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Relazioni internazionali

Prof. Antonio Trampus
Università Ca' Foscari Venezia
Anno Accademico 2016-2017

Lezione 14: 17/10/2016

Caos e governo del mondo

Sul discorso della globalizzazione considerata relativamente ai problemi che ha prodotto e produce per la stabilizzazione dell'ordine internazionale si innesta la riflessione contenuta nel libro Caos e governo del mondo. Il volume parte dall'idea che viviamo una situazione di caos e che andiamo alla ricerca di capire con quali strumenti potrà essere governato il mondo da qui in avanti. Gli studiosi di relazioni internazionali (RI) hanno l'ambizione di cercare delle costanti che consentano di fare affidamento al periodo che deve arrivare. La scelta di questo titolo non è casuale perché caos ha un significato ben preciso, non è anarchia (l'anarchia dice che non si potrà mai riportare l'ordine). Caos è una parola mutuata nelle RI dalla fisica quantistica e nasconde la fiducia che questo disordine sia solo apparente perché in questo caos ci siano delle regole che non siamo in grado di riconoscere e che sono quelle che determineranno le RI future.

È una ricerca dentro questo caos il tentativo di capire quali possano essere le regole che stabilizzeranno le RI nei prossimi cento anni con la convinzione che qualcosa ci sia, dobbiamo solo imparare a riconoscerlo e a riconoscere questi attori delle politica internazionale liberandoci di tutti gli strumenti che si portava dietro il realismo, tutto il modo di studiare la politica internazionale che ha accompagnato il Novecento che non è più utile.

La direzione verso un governo del mondo è una direzione necessaria per stabilizzare le RI. C'è bisogno di un governo del mondo altrimenti si finisce nell'anarchia che è puro disordine, ritorno ad uno Stato di natura che è uno Stato di natura maligno nei confronti del genere umano. Guardare ad un possibile nuovo governo del mondo è necessario per preservare l'essere umano dalla propria autodistruzione, tendenza innata alla sopraffazione del proprio simile, uso della guerra come strumento di risoluzione controversie internazionali.

Cambiamento sistemico

I due autori del manuale si sono fatti un’opinione che consiste nel fatto che stiamo vivendo una fase di cambiamento sistemico, stiamo vivendo da 10-15 anni una fase di cambiamento totale e radicale dei presupposti delle RI e dei suoi attori. È qualcosa di completamente nuovo che il mondo non ha conosciuto negli ultimi cinquecento anni. Quando c'era la guerra costituente venivano messe in evidenza le inefficienze di un ordine precedente e attraverso la guerra venivano creati dei presupposti per un nuovo ordine internazionale che colmasse le lacune. Era una crisi che faceva già prevedere il nuovo ciclo che si sarebbe avviato. Gli autori dicono che la situazione in cui ci troviamo non sia una situazione di passaggio ma una situazione che ha eliminato i protagonisti delle RI e i loro strumenti. È un cambiamento di sistema, radicale, che muta in profondità i concetti classici delle RI ed essendo così profondo nessuna delle teorie tradizionali è in grado di pensarlo.

Gli autori partivano già dall'idea che il nuovo ordine internazionale che deve nascere non nascerà sui presupposti di quello precedente e per poter in qualche modo trovare possibili interpretazioni della situazione attuale, l'unica possibilità è quella di studiare a fondo le caratteristiche dell'attuale disordine, i motivi per cui si è arrivati a questa situazione. Se tutte queste teorie non ci spiegano come siamo arrivati a questo punto allora dobbiamo riprendere in mano la questione e porci dei problemi diversi, utilizzare una prospettiva differente. Quello che suggeriscono è di guardare non, a come hanno fatto fino adesso le teorie, alle forme di organizzazione politica o delle comunità di persone ma di andare a guardare e studiare i meccanismi di espansione mondiale, andare a capire come il mondo si è allargato. Nel 1492 quando Cristoforo Colombo decise di attraversare l'oceano il mondo all'epoca si riduceva all'Europa e alle Coste del Mediterraneo. Quel mondo si è allargato attraverso la conoscenza, le reti di comunicazione e significa che i modelli di comprensione delle RI che abbiamo incontrato fino ad ora sono dei modelli legati ad un processo di espansione che è arrivato ad un punto in cui non può più allargarsi perché ha raggiunto un livello di saturazione. Il meccanismo di espansione non può più funzionare, per questo è un cambiamento sistemico, perché sono cambiati radicalmente i presupposti e i contesti.

Transizione o trasformazione sistemica?

Ci troviamo di fronte a una fase di transizione, di crisi o siamo davvero di fronte a una trasformazione sistemica? Per capire questo cercheremo di capire se questa fase di 20 anni in cui ci troviamo sia una fase di crisi e di transizione o di radicale cambiamento.

Il concetto di egemonia

Perché egemonica? La parola egemonia è quella che indica nelle RI un soggetto capace di governare il mondo ricorrendo ad una pluralità di strumenti che non sono necessariamente quelli della politica. Non parleremo di potenza nel senso di chi usa la politica ed è in grado di condizionare le RI. Il mondo è composto da una moltitudine di attività non riconducibili alla politica. Non parliamo più di potenze, parola che evoca l'uso della politica ma parliamo di egemonia e mentre delle potenze possiamo fare anche a meno, delle egemonie non potremo mai fare a meno se c'è bisogno di governare il mondo perché una qualche forza messa in equilibrio da un'altra o in grado di esercitare la sua volontà ci deve essere sempre per governare il mondo.

Tutte le teorie studiate studiavano gli Stati, le potenze e i concorrenti degli Stati, giocavano sempre intorno all'attore di cui non ci si riusciva a liberare. Se ci poniamo dal punto di vista delle egemonie, della ricerca di altre forze non misurabili attraverso politica, della competizione dello Stato possiamo provare a riconoscerle anche laddove queste non erano state viste, le egemonie possono assumere tante forme diverse al di là della politica ma possono assumere anche una forma economica, di tipo sociale, legata al controllo delle reti. Ciò ci spinge alla ricerca di tutti gli elementi che sono stati in grado nel tempo di formare delle leadership, delle egemonie e di tutti gli elementi che hanno consentito di formare soggetti egemonici in grado di governare il mondo perché solo in questo modo ci dotiamo di strumenti nuovi che ci permettano di capire se nel caos di questo tempo non ci sia disordine ma se ci siano i presupposti per fare emergere nuove egemonie che potranno governare il mondo. Si tratta di un cambiamento del modo di guardare alle RI.

L'egemonia ha la forma di leadership dove la leadership è la capacità di un soggetto di guidare la società, farsi seguire. Il leader e la leadership non è solo forza, potere che esercita una potenza, il leader e la leadership sono la capacità di farsi seguire senza l'uso della forza, solo facendo opera di convincimento, senza gli strumenti del realismo, della politica, dell'uso della guerra ma soltanto producendo negli altri la convinzione che quello sia il comportamento da seguire. La capacità della leadership è quella di far capire che l'interesse del singolo coincide con l'interesse di tutti quanti. Tante persone seguono un leader perché convinti che nel suo interesse si rispecchi l'interesse di tanti. La forza non sta quindi nell'obbedienza ma nella persuasione.

Lezione 15: 18/10/2016

Transizione e leadership

La parola egemonia è la sostituta della parola potenza come espressione del rapporto tra lo Stato, la politica e l'uso della forza nelle teorie del Novecento. Alla parola potenza viene sostituita la parola egemonia per indicare delle forme di leadership che non si esprimono attraverso la politica ma attraverso una gamma di attività. Le egemonie su cui si indaga si esprimono sotto forma di leadership che è la capacità di un attore delle RI di farsi seguire, compiere un'azione di convincimento e farsi seguire nella convinzione che la linea che sta seguendo nell'ambito della politica internazionale sia quella giusta. Max Weber aveva spiegato che opposto al potere tradizionale esiste il potere carismatico, del leader che segue meccanismi completamente diversi che sfuggono a quelle regole. Il meccanismo della formazione del potere carismatico è quello che ha ispirato gli attori nella ricerca di forme di leadership utili ad individuare nuovi attori che siano diversi dallo Stato e che sfuggono alle regole della tradizione. In questo modo si riesce a capire meglio il discorso della rottura sistemica. Loro dicono che l'epoca che si è aperta non è una transizione ma è una rottura sistemica che cambia completamente il panorama conosciuto. Se quindi utilizziamo come strumento di lavoro l'indagine su come si formano le leadership a livello internazionale saremmo in grado di captare una serie di segnali che la politica non è in grado di restituirci.

Tesi del libro

Di fronte al dilemma se siamo veramente dentro una rottura sistemica o siamo ancora dentro fase di transizione che si ripete, loro dicono che l'unico strumento che abbiamo per capire questo è quello di individuare e studiare le transizioni del passato, la storia delle RI degli ultimi cinquecento anni e vedere come si sono presentate e sono state superate le crisi per cercare di riconoscere se le caratteristiche della nostra epoca sono quelle di una crisi superabile o se i presupposti vanno discussi alla radice perché siamo di fronte ad una crisi sistemica. La prima cosa da fare è un'indagine nella storia delle RI per capire in che modo nel passato si sono verificate le transizioni egemoniche e sono state superate, in che modo i diversi sistemi sono stati in grado di riprodurre un meccanismo in grado di stabilizzare l'ordine internazionale. Secondo loro nei cinquecento anni che ci hanno preceduto c'è sempre stato un meccanismo in cui dentro una fase di crisi si creavano i presupposti per la creazione di una leadership a livello internazionale in grado di stabilizzare le RI e questo meccanismo si è sempre rinnovato e si è sempre rafforzato attraverso elementi nuovi. Per capire se siamo di nuovo dentro una fase di transizione o rottura dovremo capire se nella nostra epoca riconosciamo meccanismi che stanno portando ad emergere una nuova leadership a livello mondiale in grado di stabilizzare l'ordine internazionale o se siamo davvero di fronte a qualcosa di nuovo. Dobbiamo capire se si sta ripetendo, se funziona o meno il meccanismo che ha consentito di stabilizzare l'ordine internazionale negli ultimi cinquecento anni.

Storia delle relazioni internazionali

Cinquecento anni fa con l'inizio dell'età moderna si è formato lo Stato moderno, il primo soggetto in grado di dare stabilità alle RI. L'età moderna è l'epoca della formazione dello Stato moderno. In questo periodo si sono avvicendate tre grandi epoche, fasi che si possono distinguere l'una dall'altra perché in ciascuna di esse c'è stato un soggetto diverso da quello precedente che ha assunto il ruolo di soggetto egemone nel campo delle RI ed è stato capace di stabilizzare il quadro internazionale. In ciascuna epoca c'è stato un soggetto, prevalentemente uno Stato, in grado di esercitare il ruolo di leader a livello mondiale e in grado di stabilizzare l'ordine internazionale. Queste tre fasi iniziano e si concludono con le fasi avevamo riconosciuto parlando di guerra costituente:

  • Prima fase: 1500-1648 (pace di Westfalia)
  • Seconda fase: 1648(1700)-1800
  • Terza fase: 1800-1900

Ciascuna di queste tre fasi è guidata da un'intensa, un'egemonia, un soggetto leader nel campo delle RI e sono rispettivamente l'Olanda (fase olandese), la Gran Bretagna (fase inglese) e gli USA (fase statunitense). Tre fasi che si avvicendano l'una all'altra e che sono collegate per il fatto che in ognuna di esse funziona un meccanismo di formazione della leadership a livello mondiale e questo meccanismo viene adottato e perfezionato dal soggetto destinato a succedere in questo compito di stabilizzare l'ordine internazionale. Lo inventano gli olandesi, gli inglesi centocinquanta anni dopo lo migliorano in funzione di un mondo che si è allargato e gli USA poi se ne appropriano e lo innovano di fronte ai nuovi contesti della società industrializzata. Queste tre fasi sono tre momenti di un unico lungo processo durato cinquecento anni di espansione competitiva. Da qui la necessità di capire veramente se siamo in una fase di transizione o di radicale cambiamento sistemico perché la domanda diventa se il processo di espansione competitiva si sia arrestato o stia continuando. Questa è la domanda che stava dietro la globalizzazione e le teorie marxiste.

Fino a che punto può espandersi questo modello fino ad arrivare alla saturazione della democrazia? Da questo modello gli autori prendono le coordinate generali entro le quali raccontare questo periodo lungo di espansione competitiva che è un'espansione a tutto campo, in tutte le direzioni, soprattutto dal punto di vista geografico. Il mondo conosciuto si allarga a partire dalle Americhe. È un'espansione che porta alla globalizzazione ma è anche una fase di espansione in termini di conoscenze, progresso, tecnologia per cui si parte dalla rivoluzione agricola del Cinquecento fino alla società industrializzata. È un'espansione anche dal punto di vista politico perché si passa da modello di monarchia e assolutismo alle democrazie e lo Stato di diritto. Questo è anche inserito nel modello di espansione. L'economia corrisponde anche ad un modello di espansione. Queste tre fasi non sono solo tre fasi che si giustappongono l'una all'altra ma sono una fase di espansione che ha portato il nostro pianeta ad essere quello che è per vedere se si aprono dei meccanismi completamente nuovi oppure no.

Schema di lavoro

Si parte, c'è l'avvio di una fase in cui si forma questa egemonia, in cui emerge una leadership a livello mondiale. Questo avvio corrisponde ad un ciclo, cioè che ha una sua fine, conclusione, è come se fosse una curva che inizia questa fase di espansione e formazione della leadership, raggiunge il suo momento di massimo consolidamento in cui mette in campo tutti gli strumenti che ha a disposizione per consolidare la leadership e dopodiché queste tre grandi leadership hanno sempre conosciuto una fase di crisi che è servita come passaggio del testimone. Le egemonie in sé sono andate in crisi ma la leadership si è trasferita ad un altro soggetto. Nella fase olandese l'Olanda diventa leader a livello mondiale del mondo allora conosciuto, raggiunge l'apice della sua potenza egemonica, inizia il suo declino e il testimone, ossia la capacità di essere leader, viene assorbita dalla GB che inizia il suo ciclo egemonico, nel momento in cui a sua volta entra in crisi, il testimone viene passato agli USA che ogni volta introducono nuovi strumenti per consolidare questa leadership. Ogni volta questo meccanismo ha bisogno di rafforzarsi finché anche gli USA alla fine del Novecento giungono alla fase di crisi della leadership a livello mondiale. È importante capire se alla fase della crisi sta emergendo una nuova leadership a livello mondiale o se si è bloccato il processo perché nasce qualcosa di diverso.

Una transazione per cicli: cicli egemonici

Cos'hanno in comune queste fasi? Hanno in comune il meccanismo di trasmissione della leadership e il fatto che ciascuna di queste tre fasi sia iniziata con una lunga preparazione che è stata molto più lunga nel passato rispetto alla fase della nascita della leadership statunitense ma è stata una preparazione lunga di decenni, non un evento improvviso. L'Olanda nasce attraverso una ribellione contro la Spagna a fine Cinquecento e diventa leader a livello mondiale con la pace di Westfalia. La GB inizia il processo di formazione della leadership intorno agli anni 1710 con le guerre di successione e si consolida in questo modo con la guerra dei Sette anni per cui sono altri cinquanta anni. Gli USA iniziano il loro processo di costruzione della leadership nel 1823 con la dottrina Monroe quando iniziano la fase di espansione e controllo sull'America Latina e danno un segnale forte della loro leadership con la rivoluzione di Cuba. È molto difficile capire quindi perché stia emergendo una nuova leadership perché è un processo talmente lungo che passa attraverso una generazione lunga.

Questo consolidamento, la piena manifestazione del ruolo di leader a livello mondiale si ha solo dopo una guerra costituente, un grande evento bellico le cui conseguenze fanno vedere quale sia l'egemonia in grado di stabilizzare il sistema internazionale. L'Olanda è in grado di farlo dopo la pace di Westfalia, l'Inghilterra dopo la sconfitta di Napoleone e gli USA con la Prima e Seconda guerra mondiale per cui al termine del processo di costruzione e consolidamento della loro leadership.

Crisi egemoniche ed espansione finanziarie

La chiave di lettura fondamentale del libro consiste nel fatto che secondo loro le crisi egemoniche non hanno mai delle cause e delle spiegazioni puramente politiche quindi la causa della crisi della leadership e delle egemonie mondiali non è mai puramente politica. Quando è politica lo è perché è una conseguenza di qualche cosa di altro, secondo loro è una conseguenza delle crisi finanziarie. Ciò che ha governato il mondo in questi cinquecento anni non è stata la politica ma è stata la finanza intesa come è stata intesa nelle diverse epoche. La politica è solo un riflesso degli interessi di tipo finanziario. Hanno proposto questa teoria come tentativo di spiegare il caos del mondo.

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carlotta.brunello di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Trampus Antonio.
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