Attività finanziarie
Introduzione
Definizione: Le attività finanziarie sono elementi dell’attivo risultato di investimenti (più o meno duraturi) di temporanee eccedenze di liquidità derivanti dalla gestione caratteristica. Tali operazioni di investimento rientrano non nella gestione caratteristica ma nella cosiddetta gestione patrimoniale/accessoria.
N.B gli investimenti della gestione caratteristica sono gli investimenti pluriennali fatti per poter conseguire un risultato nella produzione.
Categorie di attività finanziarie
Le attività finanziarie si possono dividere, secondo un’ottica economico-aziendale, in 4 grandi categorie:
- Partecipazioni sono investimenti in patrimonio netto (detto anche capitale di rischio) di altre società (azioni se sono S.p.A. o quote se sono s.r.l.). Le partecipazioni mi attribuiscono la qualifica di socio (titolare del rischio di impresa). Le partecipazioni si distinguono in diverse sottocategorie a seconda della proporzione di patrimonio netto che si acquista:
- Di controllo: quota di patrimonio netto >50%;
- Di collegamento: quota di patrimonio netto che non mi permette di controllare l’azienda ma ho un peso notevole in assemblea (compresa tra 20% e 50%);
- Semplici: quota minore del 20%.
- Titoli di debito sono investimenti in capitale di debito:
- Pubblico: titoli di stato;
- Privato: obbligazioni.
- Azioni proprie sono investimenti in patrimonio netto proprio, si comprano azioni della nostra stessa società. Vengono ricomprate per due principali motivi:
- Ridurre il flottante (per evitare un takeover ostile);
- Dare un segnale al mercato di fiducia nella propria azienda.
- Altri titoli comprendono titoli stranieri e quote in fondi comuni di investimento.
La distinzione in queste categorie comporta anche una differente contabilizzazione.
Valutazione delle attività finanziarie
La valutazione delle attività finanziarie si differenzia tra 2 diverse logiche contabili: quella economica e quella civilistica.
Valutazione secondo logica economica
La valutazione delle attività finanziarie fatta secondo logica economica differenzia le partecipazioni e i titoli secondo il criterio di destinazione/uso:
- Destinati ad essere rivenduti nel breve termine: finalità speculativa (acquistate per trading)
- Destinati a perdurare in azienda: finalità strategiche
Attività acquistate per trading
La valutazione contabile delle attività acquistate per trading è simile a quella dell’acquisto delle merci (N.B. non sarà oggetto di esame la contabilizzazione di queste attività) e si compone in 2 momenti:
- Rilevazione iniziale: acquisto contabilizzato al suo costo complessivo anche degli oneri accessori (spese bancarie, commissioni di intermediazione etc.);
- Valutazioni successive: il valore delle rimanenze è pari al minore tra costo di acquisto e VPR (valore presumibile di realizzo) che si desume dall’andamento del mercato (per le attività quotate si guarda alla quotazione media dell’ultimo mese mentre per quelle non quotate si guarda alla quotazione di titoli simili).
Attività destinate a perdurare in azienda
La valutazione delle immobilizzazioni finanziarie è simile a quella dei cespiti tranne per il fatto che le immobilizzazioni finanziarie NON sono ammortabili. Anche in questo caso i momenti della rilevazione sono 2:
- Rilevazione iniziale: acquisto contabilizzato al suo costo complessivo anche degli oneri accessori direttamente imputabili;
- Valutazioni successive: si deve considerare il reale valore dell’immobilizzazione finanziaria e valutare se è necessaria o meno una svalutazione. N.B. la svalutazione di un titolo/partecipazione è da fare solo in presenza di perdite durevoli di valore.
Quando una perdita è da considerarsi durevole? A differenza della tipologia di attività finanziaria si utilizzano metri di giudizio differenti:
- Titoli di debito quotati: persistono significative quotazioni al ribasso nei listini (media prezzi ultimi 6 mesi);
- Titoli di debito non quotati: situazioni di dissesto o insolvenza della società emittente oppure situazioni di mercato negative che si protraggono da più esercizi.
- Partecipazioni: se la società partecipata ha realizzato una perdita significativa e non è dimostrabile che la partecipata possa cambiare la situazione portandosi ad avere risultati positivi (non esistono piani di risanamento).
N.B. come per le immobilizzazioni, una volta che la causa della svalutazione viene meno è permesso rivalutare l’attività finanziaria fino ad un massimo pari al valore del costo originario.
N.B. Nel caso di perdita di una società controllata non posso svalutare la mia partecipazione se è stato predisposto un piano di recupero concreto e ragionevole attuabile nel breve termine.
La valutazione delle partecipazioni immobilizzate di controllo/collegamento
Sono le partecipazioni (azioni) detenute con scopi strategici, sono dette anche partecipazioni qualificate. Per valutare le partecipazioni si utilizzano 2 diversi metodi:
- Metodo del costo rettificato: metodo di riferimento per le partecipazioni immobilizzate non qualificate;
- Metodo del patrimonio netto: metodo di riferimento per partecipazioni immobilizzate in società collegate o controllate;
I due metodi privilegiano 2 diversi principi. N.B. Per le partecipazioni immobilizzate non qualificate devo usare per forza il metodo del costo rettificato, per quelle di controllo o collegamento si possono usare entrambi, anche se si sta man mano preferendo il metodo del patrimonio netto.
Con il metodo del costo rettificato la partecipazione è iscritta al costo sostenuto (+ eventuali oneri accessori) e tale valore non muta a meno del verificarsi di determinati eventi.
Con il metodo del patrimonio netto s...
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