Diritto del commercio internazionale
Prof Espa
3 ottobre 2022
Che cos'è il diritto internazionale del commercio internazionale?
Il diritto del commercio internazionale è quella branca del diritto internazionale pubblico che ha per oggetto la disciplina internazionale degli scambi di merci e servizi tra Stati. Per questo motivo si dice che è una branca del diritto internazionale dell’economia. Stiamo in realtà parlando non di settori a sé stanti, ma stiamo parlando di mondi parte integrante l’uno dell’altro. È comunque parte integrante del diritto internazionale pubblico, dentro il quale si trova il diritto internazionale dell’economia, che disciplina le relazioni economiche internazionali attraverso gli interventi normativi e operativi di organizzazioni internazionali economiche. Una di queste organizzazioni è l’organizzazione internazionale del commercio, che pone delle regole specifiche che attengono agli scambi di merci tra Stati. All’interno di questo sottoinsieme, abbiamo il diritto del commercio internazionale che va a disciplinare gli scambi internazionali. I rapporti sono quindi sempre tra Stati, ma attori privilegiati sono organizzazioni economiche, in particolar modo l’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio).
Le regole di diritto del commercio internazionale
Le regole di diritto del commercio internazionale si trovano in una serie di strumenti, possiamo già distinguere:
- Accordi commerciali multilaterali: Accordi di Marrakech (1994), che sanciscono la nascita del sistema multilaterale, il regime internazionale basato sull’attività dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC o WTO) e sul suo sistema di regole.
- Accordi commerciali regionali o preferenziali: sono una serie di accordi che andremo ad analizzare, come l’Accordo NAFTA, tra Stati del Nord America; Accordo MERCOSUR, tra Stati del Sud America; Accordo UE – Vietnam, non si può considerare propriamente regionale. Tutti questi accordi, non multilaterali, sono accordi preferenziali e conclusi perché gli Stati vogliono integrarsi maggiormente rispetto a quanto consenta la OMC.
Quali sono le sue origini?
Le origini del diritto del commercio internazionale sono origini comuni a quelle di una serie di altre discipline che attengono alla regolamentazione delle relazioni economiche internazionali. Questo perché questa disciplina ha i suoi presupposti nella rinnovata volontà di pace e sicurezza internazionale che aveva caratterizzato il secondo dopoguerra. Allora si era stati posti di fronte alla necessità di rifondare l’ordine internazionale sia sul piano politico, che sul piano economico.
Il periodo di nazionalismo economico e chiusura di tipo economico degli Stati era strumentale all’escalation che si era verificata, era dunque chiaro alla classe dirigente dell’epoca che si sarebbe potuto garantire una pace duratura sul piano internazionale se si fossero creati i presupposti per un'apertura e stabilità economica, sulla base del neoliberismo garantito. Creare dunque un sistema di istituzioni e regole di matrice liberista volti ad assicurare la stabilità dello sviluppo economico. Iniziarono quindi a crearsi le prime organizzazioni internazionali economiche a vocazione internazionale.
I pilastri del nuovo ordine economico internazionale
Fondare questo nuovo ordine economico internazionale su tre grandi pilastri:
- Commerciale: costituzione di regole per garantire una liberalizzazione degli scambi; questo è rimasto per lungo tempo orfano di una vera e propria organizzazione internazionale, 1947: ITO - GATT, solo nel 1995 si è riusciti a costituire l’OMC;
- Monetario: 1945 FMI;
- Finanziario: 1945 è stata istituita la Banca Mondiale, si riferisce ad una serie di istituzioni, come la BIRS (banca per ricostruzione e sviluppo) e istituzioni collegate, come IDA (development agency) e altre.
Abbiamo poi una ulteriore componente che è una risultante di tutti questi pilastri: una stabilità a livello commerciale, monetario e finanziario crea i presupposti per una liberalizzazione di investimenti internazionali. Qui abbiamo il mondo degli investimenti internazionali. Questo settore è disciplinato solo attraverso una miriade di accordi bilaterali di investimento.
Il diritto del commercio internazionale è inserito in un contesto di riferimento ed è una delle componenti dell’ordine economico internazionale in cui si muovono tante organizzazioni internazionali che tra loro cooperano e la cui attività si integra.
Le interazioni tra livello multilaterale e livello regionale
Questo livello multilaterale determinato dall’attività di organizzazioni internazionali economiche a vocazione universale interagisce con il livello c.d.: regionale. Per ciascuno dei pilastri citati, esistono una serie di istituzioni che si muovono invece sul piano regionale. COMMERCIALE es. UE; MONETARIO es. FM asiatico, UEM (unione economica e monetaria); FINANZIARIO: es. banche regionali di sviluppo, banca africana di sviluppo, banca asiatica di sviluppo etc.
Breve storia del pilastro commerciale
Fase 1: 1947 – 1994
Nel 1947 è entrato provvisoriamente in vigore il c.d.: accordo GATT, l’accordo generale sulle tariffe doganali e commercio. L’accordo è stato trovato dopo il fallimento del progetto di costituzione dell’organizzazione internazionale del commercio (ITO). Gli Stati hanno quindi deciso di “salvare” il capitolo che si riferiva alla disciplina degli scambi internazionali di merci, intendendolo come uno step strumentale alla ripresa di questo progetto, ma che de facto si è arenato. Nasce così l’accordo GATT, di cui l’Italia è uno dei primi firmatari.
Fase 2: 1995 – oggi
Questo è stato il punto di riferimento per una serie di paesi, fino a quando, alla conclusione di uno dei round negoziali, c.d.: Uruguay round, si è arrivati a costituire l’OMC. Questa è il risultato delle soluzioni accomodate in seno al GATT, e si arriva a costituire un sistema di accordi che ha disciplinato in maniera puntuale anche lo scambio di servizi, oltre le merci. Si disciplina anche la proprietà intellettuale e una serie di altri accordi di tipo procedurale. L’Italia è tra i membri originari, in quanto membro del GATT; l’Unione europea è membro insieme a tutti gli Stati membri.
Siamo ora in una fase in cui gli Stati sono dentro l’OMC, ma ciascuno di questi Stati conclude anche accordi sul piano regionale o preferenziale, perché questi accordi riflettono relazioni privilegiate tra alcuni membri dell’OMC sia storicamente che culturalmente. Si cerca di stringere le maglie delle regole tra questi Stati, cercando di ovviare alle lentezze di un sistema multilaterale, ci si accorda su regole più avanzate, deep agreements, che sviluppano le basi del diritto OMC su cui si fondano.
Quali sono le sue fonti?
Questo è un sistema molto strutturato: al contrario del regime GATT, quando parliamo di accordi di Marrakech, parliamo di accordi su una serie di settori, prevedendo anche la necessaria architettura istituzionale per far fronte a queste regole. Abbiamo un accordo istitutivo, che setta il quadro generale, l’architettura istituzionale: organizzazione, organi, prevede le funzioni e i poteri. Poi abbiamo degli accordi sostanziali su 3 pilastri:
- La disciplina dello scambio di merci con l’accordo di GATT 94. Abbiamo poi lista di riferimento, che diventa lista che va più in là di quanto previsto dal GATT, come la lista delle concessioni o lista GATT che ciascuno degli SM dell’OMC deve compilare che prevede i livelli di dazio che ciascuno SM si impegna a garantire rispetto a tutti gli altri membri. Poi accordi specializzati o specifici, su agricoltura, su ostacoli tecnici agli scambi, misure sanitarie, misure di sostegno governativo, compensazione, antidumping, etc.
- Il pilastro dei servizi, il cui accordo di riferimento è il general agreements of trading services (GATS), che viene completato dalle liste degli impegni specifici, da parte di ciascuno degli SM. Poi ci sono una serie di annessi che disciplinano settori specifici, come il settore dei servizi finanziari e le telecomunicazioni.
- Il pilastro degli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale, che è poco sviluppato, ma la disciplina di questo può avere ripercussioni importanti sul mercato, come fenomeni di contraffazione.
- Ancora abbiamo un sistema di accordi procedurali, il più importante di questi è l’intesa che disciplina la risoluzione delle controversie, crea un sistema quasi giudiziario, atipico nel panorama internazionale, in tempi recenti particolarmente criticato.
Poi vedremo in dettaglio quali sono le regole poste da questi accordi.
Livello regionale
Accanto agli accordi di Marrakech abbiamo poi questo trend: primo grafico Questo è un grafico preso dal sito dell’OMC che rimane legata all’uso di questo termine “regional”, anche se i numeri di questo grafico ci dicono che non sono accordi regionali propriamente intesi. Negli ultimi anni c’è stato un incremento esponenziale nel numero di questi accordi. Nota bene la linea rossa, n. 467, che sono accordi regionali ora in vigore. C’è poi un significativo gap tra quelli negoziati e conclusi che non sono ancora in vigore sintomatico di un trend generale di grandissima crescita del regionalismo.
Secondo grafico è ancora più significativo se unito al grafico precedente Questo descrive il fenomeno della c.d: spaghetti bowl, di un piatto di spaghetti tutti intricati tra loro. SI vede qui quanti e quali siano i rapporti tra singoli Stati che si sviluppano a partire dalla conclusione di accordi commerciali sul piano preferenziale. Ciascuno di questi pallini nel grafico è un membro dell’OMC. Si creano sempre situazioni di obblighi confliggenti, o che rispetto ad un altro stato sono in un altro modo. Questa rete crea una serie di relazioni a geometria variabile tra Stati e ci sono alcuni attori molto attivi sul piano preferenziale e uno di questi è l’UE. Il diametro dei cerchi misura il numero di accordi conclusi da questi attori, si vede che l’UE è l’attore più attivo in questo senso.
L’UE è quindi anche un soggetto di diritto che negozia accordi commerciali preferenziali e li utilizza per godere di trattamenti privilegiati e concede trattamenti privilegiati agli Stati partner.
Terzo grafico Questo descrive l’UE come un HUB, quando si parla di accordi commerciali, un centro focale insieme ad altri attori, come USA e Svizzera. Non tutti gli accordi sono uguali, vi sono tante differenze, ma in linea generale l’UE è un attore attivissimo. L’UE è uno di quegli attori che cercano di concludere accordi innovativi in svariati settori, che non siano solo propriamente economici, come ad es. negoziazione in materie come commercio e ambiente, sviluppo sostenibile, lavoro. Usa le politiche commerciali come volano di sviluppo sostenibile.
Il costituzionalismo OMC
Questo corso comincerà trattando del diritto OMC, perché questo è la base per aprire gli accordi preferenziali. Si parla di costituzionalismo OMC, che fa capire che il diritto OMC pone principi generali di importanza fondamentale, chiamati principi costituzionali, che poi vengono ripresi nella miriade degli accordi regionali visti. Si rinvia anche a precedenti giurisprudenziali.
Questo costituzionalismo si capisce anche nella misura in cui le regole previste dagli accordi regionali vengano anche caratterizzate rispetto a come si pongano rispetto alle regole del diritto OMC. Esiste un gergo tecnico con formule del tipo: “clausola OMC plus”, regola che non esiste nel diritto OMC creata tramite l’accordo regionale; “clausola OMC extra”, è una clausola che attiene o che pone una regola in un settore che non è neanche disciplinato dal diritto OMC (es. investimenti, concorrenza); “clausola OMC minus”.
È importante quindi partire dal diritto OMC, che cosa è previsto sul piano multilaterale, e per vedere come le regole sul piano preferenziale tra CLUB di Stati innovino rispetto a quanto previsto sul piano multilaterale.
Quali sono i suoi limiti?
Si tratta di un campo che sta subendo tantissimi attacchi negli ultimi anni. Sappiamo tutti che non è un periodo propizio per la cooperazione internazionale in generale, ancora meno sul campo economico, vediamo che c’è un’ondata di antiglobalizzazione e di misure protezionistiche che stanno mettendo in crisi su questo assetto di regole pensato per un mondo diverso da quello che abbiamo oggi.
OMC
7 ottobre ’22
Introduzione all’organizzazione mondiale del commercio
Nonostante l’emergere di questo fenomeno del preferenzialismo, che sta un po’ erodendo il ruolo centrale che il sistema multilaterale di regole ha sempre avuto dal secondo dopoguerra ad oggi, avremmo comunque iniziato la trattazione sistematica delle regole di diritto del commercio internazionale, partendo dalla discussione del diritto OMC. Questo perché le regole multilaterali sono alla base degli accordi regionali: si parla di costituzionalismo OMC, perché le basi, i principi fondamentali del diritto del commercio internazionale che vengono ripresi e portati avanti anche dagli accordi regionali, sono di fatto quelli che si ritrovano nel sistema di accordi dell’OMC. In linea di continuità con questo discorso, oggi usiamo questa seconda lezione per introdurre il mondo dell’OMC
Cos'è l'OMC?
Questa slide si riprende dal primo set, per ricordare che l’OMC si inserisce in un contesto di regolamentazione delle relazioni commerciali ed economiche internazionali. Si tratta dell’organizzazione che realizza più compiutamente una istituzionalizzazione della cooperazione intergovernativa tra SM in materia commerciale. Si inserisce nel contesto del neoliberismo che informa le basi dell’ordine economico internazionale che consiste in 3 pilastri: commerciale, monetario e finanziario, che poi constano dell’attività di altre organizzazioni commerciali ed economiche.
Caratteri peculiari
Questo è il contesto in cui si iscrive l’OMC, contesto che contribuisce a caratterizzarne alcune peculiarità: tra le organizzazioni internazionali economiche di cui abbiamo parlato, la OMC è la più giovane, ha vocazione universale, nel senso che la sua membership è particolarmente estesa, ed è l’organizzazione che da finalmente sostanza al pilastro commerciale, che rispetto agli altri due pilastri era rimasto un po’ monco.
Si ambiva a realizzare la c.d: international trade organisation (ITO), il progetto fallì, la carta dell’Havana non venne ratificata dagli Stati e si arrivò alla conclusione di un accordo molto profilato rispetto alla questione della disciplina delle merci, il c.d: general agreement of tariffs and trade (GATT 1947). L’OMC sostituisce il GATT 1947, subentra a questo, che era stato fondamentale per imbastire le relazioni internazionali commerciali tra membri che aveva anche molto pragmaticamente sviluppato una serie di prassi e procedure aggiuntive per disciplinare una serie di materie che originariamente non erano previste dall’accordo stesso, ed era quasi diventata nel tempo un’organizzazione de facto. Cioè, non era una vera e propria organizzazione internazionale, non c’era personalità giuridica internazionale, ma si era sviluppato un Segretariato di supporto ai membri e attraverso una serie di round negoziali si era arrivati a concludere una serie di strumenti, codici, volti a disciplinare settori specifici: codici sulle misure antidumping, codice sui sussidi, regole in materia di commercio di prodotti agricoli, etc. Questi codici costituiscono di base la negoziazione, durante l’Uruguay round, degli accordi specializzati OMC di cui abbiamo parlato la volta scorsa.
L’OMC finalmente sistematizza le norme e le procedure che gli SM del GATT, che al tempo si chiamavano parti contraenti, che avevano sviluppato nel corso dei 50 anni di vita del GATT. Arriviamo alla Costituzione di una vera e propria organizzazione internazionale economica del tutto simile a quelle già studiate: con personalità giuridica internazionale, deputata a disciplinare tutti gli aspetti inerenti agli scambi di merci e servizi.
L’OMC è anche un sistema di diritto, fonda un sistema di diritto basato sugli accordi di Marrakech. L’idea è che l’OMC è in sé un’organizzazione con una sua propria struttura istituzionale, con degli organi che vivono e da cui promana l’attività dell’OMC, ma è anche un’organizzazione che sovraintende ad un sistema di regole, è compito degli organi dell’OMC far rispettare queste regole, quindi garantire l’attuazione degli accordi, gestire tutti gli aspetti che rilevano da questi accordi, es: reporting, gestire attività di consultazione tra membri, etc. Ma anche far evolvere questo sistema di diritto: all’interno dell’OMC è sempre aperta la possibilità di negoziare nuove regole, si dice che questa offre un for...
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Appunti Diritto del commercio internazionale
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Appunti delle lezioni frontali del corso di diritto del commercio internazionale
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