azione per conto della società. Tra l’installatore e Telecom ci sarà un coordinamento. Le modalità di lavoro del lavoratore autonomo sono indicate dal committente. Ci sono tante figure di lavoratori che non sono nettamente autonomi o subordinati. I lavoratori a domicilio sono lavoratori autonomi con particolari caratteristiche oppure il lavoratore agile. Alcuni rapporti di lavoro autonomo hanno bisogno di protezione, in quanto:
- Collaborazione prevalentemente personale.
- Continuità (materiale).
- Coordinata con le esigenze di un unico (principale) cliente - committente.
Il lavoratore autonomo diventa un fattore incluso nel ciclo produttivo dell’impresa (coordinamento che lo rende poco autonomo) e questo fa sì che si crei una dipendenza economica del prestatore da un committente. Se quel committente decidesse di chiudere il contratto con quel lavoratore autonomo, quest’ultimo si troverà in difficoltà perché non avrà più reddito. Dal punto di vista della dipendenza economica, il lavoratore subordinato e questo tipo di lavoratore autonomo (mono-committenza) non si differenziano. Mentre il lavoratore autonomo che lavora a favore di una pluralità di cliente non dipenderà da un solo cliente poiché si interfaccia al mercato.
La legge ha considerato questa particolare sezione di lavoratori autonomi (che stanno nel mezzo tra subordinato e autonomo) e li ha nominati lavoratori parasubordinati: ha caratteristiche intermedie tra lavoratore subordinato e lavoratore autonomo. La legge ha riconosciuto nel 1973 le CO.CO.CO (collaborazioni coordinate continuative), tutelandole:
- Accesso al giudice del lavoro nel caso in cui ci fossero controversie con il committente. Il giudice del lavoro fa parte di una sezione specializzata del tribunale civile. Se il lavoratore litiga con il datore di lavoro, trova giustizia dal giudice del lavoro. Il vantaggio di interfacciarsi con il giudice del lavoro è che costa meno ed è molto più veloce del tribunale.
- Sicurezza sociale (gestione separata INPS, astensione e assegno maternità, assicurazione INAIL).
- Invalidità delle rinunce e transazioni.
Negli anni '90 si iniziò ad abusare delle Co.Co.Co poiché sono il 30% più economiche di un dipendente e può essere licenziato molto più facilmente. Un sacco di lavoratori a tutti gli effetti subordinati, anziché essere assunti come lavoratori subordinati, vennero assunti come Co.Co.Co. È una pratica illegittima.
Lavoro a progetto (d. Lgs. 276/2003 riforma Biagi)
Per evitare che il datore di lavoro si approfitti delle Co.Co.Co, si è deciso che le Co.Co.Co devono essere ricondotte alla realizzazione di uno specifico lavoro a progetto che deve essere:
- Preventivamente concordato per iscritto in completa autonomia,
- Finalizzato ad un risultato finale non coincidente con l’ordinaria attività dell’impresa,
- Non riguardante compiti meramente ripetitivi.
In mancanza di tutto ciò vi è l’obbligo di conversione in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La retribuzione non può essere inferiore a quella riconosciuta dai CCNL per mansioni simili e il posto si conserva e si ha protezione sociale in caso di malattia, infortunio e gravidanza. La legge Biagi prevede la certificazione del contratto. La certificazione sulla natura del contratto fatta da un’apposita commissione, detta commissione di certificazione. La commissione esamina il contratto di lavoro nella sua forma e dichiara la sua natura. Quando si apre la procedura di certificazione, la commissione ha il compito di informare gli enti interessati (INPS, INAIL, agenzia delle entrate). Se la commissione ritiene che quel contratto sia così, lo certifica. Si può contestare la certificazione facendo ricorso al tribunale del lavoro (previo tentativo di conciliazione) per:
- Erronea qualificazione
- Difformità tra contratto certificato e sua attuazione.
La contestazione può giungere da:
- Lavoratore stesso
- INPS
- INAIL
- Direzione territoriale lavoro
Il d.lgs. 81/2015 (Jobs act): abrogazione del lavoro a progetto (e di conseguenza anche partite IVA economicamente dipendenti e limiti all’occasionale). Perciò la legge per rimpiazzare i lavoratori a progetto, ha dato due alternative se:
- Prestazioni di lavoro esclusivamente personale, continuative e con modalità di esecuzione organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e ai luoghi di lavoro si applica la disciplina del lavoro subordinato. Il lavoro che viene organizzato dal committente per quando riguarda orari e luoghi (etero-organizzazione) è diverso dal coordinamento.
- Se sussiste un coordinamento (quindi un accordo tra le parti) si ha Co.Co.Co.
Il Jobs act ha esteso alcune tutele verso il lavoro autonomo non imprenditoriale:
- Agevolazioni fiscali;
- Indennità maternità indipendente dall’astensione;
- Ipotesi di sospensione protetta dal rapporto in caso di gravidanza.
Ci sono alcune eccezioni in cui anche se le collaborazioni sono etero-organizzate non si applicano le regole del lavoro subordinato e sono:
- Accordi per i quali i CCNL prevedono discipline specifiche per il trattamento economico e normativo (call-center);
- Professioni con iscrizioni ad albi;
- Società sportive dilettantistiche.
Corte costituzionale 115/1994,121/1993: subordinato assunto come autonomo con la riqualificazione del contratto del lavoro:
- Conversione in rapporto di lavoro subordinato ex tunc (dall’inizio del rapporto).
- Differenze retributive arretrate di massimo 5 anni.
- Contributi previdenziali e assicurativi + sanzioni.
Il lavoro nella gig-economy
La gig-economy è una delle nuove forme di organizzazione nell’economia digitale. Il mediatore che mette incontro domanda e offerta è una piattaforma digitale (come Uber, Foodora, Amazon).
Lavoro on demand: lavoro tradizionale, svolto in presenza, che viene mediato via app (assistenza alla persona…). Tale lavoro ha creato un sacco di controversie.
Condizioni contrattuali del lavoro on demand (lavoratori tramite piattaforma)
- Le piattaforme non sono datori di lavoro o agenzie; offrono soltanto una piattaforma tecnologica;
- Il servizio è fornito da lavoratori autonomi, che non sono dipendenti, collaboratori, agenti, joint ventures o franchisees della piattaforma.
- La piattaforma non controlla i lavoratori. Gli utenti finali attribuiscono un punteggio ed una recensione dopo ogni gig.
- La piattaforma ha il diritto di ‘disattivare’ il lavoratore se il rating scende al di sotto di una certa soglia o in caso di comportamenti non appropriati.
Vantaggi e svantaggi del lavoro tramite applicazioni
Vantaggi per l’impresa
- Riduzione del costo dei momenti ‘vuoti’.
- Riduzione del costo del lavoro.
- Senza rinunciare ad un controllo sui lavoratori.
Vantaggi per alcuni lavoratori
- Aumenta le opportunità di lavoro
- Permette di arrotondare
- Non richiede disponibilità costante
Svantaggi
- Squilibrio di potere contrattuale
- Alta incertezza
- Bassi salari (non riuscire a guadagnare il minimo previsto dalla legge)
- Dipendenza dal rating (dipendere da un rating porta numerosi svantaggi: effetti negativi sulla personalità di molti lavoratori. Il lavoratore è tenuto cambiare il proprio carattere per avere un rating più elevato)
Il lavoro tramite applicazione è un modello di lavoro altamente instabile poiché dal punto di vista del lavoratore non vi è nessuna garanzia di avere un reddito, addirittura non c’è nessuna garanzia di poter lavorare. Se viene usato come secondo lavoro può essere proficuo. Mentre se viene utilizzato come impiego principale iniziano i problemi. L’incertezza e i bassi salari derivano dal fatto che i lavoratori di questo tipo, essendo considerati lavoratori autonomi, non hanno tutele. Il lavoro tramite piattaforma è caratterizzato da massima flessibilità e nessuna tutela/garanzia. Il cliente ha un contatto con Uber, non con l’autista. Il rapporto che c’è tra autista e Uber è difficile da classificare: c’è eterodirezione? Difficile da dire. C’è etero-organizzazione? La piattaforma stabilisce unilateralmente tempi e luoghi di lavoro? No, è basato sulla completa libertà dell’autista. C’è dipendenza? Uber non ha dipendenti. Uber ha il rischio d’impresa? Sì. Continuità legale? (obbligo di presentarsi a lavoro regolarmente) assolutamente no. L’autista di Uber è un lavoratore subordinato di Uber? No, l’autista di Uber è un lavoratore autonomo, probabilmente parasubordinato (Co.Co.Co).
Fonti del diritto di lavoro
Diritto internazionale-UE
Gli accordi tra Stati sono le regole prodotte da un organismo internazionale specifico (I.L.O.). ILO ha un vero Parlamento dove siedono i rappresentanti degli Stati che ne fanno parte. Il suo scopo è quello di creare convenzioni per tutelare i lavoratori in tutto il mondo le quali possono essere accettate o meno dagli Stati; l’obiettivo è quello di evitare una competizione sleale e trattare tutti i lavoratori allo stesso modo.
Le regole dell’UE derivano da trattati istitutivi i quali sono 2:
- Trattato sull’Ue: sancisce la nascita dell’EU.
- Il trattato sul funzionamento dell’Ue: le regole sul funzionamento.
I trattati sono come le costituzioni di un paese e riguardano i regolamenti e le direttive (regolamenti e direttive sono il diritto secondario).
- Regolamenti: leggi prodotte dall’UE vincolanti per i paesi.
- Direttive: leggi non direttamente applicabili ma dettano principi e obiettivi che i paesi devono realizzare entro un certo termine.
Costituzione
Delinea l’organizzazione e i sistemi di funzionamento dell’ordinamento italiano. Detta alcuni principi fondamentali che si applicano a tutti i lavoratori. La costituzione prevede in materia di lavoro:
- Art 4 riconosce il diritto al lavoro, ovvero è compito della Repubblica contrastare la disoccupazione. Da qui derivano le iniziative dello stato sul mercato del lavoro.
- Art 36 costituzione: ogni lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionale alla quantità e qualità del lavoro svolto e comunque sufficiente a garantirgli un’esistenza libera e dignitosa.
Legge e atti equiparati
La legge si distingue in legge statale, approvata dal parlamento e legge regionale, approvata dalle regioni. Per quanto riguarda il lavoro, la competenza è quasi esclusivamente statale. Nel tempo la legge ha fornito una serie di regole per tutelare il lavoro, soprattutto attraverso le norme minime inderogabili, che però nel tempo sono diventate meno flessibili. Gli atti equiparati alla legge sono i decreti legge e i decreti legislativi i quali vengono stabiliti e approvati dal governo.
- Il decreto legge è solo per casi di straordinaria necessità e urgenza. Deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 gg.
- I decreti legislativi, nei quali il Parlamento conferisce al governo di emanarlo attraverso l’approvazione di una legge delega, circoscrivendo la materia e seguendo determinati principi.
Regolamenti
Sono i decreti presi dai ministri oppure dal governo nella sua interezza con una peculiarità: d.m (decreto ministeriale) e d.p.r (decreto del P. Della repubblica). Tali decreti servono ad integrare la legge nel dettaglio. (ad esempio la legge afferma che le lavoratrici in gravidanza non possono fare lavori pericolosi e l’elenco è dato da un decreto poiché deve essere aggiornato molte volte).
Contrattazione collettiva
Rappresenta dal contratto negoziato e firmato dai sindacati dei lavoratori e dalle organizzazioni dei datori di lavoro o dal datore di lavoro dall’altra parte. I contratti collettivi stabiliscono numerose regole come la retribuzione.
Contrattazione individuale
È l’accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore. Di fatto, non ha un grande ruolo poiché è all’ultimo posto nella gerarchia e significa che può soltanto migliorare il complesso delle regole che stanno sopra. Non ha grandissimi spazi di manovra.
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