COM'È FATTA UNA CELLULA VEGETALE?
Le piante, ma tutti gli organismi viventi, possono essere studiati a più livelli: a livello ecosistemico, oppure a
livello di singolo di individuo, oppure di singolo tessuto, di singola cellula o di singolo organello.
Infatti la botanica raggruppa tutta una serie di scienze che studiano gli organismi vegetali con nomi differenti:
• che studia come le piante si relazionano tra di loro, con l’ambiente e con gli animali
Ecologia vegetale
• che studia come le diverse specie vegetali sono distribuite nei diversi continenti e regioni
Fitogeografia
• che si occupa di catalogare diversi organismi vegetali all'interno dei taxa
Botanica sistematica (gruppi)
• che studia i referti fossili di tipo botanico da cui poi si possono ricostruire parti della storia
Paleobotanica
Botanica sistematica e Paleobotanica lavorano a livello di individuo o di specie.
• studia quali sono i diversi tessuti che costituiscono i vari organi
Anatomia vegetale
• che studia come funziona la pianta, tutti i processi ecc..
Fisiologia vegetale
• che si occupa di quello che è la struttura delle singole cellule.
Citologia vegetale
Per studiare le cellule lo strumento più utilizzato è il microscopio. La cellula vegetale è al limite della visione ad
occhio nudo; ci stanno però alcune cellule vegetali grosse che quasi si possono vedere ad occhio nudo.
Le cellule animali sono più piccole e questo fa capire che la cellula, per la prima volta, è stata osservata nelle
piante e i primi citologi erano quasi tutti botanici. Quando vengono sviluppati i microscopi si può arrivare a
vedere alcuni organuli cellulari mentre invece non si possono andare a vedere strutture molecolari.
I primi citologi quindi erano tutti botanici poiché le cellule vegetali erano grandi ed erano più grandi da
osservare. Uno dei più grandi botanici scrisse un libro "The Cell in Development and
Edmund Beecher Wilson
Heredity” dove scrisse questa frase "gia da molto tempo è evidente che la chiave di ogni problema biologico alla
fine deve essere vista nella cellula"; quindi noi possiamo capire gran parte dei problemi che ha un essere
biologico andando a studiare la cellula, ciò è valido non solo nelle piante ma anche negli animali.
Come sappiamo tutti gli organismi viventi sono costituiti da cellule. Sia le alghe microscopiche che gli organismi
più grandi vegetali che si conoscono sono costituiti da cellule vegetali. Se gli organismi sono costituiti da una sola
cellula quella cellula ovviamente deve svolgere tutte le funzioni di quell’organismo, così come se gli organismi
sono pluricellulari ma sono Tallofite la maggior parte delle cellule
(quindi le cellule non si sono differenziate)
svolgono tutte le funzioni dell’organismo e quindi devono assorbire l’acqua, devono sintetizzare, devono
espellere sostanze che non servono, devono nutrirsi, respirare, riprodursi, ecc…
Invece negli organismi pluricellulari dove si ha un grado elevato di differenziamento le cellule si specializzano a
fare una o poche funzioni; più cellule specializzate si organizzano a formare dei tessuti. Questi tessuti sono delle
vere e proprio cooperative di cellule che svolgeranno una particolare funzione. Questi tessuti a loro volta si
organizzano a formare degli che hanno anche loro delle funzioni specializzate.
organi
Ovviamente l'organizzazione corretta di tutte queste parti è fondamentale per la vita
(cellule, tessuti, organi)
dell'organismo stesso. Certe volte insorgono delle mutazioni che, alterando alcune di queste interazioni tra
cellule, tessuti o organi, rendono quella pianta o totalmente incapace di vivere oppure possono creare dei
problemi molto seri alla sua sopravvivenza.
LA CELLULA VEGETALE
Le cellule sono state scoperte nel 1665 dal fisico . I fisici erano quelli che sapevano costruire lenti e
Robert Hooke
proprio con queste lenti iniziarono ad osservare delle cose della natura. Una delle prime cose che Hooke osservò
erano delle sottili sezioni di sughero che disegnò fedelmente. Vide che le sottili sezioni di sughero presentavano
tante piccole cellette e subito questa disposizione a celle fece ricordare a Robert le stanze dove i monaci
vivevano e allora decise di chiamare queste strutture . Quello che lui in realtà stava
cellule (in latino piccola stanza)
osservando erano le cellule del sughero ma il sughero è un tessuto che a maturità è morto. Quindi ciò che
Giorgia Arcadi
osservava erano cellule morte e di esse vedeva solo la parete esterna perché le cellule vegetali sono rivestite,
esternamente alla membrana, da una parete rigida che è l'unico compartimento cellulare che rimane dopo che
esse muoiono.
Successivamente anche altri studiosi iniziarono ad osservare con questi microscopi materiali di vario tipo. Nel
1673, per esempio, veniva invitato nelle corti e mostrava alle persone le cose che osservava
Antoni van Leeuwer
al microscopio; faceva vedere le cose più assurde come materiale vegetale, tartaro dei denti, iniziò ad osservare
anche il sangue e vide i globuli rossi, le acque stagnanti nelle quali vide che ci sono degli organismi che si
muovono, vede per la prima volta gli spermatozoi che considerava animaluncoli.
Un passo successivo fu fatto nel 1830 quando Theodor Schwann guardò la cartilagine degli animali e scoprì che
anche essa erano formata da cellette e iniziò a ipotizzare che le cellule sono gli elementi costitutivi fondamentali
di piante e animali. Contemporaneamente nel 1839 Matthias Schleiden arriva alle stesse conclusioni; inizia a
capire che queste cellule non erano una prerogativa del sughero ma anche degli organismi viventi.
Nel 1860 Rudolf Virchow afferma che le cellule sono le unità vitali degli esseri viventi aggiungendo anche che
ogni cellula deriva da un'altra cellula. Tutti questi studi di microscopia e le varie osservazioni effettuate
permettono di formulare la che ha 3 principi fondamentali:
teoria cellulare
Tutti i viventi sono formati da una o più cellule
o Le cellule sono le unità fondamentali di tutti gli organismi viventi
o Tutte le cellule derivano da altre cellule
o
PERCHÉ LE CELLULE SONO PICCOLE?
La prima ragione è che se la cellula aumenta notevolmente la sua superficie contemporaneamente aumenta il
suo volume interno. In poche parole l'aumento della superficie non è proporzionale a quello del volume.
Il rapporto superficie/volume è importante perché permette di capire quanto una cellula può scambiare con
l'ambiente esterno. Se la cellula ha un ridotto rapporto superficie/volume, quindi ha un enorme volume interno
ma ha poca possibilità di scambiare con l'ambiente esterno e ciò lo deve fare per assorbire nutrienti ma deve
anche espellere quelle sostanze tossiche che produce. Quindi un aumento di superficie determina una maggiore
possibilità di scambi con l’esterno, mentre un maggiore volume corrisponde ad un aumento di necessità della
cellula. Via via che la cellula diventa grande non riesce più a scambiare sufficientemente con l’ambiente esterno.
Infatti gli organismi unicellulari molto grossi hanno risolto il problema andando a diventare molto piatti in modo
da minimizzare il volume a favore della superficie di scambio. Una cellula molto grande non riuscirebbe a
scambiare efficientemente con l’ambiente esterno e non riuscirebbe neanche a regolare la propria omeostasi.
Quindi una cellula molto grande morirebbe perché non può smaltire i rifiuti e non può nutrirsi. Per risolvere
questo problema alcune membrane iniziano a ripiegarsi su se stesse formando ad esempio delle creste .
(cr. mito.)
Ci sono cellule con morfologie molto differenti tra loro. Per esempio la famosa alga killer “ ” è
Caulerpa taxifolia
costituita da un’unica cellula plurinucleata ma sviluppa un’enorme superficie. Le dimensioni della cellula non
hanno niente a che vedere con le dimensioni dell'individuo; ciò che cambia tra un organismo grande e uno
piccolo è il numero delle cellule.
Le cellule possono essere distinte in cellule:
• Procariote (pro carion) significa prima del nucleo. Le cellule procarioti mancano sia del
Procarioti à
nucleo che di tutti i sistemi di endomembrane interni, quindi non hanno organelli, hanno solo la
membrana plasmatica, possono avere la parete di tipo batterico, grampositiva e gramnegativa.
• Eucariote (eu carion) significa vero nucleo. Le cellule eucariote hanno invece il nucleo, un
Eucarioti à
sistema di membrane interne sviluppato che delimita molto spesso degli organelli cellulari
funzionalmente specializzati.
Giorgia Arcadi
CELLULA PROCARIOTA Una tipica cellula procariota è per esempio il
. Esso può avere delle strutture di
Batterio
movimento come flagelli e ciglia, presenta
una membrana plasmatica e presenta una
parete molto diversa da quella delle piante
perché è di tipo batterico. Queste cellule
possono essere avvolte da capsule di varia
natura e
(molto spesso mucillagenosa)
all'interno presentano il materiale genetico
libero, quindi non racchiuso nel nucleo ma
disperso nel citoplasma. Nel citoplasma si
trovano i ribosomi, importanti per la sintesi
proteica, e poi si possono avere dei pili con
funzione di movimento oppure dei pili
specializzati.
Tipiche cellule procariote vegetali sono i
Cianobatteri che sono le uniche cellule
procariote studiate in botanica. Oltre a questi ci sono anche gli Archeobatteri ed Eubatteri e tutti questi
organismi procarioti fanno parte del Regno delle Monere. Si tratta di singole cellule delimitate da
membrana plasmatica che può presentare delle invaginazioni per aumentare la superficie di scambio, sono prive
di qualsiasi altro organulo, fatta eccezione dei ribosomi perché devono fare la sintesi proteica. Sono di piccole
dimensioni tanto che sono al limite della visione al microscopio ottico. Svolgono una serie di funzioni cellulari
che sono effettuate da una serie di complessi enzimatici molto simili a quelli delle cellule eucariotiche ma che
invece di essere compartimentalizzati nei diversi organelli si trovano nel citosol oppure sulla membrana
plasmatica. Il materiale genetico molto spesso è costituito da DNA circolare e non è
(in alcuni casi lineare)
racchiuso nel nucleo ma molto spesso è condensato in una regione del citoplasma detta nucleoide.
I Cianobatteri sono procarioti autotrofi azotofissatori cioè rendono disponibile l'azoto presente nell'atmosfera
per le piante. Presentano una membrana plasmatica che forma delle invaginazioni che si dispongono in modo
concentrico nella cellula e formano le cosiddette tiracoidali. Immerse nelle membrane tiracoidali ci
membrane
sta la clorofilla a (presente in tutti gli organismi fotosintetizzanti) insieme ad altri pigmenti che sono ficobiline
(ficocianina) e tutti questi pigmenti sono formati a formare i .
ficobilisomi (strutture che permettono la fotosintesi)
Presentano una parete di tipo batterico gramnegativo, quindi hanno una parete interna ed una esterna, e queste
2 membrane contengono in mezzo uno strato di peptidoglicano.
Altra differenza è che come sostanza di riserva accumulano glicogeno e non amido; il glicogeno è un polimero
sempre formato da glucosio che è il tipico polimero di riserva che si trova nei muscoli dell'uomo, dei mammiferi.
Sono organismi coloniali cioè formano colonie molto spesso filamentose e al loro interno possono esserci delle
cellule che si specializzano. Per esempio ci sono l’eterocisti e gli che sono specializzati nella fissazione
acineti
dell'azoto o che funzionano da strutture di resistenza, cioè formano una parete molto più spessa e possono
rimanere in quiescenza quando le condizioni ambientali non permettono a queste cellule di vivere.
Riprenderanno poi a vivere nel momento in cui le condizioni ambientali ritornano ottimali.
Giorgia Arcadi
CELLULA EUCARIOTA
Le cellule eucariotiche si trovano in tutti gli
altri organismi che non fanno parte del Regno
delle Monere quindi Protisti, Protozoi, le
piante superiori, i Funghi, le Briofite, ecc….
Nelle piante queste cellule possono avere
delle dimensioni molto grandi. La principale
differenza, dalle cellule procariote, è che
presentano il nucleo al cui interno è racchiuso
il materiale genetico. Il nucleo presenta una
doppia membrana, una interna ed una
esterna in comunicazione fra di loro
attraverso i pori nucleari. Forma un organulo
che è in continuità con il RE attraverso le
costrizioni. Oltre al nucleo queste cellule
presentano diversi organelli: lisosomi, RE, mitocondri, l’apparato di Golgi, centrioli, ecc e tutti questi organelli
sono immersi nel citoplasma e ognuno svolge una funzione specializzata. Non necessariamente tutte le cellule
devono presentare tutti gli organelli; alcune mancano del nucleo altri presentano più nuclei, altre hanno delle
strutture che permettono la mobilità.
EUCARIOTI: CELLULA VEGETALE Nella cellula vegetale ci sono alcuni
compartimenti e organelli in più: c'è sempre il
nucleo, RE sia liscio che rugoso, i mitocondri,
l'apparato del Golgi. Però oltre a questi organelli
comuni alle cellule animali ci stanno alcuni
organelli peculiari: i che possono essere
plastidi
in numerosi, i e poi un compartimento
vacuoli
esterno che è la cellulare. Poi ci sono
parete
anche altri organelli peculiari della cellula
vegetale che sono i che in alcune
perossisomi
cellule sono detti gliossisomi.
Altra caratteristica è che la parete si
estende intorno alla membrana plasmatica e la
contiene. Le pareti di 2 cellule adiacenti sono a
contatto fra di loro e sono unite da delle
perforazioni nella parete rivestite di membrana,
quindi dei ponti citoplasmatici, detti
plasmodesmi. Grazie alla presenza di questi ponti
tutti i citoplasmi delle cellule vegetali sono
interconessi fra di loro nello stesso individuo e questa unione dei citoplasmi è detta simplasto. Il simplasto fa da
contorno ad un altro spazio esterno alle cellule (cioè quello costituito da tutte le pareti e da tutti gli spazi tra una cellula
che è detto .
apoplasto
e l’altra) (spazio esterno a tutte le cellule di un individuo)
Giorgia Arcadi
Le diverse cellule sono delimitate da una membrana plasmatica, lipidica e semipermeabile, detta anche
che essendo semipermeabile costituisce una barriera alla diffusione di tante sostanze solubili in
plasmalemma
acqua. Quindi i diversi soluti per poter entrare nel simplasto devono attraversare la membrana plasmatica che
fungerà da barriera e permetterà di decidere ciò che deve entrare da ciò che non deve entrare.
Anche gli organelli interni sono delimitati da una o più membrane che però sono differenti da quella plasmatica
poichè si sono specializzate a svolgere particolari funzioni. Non solo, anche nello stesso organello quando sono
presenti 2 diverse membrane, molto spesso, sono differenti funzionalmente. Per esempio la membrana esterna
dei mitocondri è molto più permeabile di quella interna che si organizza a formare le creste mitocondriali e su
queste creste ci sono le catene di trasporto elettronico.
Tutti questi organelli sono immersi nel citoplasma e il citoplasma è formato da una sostanza gelatinosa, più o
meno liquida, che supporta tutti gli organelli detta citosol.
SCHEMA RIASSUNTIVO ORGANELLI CELLULE ANIMALI, VEGETALI E PROCARIOTI
Struttura Procarioti Piante Animali
Nucleo - + +
Membrana nucleare - + +
Nucleolo - + +
Nucleoide + - -
Reticolo endoplasmico - + +
Ribosomi + + +
Membrana plasmatica + + +
Citoscheletro - + +
Mitocondri - + +
Microcorpi - + +
Apparato di Golgi - + +
Plastidi - + -
Vacuolo - + -
Tonoplasto - + -
Parete cellulare + + -
Differenza importante tra cellula animale e vegetale è che nella cellula animale sono presenti i centrioli mentre
nella vegetale no. Ciò è importante perché i centrioli servono per l’organizzazione del fuso mitotico. Il fuso
mitotico, nelle cellule vegetali, si organizzerà da altri centri di organizzazione microtubulare che si troveranno
sulla membrana nucleare.
Giorgia Arcadi CICLO CELLULARE CELLULE VEGETALI
Le cellule vegetali vanno incontro ad un processo di e considerato che sono in grado di dividersi sono
citodieresi
delle cellule embrionali. Vuol dire che le cellule adulte nel momento in cui si sono differenziate in un tessuto
adulto non sono, di solito, più in grado di dividersi. Nelle cellule vegetali, però, anche le cellule adulte possono
riacquisire la capacità di dividersi. In generale le cellule che si dividono sono embrionali cioè sono cellule giovanili
indifferenziate che costituiscono un tessuto detto meristematico. Queste cellule andranno incontro ad un
accrescimento embrionale, poichè nel momento in cui la cellula madre si divide in 2 cellule figlie è ovvio che le
cellule figlie sono più piccole della madre. Quindi queste cellule figlie vanno ad accrescersi per riacquisire le
dimensioni della cellula madre. Una volta raggiunte queste dimensioni potranno tornare a dividersi rimanendo
sempre cellule meristematiche.
Il ciclo cellulare è costituito da più fasi:
• dove le cellule dopo la divisione vanno incontro all’accrescimento embrionale e quindi
Fase G à
1
sintetizzano materiali, in particolare nuove membrane, citosol. Questa fase è quella che riporterà al
ripristino delle dimensioni delle 2 cellule figlie fino a diventare di dimensioni normali. Una volta
raggiunte le dimensioni normali inizia la preparazione alla nuova divisione; quindi si ha la fase S.
• in cui si ha la duplicazione del materiale genetico.
Fase S à
• in cui la cellula si prepara alla fase vera e propria di mitosi.
Fase G à
2
• cioè
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.