La pedagogia in Italia
Don Bosco e il sistema preventivo
Fu un sacerdote, educatore e scrittore. Nel 1859 fondò la congregazione dei Salesiani. Utilizzò il sistema preventivo, ovvero offrì ai giovani un ambiente nel quale è incoraggiato a dare il meglio di sé, nel riconoscimento dei propri talenti e dei propri limiti, nel rispetto degli altri e scoprendo la propria vocazione. Il suo non è un sistema pedagogico vero e proprio in quanto nasce dal cuore e non dalla ragione. Negò nella sua metodologia qualsiasi forma di repressione, puntando su un ambiente costruito sul dialogo e la serenità, un sistema quindi che poggiava sulla ragione, la religione e Don Bosco l'amorevolezza, rispettando la persona umana dell'educando e della sua libertà.
L'oratorio di Don Bosco si identifica con la sua persona, fu tra i primi ad intuire la problematica del piemontese lavoro della sua epoca. L'addestramento professionale è dunque un fattore di emancipazione dell'operaio, quindi il mezzo per la liberazione.
Obiettivo educativo
Desiderava riscattare i giovani abbandonati attraverso una metodologia atta a rispondere concretamente ai loro bisogni. La sua proposta educativa portò la categoria dei più deboli verso una liberazione. Il suo modello pedagogico fu in seguito trapiantato in tutto il mondo, costituendo un esempio di pedagogia interculturale.
Testi e pensiero
Il sistema preventivo per l'educazione della gioventù (1877). Il principio cardine del suo pensiero è l'unità nazionale, occorre creare un'educazione nazionale e popolare, estesa a tutti e incentrata su un nucleo di valori comuni. Deduce che non vi può essere una nazione italiana senza un popolo colto, l'educazione diviene quindi fondamentale sia per lo Stato che per la sua conservazione. La pedagogia deve adempiere a una funzione politica, guardando all'uomo come cittadino quindi in nome del bene dello stato, in un momento storico in cui l'istruzione è negata ai più.
Vincenzo Cuoco
Cuoco pone un atteggiamento riformatore intervenendo sulla realtà per cambiarla, sulla base dei bisogni reali del popolo. "Saggio storico sulla rivoluzione napoletana" è un testo in cui Vincenzo riflette sulle problematiche sorte dalla rivoluzione napoletana, che per estensione saranno le problematiche della rivoluzione italiana. Il fallimento va attribuito alla natura sociale e culturale del napoletano, che vedeva una minoranza colta di idee illuministe europee ed una maggioranza fatta dalla plebe contadina completamente estranea a tali idee e alla nuova cultura. Si era infatti trascurato il collegamento con i bisogni e i costumi dei più, costruendo una rivoluzione su l'astrattezza ideologica.
Nel 1804 fondò il Giornale Italiano attraverso cui sottolineò i problemi concernenti la formazione di una coscienza nazionale, utilizzandolo come opera educativa, capace di penetrare con la sua divulgazione nelle menti degli italiani. Nel 1806 pubblicò il "Platone in Italia", romanzo storico scritto in forma epistolare, nel quale propone una pedagogia della virtù, che si concretizza attraverso il lavoro e l'impegno etico nella vita sociale.
Progetti e metodi
Nel 1809 Giocchino Murat, da pochi mesi re di Napoli quale successore di Giuseppe Bonaparte, nominò Cuoco relatore all'interno della Commissione incaricandolo di presentare un progetto di legge sulla Pubblica Istruzione. La proposta di Cuoco è finalizzata al miglioramento dell'umanità, per questo motivo definita pedagogia politica. All'interno del suo rapporto, Cuoco espone le finalità nella premessa, un piano di studi e a seguire le scelte didattiche, ovvero il livello metodologico.
Il metodo prevede che l'istruzione debba comprendere tutte le scienze e tutte le arti, dato che il fine del sapere è l'agire. Deve essere rivolta a tutto il popolo, ponendo delle distinzioni, occorre inf... (testo incompleto)
-
Appunti di Pedagogia sociale sulla storia della pedagogia
-
Appunti esame pedagogia generale
-
Appunti Pedagogia generale
-
Appunti sulla politica sanitaria in Italia