21 febbraio 2022
Lez. 1 di 26 Appunti lezioni
A.A. 2021/2022
STORIA E TEORIE
DELL’ARCHITETTURA
CONTEMPORANEA
Prof. Daniele Pisani
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Lez. 1 di 26
INDICE 3.
Lezione introduttiva
1. 9.
Sao Paulo 1/2
2. 15.
Sao Paulo 2/2
3. 20.
Nazioni, modernità e modernisti in America Latina
4. 23.
Good Neighbor
5. 26.
Lucio Costa _1/2
6. 29.
Lucio Costa _2/2
7. 32.
Riviste
8. 36.
Roberto Burle Marx
9. 39.
Affonso Eduardo Reidy
10. 43.
Edificios_ SP anni 50
11. 46.
Oscar Niemeyer
12. 50.
Joao Battista Vilanova Artigas
13. [Seminario I ]
14. 54.
Brasilia
15. [Seminario II ]
16. 58.
Lina Bo Bardi 1/3
17. 60.
Lina Bo Bardi 2/3
18. 63.
Lina Bo Bardi 3/3 - MASP
19. 66.
Paolo Mendes da Rocha 1/4
20. [Seminario III ]
21. 69.
Paolo Mendes da Rocha 2/4
22. [Seminario VI ]
23. 73.
Paolo Mendes da Rocha 3/4
24. 76.
Paolo Mendes da Rocha 4/4
25. 78.
Città di muri
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. Lezione introduttiva
La materia centrale del corso sarà l’architettura brasiliana: da un lato vi è l’interesse sull’architettura
brasiliana del ‘900 in quanto tale; dall’altro sarà utilizzata come pretesto per porsi altre domande.
• Ci consente l’architettura brasiliana di comprende la nostra o altre situazioni?
Si tratta comunque della storia di un’architettura del ventunesimo secolo, quindi la possiamo porre
in relazione ad altre architetture.
Lo scopo è quello di studiare il Brasile in sé e anche utilizzarlo come filo rosso per capire altre
vicende centrali dell’architettura contemporanea del XX secolo.
In questo è fondamentale la nostra posizione ad una certa distanza, perché tra il nostro Paese e il
Brasile vi è un evidente salto culturale, siamo distanti ma non è una distanza assoluta. Possiamo
definire tale distacco come “sguardo da lontano”.
Lo sguardo da lontano di Claude Lèevi-Strauss (1983) mette in luce proprio la lontananza come
posizione necessaria per la comprensione, c’è una distanza appropriata dalla quale le cose si
rivelano. Strauss è una figura importante per il Brasile, negli anni ’30 gli venne proposto di insegnare
all’università statale di Sao Paulo. A SP in quegli ani ci sono molti autori importanti tipo Ungaretti.
Dal materiale prodotto con l’attività accademica e le prime spedizioni etnografiche, verrà composto
il libro Tristes Tropique (1955), libro particolare, eterogeno, tra memorie personali e descrizioni, è
un libro antropologico in cui lui racconta le sue avventure con alcune tribù del Brasile negli anni 30.
Era un bravo fotografo dilettante.
Tra le sue fotografie ce ne sono molte di Sao Paulo, non perfette dal punto di vista tecnico, ma
rilevanti per il tipo di sguardo che si esercita e con il quale sono state scattate. Strauss è uno
straniero che guarda, osserva e cerca di capire, e proprio le sue fotografie sono indicative di un
atteggiamento esemplare. L’etnologo è convinto che per comprendere a pieno una cultura altra sia
necessario mettere a sistema tutte le caratteristiche della cultura in esame: dai rapporti familiari, agli
usi sessuali, al modo di mangiare, e queste fotografie denotano questo interesse.
Potremmo dire che “Lo sguardo da lontano” è la giusta distanza tra la prossimità e il distacco,
cioè un punto ideale dal quale guardare le cose. Le foto ci mostrano anche le contraddizioni nella
città di Sao Paolo degli anni ’30, come la presenza di vetture e cavalli, tutte questioni che ci aiutano a
comprendere qualcosa che non sia solo la città ma anche la politica per esempio (attraverso i poster
appesi, i terreni di vendita). Ricordiamoci, con una citazione che diventerà famosissima perché la
utilizzerà Aldo Rossi, che la città, per Levì-Strauss, è la cosa umana per eccellenza, per cui, le foto lo
mostrano bene, è nella città in quanto costrutto umano che le peculiarità della cultura si rivelano al
meglio. Il tema della città è fondamentale perché dalla sua analisi emerge che essa è la cosa umana
per eccellenza: è nella città che la cultura umana si disvela. Lui è un francese che arrivando in Brasile
la vede come uno che arriva da lontano e riesce a cogliere cose che da dentro non si vedrebbero.
La crescita di SP è paragonabile alla Cina per la velocità con cui la popolazione è cresciuta.
Jorge Francisco Liernur, uno dei più grandi studiosi dell’America latina, ha scritto :
<< A differenza delle altre aree “terzo mondo”, l’America latina sembra presentarsi alla vista del
“primo mondo” come un fenomeno con il quale è legata; non appartiene al centro ma ne è una
estremità, il bordo di un territorio il quale l’atlantico è un mare interno>>
Il brasile è “un altro” per noi, ma non è l’altro per eccellenza, ma è il bordo estremo, è l’altro con cui
abbiamo a che fare, che abbiamo conquistato più che scoperto, forzato alla cultura occidentale. (È la
cultura asiatica l’altro per noi). Ma possiamo distinguerne due parti: una che è parte di noi (avendola
conquistata e influenzata) e un’altra che è puramente “altro” e ci sfugge, però qualcosa di essa la
comprendiamo. “SCOPERTA” 3 di 79 21 febbraio 2022
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Fino alla fine del 400 il continente americano era isolato, come anche l’Oceania anche se lei
trafficava con il sud est asiatico. Quando Colombo arriva in America Latina si scontrano due diverse
<patocenosi> ovvero virus e batteri che abbiamo nel nostro corpo che sono diversi. Come per
esempio il vaiolo che è la causa principale di morte in America Latina, malattia portata dagli
spagnoli, loro ci convivevano abbastanza bene ma in America non erano abituati. Inizia una serie si
SCAMBI, lo “scambio colombiano” pomodori e patate per esempio arrivano da loro. Un dipinto di
Raffaello è stato possibile datarlo perché dietro un dipinto c era un buco in cui qualcuno aveva
dimenticato un sacchetto di fagioli.
Scambi globali, tra cui la Cina. Colombo voleva andare in Asia non trovare l’America e si porta dietro
un traduttore. Tramite lo sfruttamento dall’america latina si mette in moto quel sistema che porterà
ad una superiorità, soprattutto militare, degli europei. La scoperta dell’argento in America Latina
veniva in parte importato in Spagna e in parte importato in Cina. Tutta questa superiorità prende il
nome di colonialismo.
Lo schiavismo è un elemento molto importante di questo colonialismo, tutto si basava sul lavoro
degli schiavi.
È dal medioevo che sono in corso scambi tra l’America e gli europei.
IMITAZIONE ancora oggi in America Latina cè l’imitazione delle mode che vengono da fuori,
tentativo di allinearsi copiano ed emulando o a volte come un conflitto, a volte fraintendimento. I
rapporti sono diversi tra USA e Europa, un rapporto di dialogo e scontro. Tra autonomia, originalità
culturale e persistenza di un rapporto di dominazione a volte direttamente esercitato, a volte anche
solo implicito, temuto o introiettato tanto profondamente da essere quasi una «seconda natura».
Tutto ciò riguarda anche l’architettura, una delle grandi difficoltà nello studiare la cultura brasiliana in
generale è la tendenza a cadere in cliché, in luoghi comuni. Il Brasile è propenso all’immagine di
Copacabana, del carnevale: cose vere ma non assolute. Il Paese è diventato la quinta essenza
dell’esotico e ne abbiamo un’immagine caricaturale, applicata talmente bene che parte del Brasile è
anche diventata tale, ma lo è in piccola parte.
Questa alterità rispetto a noi è inquadrata dalla fotogra a di Pelé e Oscar Niemeyer. La foto ci
suggerisce un’informazione: un giocatore di calcio, il più famoso della storia del
Brasile, stringe la mano affettuosamente ad un uomo quasi come fosse un
presidente della repubblica più che un architetto: l’architettura in Brasile per larga
parte del ‘900 svolge una funzione importante, che noi abbiamo un po’
dimenticato, e per questo Niemeyer testimonia proprio tale importanza svolta dall’architettura, in
quanto è una figura pubblica, (volto riconoscibile), per ragioni che possono essere spiegate e che
hanno fondamenta probabilmente in un edificio, che è uno dei grandi problemi dell’architettura
brasiliana del ‘900. L’architettura ha una diversa centralità e popolarità li da quello che è per noi.
L’architettura è stata scelta soprattutto negli anni 30 come veicolo per la cultura brasiliana. Siamo
negli anni del fascismo in Italia e si guardava indietro a Roma, e l’architettura scelta dal regime (vedi
l’EUR) è classicista. Il Brasile invece non ha questo passato e quindi a metà degli anni 30 quasi per
caso è il modernismo che viene scelto come il volto del paese che non guardo indietro alla storia ma
in avanti verso il futuro, questo conferisce una posizione chiave all’architettura. Per ameno 30 anni
uno degli elementi cardini è l’architettura moderna, fino al culmine ovvero Brasilia.
MINISTERO DELL’EDUCAZIONE E DELLA SALUTE [MES]
Rio de Janeiro (1936-1943) Lucio Costa, Oscar Niemeyer, Alfonso Eduardo Reidy, Le
Corbusier. Secondo la storiografia questo edificio rappresenterebbe l’inizio
dell’architettura moderna in Brasile. Metà anni 30, governo dittatoriale di Vargas,
concorso pubblico che preferisce un concorso accademico. il ministro dell’istruzione
Gustavo Capanema decide di respingere l’esito del concorso e assegna il progetto
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ad alcuni giovani architetti modernisti privi di esperienza, tra l’altro che erano stati squalificati dal
concorso,: Lucio Costa, Oscar Nieymeyer (all’epoca disegnatore per Lucio Costa) e Alfonso Eduardo
Reidy (in realtà sono sei architetti appartenenti al gruppo di cui parleremo successivamente), che
saranno poi i futuri architetti più importanti di questa prima generazione. Nel gruppo, oltre al nome
di questi architetti, è inserito anche quello di Le Corbusier, perché questi
giovani architetti chiesero a Capanema di chiamare Le Corbusier con la scusa di dover sostenere una
serie di conferenze, con lo scopo di fargli coordinare il loro lavoro. Le Corbuser si recò in brasile e
collaborò al progetto dando frutto al progetto dell’edificio.
È un evento importante perché questo edificio sarà il primo ad attirare l’attenzione mondiale
sull’architettura brasiliana, è la prima opera di tale valore in termini di architettura prodotta in questo
periodo. Non è assurda l’importanza assunta da questo edificio, ma a partire da questo verrà
costruita una narrazione che sarà preponderante: Le Corbusier andò in Brasile, come un’ape che
arriva e impollina un terreno fertile (il Brasile) che aveva bisogno di un grande maestro
dell’occidente, europeo, per fiorire: grazie al clima esuberante e tropicale il “movimento moderno”
assume connotazioni diverse e peculiari, perché ovviamente non ha le stesse caratteristiche
dell’occidente.
Quest narrazione è molto parziale. Ma la cosa che fa comprendere perché il Brasile inizia ad attirare
attenzione da parte del mondo è che nel resto del mondo la situazione è un’altra: esplicativa è una
vignetta di Osbert Lancaster* che in tono satirico ci trasmette che
l’architettura nazista e sovietica negli anni ‘30 è la stessa, è
un’architettura di un classicismo semplificato che accomuna tutti i
regimi totalitari. È una vignetta acuta ma parziale (non è proprio
vero che sono architetture uguali, ci sono delle somiglianze ma
soprattutto delle differenze), tutti i paesi occidentali degni anni ‘30 avevano un’architettura ufficiale,
di stato, di un classicismo rarefatto e in questo contesto il Ministero dell’educazione di Rio de Janeiro
spiccava come qualcosa di diverso. La scelta del Ministro Capanema di rifiutare il progetto vincitore
e di sceglierne un altro, agli occhi del pubblico internazionale, si giustifica perché diventa la scelta di
affidarsi all’architettura moderna. Dal punto di vista architettonico è un progetto notevole ma ci
mostra una cosa che dobbiamo sempre tenere a mente: lo sfasamento cronologico del Brasile,
sfasamento che non vuol dire che esso sia per forza in ritardo ma mentre il resto del mondo si affida
all’architettura accademica classicista per rappresentare lo stato, per le stesse ragioni un governo di
destra filofascista, filonazista, come quello Brasiliano, fa un’architettura moderna, che Francia, Italia
e Germania, Inghilterra non fanno, ma il fine è lo stesso: definire con l’architettura il volto dello stato.
Il Brasile, a partire dalla sua posizione politica, economica e sociale, punta tutto sull’idea di mostrare
sé stesso come il luogo della modernizzazione. E non è un caso, per esempio lo stato americano non
ne aveva bisogno, perché si sapeva che era il luogo della modernizzazione, è il Brasile che ne ha
bisogno perché non lo è, ma è il cammino che ha intrapreso. ]
[La questione dello SFASAMENTO è importante in tal senso.
Il Brasile ha una tempistica a sé, le cose arrivano in ritardo, ma questo gli consente di raggiungerne
altre in anticipo, o gli consente di bypassare delle fasi negative che invece noi abbiamo subito, come
per esempio il post-moderno che in Brasile quasi non esiste, o esiste in maniera marginale. Non è
comunque un paese isolato, il dialogo esiste. A partire dall’edificio del Ministero l’architettura
moderna, il regime fascista ha puntato tantissimo sull’architettura, gli architetti italiani nel ‘900 non
sono mai stati importati come nel ventennio fascista nella funzione pubblica, accade la stessa cosa in
Brasile per molto più del ventennio, nel quale domina l’architettura moderna a partire dal Ministero e
in particolare quella di Oscar Niemeyer. Questo giovane architetto era molto talentuoso nel disegno,
dimostrandosi particolarmente bravo a rappresentare le proposte di Le Corbusier, divenendo in tal
modo suo amico. 5 di 79 21 febbraio 2022
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Quindi dal Ministero fino (e anche dopo, rappresentando il culmine) al progetto di
Brasiliaàl’architettura moderna è in Brasile il volto dello stato.
*Alvorada, Brasilia, residenza del presidente della repubblica*
Brasilia è una città straordinaria al di la dei pregi e difetti del piano urbanistico, è uno degli apici più
epici e più puri dell’dea modernista dell’uomo che si autodetermina e in quanto tale e determina il
proprio ambiente. È una capitale costruita nel nulla in tre anni e mezzo.
Vediamo la foto in cui sono immortalati l’architetto e urbanista Lucio Costa e il presidente
Capanema, appoggiati sul cartello avenida monumentale, ma non c’è nulla della strada principale, in
quel momento era un semplice sferrato, un tavoliere piatto e secco.
*Foto aerea della croce tracciata per decidere e costruire il centro della città*, ma in realtà erano
segni astratti che non corrispondevano a nulla, erano strade che non conducevano da nessuna parte.
*Foto di un’umile famiglia ai piedi dei grattacieli*, rappresenta il massimo sforzo nel senso nazionale
di costruirsi un volto modernista per diventare un paese del primo mondo.
L’architettura in Brasile può essere considerata come un fattore fondamentale della nation-building,
ed è questa una grande peculiarità che gli attribuisce un ruolo centrale nella cultura, nella politica,
]
nella società brasiliana.
Il ministero è l’inizio della notorietà internazionale dell’architettura brasiliana, però anche prima
esistevano architetti che facevano dell’architettura moderna, ma il carattere ufficiale dell’edificio lo fa
circolare su riviste di mezzo mondo e attira l’attenzione sull’architettura brasiliana.
In realtà vi sono 3 edifici che tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40 attirano i riflettori
sull’architettura brasiliana: il primo è Il Ministero, poi abbiamo il Padiglione del Brasile all’esposizione
universale di New York, di Lucio Costa e Oscar Niemeyer del 1939, e il Complesso di Pampulha a
Belo Horizonte (1942-1944) di Niemeyer per il futuro presidente della repubblica brasiliana.
Quest’ultimo progetto è un complesso costruito per il futuro presidente della repubblica
caratterizzato da 4 costruzioni intorno ad un lago artificiale (gli edifici più importanti sono la chiesa
Sao Francisco e Casa do Baile), Pampulha è il primo che inizia a circolare sulle riviste quindi a rendere
riconoscibile il Brasile in giro per il mondo.
Questi edifici, dunque promuovono la divulgazione a livello mondiale di Lucio Costa, il grande
ideatore del Ministero, è lui che si fa attribuire l’incarico e chiede la presenza di Le Corbusier, è il
grande uomo che per un lungo periodo mantiene le redini, costruisce le parole chiave e i verbi per
connetterle per quanto riguarda l’architettura brasiliana.
Altro nome accanto a Costa è Oscar Niemeyer, è il grande talento, non è intellettuale e lucido come
Costa ma è il talento che intuitivamente fa centro. Sono amici complementari, non a caso dei tre
progetti cruciali, due vedono la compresenza di entrambi.
Non si può comprendere l’architettura brasiliana considerando solo il Brasile,
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Appunti Storia dell'architettura 3 contemporanea (parte 1)
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