Appunti di diritto pubblico comparato 1
Diritto pubblico comparato
Francesca Magnanini Diritto pubblico comparato
Introduzione
L’obiettivo della comparazione è conoscitivo (come un diritto evolve nel tempo capendo meglio l’ordinamento in cui uno vive guardando ad altre esperienze).
Ad esempio per quanto riguarda il diritto all’aborto, si nota in Europa un trend in cui i paesi europei hanno adottato una regolamentazione liberale e non restrittiva.
San Marino, Andorra e Polonia erano i tre paesi più restrittivi in Europa in materia di aborto ma con il referendum di quest’anno la popolazione ha appoggiato la liberalizzazione dell’aborto. Negli Stati Uniti invece si nota un trend opposto. Nel 1973 la corte suprema americana ha all’improvviso liberalizzato l’aborto per tutta la popolazione mentre (ad oggi) si nota come gli stati federati americani abbiano iniziato a reagire a questa apertura introducendo leggi ancora più restrittive del continente europeo. Un esempio è quello del Texas che ha approvato una legge che impedisce l’aborto oltre la 4 settimana di gestazione e la corte suprema non ha bloccato questa dispositiva.
Un altro esempio è il tema del divieto di coprire il volto in luoghi pubblici. Si tratta di un caso che ha tantissime risposte diverse. Il legislatore francese ha approvato una legge che, per ragioni di sicurezza pubblica, vieta a chiunque di indossarli in luoghi pubblici, in altri contesti questo sarebbe impensabile come nel Regno Unito. La corte europea in un caso francese ha sfruttato il “margine di apprezzamento” (strumento interpretativo che la corte europea dei diritti dell’uomo ha sviluppato per dare agli stati un certo margine di libertà per quanto riguarda la regolamentazione di alcuni diritti).
Comparare non significa studiare un unico ordinamento ma paragonare ordinamenti di paesi diversi. Gli altri fini riguardano la praticità a livello nazionale e sovranazionale. Gli studi di diritto comparato sono sempre più usati dai legislatori nazionali che si trovano a dover regolamentare una materia non ancora normata. Inoltre, anche le corti supreme usano il diritto comparato (mai, raro o sistematico —> soft use o hard use) per comprendere meglio il proprio sistema giuridico ispirandosi a decisioni già prese da altri ordinamenti. Serve anche per rafforzare la legittimità delle corti più giovani o evitare conflitti.
Questo fenomeno si può notare nel caso del Sud Africa. Infatti, la corte sudafricana nella sua prima decisione circa la pena di morte, si è profusa in un elenco di sentenze di altri ordinamenti che hanno giudicato sulla legittimità della pena di morte. Anche nella costituzione sudafricana per quanto riguarda l’interpretazione del Bill of rights si afferma che è opportuno introdurre comparazioni nelle sentenze e nelle leggi locali.
Lo scopo internazionale della comparazione consiste nel verificare da parte dei giudici internazionali se c’è una comune legislazione o opinione riguardo a un certo elemento giuridico per armonizzare una certa materia.
Del consiglio d’Europa, ad esempio, non fanno parte solo i paesi dell’UE ma anche paesi di tradizioni giuridiche diverse. Quando la corte deve decidere su un caso molto complicato esegue un’indagine comparativa per vedere la risposta dei vari paesi in tale materia. Se si rende conto che c’è un “consensus” cioè la maggior parte dei paesi ha assunto decisioni in un certo senso tenterà di uniformare la disposizione. Se non c’è, allora sfrutterà il “margine di apprezzamento” lasciando che i diversi stati si muovano come meglio credano.
Anche i legislatori sovranazionali o internazionali sfruttano le comparazioni (come per le direttive dell’UE).
Francesca Magnanini Diritto pubblico comparato
La problematica dell’utilizzo della comparazione è il cherry picking/bias di selezione: i giuristi sfruttano solo i casi che fanno ottenere loro l’obiettivo che vogliono raggiungere strumentalizzando la comparazione.
Gli studiosi del diritto giuridico comparato hanno cercato di classificare il diritto in varie famiglie, tra queste quella del common law e del civil law. Tuttavia, non esistono solo queste due tradizioni giuridiche occidentali che pur sono il punto di partenza dello studio. È necessario evitare l’eurocentrismo e l’americacentrismo. Inoltre, non ci si può limitare ad avere un approccio legato alla norma e al diritto positivo ma è necessario concentrarsi anche sulla “law in action” osservando come una determinata norma viene vissuta ed interpretata in un dato ordinamento. Può accadere che norme giuridiche simili abbiano un’applicazione completamente diversa in sistemi giuridici diversi.
Il diritto comparato, nato come scienza nel 1900, viene spesso confuso con la storia del diritto. È vero che il comparatista non può prescindere dal contesto storico per capire il dato o il fenomeno giuridico ma non è uno storico. Questo vale in particolare per la comparazione diacronica quindi quando si vuole comparare l’evoluzione di un diritto nel tempo in vari sistemi. Per quanto riguarda invece la comparazione sincronica (in un dato momento come viene regolamentato un diritto in ordinamenti diversi) il dato storico è meno rilevante.
Altri approcci sono quelli della micro (riguarda un singolo istituto come il divorzio) o macro comparazione (riguarda il sistema nel suo complesso).
Per queste comparazioni è necessario tenere a mente il “formante” (l’insieme di regole che formano l’ordinamento: la legge, la giurisprudenza, la dottrina e i “criptotipi” quindi formanti nascosti, aspetti dell’ordinamento non scritti ma viventi nell’ordinamento) e la “forma politica istituzionalizzata” (l’essenza di un dato ordinamento costituzionale individuandone gli elementi necessari: interpretazione della norma e prassi costituzionale).
Sham constitutions
David Law ha elaborato uno studio sulle Costituzioni fittizie o “Sham constitutions”.
Egli sostiene che talvolta le costituzioni mentono. Infatti, ci sono molti esempi del mondo che parlano di costituzioni di facciata. Ad esempio, la costituzione eritrea dal punto di vista formale è molto ricca e liberale (sostiene la libertà di pensiero, coscienza e religione, espressione) ma in pratica il governo eritreo è uno dei governi più repressivi.
Inoltre sostiene che, anche in condizioni ideali, come nel caso di una democrazia ricca e ben radicata, esiste inevitabilmente un divario tra ciò che viene previsto dalla costituzione formale di un paese e quella vivente.
Le Sham constitutions esistono perché esistono dei regimi autoritari che svuotano di significato la costituzione (come nella dittatura nazista la costituzione di Weimer o in quella fascista lo statuto Albertino o ancora oggi il caso dell’Afghanistan). Tuttavia, questo non accade solo per quanto riguarda i regimi autoritari, estremamente rilevante in questo senso è anche la mancanza di risorse.
Moltissime costituzioni sostengono diritti (soprattutto sociali) che non vengono effettivamente garantiti nella pratica perché non ci sono risorse sufficienti. I contesti più poveri evidentemente sono quelli che possono meno assicurare gli standard dei diritti. Ogni volta che un diritto viene riconosciuto dall’ordinamento questo deve dedicare delle risorse che verranno tolte ad altri diritti: le risorse sono sempre e comunque limitate.
La costituzione del Ciad prevede il diritto all’istruzione pubblica. Tuttavia, i bambini ricevono in media solo sette anni di istruzione: è il paese con il tasso di alfabetizzazione minore.
Francesca Magnanini Diritto pubblico comparato
L’Afghanistan è (era) costituzionalmente obbligato a fornire assistenza gratuita nonostante fosse il paese con la settima aspettativa di vita più basse e il secondo tasso di mortalità infantile.
L’esito della sua comparazione ha dato luogo a 4 tipi di costituzioni nel mondo:
- Sham constitution: paese che ha alta tutela dei diritti de iure ma offre poco in pratica (Sudan).
- Strong constitution: paese che ha alta tutela dei diritti e offre molto in pratica (Finlandia).
- Weak constitution: paese che ha una bassa tutela de iure e offre poco in pratica (Saudi Arabia).
- Modest constitution: paese che ha una bassa tutela teoria ma offre molto in pratica (Australia).
Ha realizzato anche uno studio di tipo diacronico (dal 1990 al 2010) della presenza di queste quattro categorie di costituzioni. Da questo studio si può notare una costituzionalizzazione tra il 1990 e il 2000. Dal 2000 al 2010 sembra continuare a cambiare l’equilibrio delle sham constitutions.
Tendenzialmente queste si concentrano in Africa, Asia e in Russia. Contrariamente a queste regioni, l’Europa e il Nord America sono caratterizzate da un misto tra costituzioni forti e modeste. Questo modello riflette una costante occidentale: forte propensione alla tutela dei diritti che viene messa alla prova da nuovi fenomeni quali il populismo (soprattutto in Ungheria e Polonia dove c’è un governo estremamente anti-europeista e nazionalista che sta approvando delle leggi totalmente contro il recovery plan polacco e minacciando l’Europa di rifiutarsi a partecipare) e il costituzionalismo abusivo.
Metodi della comparazione
Esistono molti metodi della comparazione. Tra questi, esiste quello di Hirschl che ha individuato 4 modi di comparazione:
- Studi indipendenti di un singolo paese.
- Riferimento comparativo finalizzato all’auto-riflessione attraverso l’analogia, la distinzione e il contrasto.
- Ricerca comparativa finalizzata a generare concetti e strumenti di pensiero attraverso descrizioni sfaccettate.
Un esempio è quello dell’”abusive constitutionalism”. Landau ha osservato tre ordinamenti: Colombia, Venezuela e Ungheria.
In Colombia ha osservato che il presidente Uribe è stato eletto con una ampia maggioranza quando allo scadere del suo ultimo mandato chiede una modifica costituzionale per essere rieletto. Alla fine del secondo mandato, chiede di cambiare per introdurre il terzo mandato ma la corte costituzionale colombiana si è opposta. In Venezuela invece Hugo Chavez chiede di introdurre una nuova costituzione convocando un’assemblea costituente con un mandato presidenziale e poteri maggiori. In Ungheria d’altro canto, Orban viene eletto e poco dopo inizia a cambiare la costituzione in vari punti. Nel 2010 introduce una nuova costituzione che dava maggiori poteri al presidente e limitando il giudiziario.
Landau trovandosi davanti a questi tre situazioni che legano lo stesso fenomeno (accentramento del potere tramite il rispetto formale della costituzione). In tutti i casi viene cambiata la costituzione a livello formale per rendere uno stato significativamente meno democratico di prima. Si concettualizza la democrazia su uno spettro riconoscendo che esistono vari tipi ibridi tra pieno autoritarismo e la piena democrazia. È un concetto nuovo coniato dalla dottrina partendo dalla comparazione di un fenomeno.
- Studi che attingono al confronto controllato e ai principi di selezione dei casi orientati all’inferenza al fine di valutare il cambiamento, spiegare le dinamiche e fare inferenze su causa ed effetto attraverso la selezione sistematica dei casi e l’analisi dei dati.
Francesca Magnanini Diritto pubblico comparato
Famiglie giuridiche
Le famiglie giuridiche riguardano il rapporto storico tra diversi sistemi giuridici. Il termine fu introdotto da Estrein che ha diviso le varie famiglie giuridiche in gruppi: il gruppo latino, il gruppo germanico, il gruppo anglosassone, il gruppo slavo e il gruppo musulmano.
Réné David invece classifica le famiglie giuridiche in: romano-germanica, paesi socialisti, common law e ordinamenti giuridici religiosi e tradizionali.
Tuttavia, le famiglie giuridiche non rappresentano entità isolate e statiche. Infatti, entrano in contatto con elementi da cui sono contaminate. L’ordinamento statale può essere influenzato da quello indigeno o dal diritto religioso. Possono quindi coesistere diverse famiglie giuridiche in un unico ordinamento generale.
Secondo Blenn invece la distinzione delle varie tradizioni giuridiche si basa sulla legge che dà vita all’ordinamento:
- Tradizione ctonia (Contiene tutte le tradizioni degli indigeni e per questo si basa sull’oralità. Esiste solo nelle nazioni indigene e crea un pluralismo giuridico).
- Tradizione talmudica (Si basa sui primi 5 libri della bibbia. Si tratta di uno dei diritti più antichi della storia ed è di matrice religiosa.).
- Tradizione del civil law (Deriva dal diritto romano e si basa sulla codificazione).
- Tradizione islamica (Le fonti sono molteplici: il corano, la tradizione sacra, l’opinione concorde e l’analogia.).
- Tradizione del common law (È tipica dei paesi anglosassoni. La fonte del diritto non è scritta ma è la “case law”. I giudici sono fonte del diritto: inizialmente come una serie di consuetudini che poi si trasformano in giurisprudenza consolidata.).
- Tradizione asiatica (È basato su alcuni concetti come l’armonia sociale, molte consuetudini per mantenere l’armonia. Vi è pochissimo diritto positivo. È caratterizzato da una lacuna di diritti personali.).
- Tradizione indù (Diritto religioso complicato molto simile a quello musulmano).
Pluralismo giuridico
Si tratta dei casi in cui diverse famiglie o tradizioni giuridiche coesistono.
È problematico nel momento in cui si trovano dei contrasti tra le varie famiglie che coesistono.
Con il fenomeno della globalizzazione, si crea ad esempio un diritto costituzionale globale che disciplina azioni o eventi trascendendo le frontiere nazionali. L’internazionalizzazione consolida dei valori come la separazione dei poteri e l’affermazione dei diritti fondamentali. Gli stati si adeguano o si oppongono a questi aspetti internazionali.
Da qui ci si può chiedere se esista o meno una possibile egemonia di una famiglia o una tradizione giuridica su un’altra. È difficile dirlo in quanto esistono vari tipi di globalizzazione; è necessaria quindi una comparazione verticale che si interessa anche di ordinamenti internazionali e sovranazionali.
Si parla di “juristocracy” per intendere l’aristocrazia dei giuristi alla luce del ruolo che giocano.
Un esempio è quello che riguarda la ripartizione ereditaria in Africa: applicare il diritto indigeno o nazionale? Viene applicato il diritto nazionale per tutelare l’uguaglianza degli eredi contro la legge indigena che considera solo i primogeniti.
Un altro esempio riguarda il Canada: si chiedeva la corte suprema canadese se le leggi basate sulla tradizione giuridica del Talmud potessero essere oggetto di suo giudizio. In una sentenza, la corte suprema avoca a sé la competenza di giudicare su queste norme di matrice religiosa rispetto alla costituzione canadese, enfatizzando sul fatto che certe disposizioni fossero in grande contrasto con il principio di uguaglianza dei sessi.
Francesca Magnanini Diritto pubblico comparato
La divisione orizzontale dei poteri
La ratio della dottrina dell’istituto della divisione dei poteri innanzitutto è evitare che un potere prevalga sull’altro impedendo inoltre che un soggetto concentri nelle sue mani tutti i poteri.
Si tratta di un modello istituzionale che appartiene alla storia dello stato occidentale moderno. Non è un istituto che si trova in tutte le tradizioni giuridiche. In particolare lo si ritrova nel momento storico che segna il passaggio dallo stato assoluto allo stato liberale. Nasce quindi in un contesto ben definito con il fine di impedire l’instaurarsi di regimi prevaricatori.
Non si tratta di un concetto statico, evolve nel tempo.
Per “forma di stato” si intende l’insieme dei principi che legano il rapporto tra i cittadini e il potere; rapporto tra autorità e libertà. Le forme di stato identificabili storicamente sono lo stato assoluto (monarchia assoluta), lo stato liberale, lo stato social-democratico, lo stato totalitario e i regimi autocratici/autoritari (come ad esempio la Polonia e l’Ungheria).
Madison e Montesquieu sottolineano la necessità di limitare il potere creando lo stato liberale. Secondo Madison, la concentrazione del potere nelle mani di uno o di pochi è una tirannia. Mentre, secondo Montesquieu chi detiene il potere tende ad abusarne, è nella natura dell’uomo.
La concezione della separazione dei poteri evolve in corrispettivo con l’evoluzione delle forme di stato. Esistono due modelli di separazioni dei poteri secondo Bonietti: un modello liberale e uno democratico-sociale. Ne esiste un terzo?
Evoluzione storica
Il primo interramento della separazione dei poteri si ha a seguito della rivoluzione gloriosa in Inghilterra nel 1688 che ha limitato il potere della corona attraverso il “Bill of rights”.
Questo modello è stato poi esportato in America, prima nelle costituzioni delle ex colonie, poi in quella americana ma anche in Francia dopo la rivoluzione francese del 1789 (anche se in modo precario).
Questo concetto nasce nello stato liberale, stato in cui la borghesia cercava di affermarsi rispetto alla corona e alle altre classi dei nobili. In questo contesto, si ha una concezione del rapporto tra stato e individuo improntata al riconoscimento dell’autonomia massima dell’individuo: lo stato non deve interferire con il godimento delle libertà (negative) dell’individuo. In questo modello, lo stato si astiene dall’intervenire nelle sfere di libertà: le riconosce e le tutela ma non compie azioni positive. Il principio cardine è quello dell’uguaglianza formale: tutti sono uguali di fronte alla legge formalmente ma non sostanzialmente in quanto l’intervento statale è assente.
Nello stato liberale, ci sono tre poteri fondamentali: potere legislativo (pone norme generali e astratte), esecutivo (attuazione degl
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