2025 Q
UADERNO APPUNTI
S V
OFIA IGNALI Costruzioni Ferroviarie M
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C : C F M
ORSO OSTRUZIONI ERROVIARIE
By Valentina Vignali 16/09/2025
Il moto e la guida di un veicolo ferroviario avvengono in modo molto diverso
rispetto al caso di un veicolo stradale, poiché il trasporto ferroviario è un
trasporto su sede fissa o vincolata, perché il moto rimane incluso all’interno
della coppia di rotaie che compongono il binario. Il movimento avviene proprio
anche tramite il contatto ruota-rotaia. In ferrovia la funzione di guida e di
mantenimento della traiettoria non è svolta dal conducente, ma è affidata
esclusivamente al binario. Il veicolo stradale può muoversi con flessibilità
(cambiare corsia, curvare), mentre quello ferroviario è costretto a muoversi
nella sede limitata dalle due rotaie. I movimenti trasversali del veicolo
ferroviario non possono avvenire in modo autonomo, ma solo in corrispondenza di
determinati punti della linea (scambi/apparecchi di binario).
L’obiettivo nel caso di costruzioni ferroviarie è sempre quello di utilizzare i
migliori materiali, senza considerare il costo poiché la manutenzione è molto
complicata, poiché consiste nella chiusura della linea. Quindi l’obiettivo è
progettare un sistema che non abbia mai bisogno di manutenzione.
Veicolo ferroviario
I veicoli ferroviari sono muniti di ruote metalliche, in quanto non è possibile
usare gli pneumatici a causa della loro incompatibilità con il metallo delle
rotaie. La sicurezza di tutto il sistema ferroviario consiste nel contatto ruota-
rotaia per questo, sia ruote che rotaie, devono essere costruite con particolari
geometrie.
I veicoli ferroviari hanno le ruote di uno stesso asse rigidamente calettate fra
loro (montate a coppie) e l’insieme di due ruote e dell’asse corrispondente
(assile) prende il nome di sala montata, questo riguarda tutti i tipi di treni
che circolano sulle linee. L’assile è rigido e questo significa che le due ruote
che compongono la sala montata si muovono con la stessa velocità di rotazione,
per lo stesso motivo la capacità sterzante è notevolmente ridotta. I raggi piccoli
non vengono mai presi in considerazione per il progetto di infrastrutture
ferroviarie, anzi più il raggio è ridotto più è alto il pericolo di svio
(fuoriuscita della sala montata dalla rotaia, incidente).
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La ruota è fornita di un cerchio esterno detto cerchione, con un bordino interno
(bordino perché è una specie di scalino che rimane all’interno della rotaia,
responsabile azione ruota-rotaia, circa 2 cm) e con una superficie di appoggio
inclinata di un angolo la cui tangente è pari a 1/20 (non è un valore universale,
in Germania è 1/40). La ruota ha una forma troncoconica.
La superficie di contatto tra ruota e rotaia quindi è proprio l’altezza del
bordino, piccolissima, per questo l’aderenza del contatto è di circa 0,2-0,3 che
su asfalto corrispondeva all’aderenza sul ghiaccio.
La ruota ha una forma tronco-conica ed entrambi i cerchioni sono inclinati verso
l’interno del binario di un angolo, la cui tangente è pari a 1/20.
Il moto di un veicolo ferroviario si fonda sulla conicità dei cerchioni delle
ruote. I cerchioni, essendo conici, hanno un effetto centrante della sala montata
rispetto al binario, cioè continuamente centrano la sala montata rispetto al
binario.
Diventa fondamentale cambiare spesso sa ruote che rotaie poiché a causa del
contatto acciaio-acciaio, nonostante le altissime prestazioni dei materiali,
l’usura è alta. Essendo la ruota tronco-conica, il diametro vicino al bordino è
più lungo di quello lontano al bordino. 3
Se per qualche motivo la sala montata si disallinea dal binario, la conicità dei
cerchioni induce l’assile a “sterzare” verso il lato opposto a quello dello
scostamento, riportandosi così verso il centro del binario.
Sala montata allineata al binario, centrata rispetto al binario (rettifilo)
le circonferenze di rotolamento delle ruote della sala montata sono uguali
Sala montata non allineata al binario (curva) le circonferenze di
rotolamento delle ruote della sala montata sono diverse ruota interna <
ruota esterna
La ruota esterna alla curva quindi rimane sempre “indietro” e questo provoca
l’aumento dello strisciamento tra ruota e rotaia, per risolvere il problema
bisogna ricorrere a vari stratagemmi. La sala montata in curva si sposta, non è
più centrata rispetto al binario, in modo tale che, essendo le ruote
troncoconiche, le circonferenze di strisciamento siano diverse e quindi con la
differenza di circonferenze si riesce a equilibrare il moto e rimanere sul
binario. All’aumentare della velocità del convoglio più il problema si aggrava,
perché lo sfregamento aumenta ancora di più. Il treno quindi urta da una parte
e spinge il treno contro l’altra rotaia che risponde con lo stesso urto; quindi,
il moto si basa su un moto creato da urti consecutivi (tutti urti elastici).
Nasce, quindi, il cosiddetto moto di serpeggiamento. Un moto di questo tipo,
soprattutto in curva, porta ad un elevato stress dei materiali, è necessaria
un’attenta progettazione e scelta dei pezzi.
Questo moto previene il deragliamento del treno, ma produce continui urti tra i
bordini delle ruote e le rotaie, allo stesso tempo aumenta il rischio di scavalco
della rotaia. Qualsiasi progetto parte dalla verifica della condizione ruota-
rotaia, sia della geometria che dell’inclinazione e in più qualunque sia il
convoglio o la linea il treno serpeggia, avanza per piccoli urti successivi, e
questo effetto è tanto maggiore quanto maggiore è la velocità del convoglio.
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I
NFRASTRUTTURA FERROVIARIA
Si definisce linea o infrastruttura ferroviaria l’insieme del corpo stradale e
della sovrastruttura ferroviaria.
Il corpo stradale rappresenta la parte sottostante e può essere costituito da
un’opera civile o dal terreno in sito, è lo stesso che si utilizza nelle
costruzioni stradali tradizionali. È molto importante che:
Sia costituito da materiali con adeguate caratteristiche meccaniche;
Abbia la giusta geometria (drenaggio delle acque);
Sia adeguatamente compattato al fine di esplicare un’idonea capacità
portante.
La parte sovrastante della linea ferroviaria è rappresentata dalla sovrastruttura
ferroviaria, formata da armamento e massicciata, ed è proprio quella che
caratterizza la sede ferroviaria (anche nelle strade si chiamavano sovrastruttura
perché lo scopo è lo stesso).
Il corpo stradale comprende l’insieme delle opere civili che sostengono la
sovrastruttura ferroviaria.
Si definisce sovrastruttura ferroviaria l’insieme degli elementi appoggiati sul
corpo stradale che, contemporaneamente, realizza il piano di rotolamento del
veicolo ferroviario (piano del ferro) e gli permette di mantenere la corretta
traiettoria assolvendo la funzione di guida dello stesso.
È composta dall’armamento e dagli strati su cui esso appoggia (massicciata o
ballast, eventuale sub-ballast), costituita da pietrisco, questa insieme
all’armamento siccome è il primo contatto con il convoglio è anche la prima cosa
in cui si sviluppano i carichi dei convogli.
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Si definisce armamento ferroviario l’insieme formato da:
Rotaie
Traverse
Organi di giunzione: uniscono le rotaie tra di loro attraverso giunti
metallici in modo da realizzare un binario il più possibile continuo. I due
spezzoni di rotaia non si toccano, lo spazio che si divide è la luce di
dilatazione ed è al massimo 14 mm; siccome sono in acciaio le strutture si
dilatano e si restringono a causa delle condizioni atmosferiche esterne la
luce di dilatazione serve proprio per gestire fenomeni di dilatazione e
contrazione. Non può esistere un binario in cui le rotaie si toccano.
Organi di attacco: in entrambe le rotaie, uniscono rotaie e traverse e sono
tutti uguali tra loro
L’armamento “affonda” nella massicciata.
Nella progettazione per ogni elemento di cui ci si occupa, in Italia, si deve
andare a cercare la specifica corrispondente di RFI, sono normative cogenti
poiché se il progetto non rispetta le specifiche, RFI non apre la linea, non
esiste nessun tipo di deroga. Anche i produttori/fornitori devono essere
certificati, cioè devono avere superato dei controlli di gestione e produzione
degli elementi e hanno quindi ottenuto la certificazione.
La sovrastruttura ferroviaria può essere di tipo classico (con massicciata –
ballasted track) o di tipo innovativo (senza massicciata – slab track). In ambedue
le forme sono presenti le rotaie, gli organi di giunzione e gli organi di attacco:
In quella di tipo classico a formare, assieme alle traverse, un telaio
annegato nella massicciata, che appoggia sopra il corpo stradale;
In quella di tipo innovativo, componenti di una struttura poggiante su di
una fondazione di calcestruzzo (spesso non ci sono le traverse). Nei tratti
in viadotto o in galleria quest’ultima coincide, rispettivamente, con
l’impalcato del viadotto e il riempimento dell’arco rovescio.
Le sovrastrutture con massicciata:
Si adegua con maggiore flessibilità alle condizioni del sito (cedimenti
differenziali), consente alla sovrastruttura di adattarsi meglio ai
movimenti del piano campagna e rimanere più continua sotto il carico da
traffico e rispondere meglio a piccoli movimenti dell’armamento;
I costi di costruzione sono minori;
Consente di rettificare i difetti della sovrastruttura più facilmente.
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Le sovrastrutture senza massicciata:
È ideale per le applicazioni in galleria, perché consente sezioni
trasversali minori, perché le distanze tra il piano del ferro (linea sopra
la rotaia) e la calotta della galleria sono normate in modo che non
provochino strisciamenti, questo solitamente non è un problema per la
costruzione di nuove gallerie, ma lo diventa nel caso di gallerie esistente
(convogli e impianti di tempo fa erano meno ingombranti);
I costi di manutenzione sono minori e hanno meno necessità di manutenzione,
ma quelli di costruzioni sono molto più elevati;
Ha una vita utile molto lunga a parità di carico grazie al loro materiale
e sono anche molto più rigide per questo non hanno problemi di carico.
La scelta tra le due tipologie di massicciata è imposta, in realtà, solo dal tipo
di ambiente da servire. Le sovrastrutture tradizionali si utilizzano per i tratti
all’aperto, mentre le altre generalmente si utilizzano in ambienti chiusi come
gallerie o metropolitane. In ambienti chiusi, soprattutto per quanto riguarda
l’alta velocità, i treni provocano grandi spostamenti di aria e di conseguenza
si ha un sollevamento del pietrisco che urta le pareti delle gallerie, rimbalzando
e andando a sbattere nel convoglio ammaccandolo, ma può anche creare problemi di
sicurezza. 7
Sovrastruttura con massicciata
Armamento:
Rotaie
Traverse
Organi di attacco
Organi di giunzione
Sovrastruttura:
Massicciata o ballast
Sub-ballast, misto cementato o conglomerato bituminoso (bisogna tenere in
considerazione che il cemento comporta importanti tempi di posa, che
diventano complicati da gestire nel caso di manutenzioni ferroviari)
Sottofondo
Va analizzato in maniera diversa per treni AV o linee tradizionali
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Rotaie
Non esistono infrastrutture ferroviarie senza rotaia, sono presenti in qualunque
tipologia di infrastruttura. Le rotaie sono distinte in diverse tipologie sulla
base del loro peso per unità di lunghezza e quelle che possono essere
utilizzate sono nella tabella sottostante.
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Le tratte armate con rotaie di tipologia diversa dovranno essere sostituite,
durante l’esecuzione dei lavori di rinnovo, con il tipo 60E1, tipologia utilizzata
per la maggior parte da RFI. Si utilizzano le 60E1 poiché essendo più pesanti
offrono un’inerzia maggiore al moto di serpeggiamento e quindi resiste
maggiormente agli urti successivi fisiologici del moto.
Le specifiche RFI sono cogenti per il progettista, vanno esaminate e prese come
guida sempre.
I principali elementi che compongono la rotaia (sezione fungo-gamba-suola) sono:
Fungo: parte superiore della rotaia, zona di contatto;
Gambo: parte verticale della rotaia;
Suola: parte inferiore della rotaia, zona di appoggio;
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I collegamenti tra le piante avvengono tramite piani inclinati, chiamati piani
di steccatura. Il nome deriva dal fatto che gli organi di giunzione della rotaia
si appoggiano su questi piani, si “steccano” su questi piani.
Superficie di rotolamento: superficie del fungo a diretto contatto con la
parte attiva del cerchione;
Bordi o lembi del fungo, a loro volta distinti in interno (anche detto di
guida) quello che si trova, in esercizio, a contatto con il bordino del
cerchione, ed esterno, l’altro;
Punto di contatto fra i profili di progetto della rotaia e del bordino, nel
bordo interno del fungo;
Piani di steccatura, costituiti dalle facce inclinate che raccordano
rispettivamente il fungo e la suola al gambo.
La sezione è particolarmente asimmetrica perché il fungo ha una superficie di
molto inferiore rispetto alla suola e anche il gambo risulta molto più esile del
resto della rotaia ed è proprio questo che lo rende una delle parti più critiche
della rotaia poiché per questo propende a fratturarsi.
Entrambe le rotaie sono inclinate verso l’interno del binario di un angolo, la
cui tangente è pari a 1/20. L’inclinazione di impedisce il deragliamento, ma
serve anche per far si che i carichi che arrivano dalle ruote dei treni siano
centrati rispetto al gambo. Lo sforzo che arriva dalla ruota se non ci fosse
questa inclinazione sarebbe completamente disassato rispetto al gambo e questo
provocherebbe una sollecitazione disomogenea e la conseguente rottura del gambo.
In questo modo si aumenta la vita utile della rotaia.
L’inclinazione è molto importante per la sicurezza di circolazione, perché evita
il deragliamento e lo svio del treno dal binario.
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Gli acciai per rotaie sono distinti in diverse classi in funzione della durezza
e della composizione chimica del materiale (EN 13674-1).
La fornitura degli acciai per rotaie deve essere espletata da fornitori
certificati da RFI. Ogni fornitore deve dimostrare che il prodotto è realizzato
nell’ambito di un sistema globale di controllo della produzione approvato da RFI.
Questi fornitori vengono mappati da RFI in tutte le fasi di produzione della
linea, questo diventa importante per la D.L. o per il progettista perché al
momento della scelta o dell’arrivo del materiale in cantiere deve essere sempre
presente anche il certificato del fornitore come quello sopra. Senza quel foglio
le rotaie non possono essere montate. I fornitori sono pochi perché il superamento
dei controlli di RFI da regole molto rigide e quindi gli impianti devono essere
all’avanguardia e particolarmente costosi.
Le rotaie vengono tagliate perché il profilato lunghissimo prodotto in impianto
deve essere potato in cantiere su gomma o su ferro (di solito si trasporta la
lunga rotaia saldata), il trasporto su gomma si utilizza solo per lunghezze
piccole.
Traverse
Le rotaie sono mantenute alla corretta distanza (scartamento ) da
→ 1435
elementi prismatici trasversali detti traverse, mediante i quali si consegue
anche l’ammorzamento del binario nella massicciata. Tali elementi sono tutti
uguali e possono essere equiparati a travi rovesce su due appoggi nel caso di
binario corrente, sono sempre presenti per tutte le tipologie di traffico.
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Le traverse hanno la funzione di ripartire il carico sulla sovrastruttura,
trasformano il carico puntuale sulle rotaie, in carico distribuito sulla
sovrastruttura.
Il modulo o passo o spartito delle traverse rappresenta l’interasse tra gli assi
delle traverse. Un valore molto diffuso è quello di 60 cm, valore che consente
al sistema di distribuire i carichi del traffico in modo omogeneo sul sottofondo.
Il binario spesso viene utilizzato come complesso dell’infrastruttura mentre in realtà il binario è solo la coppia di rotaie.
Anche nel caso delle trasverse si hanno le specifiche che descrivono tutto il
processo “vitale” della traversa, dalla creazione alla discarica.
Per quanto riguarda i materiali costituenti le traverse, quelli più noti sono il
legno ed il cap. Le traverse in legno sono ormai in disuso. Le essenze legnose
più impiegati sono il rovere e il faggio. Ai fini della conservazione del legno
dagli attacchi degli agenti atmosferici, dei parassiti e dei funghi, le traverse
in legno sono sottoposte ad un trattamento di impregnazione. Per questo, quelle
dismesse sono da considerare come un rifiuto speciale.
La lunghezza massima è pari a 2.60 m, mentre la sezione trasversale può
appartenere, in funzione delle dimensioni, a sette gruppi e, a seconda della
forma della sezione trasversale, a tre categorie.
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Quelle che si utilizzano sono quelle con forma 1,2 e 3 quindi con sezione
trapezoidale. Sono sagomate con due culle per le rotaie realizzate a “C”
rovesciata con base di appoggio orizzontale, questo significa che vanno aggiunte
piastra per dare l’inclinazione di . Le traverse in legno si utilizzano solo
per linee ferroviarie in contesti speciali: ambiti naturalistici, linee di
rilevanza storica, ecc. non si utilizzano più per linee passeggeri normali perché
hanno una sola lunghezza (si dovrebbero unire spezzoni diversi) e in più la
sezione non è sagomata ma vanno aggiunte ulteriori piastre che vanno sistemate
e per questo c’è un aumento sia dei costi che dei tempi, in più le traverse in
legno sono rifiuto speciale (smaltito con regole precise e costose) perché essendo
all’aperto vanno trattate con miscele particolari che le rendano impermeabili e
resistenti sia ai carichi che agli agenti esterni che le rendono rifiuti speciali.
Più recentemente si è diffuso l’uso di traverse in cemento armato. Tale scelta,
oltre dalla necessità di ridurre l’impiego di un materiale pregiato quale il
legno, discende da ragioni tecniche (no RFI) legate alla costante evoluzione
delle prestazioni richieste al binario per effetto dell’aumento delle velocità
di esercizio e dei carichi per asse. Nelle linee ad alta velocità, infatti, si
utilizzano quelle in cemento armato precompresso, perché sono più resistenti e
in più quando si rompono tendono a non diversi in due.
L’impiego delle traverse in cemento armato presenta i seguenti vantaggi rispetto
a quelle in legno:
Grande stabilità dell’armamento ferroviario, dovuta al peso del
calcestruzzo sensibilmente più elevato di quello del legno che aiuta nel
moto di serpeggiamento per ridurre gli urti;
Elevata inerzia nei confronti delle sollecitazioni verticali prodotte dal
passaggio dei carichi mobili;
Ridotta manutenzione, rimangono come nuove fino a poco prima del momento
della rottura (aiuta nell’evitare la chiusura della linea al traffico);
Possibilità di armare gli ancoraggi delle rotaie in officina, garantendo
in tal modo un accurato rispetto dello scartamento;
Riduzione del tempo di produzione, prodotte in impianto (certificato) e
arrivano in cantiere già montate con organi di attacco e tutti i restanti
elementi tranne la rotaia. 13
Quindi in generale i vantaggi principali sono la riduzione del tempo di
costruzione in cantiere e soprattutto tutto ciò che viene fatto in impianto è
controllato, a differenza del cantiere, ed è tutto perfettamente uguale ed è
garanzia di sicurezza dovuta al montaggio automatico a macchina con adeguati
coefficienti di sicurezza.
Le traverse in cemento armato si distinguono in due categorie fondamentali:
monoblocco e bi-blocco.
La traversa monoblocco è costituita da un manufatto unico in conglomerato
cementizio.
La traversa bi-blocco è costituita da due elementi in conglomerato
cementizio con armatura lenta, collegati da un tirante in acciaio avente
la funzione di garantire il giusto distanziamento degli attacchi inglobati
nei getti e, quindi, di realizzare il corretto scartamento del binario.
La scelta del tipo di traversa viene fatta dal progettista, ma nella maggior
parte dei casi si utilizzano le monoblocco, i vantaggi principali sono legati al
fatto che in genera la vita utile è più lunga perché in assenza del tirante sono
più resistenti e in più possono essere fatte in cemento armato precompresso in
senso longitudinale.
Le traverse in C.A.P. vengono prodotte in stampi (puliti e passati con un prodotto
che evita che il profilo si incolli allo stampo) poi vengono inseriti i cavi (no
tondini, ma veri e propri cavi o trefoli, tagliati tra blocchi di calcestruzzo
di lunghezza adeguata e tirati in modo da tenere tutto in posizione), poi il
materiale viene calato all’interno delle tramogge scorrevoli sopra gli stampi e
quindi colato all’interno degli stampi, il materiale continua ad essere mescolato
per evitare l’inizio dell’essicamento e in più la piattaforma viene fatta vibrare
per aumentare la densità. Gli stampi vengono coperti, si aspetta la fine del
ritiro (28 g teorici, ma iene aggiunto accelerante) si scoprono e si tolgono le
casserature per liberare le traverse dagli stampi. A questo punto le traverse
vengono sollevate a blocchi e stoccate per completare il ritiro, infine vengono
rifinite e viene scritta la data di produzione.
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Le traverse devono essere principalmente di tre tipi: RFI 230, 240 e 260. Si
utilizzano traverse differenti soltanto per gli organi di scambio che hanno
traverse particolari. La sigla sta ad indicare la lunghezza della rotaia in cm,
a lunghezza più lunga corrisponde peso più alto, ma vengono usati tutte e tre le
tipologie. Al centro della traversa è presente un timbro (obbligatorio, sennò
rimandata indietro) con tipologia, sigla di attacco e produttore oltr
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Appunti di Costruzioni Ferroviarie e Aeroportuali
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