Concetto di storia
Il termine “storia” deriva dal verbo greco “istoreo”, che significa ricercare, investigare, indagare, fare ricerca. Dal Rinascimento la storia inizia ad essere concepita come scienza. Cesare Ripa nella seconda metà del ‘500 descrive la storia come prodotto umano che possiede le gesta notabili degli uomini e la divisione dei tempi, con la distinzione tra storia del passato e storia del presente.
La periodizzazione
È la suddivisione della storia in periodi di tempo. Periodizzare significa suddividere il corso del tempo in periodi.
- La storia è una scienza che cerca di studiare il passato ed è caratterizzata dall’interpretazione: è infatti lo storico che, analizzando il passato, determina se i diversi avvenimenti siano da mettere in risalto o meno e se in essi si individui l’inizio o la fine di un periodo storico.
- Il passato è il tempo cronologico.
I cursori cronologici dell’età moderna
Età antica, Medioevo, Età moderna, Età contemporanea. Per l’età moderna si è soliti parlare di auto-periodizzazione.
- Le date di inizio dell’età moderna:
- 1453: data della caduta di Costantinopoli per mano dei Turchi Ottomani guidati dal sultano Maometto II (fine dell’Impero Romano d’Oriente).
- 1492: scoperta dell’America, Cristoforo Colombo, “prigioniero del sogno asiatico”, poiché convinto che la terra raggiunta fossero le Indie (canto dell’usignolo). Il nuovo mondo incontaminato fu immediatamente colonizzato e sfruttato da Spagnoli e Portoghesi. Gli indios non furono mai considerati schiavi perché la creazione dell’encomiendas faceva loro acquisire lo status di cittadini di Spagna e quindi, giuridicamente uomini liberi. Per quanto riguarda l’evangelizzazione tramite lettura del “el requerimiento”, veniva chiesto agli indios di abbracciare la religione cattolica e di assoggettarsi al Re di Spagna.
- 1517: Riforma protestante di Martin Lutero. Determinò una frattura della “Respublica Christiana” che portò alla creazione di nuove comunità religiose (Anglicanesimo, Calvinismo e Luteranesimo) e favorì la nascita degli stati moderni.
- Le date che segnano la fine dell’età moderna:
- La prima rivoluzione industriale sorta in Inghilterra a metà ‘700.
- La rivoluzione francese durata dal luglio 1789 al novembre 1799.
- La morte di Napoleone Bonaparte del 1815.
I caratteri della modernità
Elementi sociali, economici, politici e culturali che definiscono l’Età Moderna:
- Struttura del potere: Il potere tende ad essere accentrato e garantito dalla figura di un monarca singolo ed assoluto e dalla formazione degli stati moderni.
- Strutture culturali: Centralità all’uomo.
- Strutture economiche: L’età moderna presenta un’economia basata sul denaro con l’ampliamento delle vie commerciali che consentono lo sviluppo del commercio.
- Strutture sociali: Si afferma una società ancora tripartita in tre ordini ma che permette il mutamento del proprio ordine sociale (tramite l’acquisto delle cariche, il matrimonio). Fenomeno dell’Atlantizzazione: spostamento dell’asse commerciale dal Mediterraneo all’Atlantico. La ripresa demografica ebbe come conseguenze principali il fenomeno di urbanizzazione: causato dalla ripresa demografica successivamente alla peste del ‘300, è lo spostamento in massa dalle campagne alle città. Fenomeno che avrà come conseguenza la creazione di forme di pre-capitalismo e scarse condizioni sanitarie.
Il Rinascimento
Il Rinascimento segna il passaggio da Medioevo a Età Moderna. Il Rinascimento coincide con il periodo compreso tra le metà o la fine Trecento e l’inizio della Guerra dei Trent’Anni (1618-1648). Nel 1436 Leonardo Bruni indica Petrarca come iniziatore del rinnovamento linguistico: riportando alla luce la lingua latina, che si era perduta. Si propone come erede di Virgilio. Riprende il modello delle lettere di Cicerone e Seneca.
Nel 1550 Giorgio Vasari considera Giotto, in ambito artistico, iniziatore del Rinascimento. Vasari attribuisce all’arte rinascimentale la caratteristica di aver progredito fino alla perfezione. Il Rinascimento è caratterizzato da numerosi esempi di auto periodizzazione: lo storico laico francese Michelet, conia il termine rinascimento per la prima volta nel 1855 nel titolo di uno dei suoi volumi, inteso dall’autore non solo come rinascita delle arti, ma anche degli individui. Lo storico svizzero e protestante Jacob Burchardt nel 1860, sistematizza il concetto di Rinascimento come categoria storiografica. L’umanesimo è inteso come un momento iniziale del Rinascimento: la riscoperta più in generale dell’uomo è il carattere di partenza del Rinascimento.
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