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Fenomeno del cocktail party
Cherry ipotizza una situazione in cui si hanno una moltitudine di stimoli (es. una discoteca) ed il soggetto riesce ugualmente a prestare attenzione ad una conversazione, ciò avviene sulla base dell'analisi delle caratteristiche fisiche degli stimoli ossia la localizzazione spaziale dei parlanti, il genere del parlante e l'intensità della voce. Riusciamo a prestare attenzione a quella conversazione ignorando tutto il resto presente intorno a noi.
Cherry in un altro esperimento eliminò le differenze fisiche, presentò due messaggi con la stessa voce ad entrambe le orecchie, il soggetto ignorava un messaggio e ne sentiva solo uno. Ha anche studiato l'attenzione selettiva chiedendo ai soggetti di ascoltare due messaggi ma ricordarne soltanto uno, in questo caso del messaggio "ombreggiato" non restava alcuna traccia. Del messaggio ignorato non vi era stata alcuna elaborazione, le modificazioni fisiche.
(inserimento di un tono puro) venivano individuate invece quasi sempre.
Teorie del filtro: Broadbert e Treisman postulano l'esistenza di un filtro attraverso cui qualcosa passa mentre altrono. Per broadbert il filtro agisce ad un livello molto precoce e non vi è traccia del messaggio trascurato, due stimolipresentati simultaneamente accedono in parallelo ad un registro sensoriale, uno passa attraverso il filtro, l'altroviene elaborato successivamente. Possiamo elaborare soltanto uno stimolo per volta, tutto ciò che non passa dalfiltro non viene elaborato. Il filtro è fondamentale per prevenire il sovraccaricoMaggiore è la nostra capacità di memoria del lavoro, minore sarà l'interferenza provocata da altri input. (Eviceversa).Per Broadbert il filtro agisce nelle fasi iniziali, non vi è elaborazione dell'altro stimolo, se non passa il filtroTreisman: filtro in una fase più avanzata, riceve una qualche forma
di elaborazione, lo stimolo viene valutato inizialmente sulla base delle caratteristiche fisiche, solo in un secondo momento ci si focalizzerà sul significato. La differenza tra i due sta nel punto in cui agisce il filtro. Quella di Treisman è una teoria molto valida perché supera il limite della teoria di Broadsbert. Abbiamo un'elaborazione automatica, priva di consapevolezza, che non richiede risorse attentive. Processi controllati: che richiedono l'impiego di risorse attentive e avvengono mediante elaborazioni seriali (step by step), richiedono più tempo. Noi utilizziamo prevalentemente processi automatici che richiedono elaborazioni in parallelo ossia simultaneamente vengono elaborate determinate informazioni. Secondo la Treisman elaboriamo caratteristiche elementari di uno stimolo attraverso processi automatici, la sua teoria dell'integrazione delle caratteristiche postula che noi riconosciamo gli elementi in due momenti distinti, all'inizio.Attraverso l'elaborazione parallela (processo automatico) riconosciamo forma, colore. In seguito vi è l'elaborazione seriale detta dell'integrazione, combiniamo le caratteristiche colte nella prima fase per dare un significato all'oggetto, si identifica l'oggetto. L'attenzione, che non è presente nella prima fase, rappresenta la colla che mette insieme le caratteristiche colte. Il ruolo dell'esperienza è fondamentale perché nel processo di riconoscimento si può essere influenzati da ciò che si sa sugli oggetti. - Se la nostra conoscenza pregressa non ci viene in aiuto possiamo integrare le conoscenze in modo errato e andiamo incontro alle unioni illusorie, ciò produrrà combinazioni sbagliate. Attenzione spaziale: ci permette di schivare ostacoli, di non inciampare, funziona un po' come un fascio di luce che illumina una parte del campo visivo e consente il processamento di alcuni stimoli.
non è l'unico fattore che determina l'attenzione. L'attenzione può essere influenzata da diversi fattori, come l'interesse personale, la novità degli stimoli, la motivazione e così via. Inoltre, l'attenzione può essere selettiva, cioè possiamo concentrarci su un determinato stimolo ignorando gli altri, o divisa, cioè possiamo prestare attenzione a più stimoli contemporaneamente. L'attenzione è un processo complesso che coinvolge diverse aree del cervello e può essere studiata attraverso diverse metodologie, come l'elettroencefalografia (EEG) o la risonanza magnetica funzionale (fMRI).dobbiamo postulare l’esistenza di un meccanismo centrale che ci permette di organizzare le informazioni ricevute dall’ambiente. Lo studio delle anomalie fornisce indicazioni molto importanti sull’esistenza di strutture e aree cerebrali. Nel caso della negligenza spaziale unilaterale, l’individuo dimostra un’incapacità di percepire lo spazio controlaterale alla lesione. Attenzione esogena: attenzione involontaria che segue processi di tipo bottom-up (parte dai dati sensoriali). L’attenzione entra in atto in maniera involontaria partendo dagli stimoli. È fondamentale perché ci mette in uno stato di allerta. Attenzione endogena: volontaria e di tipo top-down, non parte dal singolo dato ma da un obiettivo e uno scopo. La coscienza fa riferimento a tutti i nostri processi cognitivi, le funzioni della coscienza sono quella di: osservare il comportamento e quella di guidarlo e di monitorarlo. Svolge la funzione del monitoraggio e delcontrolloMonitoraggio: elaborazione delle informazioni affinché ricordi e pensieri giungano alla consapevolezza. La coscienzaControllo: azione necessaria perché l'individuo inizi e porti a termine una data attività rappresenta l'insieme di percezioni, sensazioni, memorie ed emozioni di cui siamo consapevoli.La coscienza vigile: si ha quando siamo in uno stato di lucidità riguardo le nostre emozioni. Percepiamo tempi, luoghi ed eventi come reali, significativi e familiariStati modificati di coscienza: durante il sonno, il sogno, l'affaticamento, le allucinazioni, i deliri, nei casi di abuso di sostanze. Creano una modificazione nelle percezioni, nelle emozioni, nell'autocontrollo.SONNO: trascorriamo ben 25 anni della nostra vita dormendo, il sonno è fondamentale nella nostra esistenza per la nostra salute mentale e fisicaFalsi miti sul sonno:-non è vero che siamo incapaci di reagire, di compiere azioni-non è vero chesi apprende una disciplina dormendo, anche se il sonno facilita l'immagazzinamento di determinate funzioni. Il sonno è un bisogno fisiologico innato, il nostro organismo è capace di tollerare 4 giorni di privazione dal sonno, una privazione prolungata fa nascere patologie invalidanti e induce elementi come farfugliamenti, difficoltà di concentrazione, tremolio, incapacità di denominare oggetti comuni e irritabilità. Effetti di deprivazione del sonno: - Ipersonnia: eccessiva sonnolenza nelle ore diurne - Microsonni: brevi episodi di modifica dell'attività cerebrale - Effetti su umore e salute, sulla regolazione della temperatura corporea. Può insorgere in seguito a 70 ore di deprivazione di sonno. - Psicosi da deprivazione di sonno: perdita di realtà, deliri, allucinazioni, confusioni, disorientamento. Alternanza sonno-veglia: regolata da ormoni in equilibrio tra loro. La fase del sonno è un processo molto attivo, vengonoriparati i tessuti danneggiati, si recuperano le energie, avviene il consolidamento della memoria a breve termine. Il sonno sorge spontaneamente, il cervello non si spegne durante il sonno ma si modifica il tipo di attività cerebrale in base alla fase che viviamo, in ognuna di queste fasi la nostra attività cerebrale cambia. Fasi del sonno: - veglia: caratterizzato dalla presenza di onde beta, piccole e veloci - Veglia rilassata: onde alfa, ampie e lente. Rappresenta la fase 0 del sonno, il respiro e i battiti rallentano, scende la temperatura corporea - Fase 1 del sonno: fase del sonno leggero, il battito cardiaco rallenta ulteriormente, la respirazione è irregolare, la muscolatura è rilassata, è frequente la comparsa dello spasmo ipnico (contrazione involontaria quando ci si sta per addormentare causando spesso un risveglio improvviso. Lo spasmo ipnico per alcuni ha forse una funzione adattiva, un riflesso arcaico, rimasto un residuo dalle scimmie. Lo spasmo ipnicoè associato ad una condizione distress. Lo stress, l'assunzione di sostanze eccitanti o l'attività fisica prima di dormire alterano il sonno e fanno sorgerespesso gli spasmi ipnici. Fase 2: Sonno medio: onde miste, la temperatura corporea scende ulteriormente. Vi è un'alternanza di risposte da parte dell'organismo, i muscoli talvolta sono rilassati e talvolta tesi. Il nostro corpo cerca di restare tonico ma poi si abbandona al sonno. Più il sonno si fa pesante più la temperatura corporea scende. Fase 3: sonno profondo: onde beta e perdita di coscienza, tracciato irregolare, svegliare un individuo nella fase di sonno profondo è molto difficile. Fase 4: sonno profondissimo: onde delta lente ed irregolari, insensibilità a stimoli esterni. Se il soggetto si sveglia in seguito ad un forte rumore apparirà in uno stato confusionale. Fase REM: (movimento rapido degli occhi) Durante il sonno leggero compaiono i movimenti.