I cinque sensi
Sono i nostri sensi quelli che interagiscono con i prodotti alimentari. Non è possibile
parlare delle caratteristiche sensoriali parlando solo dell’alimento o solo dei sensi,
ma proprio la loro interazione generano quelle che sono le caratteristiche sensoriali,
cioè le caratteristiche fisiche e chimiche del prodotto vengono percepite dall’essere
umano e diventano quelle che chiamiamo caratteristiche sensoriali. Prima si
utilizzava un linguaggio un po' arcaico, parlando di caratteristiche organolettiche
(cioè lette con gli organi), ma è molto più corretto parlare di caratteristiche
sensoriali perché vengono lette e misurate con i sensi più che con gli organi.
Un’analista sensoriale deve avere, per poter operare al meglio in quest’area
tematica, dei cenni di fisiologia, deve avere delle conoscenze sulle diverse
interazioni tra gli stimoli sensoriali (ad esempio gusto e olfatto tra loro interagiscono
perché le caratteristiche gustative influenzano quelle olfattive e viceversa), deve
conoscere i meccanismi di percezione (che servono per costruire al meglio i test
sensoriali), e poi soprattutto deve essere consapevole che tra i soggetti esistono
delle differenze individuali (non tutti hanno la stessa sensibilità sensoriale ai diversi
stimoli sensoriali), e questo è molto importante perché nell’analisi sensoriale per
costruire un panel bisogna cercare persone che siano particolarmente sensibili, e
che abbiano più o meno la stessa sensibilità sensoriale; viceversa se si vuole
condurre uno studio sul consumatore non si può prescindere da queste differenze
che esistono tra i soggetti perché per avere conoscenza del pubblico a cui il prodotto
è rivolto bisogna sapere che esistono soggetti che hanno una sensibilità più alta e
soggetti che hanno una sensibilità più bassa.
Tutti e 5 i sensi sono coinvolti nella percezione sensoriale; VISTA, OLFATTO e GUSTO
ricoprono un ruolo fondamentale.
In realtà anche il tatto è molto importante, anche perché i recettori tattili non sono
presenti solo sulle mani e sulla pelle, ma anche nel tratto orale, e quindi si parla di
oral texture. Anche l’udito ricopre un ruolo, anche se marginale, ma comunque
completa la percezione ad esempio di molte caratteristiche di texture (la
croccantezza di un frutto oltre ad essere misurata tra gli incisivi addentandolo, il
completamento della percezione avviene attraverso l’udito), per questo motivo
sono stati pubblicati degli studi che hanno messo in evidenza come viene distorta la
percezione della croccantezza se ai soggetti che mangiano il prodotto non viene
permesso di apprezzare il rumore emesso con delle cuffie. Dunque, è molto
importante conoscere a fondo la fisiologia, e i meccanismi che regolano il tempo di
reazione agli stimoli.
Uno stimolo è qualsiasi attivatore chimico o fisico in grado di causare una risposta in
un recettore.
Ogni stimolo sensoriale produce nell’uomo delle sensazioni che poi si trasformano in
percezioni a livello corticale.
La sensazione che si prova dopo che il recettore interagisce con lo stimolo è la
sensazione che si percepisce quando il cervello prende coscienza di questo stimolo;
quindi, quello che avviene a livello neurologico, che non sempre può essere spiegato
e che è molto individuale (ad esempio per quanto riguarda gli odori la memoria e la
familiarità influenzano molto quello che percepisce un soggetto rispetto ad un
altro).
Esistono 2 diverse tipologie di recettori nell’uomo:
• Esterocettori: variazioni nell’ambiente esterno recettori cutanei, recettori
gustativi, olfattivi, visivi, uditivi, cioè quelli che si utilizzano quando si
percepisce un prodotto alimentare;
• Introcettori: variazioni all’interno dell’organismo come i recettori di
stiramento, chemocettori, barocettori, recettori del labirinto, osmocettori,
meccanocettori
Lo stimolo per produrre una sensazione deve superare un certo livello energetico
che definisce la Sensibilità del recettore.
Non tutte le persone hanno la stessa sensibilità. Esistono delle soglie di percezione
medie che accomunano un po' tutta la popolazione, però in linea generale esistono
delle differenze più o meno significative tra i soggetti.
Il livello energetico è chiamato anche SOGLIA ASSOLUTA DI PERCEZIONE (SP), che è
la quantità minima di energia necessaria per suscitare una sensazione. Viene
misurata a seconda dello stimolo che si va a prendere in considerazione in diverso
modo (ad esempio se si considera come misura sensoriale gustativa il gusto dolce, la
soglia assoluta di percezione sarà quella concentrazione di saccarosio nel prodotto
che fa percepire quel prodotto come dolce).
Negli anni sono state definite delle soglie assolute per i cinque sensi, in particolare
nel 1962:
Senso Soglia assoluta
Visione La fiamma di una candela in una notte serena e illune a 45km
di distanza
Udito Il ticchettio di un orologio a 6m di distanza in un ambiente
quieto
Gusto Un cucchiaino di zucchero in 9L d’acqua
Olfatto Una goccia di profumo nel volume equivalente a sei grandi
stanze
Tatto L’ala di una mosca che cade sulla guancia dall’altezza di 1cm
Queste soglie naturalmente sono poco precise, ma ancora oggi è difficile definirle
però sono stati fatti dei passi avanti (per esempio per quanto riguarda il gusto sono
state definite le soglie assolute di percezione dei diversi gusti fondamentali, quindi
per il dolce, per il salato, per l’acido, per l’amaro, e vengono definiti come le
concentrazioni della sostanza responsabile dello stimolo che impartisce un
particolare gusto in una soluzione). Ad ogni modo è un qualcosa non facile da
misurare; infatti, molto spesso si riesce a misurare qualsiasi cosa utilizzando dei
riferimenti.
La soglia differenziale (più semplice da valutare) è la differenza minima di intensità
che uno stimolo deve avere da un altro affinché vengano percepiti come diversi. È
definita come la differenza fisica che viene percepita il 50% delle volte e prende
anche il nome di JND. JND= Just Noticeable Difference
Fin dai primi studi fu chiaro che i nostri recettori hanno una JND più bassa alle basse
intensità e più alta alle alte intensità.
Parlando del gusto dolce, la soglia differenziale è la minima differenza tra due
concentrazioni che l’essere umano è in grado di percepire e che impartiscono
dolcezze differenti. Anche questo è un valore relativo, perché è stato dimostrato che
i recettori umani hanno una JND più bassa a basse intensità e più alta ad alte
intensità (se ad esempio si pensa alla pesantezza o al rumore, è più facile percepire
differenze a bassi livelli di db rispetto ad altri, invece il rumore di un ufficio poco
affollato e quello di un’aspirapolvere sono molto diversi pure avendo la stessa
differenza di rumorosità tra il rumore di un martello pneumatico e il volume alto
della musica in una discoteca. Oppure se si immagina di avere un bicchiere di
plastica vuoto e un bicchiere di plastica con all’interno una monetina, se vengono
pesati si riescono a vedere le differenze tra i due bicchieri; se invece si riempie un
bicchiere di plastica con 10 monetine e un altro con 11 monetine si riesce di meno a
vedere le differenze). Quindi per piccole variazioni di intensità si vedono differenze,
man mano che si arriva a più alte intensità è più difficile vedere le differenze tra lo
stesso stimolo a diverse concentrazioni.
La legge di Fechner Mettendo su un grafico, sull’asse
delle x l’intensità dello stimolo (che si
misura in unità che dipende dal tipo
di stimolo) e sull’asse delle y il
numero di JND, si ha un’equazione
logaritmica:
legge di Fechner-> R = klogC
dove C è l’intensità assoluta dello
stimolo, ∆C è la differenza tra le
diverse intensità assolute di uno
stimolo che è necessaria per ottenere
1JND, k è una costante che
solitamente va da 0 a 1, cioè dipende dal tipo di stimolo e da quello che si sta
misurando.
La legge di Stevens Successivamente è stata ideata una legge
n
più ampia, la legge di Stevens -> R = kC
che lega la percezione dell’intensità ad
una legge esponenziale. In questo caso n
può avere dei valori che possono essere
minori, uguali o maggiori a 1.
Nel caso in cui n < 1 si ha una variazione
logaritmica; quindi, per variazioni a piccole
intensità si hanno differenze percepite più
facilmente (questo è quello che succede
quando si valutano gli odori, il flavour, e i
gusti). Nel caso in cui n = 1 la relazione
diventa lineare (ad esempio è la
percezione di una distanza che l’occhio
vede in maniera più o meno lineare).
Nel caso in cui n > 1 il sistema sensoriale sente molto più amplificate le differenze di
intensità (ad esempio è il caso dell’elettroshock).
k è una costante che dipende dalle unità in cui scegliamo di misurare R e C;
n è l'esponente della funzione di potenza, cioè è una misura del tasso di crescita
dell'intensità percepita in funzione dell'intensità dello stimolo.
La figura mostra le funzioni di potenza con:
k = 1
n = 0.5, 1.0, 1.5
La soglia di riconoscimento (SR) è la quantità minima di energia necessaria per
suscitare una sensazione ben definita e riconosciuta.
Quindi la soglia di percezione e di riconoscimento sono diverse da questo punto di
vista. (Se si pensa ad un gusto e si immagina di misurare le soglia di percezione dei
soggetti utilizzando delle soluzioni modello può succedere che ad esempio
inserendo il saccarosio ad una certa concentrazione si avrà che i soggetti
percepiscono che stanno assaggiando qualcosa che non è solo acqua ma non sanno
esattamente che gusto abbia, viceversa se si aggiunge una concentrazione più alta di
saccarosio i soggetti possono riconoscere quel qualcosa di diverso e percepire che si
tratta del gusto dolce). Quindi con la soglia di percezione si percepisce che c’è uno
stimolo che interagisce con il recettore ma non si è in grado di definire esattamente
di che sensazione si tratta. La soglia di riconoscimento, invece, è quella quantità di
energia di stimolo tale da definire una sensazione ben precisa e riconosciuta.
La determinazione di SP e SR dipende da diversi fattori:
• Purezza dello stimolo → come si prepara il prodotto da far valutare i soggetti
influenza la determinazione, perché ad esempio se si vuole valutare il gusto
acido si usa l’acido citrico, esistono dei composti che si utilizzano in
laboratorio per farli testare agli assaggiatori, che possono avere un certo
livello di purezza; è chiaro che più è puro un prodotto meno ne serve per
arrivare alla concentrazione tale da generare una percezione e la soglia di
riconoscimento;
• Stato fisiologico → è influente perché quando si effettuano dei test sensoriali i
soggetti devono essere sani, non dovrebbero avere nessun problema di
natura infiammatoria in corso;
• Grado di concentrazione del soggetto;
• Stato motivazionale;
• Etc.
Modalità e recettori sensoriali
MISURA TIPO DI STIMOLO R
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soluzioni unità cinque
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Cinque idee di educazione
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I cinque regni
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Schemi Fisica - Quinta parte su cinque