Metodologie analitiche in enologia
primo power point 1
Chimica analitica, disciplina che applica dei metodi e strategie per ottenere
informazione sulla natura e la composizione della materia e sulle variazioni che
avvengono nello spazio e nel tempo
Metodi analitici quantitativi
-gravimetrici
-volumetrici
-elettroanalitici
-spettroscopici
-cromatografici
Caratterizzazione di un Metodo Analitico
Accuratezza
➢ Precisione (ripetibilita’, riproducibilita’) Sensibilita’
➢ ➢
Detection Limit (limite di rivelabilita’) Limite di Quantificazione
➢ ➢
Range di risposta (dinamica, lineare)
➢ Selettivita’
➢ Robustezza
➢ Riferibilita’
➢
M= n\V dove n di moli e V volume
→numero →
N=eq\V dove la normalità è il doppio della molarità
Errori in chimica analitica
precisione e accuratezza
Un errore sistematico e casuale ci saranno sempre in ogni misura e ognuna è legata alle
due caratteristiche cioè l’errore sistematico legato all’accuratezza e l’altro a precisione.
Lo si commette inevitabilmente, è dato dal risultato sperimentale - il valore vero
il valore vero si ottiene tramite un certificato di analisi 1
Errori casuali : dovuti da irriproducibilità personale, strumentale e metodologiche (cioè
non posso rifare tutto uguale), non sono eliminabili come errori ma si possono ridurre al
minimo. Identificabili dalla dispersione attorno al valore medio (cioè se facciamo 10 volte
la stessa misura avrò dieci volte risultati diversi la dispersione intorno al valore medio ci
dice il valore medio), influenzano la precisione, quantificabili a seconda della deviazione
standard , non hanno un segno definito , vengono riportati con il segno (piùmeno).
Dovranno esserci dei valori superiori o inferiori al valore medio altrimenti non sarebbero
casuali.
Errore sistematico: l’errore o è dato da me, o è strumentale o può essere metodologico;
ma comunque si sbagli sempre allo stesso modo. Questo è un errore eliminabile almeno
in teoria perché comunque deve essere individuato, si sbaglia sempre nello stesso modo,
il parametro che ci dice che ci sono errori è la discordanza tra i 10 valori misurati che si
discosta dal valore vero , questo tipo di errore è quantificabile con la differenza tra valore
medio sperimentale e valore vero; ha un segno definito a differenza di quelli casuali, o
sono sempre positivi o sempre negativi , questo tipo di errore influenza l’accuratezza.
La precisione è data dalle riproducibilità se vengono fatte più volte e vengono fuori
diversi risultati si fa il valore medio e la deviazione standard
se si divide la deviazione standard per il valore medio diventa la deviazione standard
relativa
tutto ciò serve per la precisione 2
Rappresentazione dei risultati di analisi con diversa accuratezza e precisione .
Istogramma della riproducibilità serie di misure molto elevate; Questa serie di misure
andranno a distribuirsi in curve gaussiane cioè una distribuzione normale , il punto più
alto delle curve coincide con il valore medio delle misure, la larghezza delle curve ci da
un’idea della differenza tra i dati e la deviazione standard.
Per esempio nella curva due la deviazione è molto più dispersa e la deviazione è più
ampia
DISTRIBUZIONE GAUSSIANA
Accuratezza : si confrontano i valori medi delle due gaussiane e la
differenza tra le due è la misura diretta dell’accuratezza (se si
opera nel modo giusto le due si sovrappongono).
Il risultato di un’analisi chimica e un’informazione costituita da
un numero, un'incertezza e un’unità di misura. 3
Diagramma di calibrazione:
1) Il bianco analitico, o semplicemente
per realizzarlo si va ad analizzare il bianco (
bianco, è un termine della chimica analitica che definisce una miscela in tutto e per
tutto uguale al campione da analizzare ma priva degli analiti di interesse)
2) si sceglie lo standard in modo che la concentrazione cada nell’intervallo delle
concentrazioni degli standard utilizzati
3) riportare sulla scala y per trovare la retta migliore la procedura è la regressione lineare
attraverso il metodo dei minimi quadrati, per poter conoscere l’errore bisogna sapere gli
errori associati alla pendenza e l'intercetta della retta. 4
La retta così determinata servirà per stimare la concentrazione dell’analita nel campione
in esame tramite interpolazione. Pertanto per poter valutare l'incertezza correlata a tale
concentrazione è necessario conoscere gli errori associati alla pendenza e alla intercetta
della retta.
Standard aggiunti esterni
esterni vengono analizzati separatamente dal campione
che cos’è una curva di calibrazione? retta di taratura
prima domanda da fare è se il diagramma è descrivibile tramite una retta o una curva si
preferisce la retta , si calcola una retta che descriva la concentrazione analita (asse x) e
il segnale (asse y) si preparano poi una serie di concentrazioni note e doppo di che si
analizzano se il metodo funziona all’aumentare della concentrazione il segnale è
crescente , si ottengono quindi i punti si deve trovare la relazione che descrive la
relazione tra concentrazione e segnale tramite il metodo dei minimi quadrati , l'obiettivo
è trovare una retta che passi vicino ai punti trovati i residui sono le distanze tra i punti e
la retta che disegno il software ci dirà che la retta migliore è una e ci restituisce anche
l’equazione e quindi utilizzando le 4 concentrazioni otterremo una retta con una certa
pendenza dopo o prima una certa concentrazione non è il caso di andare a vedere i
numeri.
dopo di che se voglio analizzare un campione incognito dal segnale ottengo la
concentrazione 5
Standard aggiunti :sono divisi in due categorie che sono entrambi formati standard
interno e aggiunta standard. (mettere all’interno del nostro campione un campione che
funziona da standard)
lo standard interno →
Deve essere sufficientemente diverso dall’analita, in modo da poter essere
● determinato, nel medesimo esperimento, senza interferire nella misura
dell’analita.
Deve avere però un comportamento analogo o comunque simile all’analita
●
Quello che si fa si utilizza una curva di calibrazione su soluzione a contenuto noto di
analita a cui viene aggiunta la stessa quantità di standard interno. Si costruisce il grafico
riportando in ascissa la concentrazione di analita e in ordinata il rapporto tra il segnale
misurato per l’analita rispetto a quello dello standard interno.
Dal rapporto il segnale standard dell’analita / segnale standard interno, si determina la
concentrazione della specie in esame.
metodo che si utilizza soprattutto in cromatografia
metodo dello standard interno
Si introduce nel campione una quantità nota di un composto diverso da quelli che
vogliamo determinare.
Si usa quando la quantità iniettata nello strumento è difficilmente riproducibile (GC) o
per controllare il recupero di un analita se ci sono possibilità di perdita durante le fasi di
preparazione del campione.
Caratteristiche Standard interno :
deve essere disponibile come sostanza
●
pura perche senno si inquina il campione
non deve essere presente nel campione
● deve dare un segnale distinguibile da
●
quello dell’analita
deve essere presente ad un livello di
●
concentrazione paragonabile a quello
dell’analita. 6
es i gas-cromatografia
prima aliquota si analizza tale e quale da un certo segnale sulle aliquote si aggiunge una
certa quantità di analita per esempio rame eseguo il metodo dei singoli quadrati la retta
non punta più sull’origine degli assi si prolunga la retta fino ad intersecare l’asse delle x
vantaggi
permette di fare analisi quantitativa anche in matrici complesse
può essere applicato in tutte le tecniche analitiche strumentali
svantaggi
è sempre necessaria una curva di taratura
metodo per estrapolazione cioè il prolungamento della retta a differenza degli standard
esterni dove non si prendono dati sotto e sopra, meno preciso rispetto al metodo di
interpolazione della retta di calibrazione; in pratica le differenze nella precisione sul
risultato finale non sono così significative.
serve un volume di campione maggiore rispetto alla quantità che si utilizza con la retta di
calibrazione
se misuro diversi campioni 5 di vino per esempio? se i campioni si comportano allo
stesso modo serve la retta di calibrazione avrò sempre la stessa pendenza cio vuol dire
che i campioni si comportano tutti allo stesso modo . 7
range dinamico e lineare di calibrazione
range: intervallo di concentrazione esplorato nel corso delle misurazioni
dinamico intervallo di concentrazione all’interno del quale il segnale varia con la
→
concentrazione: i limiti inferiore e superiore del range dinamico corrispondono,
rispettivamente, al limite di rivelabilità ed alla più alta concentrazione alla quale un
incremento di concentrazione produce ancora un incremento di segnale
il range lineare : l’intervallo di concentrazione nel quale il segnale varia linearmente con
la concentrazione; si arriva ad un punto in cui all’aumentare delle concentrazione il
segnale non va più su quindi si è accecato il campione.
Campo di utilizzo della retta di
taratura
Il punto più basso del grafico è
chiamato LOD, limite di rivelabilità,
limite nel quale possiamo dire che
l’analita è presente nel sistema, fino
al LOQ, limite di misura quantitativa;
(non sappiamo la quantità)
possiamo dire cos’è e quanto poi si
puo dire LOL, limite della linearità.
Da questo punto finisce la linearità (si può scrivere anche lsrl).
Quando si può dire che finisce l’intervallo lineare con una tecnica che stabilisce la
pendenza della retta nell’intervallo lineare? Quando la pendenza diminuisce del 5% li
finisce l’intervallo lineare. Come si fa a vederlo? Si guarda la sensibilità.
Sensibilità : la pendenza della retta di calibrazione
se la pendenza è maggiore maggiore è la sensibilità
Limite di rivelabilità (LOD) è la concentrazione di analita che produce un segnale
significamente diverso da quello del bianco (soluzione che non dovrebbe contenere
l’analita , acqua) cioè la concentrazione corrisponde al minimo segnale.
Si analizza tante volte il bianco si avrà un grafico a gaussiana ottenendo così il valore
medio del bianco e la deviazione standard.
Quando il segnale è maggiore del limite di rilevabilità possiamo dire che un analita è
presente nel campione, ma dobbiamo stabilire il limite oltre il quale è legittimo eseguire
misure quantitative,lo si fa definendo il limite di quantificazione LOQ.
per valutare il lod e il loq si esegue la seguente procedura:
- analizzare 10 campioni indipendenti di bianco o 10 campioni indipendenti di
bianco fortificato con la minima concentrazione accettabile.
- valutare la deviazione standard dei campioni analizzati
- stimare la pendenza della curva di calibrazione e quindi la sensibilità 8
- calcolare lod e loq
In teoria, per valutare il ldr è quindi necessario eseguire un numero adeguato di
misurazioni replicate del bianco, in modo da stimare la distribuzione del segnale ad esso
relativo (per ipotesi affetto da rumore Gaussiano). È quindi possibile individuare il
minimo segnale significativo, Ss.
Avendo scelto come limite decisionale un segnale a nostro giudizio maggiore di quello
medio del bianco
ammettiamo di poter individuare la presenza dell’analita ogni volta che il segnale del
campione in esame risulti maggiore del segnale prescelto.
La valutazione del ldr richiede il confronto di segnali e quindi implica necessariamente la
considerazione degli errori falsi positivi e falsi negativi. Infatti, nel decidere se il
segnale della soluzione in esame, Sx, è maggiore di quello del bianco, SB
- è possibile affermare la presenza dell'analita quando esso è assente: si commette
allora un errore falso positivo (errore di prima specie o di primo tipo)
- è possibile affermare che l'analita è assente quando in effetti è presente: si
commette allora un errore falso negativo (errore di seconda specie o di secondo
tipo).
Un indicatore utile per decidere la presenza/assenza dell’analita è il segnale:
9
La misura giusta sta intorno a 3 se si prendono 3 deviazione standard siamo sicuri che la
sovrapposizione delle due gaussiane è molto piccola.
La definizione che si ha quindi: la concezione dell’analita che produce un segnale diverso
rispetto al bianco, corrisponde al minimo di segnale significativo, cioè che si allontana
dalla media del bianco di 3 deviazioni standard.
limite di quantificazione si mette a 10 deviazioni standard si è sicuri che possiamo
quantificare quello che abbiamo davanti e quanto è presente
Per avere una ds piccola serve la precisione
POWER POINT 2
Equilibri acido base
Autoionizzazione dell’acqua
L’acqua è considerata un non elettrolita anche se in piccolissima parte conduce elettricità
e quindi in piccolissima parte si ionizza. 10
equilibrio di autoionizzazione dell’acqua avviene con due molecole di acqua che porterà
alla formazione di ione ossonio e OH- cioè:
Il processo con cui l’acqua si ionizza è detto autoionizzazione, poichè due molecole di
acqua identiche reagiscono per dare ioni, In pratica una molecola di acqua agisce da
acido (cede un protone) e l’altra agisce da base (accetta un protone).
kc= 3,2 x 10^-18
Acidi e basi forti
acido forte in soluzione cede completamente il protone all’acqua
→
base forte in soluzione quando prende un protone o rilascia un OH-
→
acidi e basi deboli parzialmente dissociati
In pratica si considerano acidi forti tutti quelli che hanno Ka>>1, mentre gli acidi deboli
hanno Ka<1
Il grado di ionizzazione di un acido o di una base è definito come il rapporto fra la
concentrazione di acido che è ionizzato all’equilibrio e la concentrazione totale presente
inizialmente.
Acidi che contengono due o più protoni dissociabili sono detti acidi poliprotici che
solitamente è un acido debole.
La stessa cosa vale per le basi poliprotiche ma nel loro caso devono essere in grado di
accettare due o più protoni.
sali: un sale deriva dalla reazione di neutralizzazione di un acido e di una base in
soluzione acquosa; in soluzione si dissociano in base agli ioni che li costituiscono loro non
hanno proprietà basiche o acide se sono coniugati ad acidi e basi forti, hanno proprietà
se sono coniugati a basi e acidi deboli.
la soluzione nacl salina risulterà neutra perché gli ioni costituenti sono i coniugati di un
acido forte (HCl) e di una base forte (NaOH).
nel caso di nh4cl è acida perché lo ione NH4 + è l’acido coniugato della base debole NH3
è quindi in grado di cedere un protone all’acqua.
Se entrambi gli ioni del sale sono i coniugati di una acido e di una base debole, la
soluzione risulterà acida o basica a seconda se lo ione acido è più forte di quello basico
(la base coniugata del catione è più debole dell’acido coniugato dell’anione) o viceversa.
per idrolisi si intende la reazione di uno ione con l’acqua per dare l’acido coniugato ed
un ossidrile (anione di un acido debole quale CN-) o la base coniugata e un idrogenione
(catione di una base debole quale NH4+).
pH in una soluzione salina 11
Il pH di una soluzione salina può variare notevolmente a seconda degli ioni presenti nella
soluzione. Per determinare con precisione il pH di una particolare soluzione salina, è
necessario considerare la natura degli acidi e delle basi che hanno formato il sale.
Esempio pratico: Cloruro di sodio (NaCl)
Consideriamo la soluzione salina più comune, il cloruro di sodio (NaCl). Il NaCl è un sale
neutro formato dalla combinazione di un acido forte (HCl) e una base forte (NaOH).
Quando NaCl si dissolve in acqua, si dissocia completamente in ioni Na⁺ e Cl⁻. Questi ioni
non reagiscono significativamente con l'acqua per alterarne il pH.
Poiché né Na⁺ né Cl⁻ alterano il pH dell'acqua, la soluzione di NaCl è neutra con un pH
approssimativamente pari a 7.
Soluzioni di più sostanze acido - base
Quando più sostanze acido-base vengono disciolte in una soluzione, il pH risultante
dipenderà dalle loro proprietà individuali e dalle loro concentrazioni relative.
esempio hcl e ch3cooh
hcl si dissocia completamente perchè è un acido forte
ch3cooh risulta non dissociata completamente
in una soluzione contenente sia un acido forte che un acido debole, l'acido forte domina
il pH della soluzione a meno che non sia presente in una concentrazione
significativamente più bassa rispetto all'acido debole. Questo avviene perché l'acido forte
si dissocia completamente in soluzione, fornendo una concentrazione di ioni
(ioni idronio) molto più alta rispetto a quella prodotta dall'acido debole, che si dissocia
solo parzialmente.
per la base uguale solo che si parla di ioni OH-
Soluzione tampone :Una soluzione tampone è una soluzione che resiste a variazioni di
pH quando vengono aggiunte piccole
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