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STORIA DEL COMMERCIO

Differenza tra storia e cronaca (manca la chiave di lettura).

La storia ha bisogno di tempo, si occupa dello studio del passato, con l’uso di documenti e testimonianze. La cronaca

invece è una narrazione di eventi passati, esposti secondo il loro corretto ordine temporale.

Documento di compravendita, registrazione contabile del 1450 a Vicenza.

Il mercante pugliese acquista i panni dal mercante vicentino.

Il sud ha la materia prima (mercante dalla Puglia), nord (mercante di Vicenza) producono i prodotti finiti.

Economia meridionale “colonizzata” dal nord: hanno la materia prima, la portano al nord dove creano i prodotti finiti

che poi vengono venduti al sud.

Abbatte dal prezzo di vendita due ducati per difetto di fabbricazione.

Pagina di partita contabile tenuto in partita doppia, dare e avere. La partita doppia è diffusa in tutta Italia durante il

medioevo, anche nelle città di provincia.

Il pagamento non viene fatto tutto subito, il mercante pugliese paga a rate e in modo dilazionato nel tempo. Solo per

cifre piccole si pagava per pronta cassa. Si concedeva credito al debitore, un “respiro”.

Sono presenti tre nomi di banche. Sia debitore che creditore si appoggiano alle banche. È più semplice, non devono

avere soldi cash, sono abituati ad avere conti correnti bancari e fare operazioni di credito e debito bancari.

Questo presuppone che ci sia fiducia tra i due soggetti.

Altro trafiletto. Un correntista ordina al banchiere di pagare un suo debitore. Ordine di pagamento scritto, altrimenti

detto assegno del 1435.

All’inizio tutti questi strumenti sono presenti SOLO in Italia.

Dal 200 al 500 l’Italia guida l’economia Europea, potenza del continente. Soprattutto Venezia, luogo attraverso cui

tutti devono passare per gli affari. Italia centro-settentrionale, lepre economia, guida gli altri.

Poi tra 500 e 600 con la grande divergenza questo cambia. Quella che era stata lepre diventa tartaruga per lasciare

spazio ad Olanda ed Inghilterra. Poi nell’Ottocento (Rivoluzione Industriale), l’Italia sarà ancora più lenta.

LE FORME DELLO SCAMBIO, AFFARI E FINANZA

La prima età moderna (15°e 16° secolo)

Riferimento breve alla grande divergenza che secondi alcuni studiosi nasce prima della rivoluzione industriale.

Vediamo già qui la superiorità dell’Europa rispetto al resto del mondo.

I traffici in età preindustriale: grandi e piccoli mercanti

Il piccolo mercante: mercanti rurali, bottegai e merciai di città.

Il grande mercante presenta delle caratteristiche particolari:

• è spesso un appartenente al ceto dirigente di una città;

• è dotato di cospicui capitali (o è facilmente in grado di reperirli);

• opera a livello internazionale su lunghe distanze ed è quindi in grado di gestire affari assai lontani da un punto

di vista sia geografico che temporale senza che ci sia la possibilità di usufruire di un adeguato ausilio

tecnologico.

• il grande mercante è soprattutto colui che riesce a conseguire utili di rilievo, svolgendo la funzione di

intermediario tra due luoghi: il luogo dove c’è penuria di una merce ed il luogo dove c’è abbondanza di quella

merce.

• il grande mercante non è specializzato in un unico settore, ma per limitare i rischi, diversifica la propria

attività e i propri investimenti. Opera in qualunque settore gli possa far ottenere un buon profitto.

• il grande mercante rischia molto: per le difficili vie di comunicazione, per la temporanea abbondanza o

scarsità di una merce, per i problemi connessi con il cruciale FATTORE TEMPO (chi arriva prima vende

meglio, col passare del tempo è difficile che una merce si rivaluti, è invece più probabile che perda valore)

Non ci sono strade pavimentate, le uniche sono quelle dove sono passati i romani. Infatti, in Inghilterra erano rare.

Tempi di controllo sono dilatatissimi, importanza del fattore tempo. Più si arriva tardi più è probabile che la merce si

svaluti.

Gli orizzonti geografici

Città e mercanti dell’Europa medievale e rinascimentale (secc. 13° e 16°) partecipano intensamente al commercio

internazionale.

Fondamentale è la creazione di un regolare circuito di collegamenti commerciali via mare che permette di mettere in

relazione i principali bacini che circondano il continente: mare Mediterraneo, oceano Atlantico, mare del Nord (la città

più importante per l’epoca è Bruges, Belgio) e mar Baltico (il centro nevralgico per i traffici in quest’area è Lubecca,

Germania).

Fondamentale in questo contesto è il ruolo del Mediterraneo (prima fase) per tutto il medioevo ed ancora per buona

parte del 1500 porta d’ingresso per i prodotti dell’Estremo Oriente.

È grazie al Mediterraneo ed alla presenza di preesistenti percorsi misti tra vie di terra e vie d’acqua se gli uomini

d’affari europei riescono ad inserirsi nel prezioso commercio delle spezie (pepe, cannella, noce moscata, chiodi di

garofano …), sete e cotone.

Con il 600 e soprattutto con il 700. invece, è l’Atlantico (seconda fase) che prende il sopravvento come importanza.

Ai collegamenti via mare (più veloci e meno costosi) si affianca una rete di collegamenti terrestri, particolarmente

rilevante per quanto riguarda i percorsi di attraversamento delle Alpi e dell’Europa centrale.

I grandi protagonisti: gli uomini d’affari italiani

In prima linea, protagonisti assoluti degli affari internazionali del periodo, sono i mercati italiani. Città come Venezia,

Genova, Milano, Firenze sono vere capitali del commercio internazionale dell’epoca.

I veneziani, in particolare, si contraddistinguono per una preziosa opera di intermediazione tra Oriente ed Occidente.

Fra 1400 e 1500 circa 2/3 del commercio delle spezie in Europa è nelle loro mani.

Si importano spezie, sete e cotone, mentre si esportano verso est una moltitudine di semilavorati, stoffe e panni di lana

di fabbricazione italiana e fiamminga.

Nel complesso, tuttavia, la bilancia commerciale risulta negativa e l’unica maniera per compensare questo deficit è

rappresentato dalla spasmodica (e difficile almeno fino alla scoperta dell’America) ricerca di metalli preziosi.

Si muovono le merci, ma si muovono (e molto) anche gli uomini. Quest’ultimo è un aspetto rilevante per comprendere

le modalità di diffusione di tecniche e innovazioni.

(Diverso sarà nel 500-600 in cui l’Italia perde d’importanza, per arrivare a quasi scomparire nel 700-800).

Gli strumenti per la pratica d’affari

In età preindustriale chiunque operi su lunghe distanze deve fare i conti con pericolose, disastrate o quanto meno

difficili vie di comunicazione e con mezzi di trasporto poco capienti e poco evoluti da un punto di vista tecnologico. I

tempi di percorrenza sono assai dilatati ed anche le informazioni necessarie per svolgere gli affari giungono con

estrema lentezza.

La tecnologia non è completamente assente, ma è molto diversa da quella che nascerà con l’800, qui le cose

cambieranno radicalmente. La tecnologia nei secoli passati è molto lenta, i tempi sono molto dilatati, ma già nel 700-

800 si diffonde e si rinnova con una velocità molto diversa (esempio uomo che viaggia nel tempo).

Ma l’arretratezza tecnologica non presuppone l’impossibilità di commerciare a livello internazionale. Tutto ciò fa sì

che gli uomini d’affari d’età preindustriale si debbano dotare di adeguati strumenti per operare, facendo fronte ad

alcune basilari necessità per fare affari:

- Necessità di tenere sotto controllo i conti tramite una contabilità rigorosa: LA PARTITA DOPPIA

- Necessità di effettuare pagamenti su lunghe distanze senza muovere denaro contante in oro o argento:

LETTERA DI CAMBIO e LETTERA DI CREDITO (un po’ meno utilizzata rispetto alla prima, per chi deve

fare lunghi viaggi e ha necessità di denaro contante. Doveva avere in tasca solo il denaro contante minimo e

poi aveva questa lettera con cui poteva prelevare un limite massimo di denaro presso le banche indicate).

- Necessità di interloquire con i propri corrispondenti attivi in luoghi lontani: LETTERA COMMERCIALE

(LETTERA D’AFFARI).

- Necessità di ridurre i rischi nell’invio delle merci: CONTRATTO DI ASSICURAZIONE.

Era molto più facile e veloce viaggiare via acqua rispetto a via terra, sfrutto la forza dell’acqua e del vento. Le

imbarcazioni inoltre hanno capacità di carico più alta. A terra si può usare solo l’uomo, l’animale o il carro, che ha una

capacità di carico maggiore ma non ci sono strade carrozzabili e ho bisogno di animali per trainarlo (costi maggiori).

Le tecniche contabili e la partita doppia

La tecnica contabile non è inventata dai matematici europei.

Gli Europei, ed in particolare gli Italiani, innovano però in maniera considerevole, adattando la tenuta contabile alle

esigenze di una realtà in cui gli affari escono dalla dimensione familiare e da un raggio d’azione locale.

L’esercizio delle tecniche contabili è agevolato dall’adozione delle cifre arabe (diventava così più difficile falsare i

conti).

I libri contabili offrono un indispensabile strumento di conoscenza e un fondamentale (unico per l’epoca) sistema di

controllo.

Grazie a queste tecniche ed all’uso massiccio della lettera commerciale (unico strumento all’epoca per inviare e

ricevere informazioni anche da molto lontano) gli uomini d’affari (soprattutto italiani) riescono ad organizzare e

governare traffici molto articolati e su distanze lunghissime.

Lo sviluppo del sistema monetario

Una rivoluzione delle attività economiche in ambito internazionale non sarebbe stata possibile senza un concomitante

sviluppo del settore monetario, di tecniche creditizie e di servizi bancari, finalizzati al cambio delle valute, alla

concessione di credito e all’accettazione di depositi.

Il sistema monetario che si definisce nel corso del Medioevo e continua per i secoli successivi riguarda due ambiti

distinti:

• La coniazione della moneta metallica

• L’uso della cosiddetta moneta di conto

Moneta coniata e moneta di conto

Tre sono le tipologie di monete coniate in età preindustriale:

❖ Moneta «nera» di rame o mista per le transazioni più modeste.

❖ Monete d’oro o d’argento per le transazioni più importanti, il cui valore è determinato dal cosiddetto

VALORE INTRINSECO (ovvero la quantità di metallo prezioso di cui è composta la singola moneta).

La molteplicità di monete circolanti, dotate spesso di diverso valore intrinseco, favorisce lo sviluppo del sistema

monetario di conto che consente di ridurre i costi di transazione commerciale e risponde all’esigenza di

contabilizzare le diverse transazioni commerciali. Le monete di conto sono diverse tra le varie città, hanno delle

tavole di riconversione.

Forme di credito e la condanna del prestito d’interesse

Le città mercantili, soprattutto italiane, che operano nel commercio internazionale sviluppano tecniche bancarie capaci

di trasferire i pagamenti da un capo all’altro dell’Europa e di raccogliere e mobilitare risorse finanziarie per fornire

anticipazioni sia agli operatori privati sia alle autorità pubbliche.

In fase preliminare bisogna rilevare che un sistema così votato all’organizzazione degli affari su di un contesto

internazionale si scontra anche con ostilità di ordine culturale e religioso.

Particolarmente rilevante è la condanna del prestito ad interesse che viene considerato come USURA e la condanna di

usura può portare alla scomunica che libera ogni debitore dagli obblighi verso i creditori.

Condanna perché secondo i religiosi l’unico guadagno doveva derivare dal “sudore della fronte”.

Le riserve di ordine morale non impediscono l’avvio di pratiche creditizie che prefigurano la banca contemporanea.

Gli operatori economici non tardano a trovare tecniche in grado di mascherare il pagamento dell’interesse ed

aggirare così i divieti.

Come la

La lettera di cambio

È uno strumento di eccezionale importanza che si impone già nel XIII secolo (la prima ad oggi conosciuta è del 1292,

Londra-Firenze).

La tecnica non era del tutto nuova ed era praticata e conosciuta a livello locale da mercanti arabi ed indiani (qui non

siamo ancora nella fase in cui gli occidentali spiccano sulle altre civiltà).

La novità degli Europei, ed in particolare degli Italiani, è quella di adattare questo strumento al commercio

internazionale, diventando lo strumento privilegiato dagli uomini d’affari per regolare i pagamenti su lunga distanza

senza movimentare moneta metallica.

Detta anche moneta fiduciaria, funziona solo se c’è fiducia tra i due soggetti.

• L’uso di questo strumento permette non solo di effettuare pagamenti su piazze diverse, ma anche di ottenere

credito senza necessariamente fornire garanzie immobiliari.

• Tra l’accettazione della lettera e il suo rimborso, infatti, intercorre un lasso di tempo durante il quale un

contraente beneficia del credito dell’altro.

• La lettera, infatti, prima di essere messa in pagamento deve quanto meno viaggiare e giungere a destinazione;

oppure si può fin da subito stabilire una data di pagamento successiva all’arrivo della lettera a destinazione.

• Di frequente, soprattutto se viene utilizzata con fini di finanziamento e non meramente commerciali, la lettera

comprende nella cifra indicata anche la remunerazione del prestito, mascherato dal cambio, offrendo quindi la

possibilità di bypassare i divieti della chiesa.

Prevede un certo lasco di tempo, se io oggi emetto una lettera di cambio ma questa verrà effettivamente pagata solo

quando raggiunge destinazione o quando io stabilisco una data. Non c’è addebito e accredito in maniera contestuale.

Tra emissioni e messa in pagamento c’è un periodo di tempo di cui gode il debitore.

Se parte oggi e ci siamo accordati per una messa in pagamento a gennaio, se fosse un finanziamento vorrebbe dire che

la cifra me l’ha data in prestito per questi mesi. Io devo pagare gli interessi su questi mesi. Nella lettera di cambio, la

cifra, comprende il tasso di interesse.

La lettera prevede il cambio e facilita, quindi, anche il pagamento in monete coniate di diversi paesi.

La lettera di cambio può essere:

▪ SCONTATA, cioè, messa in pagamento in anticipo, quindi ho diritto ad uno sconto

▪ GIRATA, ovverosia ceduta ad un proprio creditore. Anziché due operazioni, ne ho una sola.

▪ RINNOVATA, non messa in pagamento alla data stabilita, ma in una data successiva consentendo di godere

più a lungo del credito ricevuto. Alla scadenza ci accordiamo affinché non vada messa in pagamento, si può

posticipare ulteriormente la data, allungo la durata del credito.

Perché nel mondo preindustriale l’erogazione di credito è solo a breve massimo medio termine? È per l’aspettativa di

vita. Molto bassa per l’alimentazione, le medicine, le cure, …

Fondamentale per il buon funzionamento di questo strumento è la FIDUCIA di cui devono godere i mercanti e le

imprese che se ne servono.

Il funzionamento della lettera di cambio

Nella transazione commerciale o finanziaria che vede l’utilizzo della lettera di cambio intervengono quattro diverse

figure:

▪ Il numerante o datore di moneta (cioè, il debitore)

▪ Un prenditore o traente (di solito un banchiere di fiducia del datore di moneta)

▪ Un trattario (di solito un banchiere di fiducia del creditore)

▪ Il beneficiario (ovverosia il creditore)

Il traente è in contatto con il trattario, che prevederà alla corresponsione del denaro al creditore. Addebito e accredito

sui conti correnti. Solo su richiesta del creditore la somma può essere data in denaro contante dal banchiere.

LE LETTERE COMMERCIALI

Sono lo strumento fondamentale per ricevere o inviare informazioni, almeno fino a quando non si potrà disporre del

telegrafo.

Sono gli unici strumenti utilizzabili in età preindustriale per poter interloquire con corrispondenti, clienti, creditori,

debitori … che vivono in luoghi lontani.

Vengono composte in più copie e per vie diverse, per essere certi che giungano a destinazione.

Anche qui importanza della fiducia, devo potermi fidare del mio corrispondente.

La loro importanza è tale che, in caso di informazioni di grande rilievo, possono essere anche scritte utilizzando un

linguaggio cifrato. Potevano esserci persone che praticavano spionaggio per ricevere informazioni importanti, spesso

si sostituivano alle lettere dei numeri: tavole di decriptazione.

Solo con la metà del ‘800 si diffonderanno i telegrammi grazie al telegrafo.

DUE ESEMPI DI LETTERE COMMERCIALI

Anton Maria Ragona: contento perché ha sentito che finalmente i palermitani hanno messo in pagamento l’ordine. Gli

fa piacere che la nave del cugino partirà da Venezia e arriverà a Lisbona. Sperando (il Signore) che arrivi a

destinazione e che si venda la merce. Gli dice anche però che dovrebbe assicurare il carico.

Altra lettera: modo di dire del ‘400: non fregare i toscani perché ti fregano loro

Ultima lettera: discussione di un giovane corrispondente che parte per le prime volte a fare affari.

Le tipologie societarie

Una delle motivazioni per cui sorgeranno Inghilterra e Olanda e l’Italia sparirà.

Per operare su lunghe distanze (con rischi quindi di notevoli proporzioni come visto) bisogna disporre di un’adeguata

struttura societaria.

In età preindustriale si può ovviamente operare come ditta individuale. Ma la ditta individuale ha sicuramente

problemi di finanziamento, nel momento in cui il mercante (mercante-imprenditore) decidesse di fare il salto di

qualità.

La crescita dimensionale dell&

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giadabertoldo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del commercio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Demo Edoardo.
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