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Bioequivalenza

Per bioequivalenza si intende l’assenza di differenze significative nella velocità e nell’entità con cui il farmaco (F) si rende disponibile al sito d’azione quando due equivalenti o alternativi farmaceutici vengono somministrati nella stessa quantità ed in condizioni simili.

Definizioni

Equivalenti farmaceutici: prodotti che contengono le stesse quantità di un principio attivo (PA), nella stessa forma chimica (stesso sale o stesso estere), nella stessa forma farmaceutica (FF) e che rispondono agli stessi requisiti di qualità. Gli eccipienti e le modalità di preparazione possono essere diversi.

Alternativi farmaceutici: prodotti che contengono la stessa porzione terapeuticamente attiva (non necessariamente lo stesso sale o lo stesso estere) non necessariamente nella stessa quantità o nella stessa FF.

Equivalenti farmaceutici o alternativi farmaceutici si definiscono “equivalenti terapeutici" qualora abbiano la stessa sicurezza ed efficacia. La bioequivalenza tra due farmaci (F) è l’equivalenza terapeutica tra due formulazioni, essenzialmente simili, contenenti lo stesso principio attivo.

Definizione di bioequivalenza

“Due medicinali sono bioequivalenti quando i loro profili di concentrazione plasmatica (Cp) rispetto al tempo (t), ottenuti dalla stessa dose molare, sono così simili che è improbabile che essi possano produrre differenze clinicamente rilevanti sugli effetti terapeutici e collaterali”.

La bioequivalenza non è una proprietà transitiva: se il prodotto A è bioequivalente al prodotto B ed il prodotto C è bioequivalente di B, non si può affermare che i prodotti A e C sono tra loro bioequivalenti in quanto esistono delle tolleranze nelle differenze tra prodotti a confronti.

Un medicinale equivalente è bioequivalente se produce effetti simili ed è sicuro ed efficace come il medicinale che stiamo paragonando.

Caratteristiche dei medicinali equivalenti

  • La formulazione non è più protetta da brevetto (Legge Finanziaria del 1996 (legge n.549 del 28 dicembre 1995))
  • Ha la stessa composizione quali-quantitativa di sostanze attive e la stessa FF del medicinale di riferimento e vengono somministrati attraverso la stessa via. Possono essere sali, esteri, isomeri, etc purché questi presentino la stessa efficacia e sicurezza del PA di origine (decreto legislativo 219/2006).
  • Vengono commercializzati ad un prezzo inferiore di almeno il 20% rispetto ai medicinali di marca, come diretta conseguenza della scadenza del brevetto del PA di cui è composto il medicinale.

Denominazione dei farmaci equivalenti

Mentre il farmaco generatore presenta come nome un “nome commerciale di fantasia”, il F generico presenta in genere la DCI (denominazione comune internazionale del principio attivo, es: Nimesulide) più il nome del produttore. L’uso della DCI per i F equivalenti non è obbligatorio (potrebbero a loro volta adottare un diverso nome di fantasia); infatti distinguiamo:

  • Equivalenti branded: Specialità medicinali con brevetto scaduto in possesso di un proprio marchio distintivo. Presentano un nome di fantasia seguito dal nome del titolare dell’autorizzazione.
  • Equivalenti semibranded: commercializzati con la DCI seguita dal nome del produttore (titolare AIC).
  • Equivalenti unbranded: solo DCI.

La denominazione comune internazionale (DCI) è stata creata con lo scopo di identificare i farmaci con una nomenclatura internazionale e univoca, utile nella prescrizione e distribuzione dei farmaci.

Il protocollo sperimentale degli studi di bioequivalenza

Per dichiarare la bioequivalenza tra due formulazioni si deve dimostrare che queste siano comparabili per entità e velocità di assorbimento (biodisponibilità sovrapponibile). Questo lo si fa andando a confrontare dati farmacocinetici plasmatici come l’area sotto la curva (AUC), il picco massimo di concentrazione (Cmax) e il tempo per raggiungere il picco massimo (Tmax).

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SSD
Scienze chimiche CHIM/09 Farmaceutico tecnologico applicativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher iry1210 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia, socioeconomia e legislazione farmaceutiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Marianecci Carlotta.
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