LINGUE E CULTURE DEL MEDITERRANEO
Università degli Studi dell’Insubria, Facoltà di Scienze della Comunicazione
Anno scolastico: 2022-2023
De Luis Veronica
INTRODUZIONE
La lingua scritta può essere intesa in due accezioni diverse: • lingua letteraria
• trascrizione della lingua fonica
DOMANDA: che cos’è la scrittura?
è un sistema grafico che serve per fissare il linguaggio verbale umano
↳
DOMANDA: che cos’è la pittografia?
è una pre-scrittura. È una forma di scrittura che non viene letta, il cui segno
↳
grafico rappresenta l’oggetto visto
DOMANDA: che cos’è la scrittura ideografica?
è un sistema di scrittura che non tiene conto dell’aspetto fonologico del
↳
linguaggio, ma fa uso di ideogrammi, fonogrammi e determinativi
Ideogramma=logogramma
DOMANDA: che cos’è la scrittura fonetica?
è un sistema di scrittura che trascrive i suoni della lingua parlata
↳ si distinguono due sottogruppi: • scritture alfabetiche
à • scritture sillabiche
La creazione di un sistema scrittorio può avvenire: • ex nihilo (dal nulla)
• per copia
di idea (geroglifici)
à di modello preesistente (lineare BàA)
à
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CAPITOLO 1: TIPI DI SCRITTURA
DOMANDA: che cos’è la scrittura?
è un sistema grafico che serve per fissare il linguaggio verbale umano, è una
↳
rappresentazione visiva delle espressioni linguistiche
Ci sono due tipi di scrittura:
• ideografica: scrittura in cui si usano fonogrammi, ideogrammi e determinativi
(sumero, cinese, giapponese, maya, geroglifico)
• fonografica: scrittura in cui si usano fonogrammi e come ausilio ideogrammi
- Sillabica: sistema di scrittura in cui i segni rappresentano sillabe per formare
parole
- Alfabetica consonantiche (fenicia)
à complete (nostra)
à
L’invenzione della scrittura: • rappresenta una rivoluzione delle civiltà e servì per fissare il flusso
del parlato
• ha portato enormi vantaggi socioeconomici e culturali
Siccome l’alfabeto occidentale è facile da apprendere, ci risulta molto complesso imparare alcuni tipi di
scrittura come i geroglifici
Esistono diversi tipi di scrittura: • decorativa
• iconica (maya, egiziana)
• non iconica (araba)
• geometrica (nostro alfabeto)
DIEGO DE LANDA contribuì alla distruzione del patrimonio culturale dei maya, ordinando di
à
bruciare un’enorme quantità di manoscritti maya. Solo pochi sopravvissero.
Anni dopo, De landa cercò di rimediare alla distruzione e raccolse notizie sulla storia e sulla civiltà maya.
(racconta del calendario maya e trascrive una sorta di alfabeto maya)
De Landa si accorse che la scrittura maya era: • molto complessa
• formata da centinaia do segni diversi
• conteneva molti segni-parola
Studi recenti hanno confermato la validità delle trascrizioni di De Landa, egli ha cercato di far calzare alla
scrittura maya il modello alfabetico 2
De Landa credeva di aver salvato la scrittura maya, invece ci fu un fraintendimento dovuto al fatto che una
persona colta del 16esimo secolo ha difficoltà ad apprendere il funzionamento di una scrittura diversa da
quella alfabetica
Nelle varie lingue possono esserci delle incoerenze, ovvero ad ogni segno possono corrispondere più suoni
e ad un suono possono corrispondere più segni
➾ rapporto tra lettere e suoni non è mai perfettamente biunivoco
Alfabeto fonetico internazionale (IPA): • usato dai linguisti per ovviare alle incongruenze
• sistema in cui ad ogni segno corrisponde una lettera
• alcune lettere sono completamente diverse
• indica l’esatta pronuncia delle parole
Concetto di scrittura ≠ concetto di lingua
lingua: entità che vive indipendentemente dalla scrittura
↳ scrittura: è una sorta di copertura della lingua che deve adattarsi bene
↳
I linguisti dovevano dunque creare un sistema di segni che lasciasse perdere la scrittura e si concentrasse
sulla lingua nella quale doveva esserci una corrispondenza biunivoca tra grafema e suono
Questo è l’alfabeto che utilizzano i linguisti per scrivere qualunque lingua come è effettivamente
pronunciata
questi segni sono dei grafemi artificiali che hanno precisa corrispondenza ad un suono
↳ (fonogrammi perfetti)
Ma non è corretto chiamarli tutti fonogrammi perché alcune lettere non esprimono un suono,
come la h in italiano, ma servono per distinguere alcune parole
• In Europa e America: il sistema di scrittura è l’alfabeto latino, adattato con diacritici (come l’
“h”) e segni speciali
• In Grecia: hanno preferito la preservazione dell’alfabeto greco
• In Russia e nel Nord America: vengono impiegate scritture di natura alfabetica (arabo,
cirillico, armeno)
Esistono due tradizioni scrittorie:
• Quella indiana
• Quella etiopica
Esse pur essendo basate su sillabari, sono quasi completamente fonetiche
➾ ad ogni segno corrisponde una sillaba
In entrambi i casi è necessario un sillabario “improprio”, in quanto i segni sono costituiti essenzialmente da
un elemento fisso (le consonanti) con leggere modificazioni per indicare le diverse vocali corrispondenti
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Inoltre ci sono scrittura completamente diverse dalla nostra: • geroglifici egiziani
• scrittura maya
Queste scritture sono ideografiche e non intuibili
DOMANDA: gli occidentali che imparano l’alfabeto che tipo di reazione hanno di fronte a sistemi di
scrittura ideografica?
reagiscono con molta difficoltà davanti a quello che questi sistemi rappresentano
↳
La scrittura può essere di due tipi:
• Iconica: ha dei segni nel quale è possibile riconoscere oggetti della realtà extra linguistica o
scrittoria
• Non iconica: scrittura come la nostra, nella quale i caratteri non rappresentano niente
SCRITTURA GEROGLIFICA
DOMANDA: che cos’è una scrittura geroglifica?
è iconica, in quanto costituita da disegni ed è una scrittura ricca di ideogrammi anche se
↳
molti testi sono costituiti da una trascrizione fonetica per cui ad ogni segno scritto
corrisponde ad uno o più suoni della lingua
La scrittura geroglifica egiziana, ad un certo punto, non veniva più utilizzata. Dopo molti secoli, gli studiosi
vedono obelischi pieni di scritture e di conseguenza durante il rinascimento torna l’interesse per questa
scrittura e cercano di decifrarla.
I Greci ritenevano che i geroglifici fossero una scrittura sacra e che ogni segno identificasse una parola
Veniva fatta girare la voce secondo cui i geroglifici erano utilizzati per finalità magiche e sacre, ma in realtà i
geroglifici venivano utilizzati per scrivere qualunque cosa
Ancora in età classica alcuni scrittori greci e romani posero dei cenni ai geroglifici nelle loro opere,
rappresentati parole o concetti
Per la prima volta si introduce l’idea dell’esistenza del segno-parola (ideogramma)
La più tarda iscrizione geroglifica risale al 394 d.C.
La scrittura geroglifica scomparve perché viene identificata come la scrittura degli dèi politeisti. Siccome il
cristianesimo si stava diffondendo ormai ovunque, tutto ciò che era pagano veniva distrutto
Il cristianesimo ha avuto un impatto distruttivo con la religione e la cultura egiziana, geroglifici compresi
➾ si sostituì al geroglifico un alfabeto (la lingua copta, ultima fase della lingua dei geroglifici) con
cui verranno scritti i testi religiosi egiziani
L'unico trattato completo giuntoci sui geroglifici è “IEROGLUJIKÀ” di Orapollo
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Lo stesso Orapollo venne convinto a convertirsi al cristianesimo e con la scomparsa dei geroglifici scrive
questo trattato
Esso è in realtà una lista di segni che con il loro rispettivo significato come logogramma e con una
spiegazione del significato
I significati dei segni-parola che lui affianca sono corretti, ma presentano dei fraintendimenti ed è sbagliata
l’idea che il geroglifico egizio sia composto da un elenco di segni-parola
Nonostante ciò, sappiamo che Orapollo attinse sicuramente da fonti ben attendibili
Le informazioni giunteci da Orapollo risultano essere parziali, ma possiamo affermare che nella scrittura
egizia ci sono sia segni-parola che segni-suono
Alcuni segni addirittura sono fonogrammi, dunque indicano un suono e non una parola
Altri simboli invece indicavano sia una parola che una singola lettera. Talvolta era difficile trovare il simbolo
giusto per raffigurare una parola o un concetto, così si risolse questo problema grazie al sistema del rebus
↓
Sistema in cui vengono creati i fonogrammi
che si serve dell’omofonia
Nelle parole con suono simile gli egizi tenevano conto solo delle consonanti, poi pronunciandole
introducevano le vocali a seconda del significato.
Per trovare gli omofoni, gli egizi presero in considerazione l’utilizzo dello scheletro consonantico delle
parole
C'erano anche degli ideogrammi che servivano da aiuto all’interpretazione dei fonogrammi, che non
venivano pronunciati: I DETERMINATIVI
Orapollo non fu in grado di ricostruire i principi fonetici e ideografici della scrittura geroglifica.
La fatica di una simile ricostruzione fu fatta da Jean-François Champollion
La stessa errata communis opinio secondo cui ad ogni segno dovesse corrispondere una parola o un
concetto si trasmise nei secoli successivi e tra alcune persone è diffusa ancora oggi
Lo stesso testo di Orapollo rappresentò la conferma dell’idea che i geroglifici egiziani fossero una forma di
comunicazione filosofica o religiosa mediante simboli
ATHANASIUS KIRCHER si definì il decifratore dei geroglifici, ma in realtà traduceva frasi semplici con
à pensieri complessi
ABBATE BARTHELEMY aveva istituito che i cartigli potessero contenere nomi di re o di dèi
à
GEORG ZOЁGA idem di Barthelemy
à
Si superò l’erronea communis opinio solo quando si diffuse una tipologia di scrittura affine: il CINESE
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SYLVESTRE DE SACY rimase impressionato leggendo ciò che un suo allievo aveva scritto sul METODO
à F NQIÈ, secondo cui i lessicografi cinesi esprimono il preciso valore fonetico di
Â
caratteri insoliti o rari
Quando venne rinvenuta la famosa STELE DI ROSETTA, documento trascritto a distanza di anni e a
confronto con la scrittura cinese, Sacy applicò quanto conosceva del cinese.
➾ questo aprì definitivamente la strada per la lettura dei geroglifici
STELE DI ROSETTA : • stele in pietra con tre testi
• 250 a.C.
• 3 scritture, 2 lingue ( geroglifico, demotico [geroglifico corsivo], greco)
• la decifra Champollion
• non fu ritrovata da Napoleone
L’idea che i cartigli significassero fonetismo è sbagliata
Qualche anno dopo, THOMAS YOUNG, pubblicò le sue proposte di lettura dei nomi id Tolomeo e Berenice
Champollion ancora non aveva intuito che il suo “alfabeto” potesse essere applicato anche al di fuori della
sfera dei nomi
Di conseguenza: • Champollion inizia a considerare la scri
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