Biochimica Applicata
L’indagine biochimica e biomolecolare ha lo scopo di indagare la natura e le interazioni che
si stabiliscono tra le molecole biologiche in modo da comprendere i fenomeni biologici a
livello molecolare
I risultati delle indagini biochimiche e biomolecolari trovano applicazione in vari campi, dalla
diagnostica alla terapia di patologie, a vari settori dell’industria. Essi permettono per
esempio di:
• determinare struttura e funzione di proteine coinvolte in processi fisiologici e patologici
• identificare nuovi marcatori molecolari da impiegare nella diagnostica molecolare
• disegnare farmaci sempre più efficaci e specifici per il bersaglio molecolare di interesse
• comprendere la causa di malattie genetiche e metaboliche
Estrazione e Purificazione delle proteina
Purificare una proteina vuol dire estrarla dalla matrice biologica che si trova e ottenere una
preparazione in cui è presenta solo una specie proteiche che deve essere stabile e
omogenea
Perché purificare una proteina?
• Per studiare la proteina e comprenderne le funzione biologica
• Per studiare le sue interazioni con ligandi
• Per studiare proteine patologiche
• Per applicazioni biocatalitiche degli enzimi
• Per produrre proteine con attività terapeutica (insulina)
• Per progettare un farmaco efficace definire la fonte
La prima cosa da fare quando si vuole purificare una proteina è da dove
viene estratta la proteina, che nella maggiormente le proteine si trovano all’interno della
cellula, e quindi la fonte sono i tessuti o coltura di cellule
La fonte va scelta in modo che la fonte sia disponibile e che sia una fonte in cui la proteina
di interesse è presenta in una certa quantità
Se la fonte naturale è difficile da reperire o è in concetrazioni bassi, si può produrre delle
proteine ricombinate
proteine sotto forma di
Si utilizzano delle tecniche di biologia molecolare in modo tale da inserire il gene della
proteina di interesse in una cellula ospite. Questa cellula ospite deve essere in grado di
sovrascrive la proteina di interesse (si usano molto spesso colture batteriche)
quantità
Si deve anche capire la di proteina che si vuole ottenere
grado di purezza
È importante anche il
Ad esempio se si vuole capire la struttura tridimensionale della proteine bisogna avere un
elevato grado di purezza
Invece se bisogna purificare un enzima per valutare la sua attività catalizza ci si può anche
avere una purezza anche inferiore
Quindi il grado di purezza varia in base a ciò che bisogna fare
Nella maggior parte dei vasi si purica la proteina nella sua struttura nativa
Tappe per estrarre e purificare una proteina:
Questo processo di estrazione e purificazione della proteina non è facile e veloce
Infatti c’è bisogno di più passaggi:
1. La prima tappa è estrarre le proteine dalla loro matrice biologica
2. Poi si identifica un sotto insieme in cui è contenuta la proteina di interesse
3. Poi si continua a tappe
Più tappe si fa e più la proteina sarà più purifica
Per ogni proteina deve essere messo appunto uno schema di purificazione preciso
Non c’è uno schema generale, perché nelle cellule ci sono tantissime proteine eterogenee
Sono diverse per dimensione, composizione amminoacidica e sequenza, la localizzazione
cellulare (citoplasmatiche e di membrana)
• LISI CELLULARE
• SEPARAZIONE SOLIDO/LIQUIDO eliminazione di cellule, detriti e particolati: centrifugazione
• PURIFICAZIONE PRELIMINARE isolare e concentrare: precipitazione con sali, ultrafiltrazione
• PURIFICAZIONE AD ELEVATA EFFICIENZA:
• Cromatografia a bassa risoluzione
• Cromatografia ad alta risoluzione
• CONCENTRAZIONE
Procedure preliminari per la purificazione delle proteine
soluzione di estrazione,
La prima cosa da fare è quello di prepara una cioè una soluzione
dove le proteine sono trasferite dalla matrice biologica alla soluzione di estrazione
Questa soluzione deve essere preparata accuratamente perché deve accogliere le proteine
che passano in un ambiente che non è più fisiologico
Infatti il comportamento cellulare viene tutto rotto
Dopo l’estrazione dall’ambiente cellulare, le proteine diventano instabili e possono andare
incontro a:
• Denaturazione = perdita di struttura e attività
• Proteolisi = perché gli enzimi proteolitici vengono liberati dai lisosomi e sono liberi di agire
• Ossidazione temperatura
Per mantere la funzione e struttura delle proteine bisogna lavorare a
controllata, 4°C,
di circa così da diminuire il rischio la denaturazione e l’attività degli enzimi
proteolitici pH fisiologico,
Bisogna anche mantenere il perché a pH acido le
proteine potrebbero denaturarsi sistemi tampone
Per mantenere il pH si sfruttano i
Però il potere tampone è funzionante solo in un certo range di pH
Inoltre il potere tamponante è maggiore quanto più il valore di pH è
vicino a quello di pKa
Le proteine sono funzionanti a pH neutro
tampone fosfato, tampone acido
I sistemi tamponi utilizzati sono il
carbonico e bicarbonato tampone di proteine e proteinati
e
Quando si lavora in laboratorio si devono utilizzare dei sistemi tamponi
che hanno un potere tamponante attorno a 7 pH
tampone TRIS
Si utilizza il quando non si può utilizzare il tampone fosfato
forza ionica
Bisogna anche tenere conto della della soluzione ionica in cui si lavora
Quindi si utilizzano delle soluzione tampone saline, con una forma ionica che va dagli 0,05
ai 0,01 molare
La forza ionica viene mantenuta con l’aggiunta di NaCl
Tuttò ciò viene fatta per mantenere le proteine in soluzione
Può essere aggiungo anche il saccarosio è utile per mantenere una osmolarità fisiologica
(che serve per mantere integri gli organelli cellulari) e mantiene solubile le proteine che
sono abbastanza idrofobiche e quindi in ambiente acquoso sono difficile da mantenere in
soluzione inibitori di proteasi
Ci devono essere anche
In ogni soluzione si aggiunge un cocktail di inibitori, perchè ogni inibitore di proteasi
riesce a inibire una specifica classe, quindi ce ne servono di vari tipi nella solzione
EDTA EGTA
e = sono inibitori che sono degli agenti chelanti, quindi sequestrano gli ioni
bivalenti che possono andare a legarsi ai tioli liberi delle proteine e provocare una alterazione
agenti riducenti
Si utilizzano
Perché le proteine possono andare incontro a ossidazione quando si spostano del ambiente
cellulare alla soluzione di estrazione
Perché si possono formare dei ponti di solfuro tra le cistene
libere, e questa formazione può essere negativa nello scopo
di purificare una proteina
Quindi si aggiungono dei riducenti tiolici (SH libero) per
evitare la formazione di ponti di solfuro indesiderati
detergenti
Si utilizzano i
I detergenti sono molecole che hanno una testa polare e una coda idrofobica, sono
molecole anfipatiche, cioè hanno una parte idrofila e una idrofoba
Hanno la funzione di evitare l’aggregazione delle proteine, perché può succede che le proteine
espongono delle zone apolari. Queste zone apolari poi possono interagire tra di loro e questo
porta a formare degli aggregati, che tengono a non stare più in soluzione
Per l’estrazione di proteine si utilizzano i detergenti non ionici e zwitterionici. I detergenti
ionici possono portare alla denaturazione delle proteine, quindi è meglio non usarli
LISI CELLULARE
Visto che le proteine da purificare si trovano all’interno della cellula, bisogna andare a
rompere le membrane cellulari così che il contenuto cellulare sia riversato nella soluzione
di estrazione
Prima bisogna capire da che cellula bisogna estrarre la proteina, perché ci sono cellule che
oltre la membrana cellulare si ha anche la parete, come le cellule vegetali
Quindi il metodo di lisi cambia in base al tipo di cellula
Ci sono due metodi di lisi: meccaniche e non meccanica
Lisi meccaniche
forze di taglio
Si utilizzano
Si utilizzano omogeneizzatori a
mescolamento che riescono a
rompere le cellule (funzionano
come dei frullatori) forze di attrito
Si utilizzano anche omogenizzatori che utilizzano le
(funzionano tramite dei pestelli che è poco più piccolo del tubo)
Questi due omogenizzatori sono utili per le cellule dei tessuti
forte pressione
Invece per i microrganismi si utilizzano delle che
fanno scoppiare la cellula ultrasuoni,
Si utilizza ultrasonicazione che utilizza gli e che va bene per qualsiasi cellula
C’è una sonda che produce degli ultrasuoni, e questa sonda viene inserita nella soluzione,
e quando gli ultrasuoni si propagano nella soluzione questo provoca delle bolle di vuoto
che tendono a implodere, e questo crea degli sbalzi di pressione che fanno scoppia la
cellula si sviluppa calore
Lo svantaggio di tutti questi metodi è che
Lisi non meccaniche
Sono metodi più blandi
schock osmotico
Si utilizza lo che è efficace solo con le cellule animali, quindi quelle
prove di pareti
Le cellule sono messe prima in una soluzione ipertonica e poi si mettono in soluzione
ipotonico dove tendono ad internalizare l’acqua. Questo fa aumentare il volume della
cellula così tanto che fa scoppiare la cellula
cicli di congelamento e scongelamento
Un altro metodo è quello di fare abbastanza
rapidi così da formare degli strati di ghiaccio nella membrana che portano ad alterarla
enzimi litici
Si utilizza l’azione di che sono in grado di degradare le membrane cellulari
lisozima,
Uno degli enzimi più utilizzati è il perché riesce a idrolizzare la parete cellulare
batterica (che è costituita da peptoglicano), quindi è utilizzato molto nei batteri
grezzo o omogenato
Quello che si ottiene dalla lisi è l’estratto
SEPARAZIONE SOLIDO/LIQUIDO
Dalla lisi si ottiene l’estratto grezzo o omogenato tutto
Questo estratto grezzo è un brodo eterogeneo che contiene il contenuto cellulare e
porzioni del tessuto delle cellule che non sono stati completamente solubilizzate
Quindi il primo passaggio è separate ciò che è solubile e insolubile
Poi bisogna capire quale proteina bisogna analizzare perché poi cambia il processo da
eseguire
Tecniche di centrifugazione centrifigurazione
Ora bisogna fare delle tecnica di per separe la frazione solubile dalla
frazione insolubile
Molto spesso le proteine che si trovano nella frazione insolubili sono quelle da scartare, ma
in alcuni casi (con proteine ricombinanti) si possono formare degli aggregati di proteina
molto grandi che difficilmente stanno in soluzione, e sono chiamate corpi di inclusione,
però contengono la proteina di interesse (ma può essere una cosa positiva)
Le tecniche di centrifugazione sono tecniche separative che permettono di separe
dimensione densità
particelle in un liquido in base a differenze di e di
Si separano facendo ruotare il campione a velocità molto elevate così da essere
forza centrifuga
sottoposti a una
La centrifugazione sfrutta il fenomeno della sedimentazione che avviene grazie solo alla spinta
della gravità, ma la centrifigurazione accelera questo fenomeno di sedimentazione perché si
avrà una forza maggiore alla forza di gravità (quindi velocizza il processo di sedimentazione)
precipitato
Dopo questo processi si forma sul fondo il sopranatante
Invece la porzione che rimane solubile si chiama
Per separe queste due parti si può usare una pipetta per aspirare il sopranatante
Com’è fatta la centrifuga: rotore
C’è un motore che fa ruotare il
Il rotore ha degli alloggiamenti che servono per contenere il campione biologico
Il rotore ruota ad una velocità impostata imprimendo ai campioni una accelerazione centrifuga
che viene mantenuta per un tempo variabile
Quali sono le forze che entrano in gioco durante una certificazione e qual è la velocità:
forza centrifuga
Si ha la che fa si che le particelle si muovono verso il fondo del contenitore
Però ci sono due forze opposte alla forza centrifuga:
forza idrostatica
• = perché il contenuto per andare in fondo deve spostare le particelle
del liquido
forza frizionale
• = è opposta al movimento della particella verso il fondo
campo centrifuga G
Il è dato:
La velocità di rotazione non è espressa come velocità angolare, ma
RPM = rivoluzioni per minuto
si utilizza
In genere il campo centrifugo viene espresso come
campo centrifugo relativo RCF, che sta a indicare
quando il campo centrifugo utilizzato è più grande del
campo gravitazionale
Questa formula serve per convertire il RCF a RPM
Quindi la forza centrifuga dipende dalla sua massa e dalla velocità con cui il rotore gira
Calcolo della forza idrostatica:
forza idrostatica
Per calcolare la si semplifica
la particella a una sfera, e quindi il suo volume
è dato dal volume di una sfera
Al peso della proteina bisogna sottrarre il peso
del acqua (mezzo) che sposta
Calcolo della forza di attrito:
forza di attrito
La è data dalla legge di Stokes
All’inizio il rotore inizia a girare e questo fa aumentare la velocità, ma aumentando la velocità
si aumenta anche la forza di attrito, finché non si arriva al equilibrio
All’equilibrio la forza centrifuga è bilanciata dalle forze opposte
Quindi si può dire, a un certo punto, che la forza centrifuga effettiva è data dalla forza
di attrito
All’equilibrio la particella avrò una velocità costante
Da questa equazione si può dedurre che la velocità di sedimentazione di una particella
Questa velocità è è proporzionale alla sua dimensione, alla differenza tra la densità della
particella e del mezzo, ed al campo centrifugo applicato
Quindi più la particella è grande ed è densa e più sarà veloce la velocità di sedimentazione
Ma più il coefficiente di viscosità è grande e minore sarà la velocità di sedimentazione
In questa equazione non si considera la forma della particella
Perché se una cellula è più allungata è sottoposta a maggior attrito e quindi è più lenta
rispetto una particella di stessa massa ma più stretta
coefficiente di sedimentazione
Si utilizza il che è espresso in secondi
È indipendente dalla centrifuga e dalle condizioni sperimentali
Non si usa la velocità di sedimentazione ma questo coefficiente
I coefficienti di sedimentazione della maggior parte delle strutture biologiche sono molto
piccoli e, per comodità, viene presa come unità di misura il valore di 10^-13 secondi, che
viene definito come “unità di Svedberg” (S)
Il coefficiente di sedimentazione indica quanto rapidamente sedimenta una particella
sottoposta a forza centrifuga. Poiché particelle o molecole di dimensioni diverse hanno
valori di coefficiente di sedimentazione diversi, la centrifugazione ne permette la separazione
Tipologie di centrifughe:
Il rotore è agganciato a un motore che imprime il moto rotatorio, e si trova
all’interno di una camera d’acciaio
Ci sono sistemi che prevedono un sistema di refrigerazione, così che l’attrito
che si sviluppa quando il rotore gira viene raffreddato
Se il rotore deve girare ad alte velocità ci sono sistemi che fanno il sotto vuoto
In generale, le centrifughe sono classiche in base a tre parametri:
• Velocità massima che possono raggiungere
• Se hanno o meno un sistema di raffreddamento
• La capacità, cioè la quantità di materiale che può essere centrifugazione
Centrifughe da banco
Hanno velocità bassa e vengono utilizzate per far precipitare
le cellule o per separe dei materiali grossolani insolubili
Microcentrifughe
Raggiungono velocità più elevate
Centrifughe ad alta velocità
Vengono utilizzate per purificare cellule e organuli cellulari
Ultracentrifughe
Raggiungono dei campi centrifughi molto elevati
provette da centrifuga
Le sono sia provette piccole che vanno nelle
microcentrifughe sia provette che servono per centrifughe di grandi dimensioni
Quindi hanno una misura molto variabile in base a cosa dobbiamo separare
bilanciare
Per non creare danni alla centrifuga, bisogna la centrifuga, cioè i campioni
devono essere posti diametralmente opposti così da avere un peso uniforme
Ci sono vari tipi di rotori:
Rotori ad angolo fisso
• = la provetta ha una inclinazione rispetto al asse di rotazione
Rotori ad angolo verticale
• Rotori a braccio oscillante
• = si usano quando si ha bisogno di una maggiore capacità
centrofugativa, perché durante la centrifugazione la provetta cambia l’inclinazione,
passando da prima verticale a poi orizzontale
Altri tipi di centrifughe
Centrifugazione analitica: utilizzata per studiare alcune caratteristiche delle macromolecole
come massa molecolare o grado di purezza
PURIFICAZIONE PRELIMINARE
Frazionamento
Fare un frazionamento si intende creare dei sottoinsiemi in modo tale da raccoglienti in
ogni sottoinsieme caratteristiche comuni
delle proteine che hanno delle
Queste tecniche di separazione sono basate sulle diverse proprietà chimico-fisiche delle
proteine = solubilità, polarità, carica ione, legame specifico, peso molecolare, idrofobicità
Ci sono varie tappe di frazionamento per ogni proprietà chimico-fisiche
Infatti, ad esempio, all’inizio si separano le proteine in base alla propria solubilità
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