SOCIOLOGIA – COS’È LA CULTURA (per le scienze sociali)
A partire dagli anni ’70 la sociologia ha iniziato a interessarsi sempre di più alla cultura,
considerandola un elemento fondamentale per comprendere la vita sociale.
La maggior parte dei sociologi contemporanei vede oggi gli individui non solo come attori
razionali (come avviene nell’economia), ma anche come creatori di significati, utilizzatori di
simboli e narratori delle proprie esperienze. In altre parole, gli individui non sono solo
rappresentanti di classi sociali o numeri nei trend demografici, ma soggetti che costruiscono e
comunicano significati.
LA SOCIOLOGIA COME LENTE
Che cos’è la sociologia?
Non è una disciplina che studia una “fetta” specifica della realtà, bensì un punto di vista, un
modo di osservare i fenomeni sociali. Ogni disciplina si distingue dalle altre non tanto per
l’oggetto che studia, quanto per l’approccio che utilizza.
La sociologia, dunque, può essere vista come una lente: essa ci permette di osservare il mondo
mettendo a fuoco i rapporti tra individuo e collettività, e il contesto in cui le azioni sociali si
svolgono.
SOCIOLOGIA DELLA CULTURA
La sociologia della cultura è una branca della sociologia che osserva i fenomeni e i processi
culturali (dall’arte al senso comune, dai modi di dire alla razionalità quotidiana), collegandoli ai
fenomeni sociali più generali o considerandoli nel loro contesto sociale.
La sociologia in generale studia i gruppi e le interazioni tra individui (immaginazione
sociologica), mentre la sociologia della cultura si concentra sui significati attribuiti a quei gruppi
e a quelle interazioni.
Ogni gruppo ha infatti una propria struttura interna (leader, gerarchie, ruoli orizzontali, ecc.) e
presenta sia un aspetto materiale (comportamenti, oggetti, pratiche) sia un aspetto di significato
(valori, credenze, simboli condivisi).
ESEMPI di GRISWOLD
La sociologa Wendy Griswold offre esempi per mostrare come la cultura si manifesti in diversi
contesti:
“Il governo francese vieta alle ragazze musulmane di portare il velo in classe… la cultura
istituzionale francese è decisamente laica.”
→ Qui la cultura è intesa come insieme di valori istituzionali e collettivi.
“È venerdì sera… alcuni ragazzi discutono i loro piani per il weekend… io uscirò per farmi
un po’ di cultura.”
→ In questo caso, la cultura è vista in senso umanistico o artistico (arte, musica, teatro).
“Un’americana a Tokyo per lavoro ha perso un affare per un’incomprensione culturale.”
→ Qui la cultura è intesa come insieme di significati condivisi e codici di
comportamento che variano da un contesto all’altro.
LE PAROLE CHIAVE (Raymond Williams)
Il concetto di cultura ha avuto una lunga evoluzione storica.
Secondo Raymond Williams, in origine il termine indicava il processo di coltivazione agricola o
di allevamento.
Successivamente, il significato si estese allo sviluppo umano, nel senso di coltivare le abilità o
l’anima.
Dopo la Rivoluzione Industriale, la cultura iniziò a essere considerata una caratteristica
generale dell’essere umano, un’istituzione o una prerogativa di interi gruppi sociali. Il
concetto diventò quindi astratto: non più un processo attivo, ma una qualità o un insieme di
pratiche collettive.
CULTURA E SOCIETÀ
Cultura → aspetto espressivo, simbolico, significativo della vita sociale.
Società → aspetto relazionale, cioè il modo in cui i gruppi funzionano e interagiscono.
Cultura e società non si separano, ma coesistono e si influenzano reciprocamente.
Ad esempio, la famiglia è sia un’istituzione sociale (società) sia un insieme di significati, valori e
simboli condivisi (cultura).
GLI ELEMENTI DELLA CULTURA
Quando si parla di cultura, si fa riferimento a quattro componenti fondamentali:
1. Norme – i modi in cui ci si comporta; regole condivise che orientano le a