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Elementi del comportamento aggressivo

Esprimere i propri sentimenti, bisogni, diritti ed opinioni senza rispetto per i sentimenti, bisogni, diritti ed opinioni altrui. L'obiettivo del comportamento aggressivo è vincere.

Effetti a breve termine

  • Rilascio della tensione
  • Sensazione di potenza

Effetti a lungo termine

  • Senso di colpa e vergogna
  • Incolpare gli altri del proprio sentimento di rabbia
  • Diminuzione della fiducia e autostima
  • Emozioni di risentimento intorno alla persona aggressiva
  • Esclusione

Esempi: bullismo, manipolazione dell’altro per ottenere un proprio beneficio o controllo. La risposta ad un comportamento aggressivo può essere altrettanto connotata da aggressività, portando ad un’escalation della rabbia oppure un comportamento passivo.

Comportamento passivo

Possiamo definire il comportamento passivo nel modo seguente: è quello di una persona che mette da parte le proprie esigenze, i propri diritti e anche i propri doveri perché trova difficile affrontare una situazione in modo diverso; paura delle conseguenze future o non riesce a sopportare il conflitto.

A volte la persona che si comporta in modo passivo si sente frustrata, insoddisfatta, ansiosa, depressa, scontenta, con bassa autostima e autoefficacia. Spesso chi è passivo cova sentimenti di grandezza, è tacitamente presuntuoso e superbo ma temendo la frustrazione, inibisce il suo desiderio di apparire importante. Si perde in congetture astratte e prima di esprimere il suo pensiero cerca le parole migliori.

Elementi del comportamento passivo

Non esprime i sentimenti, bisogni, diritti ed opinioni. Sovrastima i sentimenti, bisogni, diritti ed opinioni degli altri.

Potremmo dire che l’obiettivo è: evitare i conflitti e compiacere gli altri.

Effetti a breve termine

  • Riduzione dell’ansia
  • Evitare il sentimento di colpa
  • Martirio

Effetti a lungo termine

  • Continua perdita della stima di sé
  • Incremento della rabbia (rancorosa) dello stress e della disforia (“sono gli altri che devono capire”)

Es. non dico mai di no per timore di essere lasciato, quindi estrema frustrazione personale perché pensa che l’altro non capisca i veri interessi.

Comportamento passivo-aggressivo

Persona abitualmente passiva ma che tende ad essere aggressiva con i più deboli.

Comportamento manipolativo

Chi nasconde la propria passività grazie al ruolo che gli permette di raggirare gli altri manipolandoli. Vi è anche chi usa ragionamenti manipolativi per mascherare la propria aggressività.

Ciò che accomuna il passivo e l’aggressivo è l’egocentrismo, quell’atteggiamento individualistico che porta a considerare gli altri come estranei alla propria umanità. Quando si condanna un’altra persona, reagendo d’impulso a un suo sgarbo, si dimentica che come noi prova emozioni, paure, ansie.

L’assertivo sa che essere una persona significa avere la coscienza di appartenere al genere umano, significa che non possiamo trattare nessuno come estraneo. Quando si dimentica il valore incommensurabile di sé stessi e degli altri si cade nell’inganno di credere che l’altro valga di più (passivo) o di meno (aggressivo). Comprendere la solitudine è segno di autonomia mentre accettare l’isolamento è segno di mancanza di abilità sociali e il sentirsi isolato è indice di dipendenza dagli altri e dell’incapacità di relazionarsi con loro. La solitudine non è isolamento.

Persona e personaggio

Il personaggio è quello che appare alla luce della maschera. Sotto la maschera c’è una persona, quella autentica. Il personaggio dipende dai condizionamenti sociali mentre la persona non ha necessità di essere dipendente dagli altri perché valuta le sue azioni non in funzione del loro giudizio ma dei propri valori.

Comportamento assertivo

La persona che si comporta in modo assertivo non è affatto sempre pacata e sorridente o “diplomatica”: l’importante è saper equilibrare, a seconda delle circostanze e dagli obiettivi che abbiamo in quelle circostanze, aggressività e passività. Le emozioni positive qui derivano dal riconoscimento dei propri diritti.

Ognuno ha un proprio stile personale che emerge in determinate situazioni: passivo o aggressivo. Gli attori all’interno della relazione vogliono portarla avanti, rispettando il proprio benessere e quello altrui. Es. se mi fanno catcalling in situazioni pericolose e io non rispondo, metto in atto un comportamento assertivo perché mi salvo la vita.

Struttura concettuale dell'assertività

L’assertività è un costrutto ipotetico, ovvero non direttamente osservabile ma comunque utile per descrivere conoscenze. Questo costrutto comprende, oltre all’analisi delle abilità proprie della competenza sociale, anche aspetti teorici di derivazione antropologica e filosofica ma validati empiricamente.

La struttura concettuale dell’assertività è l’ordine che ciascuno pone nella propria vita quando pensa a sé con maggiore consapevolezza e interagisce con altre persone. Al concetto di ordine sono connessi anche quelli di bene e bellezza: il mio bene consiste nell’essere interamente me stesso, nell’educarmi al pieno sviluppo delle mie potenzialità. L’assertività è una forma di etica in cui il criterio per definire ciò che è giusto deriva dall’analisi dei rapporti interpersonali e non da comandamenti religiosi o da principi trascendenti l’umana natura.

Fa riferimento ai valori di forza d’animo, la dignità della persona, valori che danno senso alla vita, alla sofferenza, al dolore e alla morte. Il riferimento ai valori può essere definito come spiritualità e questi valori vengono comunemente paragonati ad una bussola perché danno la direzione e guidano il nostro cammino.

Uno dei capisaldi dell’ACT contiene la parola spirituality. L’ACT propone una visione dell’accettazione come qualcosa che riguarda ciò che accade e muta costantemente, e il riferimento ad azioni il cui valore si prolunga nel tempo consente di sopportare la sofferenza del momento. Obiettivo dell’ACT è sviluppare flessibilità psicologica, tolleranza, il cui contrario (intolleranza alle ambiguità) è all’origine di molti disturbi di personalità e non solo.

C’è una relazione tra ansia sociale e assertività. L’ansia sociale nasce quando si prova disagio di fronte a situazioni che mettono in gioco le proprie abilità sociali. L’assertività è il modo di essere che nasce dall’armonia tra abilità sociali, emozioni e razionalità. Sono in gioco l’aspetto viscerale autonomico, quello motorio volontario e quello corticale cognitivo della personalità. Questi sono in interazione tra loro e non è possibile migliorare l’assertività agendo solo su uno di questi 3 aspetti.

Per definire l’assertività, il nucleo centrale è l’idea di libertà, intesa come capacità di esprimersi in forme più evolute ed efficaci. L’assertività si esplica in abilità verbali e non verbali o più in generale, in forma di competenza sociale. Il contenuto dell’assertività invece sono i diritti della persona e dai pregiudizi che ne impediscono il riconoscimento o ne limitano l’applicazione. Nella teoria dei diritti è intrinseca l’idea di reciprocità: va riconosciuto agli altri lo stesso diritto di comunicare desideri e convinzioni, perseguendo i propri obiettivi.

L’aspetto formale dell’assertività è dato dalla competenza sociale (ampiezza con cui l’individuo riesce a comunicare con gli altri, in modo da soddisfare diritti, esigenze, motivazioni, obblighi in misura ragionevole e senza pregiudicare agli analoghi diritti delle altre persone, in forma di libero e aperto dialogo).

L’ACT prende il nome da uno dei suoi messaggi fondamentali: accettare ciò che è fuori dal controllo personale e impegnarsi nell’intraprendere azioni che arricchiscono la propria vita. Accettazione e impegno sono uno l’altra faccia dell’altro perché accettare non significa subire passivamente. Questa terapia comprende un modello della persona che comprende i desideri più profondi del cuore, chi vogliamo essere e diventare, i valori fondamentali che servono per guidare, motivare e ispirare.

Si basa su una specifica teoria del linguaggio: quando usiamo il linguaggio per compiere operazioni complesse come vendere o ricordare usiamo il termine “mente” per definire questi processi. Il linguaggio è uno strumento potente per controllare e prevedere la realtà e l’assertività deve tenerne conto e aiutare l’uomo a staccarsi dal linguaggio quando viene usato per esprimere giudizi basati sul passato e proiettati su futuro (diffusione). In questo processo l’io non coincide con i propri pensieri, cioè a non vedere se stesso come un insieme di contenuti ma come ciò che li contiene, ovvero il contesto.

L’uomo deve quindi sganciarsi dai suoi pensieri per riacquistare libertà di decidere. Questo nuovo costrutto psicoterapico si basa su 6 concetti strettamente collegati a una risultante finale, la flessibilità psicologica:

  • Accettazione (aprirsi)
  • Contatto con il momento presente (qui e ora)
  • Valori (sapere quello che è importante)
  • Azione impegnata (fare quello che serve)
  • Sé come contesto (pura consapevolezza)
  • Diffusione (osservare il proprio pensare)

Livelli di assertività

Per realizzare l’assertività ci sono degli step:

  • Riconoscere emozioni e sentimenti -> obiettivo: autonomia emotiva, percepire le emozioni come arricchimento della situazione e non coinvolgimento negativo che può dare vergogna.

Le emozioni sono delle reazioni viscerali dell’organismo a quello che accade nell’ambiente circostante. La consapevolezza della risonanza interna trasforma l’emozione in sentimento. Riconoscere i sentimenti è la condizione per sentirsi persone con una propria individualità. Familiarizzare con il mondo dei sentimenti richiede un’educazione sentimentale a cui può contribuire la lettura di romanzi oppure l’ascolto della musica e qualsiasi altra opera d’arte. La mancanza dell’abitudine a riconoscere i sentimenti può limitare la confidenza in se stessi e dare origine a disturbi psicosomatici. Il riconoscimento dei sentimenti permette di valutare la situazione e agire verso i suoi aspetti negativi oltre a comprendere le motivazioni delle azioni degli altri. L’empatia consente di riferire le emozioni altrui a...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DalilaPane di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Novara Caterina.
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