Selvicoltura generale
Introduzione alla selvicoltura
La selvicoltura è quella scienza che si occupa della gestione e salvaguardia dei boschi, utilizzando le risorse che offrono in modo sostenibile. Per prima cosa occorre sapere che bosco e foresta, dal punto di vista giuridico, sono due termini equiparati, si differenziano solo dal punto di vista etimologico. Viene definito bosco, secondo la normativa nazionale 34/2018 del TUFF (Testo unico delle Filiere Forestali), tutto ciò che ha una superficie di estensione minima di 22000 m2, con una larghezza minima di 20 m e una copertura del terreno almeno pari al 20%; sono incluse macchie, arbusti, boscaglie, rimboschimenti, ecc.
Un’altra definizione di bosco ci viene data dalla FAO, con valore internazionale, del 2005, la quale afferma che: viene definito bosco, un suolo con una estensione minima di 500 m2, una copertura arborea minima del 5% e con arbusti che abbiano un’altezza pari almeno a 5 m. Inoltre, sono considerate bosco le aree forestali prive, temporaneamente, di copertura arbustiva e arborea e le radure e tutte le superfici d’estensione minore di 22000 m2 che interrompono la continuità del bosco.
- Non è definito bosco, invece: i parchi urbani, i giardini, gli orti botanici e i vivai.
- Gli impianti per agricoltura da legno, i noceti, i noccioleti e le altre colture specializzate, realizzate con alberi ed arbusti forestali e soggette a pratiche agronomiche.
- Le formazioni arbustive ed arboree insediatesi nei terreni già destinati a colture agrarie e a pascolo, abbandonate per un periodo inferiore a 15 anni.
Scopi della selvicoltura
Lo scopo della selvicoltura è quello di conciliare le necessità degli imprenditori privati con quelle della società (valori società > valori privati). L’obiettivo della selvicoltura è la sopravvivenza di un bosco, garantendo, allo stesso tempo, un suo utilizzo nel senso di produzione di beni e servizi, in maniera sostenibile, così da non andare a compromettere la disponibilità delle risorse per le generazioni future.
Un bosco, infatti, fornisce beni materiali e beni immateriali. I beni materiali sono: beni legnosi e beni non legnosi. I beni legnosi sono legna (da ardere) e legname (da manodopera); i beni non legnosi sono, ad esempio, funghi, fragole, castagne, ecc. I beni immateriali sono i servizi offerti dal bosco: benessere, culturale (paesaggio), acqua, biodiversità, conserva e produce suolo, ecc.
Come è composto un bosco
Per prima cosa, occorre conoscere quali sono i parametri che ci permettono di descrivere un bosco:
- Estensione: parametro normativo, che influenza direttamente il clima.
- Composizione: la fisionomia di un bosco, come ci appare (principalmente polispecifica, raramente monospecifica).
- Struttura spaziale: struttura di tipo verticale o orizzontale per quanto riguarda le chiome.
- Struttura dei diametri: più il terreno sarà fertile, maggiore sarà l’altezza degli alberi.
- Stadi evolutivi: dipende dalla competizione tra le specie.
- Origine: artificiale o naturale.
- Stato fitosanitario.
Composizione boschi
I boschi possono essere: boschi puri, formati da una sola specie (o in prevalenza) e boschi misti, formati da una varietà di specie che può essere per individui, per aggregati o per piani.
Struttura spaziale
I boschi, in base alla struttura, si dividono in:
- Boschi monoplani: le altezze dei soggetti non variano molto e hanno chiome formate in un unico piano.
- Boschi biplani: le chiome sono raccolte in due piani diversi.
- Boschi stratificati: le chiome tendono a formare un unicum senza continuità.
La copertura delle chiome può essere: colma, dove le chiome sono a stretto contatto tra loro ed entrano in competizione; normale, le chiome sono a contatto tra loro ma regolarmente sviluppate; scarsa, le chiome sono fortemente distanziate.
Struttura dei diametri
Il parametro standard per quanto riguarda il diametro è pari a 1,30 m. In base al diametro il bosco può essere coetaneo o disetaneo.
Stadi evolutivi
Sono vari gli stadi evolutivi che attraversa un bosco durante la sua formazione. In un bosco di tipo coetaneo troviamo:
- Posticcia: impianto artificiale.
- Novelleto: giovani individui con chioma non reciprocamente in contatto (impianto naturale).
- Spessina: si manifesta il fenomeno di autopotatura.
- Fustaia adulta: il numero di alberi è ridotto sensibilmente con dimensioni maggiori rispetto allo stadio precedente.
- Fustaia matura/stramatura: evoluzione dello stadio precedente con eventuale presenza di fenomeni di declino vegetativo.
Origine
L’origine di un bosco può essere di tipo naturale, artificiale o mista. Un bosco può formarsi per via gamica, riproduzione da seme con ampliamento del patrimonio genetico e per via agamica, tramite polloni, soggetti identici alla pianta madre.
Stato fitosanitario
La presenza di patogeni derivati da fattori biotici (funghi, insetti, …) e abiotici (fuoco, …).
Struttura dei popolamenti
È funzione dell’origine e può essere:
- Coetanea
- Disetanea
- Stratificata
- Irregolare
- Disetanea a gruppi
- Coetanea con riserve
-
Appunti di Selvicoltura generale
-
Selvicoltura generale e sistemi forestali - Appunti
-
Selvicoltura generale e sistemi forestali - Appunti
-
Appunti di Selvicoltura