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ATTIVITÁ PREVENTIVA E COMPENSATIVA

Capacita condizionali

Forza (tipi di contrazione)

• Concentrica : il muscolo si accorcia sviluppando tensione.

• Isometrica : la tensione muscolare i sviluppa senza variazione di lunghezza ed è utilizzata per

aumentare i livelli forza.

• Eccentrica : il muscolo si allunga sviluppando tensione.

• Isocinetica : il muscolo si accorcia a velocità constante e la tensione è massima

Resistenza

È la capacita di un gruppo muscolare di eseguire contrazioni (concentriche, eccentriche) ripetute

opponendosi ad un carico, o di mantenere una contrazione (isometrica) per un lungo periodo.

Flessibilità

Può essere:

Statica – andiamo nell’ambito del movimento possibile intorno all’articolazione.

Dinamica – è quella che noi scopriamo quando abbiamo delle capacità di controllo superiore e siamo in

grado di resistere a un allungamento che potrebbe andare fuori range.

Abbiamo del limiti strutturali dati dalla : capsula articolare 47 %; muscolo 41%; tendine 10%; cute 2%.

Coordinazione

È la capacità di conoscere in tutto e per tutto il nostro corpo per avere un’esecuzione perfetta di un

determinato movimento, senza uno spreco di energia.

Valutazione qualitativa dell’efficienza fisica

- benessere psico – fisico

- valutazione positiva di se stessi

- capacità di interagire con gli altri (trauma emotivo o fisico)

- assenza di sintomi patologici

- gravidanza: accettazione di essere cosciente di ritornare dopo la gravidanza nella forma

precedente

- senescenza: età biologica e cronologica si sfalsano, i soggetti di 60 anni che non hanno mai

smesso di praticare attività fisica riescono ad avere prestazioni fisiche di un soggetto di 30 anni

sedentario

- ipochinesia: cioè analfabetismo motorio (non si sa più come muoversi)

Valutazione quantitativa dell’efficienza fisica

È quella che noi possiamo quantificare, cioè avere dei numeri sull’efficienza facendo:

- anamnesi: raccolta della voce diretta del paziente

- esame obbiettivo: insieme di manovre per verificare segni di una deviazione fisiologica

- esame ematochimico (esame del sangue)

- esame delle urine

- elettrocardiogramma (sia di base che sotto sforzo)

-

Intensità delle attività motorie

Essa è data da:

- il numero di ripetizioni da eseguire

- la velocità di esecuzione

- il ritmo esecutivo

- le pause di recupero tra serie ed esercizi

- la frequenza delle sedute

Programmazione e pianificazione

• Teoria = sapere

• Tecnica = saper fare

• Didattica = saper far fare

Se hai questi 3 elementi puoi fare qualsiasi attività motoria perché saprai quando e come intervenire per

cambiare la programmazione se non si riescono a ottenere i risultati desiderati.

La programmazione NON si basa sull'aumentare il carico, bisogna seguire degli step :

1. valutazione del soggetto, cioè definire il punto di partenza.

2. scelta degli obiettivi: a breve, medio e lungo termine.

3. scelta dei metodi (blocchi o randomizzato, esercitazione costante o variata) e degli strumenti di

didattica di facile reperibilità o specifici per le nostre esigenze?

4. verifica periodica all’inizio e alla fine di ogni attività didattica , cioè valutare all’interno di una sola

condizione di allenamento, es. allenare la flessibilità con il solo esercizio di toccarsi la punta dei piedi,

e alla fine valutare quanti centimetri abbiamo guadagnato nell’allungamento

Queste 4 fasi portano alla creazione di un’unità didattica sulla quale si può intervenire in qualsiasi

momento qualora i risultati non fossero positivi.

L’obiettivo della ginnastica preventiva e compensativa

É che la dinamica esecutiva sia assolutamente controllata. Questo significa che non potrò mai arrivare

ad una stanchezza muscolare, dovrò eventualmente fermarmi a quella che è la stanchezza volitiva.

Un allenamento è realmente allenante quando comporta una stanchezza muscolare rispetto a quella

volitiva, perché quest’ultima molto prima di quella muscolare e se ricercate la stanchezza muscolare

questo comporta l’aumento di tutti i tipi di forza in funzione della velocità dell’allenamento utilizzato.

Siccome l’obiettivo è la dinamica esecutiva, la velocità sarà in funzione della dinamica esecutiva, il carico

sarà in funzione della corretta dinamica esecutiva e non possiamo cercare una stanchezza muscolare

perché non cerchiamo quel tipo di adattamento condizionale o coordinativo, sotto quel tipo di pressione

e stanchezza.

Molti soggetti che fanno attività motoria preventiva e compensativa non hanno un problema di

difficoltà muscolare nell’eseguire un esercizio, ma un problema evidente di costruzione del movimento

nella scatola di regia, nell’incapacità di eseguire un movimento corretto fin dalle prime esecuzioni.

Devo valutare, perché se il soggetto sta facendo male le prime 3 ripetizioni, lo dovrò fermare. La

valutazione in itinere in quel momento ci fa capire che la dinamica esecutiva è scorretta, il soggetto non

ce la fa a mantenere quel movimento, dovrà addirittura fare per esempio un apprendimento, una presa

di coscienza di quell’esercizio.

Ginnastica Respiratoria è importante, perché? cosa è ?

Allenare i muscoli respiratori, dovrebbe essere la capacità di realizzare la differenza di quello che è

una respirazione diaframmatica e toracica. Perché la respirazione diaframmatica è quella che impone al

polmone un movimento di allargamento che trascina con se i polmoni, quindi gabbia toracica che si

allarga, i polmoni vengono allargati, i bronchioli dilatati da questa tensione che si crea in modo da fare

entrare aria.

Alla massima intensità di esercizio fisico il sangue corre ad una velocità tale che NON interferirà mai

con lo scambio gassoso che serve. Non verrà mai meno la capacità di scambio, quello che verrà meno

è attirare ossigeno nei tessuti in periferia, perché a livello alveolare la superficie di scambio è enorme.

La ginnastica respiratoria deve servire a capire come noi mobilizziamo la respirazione diaframmatica,

il problema è che non sappiamo attivarli, se contraiamo l’addome, quale muscolo si è contratto? Noi

tutti sappiamo contrarre il retto e gli obliqui, ma solo chi fa apnea sa attivarli bene (il retto è un muscolo

che serve nell’inclinazione del tronco da un lato e dell’altro).

Gli addominali servono a mobilizzare il bacino e a cacciare fuori l’aria. Specialmente il retto addominale

(gli obliqui fanno lo stesso lavoro, ma siccome hanno un’inclinazione diversa, vanno a fare questo lavoro

in una direzione e quindi sono muscoli che tendono all’inclinazione del tronco da un lato e dall’altro) .

<<Tutti sappiamo mantenere la posizione corretta di quando ci si alza e ci si siede? Perché noi

utilizziamo immediatamente la schiena, sollevarsi senza usare la schiena non si può fare, o meglio, si

può fare ma solo nel caso di soggetti che hanno un’enorme forza nelle gambe, che hanno capito qual è il

movimento che deve essere sviluppato e quali sono i comandi che dal cervello devono arrivare ai

muscoli.>>

Preventiva perché?

Possiamo trovarci a lavorare con soggetti che sono giovani, sotto peso, in difficoltà di accrescimento,

allora iniziano a fare preventiva per prepararsi ad un’attività sportiva. Cioè noi dobbiamo rendere il

soggetto in grado di spostare il suo corpo, i muscoli direttamente e indirettamente impegnati, in

modo cosciente.

Es: quando io sollevo l’arto superiore, dal deltoide e sovraspinato, indirettamente stiamo utilizzando la

muscolatura del tronco posteriore e del pettorale per mantenere questa attività, altri muscoli anteriori e

posteriori vengono chiamati in causa. Se non riusciamo a sentire questo, a sentire che si sta facendo una

contrazione a livello di queste muscolature, non abbiamo ancora coscienza dell’esercizio fisico .

L’obiettivo dell’istruttore è fare eseguire il movimento ad occhi chiusi per far sentire i muscoli

reclutati.

Quindi questa valutazione in itinere è da fare in quasi ogni ripetizione.

Ad una postura sbagliata interviene un .

EQUILIBRIO ADATTATIVO

Quante volte dobbiamo ripetere un gesto motorio per arrivare all’automatizzazione? Migliaia

Se io faccio una buona prevenzione non ho bisogno di compensare, a meno che non siano dettate da

condizioni generiche, ma non saranno mai dettate da condizioni muscolari perché se io sono stato ben

corretto all’inizio ed ho imparato a muovere il mio corpo perfettamente e se l’allenamento successivo è

stato fatto perfettamente, difficilmente avrò delle grandi problematiche.

È fondamentale per un educatore tornare indietro se i risultati non sono raggiunti secondo quello che

era la tabella di marcia che si era programmato.

Cosa è successo? Perché non è avvenuto questo miglioramento? Ho sovrastimato le capacità motorie

del soggetto ?

Nell’apprendimento di un movimento dobbiamo tenere a mente le differenti strutture mentali tra

allievo e allievo, cioè chi abbiamo davanti ha un diverso grado di apprendimento .

L’attività motoria rivolta all’educazione o alla rieducazione motoria, questa rieducazione motoria

avviene se io passo attraverso un’esperienza, se la sviluppo e assume un carattere di movimento con

intelligenza motoria, cioè il movimento deve essere saputo costruire mentalmente.

Intelligenza motoria

È la capacità di sviluppare un movimento attraverso una idealizzazione mentale.

Non è un movimento, la riproduzione meccanica di quello che è stato detto.

L’attività motoria è l’effetto di un ragionamento che è stato fatto dal nostro SNC ed è stato messo in

funzione.

<<Poco fa parlavamo dell’assenza del recettore oculare nell’esecuzione di un esercizio. È fondamentale

perché se io utilizzo molto il recettore oculare, cercherò di fare una copia dell’esercizio, se invece

utilizzo gli analizzatori propriocettivi, se analizzo i miei movimenti, se prendo coscienza che la

sensazione che ho è di un movimento finale scorretto, di una dinamica esecutiva scorretta durante la

stessa esecuzione anche se arrivo al movimento corretto finale, diventa diverso della copia e basta.

L’istruttore che dice “fai come faccio io “ ci stimola a fare una copia. La copia già di per se porta dentro

l’errore dell’esecutore. Se l’educatore è cosciente del fatto che sta eseguendo un movimento errato,

dopo un po’ non deve dirlo più.>>

Nell’attività motoria preventiva quello che dobbiamo cercare è il riconoscimento non solo degli schemi

motori di base, (camminare, correre, saltare, afferrare, lanciare) ma come sono strutturati questi sistemi

motori di base.

Es: quali sono le cose che mi differenziano dentro un correre se cambio la lunghezza della falcata o la

frequenza

Autocorrezione

L’attività motoria rivolta all’educazione, o alla rieducazione motoria, deve innanzitutto sviluppare, con

l’esperienza, l'intelligenza motoria, per intelligenza motoria si intende la capacità di poter sviluppare un

movimento dopo una idealizzazione mentale.

Ma bisogna ricordare che l’allievo deve rappresentare NON la copia dell’esercizio ma la sequenza di

esecuzione. Quindi dobbiamo comprendere il compito motorio ed avere una capacità di

autocorrezione che è fondamentale. Non possiamo fare attività motoria se non insegniamo al soggetto

a guardarsi allo specchio e correggere i suoi errori.

Quindi dobbiamo avere una capacità di autocorrezione, dobbiamo sentire durante la sua esecuzione

quello che stiamo facendo fino al punto tale da arrivare ad autocorreggerci.

Allora nell’attività motoria preventiva l’autocorrezione è fondamentale, non possiamo fare attività

motoria se non insegniamo al soggetto di guardarsi allo specchio e correggere i suoi errori e, dopo, di

chiudere gli occhi e sentire i suoi errori. Solo quando arriviamo a questo punto abbiamo una grande

interpretazione del movimento.

Tecnica e stile

La tecnica è l’applicazione biomeccanicamente corretta della forza, cioè la capacità rispetto alle

proprie condizioni corporee, rispetto ai miei assi, ossa, muscoli, capacità motorie condizionali e

coordinative di mettere in moto un movimento corretto

lo stile invece è adattamento della tecnica risposto alle caratteristiche individuali che ha ognuno di noi

Il compito motorio si forma in diversi livelli con la partecipazione continua di afferenze diverse,

l’afferenza sensoriale, muscolare, propriocettiva, la capacità di discriminare quelli che sono i muscoli

impegnati direttamente con muscoli impegnati indirettamente.

Se devo regolare il movimento devo continuamente registrare, analizzare e modificare i movimenti in

base a quello che sta avvenendo dall’esterno o in base a quello che sto sentendo con i muscoli. In un

movimento lento è più semplice, in un movimento veloce pensate a come devono essere veloci le

afferenze, le registrazioni .

L' : una branca delle attività motorie che mira alla prevenzione di

ATTIVITÀ MOTORIA COMPENSATIVA È

deviazioni della struttura corporea (paradismorfismi), disarmonie morfologiche ed alterazioni

degli schemi motori. L'attività motoria compensativa è altresì finalizzata all'educazione, e quindi

alla riabilitazione, dei paramorfismi e al trattamento dei dismorfismi (questi ultimi di natura

irreversibile).

La motivazione è importante, perché se io sono figlio d’arte e quella cosa non mi motiva, non mi stimola

dentro, vado incontro a quella che è una pigrizia mentale. Io potrei aver automatizzato una schiacciata

della pallavolo o altro, però non trovo un appagamento tanto forte da aumentare questa precisione, non

vedo lo scopo per cui devo migliorare e questo porta ad un abbassamento della motivazione e quindi

diventa un movimento stereotipato che faccio senza nessun tipo di autocorrezione, non partirà mai la

motivazione all’autocorrezione.

> Paramorfismi e Dismorfismi

Quando parliamo di attività motoria preventiva e compensativa parliamo di paramorfismi e

dismorfismi.

• Paramorfismo: alterazione della colonna vertebrale su base funzionale senza lesioni organiche

strutturali (atteggiamento scorretto).

• Dismorfismo: si intende un alterato atteggiamento, determinato da alterazioni strutturali

scheletriche su base congenita o acquisita.

Il paramorfismo ci può portare ad un cambiamento di struttura, un atteggiamento ipercifotico in fase

puberale ma diventa un dismorfismo perché il soggetto poi in palestra davanti ad uno specchio o

appoggiato alla parete per fare una presa di coscienza della posizione eretta corretta,non riesce per

esempio a retroporre le spalle, ad andare in extra – rotazione con i monconi delle spalle tale che la sua

schiena prenda perfettamente contatto con la parete e allinei il foro tracalico sulla spalla.

3 : scapole addotte, mento retratto e bacino in equilibrio che

INVARIANTI CORRETTIVE PIÙ IMPORTANTI

consentono di sentire di avere un allineamento corretto del nostro corpo. Se proviamo a metterci in

questa posizione e camminare, viene molto difficile.

Come faccio ad andare in autocorrezione? Come faccio a correggere la mia posizione?

S .

OLO SE SONO MOTIVATO A STARE DRITTO

Quindi il contributo psicomotorio è fondamentale. Per modificare una struttura mentale serve la

motivazione, l’aspetto psicologico è lo starter dell’aspetto neurofisiologico.

Capacità mentale di reagire ad un input esterno: non lo decidono i miei muscoli, ma la mia mente, in

base al programma che ha confezionato al momento in cui si presenta il problema, ecco come l’aspetto

neurofisiologico, tutte le capacità, l’aspetto genetico, ecc.. è molto importante, ma la motivazione di

più.

Il compito motorio non è una copiatura del movimento, ma la verifica di un processo mentale. Quindi

se il compito motorio è corretto, il processo mentale è corretto, se il compito motorio ha degli errori

vuol dire che nel processo mentale di costruzione dello schema motorio ci sono degli errori. Quindi

l’errore è a monte, molto prima di quando lo vediamo eseguito. Probabilmente certe volte non lo

abbiamo capito. La modalità che abbiamo nel correggere diventa fondamentale, dobbiamo capire cosa

non è stato capito dal soggetto che abbiamo davanti.

L’apprendimento è frutto di una sequenza di ripetizioni e può essere condizionato.

<<Il classico esperimento di Pavlov. Noi attendiamo e abbiamo un’attesa piacevole (o non) e quindi

abbiamo delle azioni che anticipano quello che realmente è l’evento che si sta presentando. Noi

possiamo aumentare la potenza di questo apprendimento se riusciamo a scatenare nel soggetto un

condizionamento. Entrare nella testa di una persona significa motivarla verso l’obiettivo che noi

abbiamo, e di fare in modo che questo obiettivo sia uguale al suo, questo è empatia: cioè la capacità di

capire la persona che abbiamo davanti ed entrare con lui in sintonia senza aver fatto chissà che cosa.

Entriamo in sintonia perché riusciamo a capire i suoi bisogni e cominciamo a soddisfarli. Se noi

diventiamo il soggetto che soddisfa il bisogno di una persona che viene a fare attività motoria

preventiva e compensativa, acquisisco corretti schemi motori o correggo schemi motori errati ,

riusciamo a capire perché questo soggetto vuole fare veramente attività motoria e questo significa dare

delle informazioni che gli tengono eleva

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fabicottone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria, tecnica e didattica dell'attività motoria preventiva e dell'attività motoria adattata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Zangla Daniele.
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