Estratto del documento

Dritto privato

Dignità, libertà, autonomia, salute, identità: definizioni

Riflessione sui concetti chiave e analisi della loro valenza giuridica.

Inizio vita e acquisto capacità giuridica

Definizioni e norme di riferimento.

La capacità di agire e gli istituti a tutela delle persone fragili

Analisi della capacità di agire e dell'amministrazione di sostegno.

L'amministrazione di sostegno

Descrizione e funzione dell'amministrazione di sostegno.

Interruzione volontaria della gravidanza, procreazione medicalmente assistita e gestazione per altri

Analisi delle normative e delle implicazioni etiche.

Autodeterminazione terapeutica e consenso informato

Importanza dell'autodeterminazione terapeutica e del consenso informato per il paziente.

Profili di responsabilità

Diligenza del medico, pretese del paziente e trattamenti non validi.

Emergenza pandemica

Accesso alle cure e vaccinazioni.

Transessualismo, intersessualità, trattamenti di conversione

Esame delle tematiche relative a transessualismo, intersessualità e trattamenti di conversione.

Il rifiuto delle cure

Analisi delle implicazioni giuridiche del rifiuto delle cure.

L'interruzione delle terapie di sostegno vitale su paziente minore d'età

Norme e implicazioni dell'interruzione delle terapie di sostegno vitale su paziente minore d'età.

Fine vita, accanimento terapeutico, suicidio assistito

Discussione sulle problematiche legate al fine vita.

Inizio vita e capacità giuridica

Dignità

Definizione della classe: rispetto per sé, per i propri valori, per gli altri e per i loro valori, accesso ai mezzi e ai servizi, vita adeguata, no povertà, soddisfacimento bisogni, trattamento in quanto esseri umani. Dopo la Seconda guerra mondiale si è iniziato a riflettere sul concetto di dignità e sui diritti che derivano da questo concetto etico.

Articolo 1 Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Parole chiave: essere umano, nascita. Nasce un uomo con diritti. C’è la persona e c’è una dignità che è inviolabile.

  • La dignità dell’uomo è intangibile e dovere di ogni potere statale rispettarla e proteggerla – articolo 1 della Legge fondamentale tedesca – 1949
  • La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata – articolo 1 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (ora seconda parte del Trattato costituzionale) o Carta di Nizza – 2000

Articolo 3 della costituzione della repubblica italiana

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Libertà

Articolo 13 costituzione: La libertà personale è inviolabile. La tutela della libertà personale è rappresentata come protezione contro ogni forma di costrizione o limitazione fisica compiuta senza l’intervento dell’autorità e senza una previsione di legge.

La declinazione del principio di libertà:

  • Libertà da: qualcuno, qualcosa. Da restrizioni senza la garanzia della legge.
  • Libertà di: essere, fare (circolazione, espressione, pensiero), economica, di associazione, di scegliere (di essere se stessi. Capacità?)

L’art. 5 c.c. (codice civile) si occupa degli atti di disposizione del proprio corpo, vietandoli se determinanti una diminuzione permanente dell’integrità fisica o altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume, in un sistema coordinato con l’art. 2043 e le sanzioni penali per i delitti contro l’integrità della persona.

Possiamo scegliere proprio tutto? Di tagliarci i capelli, di ridurre il seno, di amputarci un braccio? Es. Angelina Jolie fa mastoplastica in quanto portatrice gene tumore al seno, per garantire la propria salute, prevenzione. Ma se avesse voluto amputarsi un braccio avrebbe potuto? Per ragioni sanitarie sì.

Autonomia

La libertà di scegliere significa autonomia. = io decido per me. Autonomia come autodeterminazione.

Articolo 2 – costituzione della repubblica italiana: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Il principio dell’autonomia privata consiste fondamentalmente nel potere di autodeterminazione del soggetto, cioè potere dello stesso di decidere della propria sfera giuridica.

Salute

Art. 32 costituzione della Repubblica italiana: La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. (concetto di rispetto e dignità)

Diritto alla salute

Ogni individuo ha diritto non solo all'assenza di malattie o infermità psico-fisiche ma ad uno stato di completo benessere fisico e mentale in cui il miglioramento della qualità di vita o un idoneo mantenimento della stessa richiede la tutela contro ogni elemento dannoso ambientale o indotto da terzi.

Quali conseguenze? L’intervento dello Stato deve avvenire in funzione della persona attraverso strutture sanitarie idoneamente organizzate. Solo per i trattamenti sanitari obbligatori previsti per le malattie infettive, mentali, ecc. si aggiunge all’interesse del singolo l’interesse della collettività all’incolumità.

Il paziente deve essere informato sulla sua malattia, sul trattamento sanitario proposto, sui rischi, sui costi e sulle possibilità alternative terapeutiche, potendo anche decidere di non sottoporsi ad alcun trattamento, purché a conoscenza delle relative conseguenze. Il diniego alle cure impedisce al medico di imporle coattivamente anche se necessarie alla sopravvivenza e solo la necessità di un intervento di urgenza, privo di consenso perché eseguito in stato di necessità, esonera il professionista da responsabilità.

Identità

Risponde alla domanda: "tu chi sei?"

Art. 2 Cost. garantisce anche il diritto all'identità personale, inteso come il diritto ad essere sé stesso con le acquisizioni di idee ed esperienze, con le convinzioni ideologiche, religiose, morali e sociali che differenziano, ed al tempo stesso qualificano, l'individuo in una formazione sociale. "Corte costituzionale nella sentenza n.13 del 3 febbraio 1994

La Corte ha utilizzato il concetto di identità personale per risalire non solo al diritto al nome identificativo della personalità dell'individuo ma anche alla sua ascendenza familiare, alle sue origini.

Protezione dati

Normativamente il valore dell'identità personale meritevole di tutela appare soltanto menzionato all'art. 1 della L. n. 675/1996 e all'art. 2 del D.lgs. n. 196/2003 in materia di protezione dei dati personali.

Inizio vita e acquisto capacità giuridica

Che cosa è la capacità giuridica?

La capacità giuridica è l’attitudine alla titolarità di diritti e di doveri giuridici, ovvero la sua capacità di essere soggetto di diritti e di obblighi. La nozione di capacità giuridica supera la concezione giusnaturalistica dell’esistenza di un diritto originario della persona, considera la titolarità dei diritti come una concessione dell’ordinamento, al ricorrere di una certa situazione di fatto.

Quando si acquista la capacità giuridica?

La capacità giuridica si acquista con la nascita, e costituisce un attributo ineliminabile della persona (art. 1 c.c.). La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita. Quella di agire, invece, dipende da determinate caratteristiche (approfondiremo più avanti).

Possiamo parlare di diritto a non nascere? No. Il momento della nascita, in cui si ottiene la capacità giuridica, è costituito dal distacco del feto dal corpo della madre, e dall’inizio della respirazione. Proprio perché la capacità giuridica si acquista con la nascita, è stata esclusa la configurabilità di un “diritto a non nascere”.

Dritto privato 2

“Elevare il nascituro a soggetto di diritto, dotato di capacità giuridica” va “contro il chiaro dettato dell'art. 1 cod. Civ.”. La tutela del nascituro, secondo il Supremo Collegio, non necessita di postularne la soggettività - che è una tecnica di imputazione di diritti ed obblighi - ma può avvenire considerandolo oggetto di tutela.

In relazione alla capacità giuridica del nascituro, l’art. 1 comma 2 del Codice Civile fissa due importanti principi:

  • I diritti del concepito devono essere previsti dalla legge, costituiscono norme eccezionali e come tali di stretta interpretazione (es.: la capacità di ereditare o di ricevere per donazione (artt. 462 e 784 c.c.), oppure il diritto del concepito ad essere destinatario di prestazioni previdenziali in caso di morte per infortunio sul lavoro del genitore (art. 85 DPR 1124/1965).
  • I diritti del nascituro sono subordinati all’evento della nascita.

Cosa comporta il possesso della capacità giuridica?

Il possesso della capacità giuridica rende la persona (fisica o giuridica) idonea alla titolarità di diritti ed all’assunzione di obblighi. Questa idoneità si declina in modo differente a seconda che il soggetto di diritto sia una persona fisica o una persona giuridica. Inoltre ogni persona fisica, dalla nascita (e quando la legge lo prevede, anche prima) diventa titolare dei diritti della personalità, definiti come diritti assoluti ed inalienabili (fra i quali ad esempio il diritto alla vita, al nome, all’onore, all’immagine).

Capacità giuridica e capacità d’agire: definizione

La capacità di agire o capacità legale, non va confusa con la capacità giuridica o capacità di diritto. La capacità legale infatti è l'idoneità della persona fisica a compiere atti giuridici, cioè a disporre dei propri diritti e ad assumere obblighi. Per il codice civile italiano la capacità di agire si acquista con il raggiungimento della maggiore età.

Capacità di agire e l’amministrazione di sostegno

Capacità di agire

La capacità d’agire (o capacità legale) è l’attitudine del soggetto a compiere atti giuridici finalizzati ad acquistare o ad esercitare i propri diritti e ad assumere obblighi. Per farlo sono necessari due presupposti, ovvero la capacità giuridica e la capacità naturale (la capacità di intendere e di volere). Non ha la capacità di intendere e di volere una persona con una disabilità intellettiva, un minore, una persona che abusa di alcool o droghe, ecc.

La capacità di agire si declina in:

  • Capacità sostanziale, intesa come capacità di alienare, disporre, obbligarsi, ecc.
  • Capacità processuale, che è l’idoneità del soggetto ad esercitare le azioni e ad essere convenuto in giudizio.

Capacità di agire o capacità legale, non va confusa con la capacità giuridica o capacità di diritto.

La capacità giuridica che si acquisisce con la nascita, non soffre attenuazioni, e viene riconosciuta in misura uguale a tutte le persone, mentre la capacità di agire può diminuire o essere totalmente perduta durante il corso della vita, nei casi di incapacità parziale o totale d’agire. Per il codice civile italiano la capacità di agire si acquista con il raggiungimento della maggiore età.

Quando si acquista la capacità di agire?

La capacità di agire si acquista al raggiungimento della maggiore età (art. 2 c.c.). In virtù della Legge 39/75 la soglia della maggiore età è stata abbassata dai precedenti 21 anni agli attuali 18 anni, età in cui si presume che il soggetto possieda la capacità all'autodeterminazione ed alla cura dei propri interessi.

Eccezioni:

  • La capacità di prestare il proprio lavoro al raggiungimento di un’età inferiore (art .2., comma 2, c.c.)
  • Il minore emancipato (art. 84 c.c.) → emancipazione concede al minore di sposarsi

Quando si perde la capacità di agire?

La perdita totale della capacità di agire avviene:

  • Con la morte del soggetto;
  • Con la sentenza di interdizione giudiziale che accerta l’infermità mentale del soggetto;
  • Nei casi di interdizione legale, che costituisce una sanzione accessoria prevista dall’art. 32 c.p. e comminata con l’ergastolo o con la condanna per un delitto non colposo punito con pena non inferiore a 5 anni.

Esistono situazioni nelle quali essa viene limitata. Sono questi i casi di:

  • Inabilitazione
  • Amministrazione di sostegno

Cosa comporta il possesso della capacità d’agire?

Il possesso della capacità d’agire consente al soggetto di disporre dei propri diritti, ad esempio vendendo beni del proprio patrimonio, o stipulando contratti con i quali assume obbligazioni.

Chi sono i soggetti totalmente incapaci di agire?

Sono totalmente incapaci di agire gli interdetti, sia per causa di infermità mentale, che a causa di interdizione legale. Sono incapaci di agire i minori, salvi i casi di emancipazione per matrimonio al compimento dei 16 anni o di capacità di prestare di proprio lavoro al raggiungimento dei 14 anni di età.

Incapacità di agire totale

La sentenza di interdizione giudiziale accerta l’infermità mentale del soggetto, e quindi la sua inidoneità a provvedere ai propri interessi; l’interdetto è equiparato alla condizione del minore d’età.

L’interdizione legale

Costituisce una sanzione accessoria prevista dall’art. 32 c.p. e viene comminata per un delitto non colposo punito con pena non inferiore a 5 anni.

Incapacità di agire parziale

Inabilitazione

Disposta con sentenza, quando viene accertata un’infermità (o altra causa indicata nell’art. 415 c.c) che non elimina del tutto, ma riduce comunque grandemente l’idoneità del soggetto a provvedere ai propri interessi. Esempi: prodigalità, abuso abituale di bevande alcoliche o di stupefacenti che espongono sé o la loro famiglia a gravi pregiudizi economici, sordità, cecità dalla nascita o dalla prima infanzia, in assenza di un’educazione sufficiente. La condizione giuridica dell’inabilitato è equiparata a quella del minore emancipato.

Amministrazione di sostegno

L’amministratore di sostegno è una figura istituita per tutelare quelle persone che, a causa di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell'impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. La misura di protezione dell’amministrazione di sostegno è stata introdotta nel nostro ordinamento da legge 9 gennaio 2004, n. 6, che ha attuato una vera e propria rivoluzione giuridica e culturale nella tutela delle persone fragili, affiancando ai più rigidi istituti tradizionali (interdizione - tutor; inabilitazione - curatore) un nuovo strumento, più flessibile e quindi maggiormente adattabile alla specificità delle singole situazioni. La disciplina normativa del nuovo istituto è contenuta negli articoli 404 e ss. del codice civile (la legge di riferimento: L. 6/2004). L’art. 1 prevede, infatti, che “la presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana.”

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bagonghi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Franzoni Simona.
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