16/02
Prendiamo in considerazione la FILIERA delle piante medicinali come punto di partenza per il
percorso che porta dalla fonte medicinale vegetale (pianta) al prodotto finito.
È la conoscenza di tutto questo percorso che ci permette, dalla pianta in origine al prodotto
della salute finito, di gestire la standardizzazione in termini di quantità e qualità di tutto il
processo a partire dalla pianta, agli intermedi di lavorazione della pianta, fino al prodotto
finito.
In farmacia oggi esistono prodotti che devono essere necessariamente standardizzati rispetto
alla quantità dei principi attivi. Questo è un aspetto facilmente gestibile dalla chimica
farmaceutica di sintesi e dalla tecnica farmaceutica che elabora le formulazioni in modo
corretto.
Riguardo al prodotto naturale, vegetale in particolare, questo aspetto comporta maggiori
difficoltà perché si ha a che fare con una fonte che in natura si esprime in modo resiliente,
cioè reagisce all’ambiente quindi reagisce ai fattori che interagiscono con la sua biologia,
producendo chimicamente molecole che possono avere un profilo qualitativo e quantitativo
differente.
Questo dev’essere ben conosciuto perché lungo tutta la filiera, a partire dalle modalità di
coltivazione o di crescita spontanea della pianta, la pianta resiliente stessa andrà incontro a
processi di lavorazione che potranno alterate il profilo quantitativo e qualitativo della
fonte/matrice vegetale che ci deve dare il prodotto è quindi importante conoscere ogni
singolo passaggio per poterlo controllare.
Il controllo della filiera è legato all’espressione culturale della botanica farmaceutica che
regola, identifica, sulla base della conoscenza e della descrizione della botanica delle piante
d’interesse, quelli che sono i fattori che influenzano principalmente la sua espressione
fitochimica, la sua crescita, il suo ciclo ontogenetico: quando germina, quando si ha lo stadio
vegetativo, quando fiorisce, fruttifica e muore.
La botanica farmaceutica ci insegna a conoscere il perché una pianta che cresce con un
determinato profilo medicinale in montagna, in altura, ha bisogno dell’altitudine per crescere
con quel profilo fitochimico.
Es. China antimalarici, cresce dai 1000 metri in su, originaria delle Ande. È in quell’area che
è naturalizzata e selvatica e da lì, conoscendo le caratteristiche di quella zona, si è potuta
coltivare anche altrove, in località con caratteristiche ambientali simili, in modo tale che quelle
piante di china si potessero esprimere dal punto di vista fitochimico, sempre con modalità di
tipo medicinale.
Se la botanica farmaceutica ci insegna a conoscere le piante medicinali a partire dalle loro
caratteristiche botaniche, per arrivare poi alla fitochimica ci sono le pratiche di buona raccolta
e coltivazione (GACP) emanate dall’OMS e recepite da quelle che sono le modalità normative
della comunità Europea.
Queste GACP si affiancano alle nozioni culturali della botanica farmaceutica per insegnarci
come dobbiamo coltivare una pianta medicinale e per far sì che esprima al meglio le proprie
potenzialità fitochimiche, talvolta anche superiori a quelle che si possono rilevare nella
stessa specie in natura le GACP fanno infatti anche riferimento al supporto biotecnologico.
La biotecnologia delle piante officinali è quella disciplina che si occupa della selezione in
laboratorio di quelle linee cellulari tipiche e appartenenti a quella specie medicinale
d’interesse, che hanno un profilo genomico più incline ad esprimere in modo potenziato la
fitochimica di quel soggetto biologico.
Queste linee cellulari sono selezionate in vitro e poi il biotecnologo traduce la biologia delle
cellule che non hanno forma ed espressione tipica dell’istologia e dell’anatomia vegetale, ma le
tradurranno in una differenziazione istologica ed anatomica, individuando delle plantuline che
verranno portate prima in serra e poi in campo.
Questo processo garantisce per le GACP la massima espressione medicinale.
Inoltre, le buone pratiche di coltivazione dicono:
- qual è la tipologia di terreno sul quale le piante devono crescere
- qual è la quantità di acqua di cui hanno bisogno
- ci insegna a gestire tutti quei fattori esterni, sappiamo essere incisivi sulla qualità
medicinale, sull'espressione medicinale della pianta.
Dalla botanica farmaceutica, nei processi che seguono la coltivazione ovvero la raccolta della
parte di pianta d’interesse, vediamo processi di lavorazione che sono di stretta pertinenza
della farmacognosia dal greco pharmakon gnosis: conoscenza del farmaco o del
medicamento (naturale).
La farmacognosia studia il farmaco NATURALE, perché la pianta medicinale nel momento in
cui si raccoglie la parte che interessa, quindi quella matrice vegetale che contiene i principi
attivi, comincia a diventare medicamento.
Il MEDICAMENTO può essere inteso in due modi:
- Terminologia più tradizionale: uso della parte della pianta tal quale per curare.
- Accezione oggi più diffusa in farmacia: estratto o formulato.
Tutti questi processi di trasformazione sono legati ai processi di conservazione della matrice
vegetale, di estrazione e di formulazione, di ciò che si ottiene a seguito dei processi, nel
prodotto erboristico finito.
Il prodotto erboristico finito può diventare:
integratore alimentare (accezione più traslata verso la fitoterapia).
- Integratore alimentare: definizione normativa che serve per inquadrare prodotti
ottenuti da piante medicinali che, al momento, non hanno una collocazione normativa
più precisa.
cosmetico, cosmeceutico o dermofunzionale, quindi non ha solo nell’estratto
- vegetale la possibilità di caratterizzare il prodotto per abbellire la persona ma anche di
caratterizzare quel prodotto in senso funzionale proprietà antiossidanti che
diventano, applicate alla cute, proprietà antietà e antirughe. Proprietà disarrossanti,
quindi antinfiammatorie e lenitive.
In questo senso il concetto di cosmesi viene traslato verso una cosmetica funzionale al
benessere della cute.
parafarmaco, quindi farmaco che può essere venduto anche in parafarmacia senza
- prescrizione, ma soggetto al libero consiglio del farmacista.
farmaco, sia prodotto sotto consiglio del farmacista che sotto prescrizione medica
- farmaco ospedaliero (es. Tassolo)
-
- dispositivo medico
Tutti i passaggi che portano dalla matrice vegetale raccolta fino al prodotto finito sono di
pertinenza culturale della farmacognosia. Non c’è limite netto tra la botanica farmaceutica e la
farmacognosia al margine tra la pianta coltivata e il prodotto raccolto. C’è una sorta