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Psicologia generale

Lezione 2 - di cosa si occupa

In Italia è possibile utilizzare i termini "generale" e "cognitiva" come sinonimi, anche se dal punto di vista storico non sono simili. In America, per esempio, i corsi e i testi di psicologia generale sono completamente diversi, sono più ampi. La psicologia cognitiva (o cognitivismo) è predominante per la psicologia sperimentale.

Che cosa studia la psicologia generale (o cognitiva)?

Si occupa di studiare la mente e il comportamento umano di individui ideali che sono normo-dotati (che non hanno limitazioni cognitive e sensoriali). La psicologia cognitiva vuole spiegare come funziona l'essere umano in generale, tenendo conto delle conoscenze e informazioni che arrivano da settori affini della psicologia.

Definizione di Neisser (1967) - Cognitive Psychology

La psicologia cognitiva si occupa di tutti quei processi tramite cui l’input sensoriale viene trasformato, ridotto, elaborato, immagazzinato, recuperato ed infine utilizzato.

La mente: insieme dei processi e luogo dove si svolgono i processi che supportano il comportamento. È un sistema simbolico a capacità limitata che interagisce con l’ambiente interno ed esterno compiendo una serie di operazioni sugli stimoli in entrata.

Sistema simbolico: la mente utilizza rappresentazioni degli stimoli esterni e non gli stimoli stessi.

Capacità limitata: possibile svolgere relativamente poche operazioni mentali alla volta.

Ambiente interno: la nostra fisiologia, emozioni, sentimenti.

I fenomeni studiati sono i processi mentali, una sequenza di operazioni eseguite a partire da un input (stimolo) che conducono ad un output (risposta). Lo stimolo viene trasformato ed elaborato in una serie di operazione e produce una risposta che può essere osservabile o non.

Noi non possiamo osservare direttamente la mente.

Esempio

Un ricercatore potrebbe chiedersi: Com’è funziona la memoria? Ci sono diversi tipi di memoria? Quali sono le caratteristiche della memoria? E potrebbe cercare di capire come diversi stimoli vengono trattati, conservati e utilizzati dalla memoria.

Il ricercatore può chiedersi: la quantità degli elementi che stanno in memoria è infinita o è limitata?

Il ricercatore può proporre ai partecipanti del suo esperimento diverse sequenze di numeri di lunghezza variabile e di ripeterle per vedere cosa succede all’aumentare dei numeri contenuti nella sequenza. Così arriva ad osservare che sequenze brevi possono essere ripetute senza difficoltà, sequenze lunghe producono un aumento delle difficoltà e sequenze molto lunghe non vengono ricordate. Conclusione: la memoria ha una capacità limitata.

Non si può conoscere direttamente la memoria, ma si possono dedurre le sue caratteristiche utilizzando esperimenti ed input osservabili e misurabili e output osservabili e misurabili.

Input sensoriale

È uno stimolo esterno o interno che stimola i processi cognitivi, che iniziano nel momento in cui il sistema cognitivo è in contatto con l’ambiente. È sempre in funzione. L’inizio del viaggio degli stimoli è dato dall’attivazione dei sistemi sensoriali, che ci permettono di raccogliere informazioni.

Fasi del processo cognitivo

  • Fase di trasformazione: la rappresentazione è il risultato di una trasformazione attiva, vengono interpretati, non possiamo concludere che la realtà percepita è uguale a quella fisica.
  • Fase di riduzione: Gli stimoli in entrata vengono ridotti, questo processo implica che è possibile prestare attenzione a una piccola parte degli stimoli che provengono dall’ambiente, e ancora meno se ne ricordano. Effetto Cocktail Party (1953-Cherry): si riferisce alla capacità di prestare attenzione ad una sola conversazione in situazioni in cui se ne svolgono di più.
  • Fase di elaborazione: Gli stimoli vengono elaborati, integrati con le conoscenze già possedute (esempio gatti).
  • Fase di immagazzinamento-recupero: le informazioni vengono conservate in memoria e possono essere recuperate. Esperimento: far copiare il disegno del gufo e al secondo far copiare la copia del primo, continuando così per un campione di persone, alla fine dello stimolo originale rimarrà poco e niente. Effetto “torri gemelle” (effetto Kennedy): alcuni eventi associati a forti emozioni si mantengono in memoria per molto tempo indipendentemente dalla volontà di ricordarli.
  • Fase di output: le informazioni possono essere usate per fornire una risposta (leggere, prendere decisioni, risolvere problemi, esprimere una preferenza, apprendere un compito).

Problema della tripletta (1960-Wason)

Lo sperimentatore dice, ad una persona alla volta, di osservare una tripletta di numeri: 2-4-6. La tripletta obbedisce ad una regola e il compito della cavia è di scoprirla producendo nuove triplette e lo sperimentatore dirà se obbedisce o meno alla regola. I partecipanti generalmente osservando questa tripletta fanno delle ipotesi sulla regola che è generalmente numeri pari, tabellina del 2. Si osserva che questa tripletta è molto suggestiva e suggerisce regole che le assomigliano (8-12-16) e quindi confermerà numeri pari o tabellina del due, ma per arrivare alla soluzione bisogna produrre triplette che obbediscono alla regola che si è pensata o falsificare le proprie ipotesi.

Differenza realtà fisica e realtà percepita

Noi vediamo due grigi differenti in quanto dipendono dalla sfondo su cui sono appoggiati, in realtà sono perfettamente identici. Importanza psicologia generale per capire come funziona la mente, apprendimento e attenzione, memoria.

Lezione 3 - cenni storici

Strutturalismo

Lo strutturalismo è la prima scuola di pensiero e coincide con l’apertura del laboratorio di psicologia sperimentale avvenuto a Lipsia nel 1879 da Wundt. Wundt per rispondere alla domanda “Com’è strutturata la mente?” adotta procedure e metodi della chimica e della fisica. Wundt definisce la psicologia come una scienza che deve essere distinta dalle altre nonostante affondi le radici nella filosofia, biologia e fisiologia, e infatti fu il primo a definirsi Psicologo. Titchener definisce il concetto di strutturalismo e lo porta in America (studio della struttura della mente).

La mente è formata da tanti agglomerati, strutture complesse, di sensazioni, emozioni, pensieri, ricordi, ecc. Per capire come si sono formate bisogna analizzare le sensazioni elementari (atomi psichici) provocate dall’esperienza immediata. Il metodo di ricerca è l’introspezione (guardare dentro alla propria mente) consiste nella descrizione dei contenuti mentali che hanno luogo durante la percezione di uno stimolo esterno. Era necessario un addestramento dato che il soggetto doveva riportare le sensazioni elementari. Solo chi è addestrato distingue le sensazioni elementari dal significato e dalla funzione dell’oggetto.

Esempio: noi descriveremo questa lampada come una lampada da tavolo ma uno strutturalista direbbe che vede un oggetto costituito da diversi elementi lineari e tondeggianti che hanno una certa superficie e un certo colore.

  • Limiti dell’introspezione:
    • Non tutti possono riferire verbalmente le proprie sensazioni (bambini, malati mentali, animali). Questo limite compromette le finalità della ricerca psicologica.
    • Mancanza di considerazione dell’attività inconscia o inconsapevolmente (anch’essa responsabile del comportamento umano).
    • Necessità di un addestramento (lo sperimentatore osserva la sua stessa mente) e quindi l’esperienza della sensazione elementare suscitata da una stimolazione sensoriale è soggettiva.

Funzionalismo

Il Funzionalismo nasce negli Stati Uniti da William James (1890) e John Dewey (1896). Cerca di rispondere alla domanda “A cosa servono i processi mentali?”. Il comportamento umano deve essere considerato come un processo di adattamento dell’organismo all’ambiente (deriva dall'evoluzionismo di Darwin).

La psicologia è una scienza che deriva direttamente dalla biologia e i processi mentali sono il risultato evolutivo dei processi che permettono l’adattamento dell’essere umano all’ambiente; la psicologia studia la natura e le caratteristiche delle funzioni mentali. La mente e il corpo sono due aspetti dello stesso insieme di funzioni, le funzioni di adattamento all’ambiente. La funzione psichica e la funzione fisiologica hanno come fine evoluzionistico di garantire la sopravvivenza e l’adattamento al mondo esterno.

Alla fine degli anni ‘20 il funzionalismo ha subito un declino anche se in realtà questo approccio si può ritrovare nella psicologia che studia l’età evolutiva: i cambiamenti che avvengono all’interno dell’individuo.

La psicologia della Gestalt

È un approccio europeo. Si è occupata di psicologia della percezione visiva e alcuni gestaltisti si sono occupati di processi di pensiero e apprendimento. Nasce ufficialmente quando Wertheimer pubblica nel 1912 il suo lavoro sul movimento stroboscopico: un movimento apparente (non reale ma che viene percepito) dovuto alla proiezione di una serie di immagini fisse alternate a intervalli di buio della stessa durata (50-100 msec). Questo fenomeno percettivo è possibile grazie all’uso dello stroboscopio.

Stroboscopio: proiettore che può emettere un massimo di 400 lampi di luce al secondo, illumina in successione molto rapida stimoli statici facendolo percepire come movimento apparente. Ciò che conta è la totalità di un fenomeno e non le singole parti. L’intero è qualcosa di diverso dalle singole parti che lo compongono (motto: il tutto è più della somma delle parti).

Esempio 1: come descriveresti una A in maiuscolo a voce? È composta da 3 elementi orientati in modo diverso nello spazio: due segmenti obliqui e uno orizzontale. Questi 3 elementi così descritti possono produrre diverse configurazioni e non necessariamente una A. Ciò che fa sì che una A sia percepita come tale è che questi 3 elementi sono in una certa relazione spaziale. Non sono soltanto questi 3 elementi ma come sono predisposti nello spazio.

Esempio 2: che cosa percepisci prima? Si percepisce prima l’insieme H e poi le parti che lo compongono le S.

Il metodo che si usa per studiare la percezione visiva era il metodo fenomenologico, che consiste nell’osservazione naturalistica dei fenomeni e di ciò che appare all’osservatore. I gestaltisti chiedevano di dire cosa vedevano senza interpretare, l’osservatore non deve riportare quello che sa o pensa ma ciò che vede.

Esempio 3: triangolo Kanizsa. In questa configurazione si può notare un triangolo bianco che copre i cerchi neri e un altro triangolo rivolto a testa in giù. Il triangolo bianco, nel mondo reale non esiste ma viene percepito comunque perché la configurazione dei singoli elementi è in equilibrio dinamico. Se gli stessi elementi vengono disposti in modo differente, cambia la configurazione e vengono percepiti diversamente e il triangolo bianco scompare.

Conclusione: La realtà percepita e quella fisica non coincidono per forza (infatti si percepiva un triangolo inesistente). Il risultato percettivo dipende dalla configurazione e non dai singoli elementi che la compongono: ci deve essere una relazione armonica tra le parti.

Lezione 4 - cenni storici

Comportamentismo (psicologia stimolo-risposta)

Nasce in America con Watson nel 1913. L’oggetto di studio è il comportamento osservabile, l’insieme delle risposte muscolari e ghiandolari, NON si deve occupare dei processi mentali, che rappresentano una scatola nera da evitare. I comportamentisti non dicono che i processi mentali non esistono, ma che la psicologia non se ne deve occupare.

Condizionamento classico: Pavlov, fisiologo, medico ed etologo russo che ha vinto il Nobel per la medicina nel 1904 per le ricerche sulla fisiologia della digestione. Era interessato a studiare l’aumento della risposta salivazione nei cani in specifiche situazioni di stimolazione controllata. La salivazione (risposta) è un riflesso incondizionato che il cane è programmato ad emettere alla vista del cibo (stimolo). Pavlov osservò che il cane aveva un aumento della salivazione anche in corrispondenza di altri stimoli che potevano precedere o seguire la presentazione del cibo. Con il condizionamento classico associo uno stimolo, tramite un abbinamento, ad un altro stimolo. La risposta condizionata (salivazione-campanella) è simile alla risposta evocata dallo stimolo incondizionato (salivazione-cibo).

Condizionamento operante: Skinner, psicologo americano, scrittore, inventore, sostenitore delle riforme sociali. Ha inventato la Skinner box. Un ratto veniva inserito in questa gabbia che possedeva un meccanismo e se il ratto premeva la leva veniva distribuito del cibo. Piano piano imparerà che premendo la leva potrà mangiare. Il cibo rinforza il comportamento che lo precede (premere la leva) aumentando la probabilità che venga ripetuto.

  • Rinforzi: sono eventi ambientali che seguono un comportamento, possono essere positivi, quando accade qualcosa di piacevole o negativi quando accade qualcosa di spiacevole. Hanno come scopo quello di aumentare la probabilità di un comportamento.
  • Punizione: ha come fine diminuire la probabilità di un comportamento.

Si apprendono anche i comportamenti che non fanno parte del repertorio comportamentale originario. Le risposte apprese come conseguenza degli effetti che esse hanno sull’ambiente. Il comportamentismo ha costretto la psicologia a diventare sperimentale.

Neocomportamentismo (psicologia stimolo-organismo-risposta)

Ha avuto moltissimo successo e ha il ruolo fondamentale di aver reso la psicologia una scienza sperimentale. Ha preso il posto del comportamentismo perché è un approccio che accetta l’idea che tra lo stimolo e la risposta esista l’organismo, in grado di modulare la mediazione tra stimolo e risposta. È il passaggio dal comportamentismo al cognitivismo.

Se nel comportamentismo classico, la psicologia si occupava solo di stimolo e risposta e quindi i processi mentali erano una scatola nera non studiabile. Nel neo comportamentismo l’organismo diventa il luogo in cui viene modulata la relazione tra stimolo e risposta e quindi non si può più ignorare.

Cognitivismo

L’oggetto di studio sono i processi cognitivi fondamentali per l’elaborazione delle informazioni e per la presa di decisione finalizzata alla risposta. “Tutto quello che sappiamo della realtà è stato mediato non solo dagli organi di senso, ma da sistemi complessi che interpretano continuamente l’informazione fornita dai sensi” (Neisser).

Questi processi cognitivi non possono essere visti dallo sperimentatore, ma la loro funzione può essere inferita. Il cognitivismo prevede che lo stimolo venga elaborato. Il concetto più importante è quello di cronometria mentale.

Tempi di reazione: la quantità di tempo che intercorre tra la presentazione di uno stimolo e l’elaborazione di una risposta. Il trascorrere del tempo è una misura oggettiva esterna che può essere misurata dallo sperimentatore. È possibile misurare diversi tempi di reazione, la quantità di tempo che ci vuole per elaborare una risposta è indicativa della complessità e del numero di processi mentali necessari ad elaborare quella risposta. Tanto più sono numerose e complesse le operazioni mentali tra input ed output; tanto più aumenta il TR.

Stadi dell’elaborazione cognitiva

  • L'informazione raccolta dai sistemi sensoriali
  • Viene codificata in codice bio-elettrico (linguaggio del sistema nervoso)
  • La percezione consiste in un’interpretazione e ricostruzione dello stimolo in modo da estrarne il significato
  • Stimoli importanti selezionati dai processi attentivi: stimoli importanti su cui è necessario concentrare le risorse cognitive
  • Stimoli selezionati entrano nel sistema di memoria: elaborati e conservati per tempo illimitato
  • È necessario che le informazioni in entrata vengano integrate con quelle già possedute in un sistema organizzato di conoscenze
  • L’informazione recuperata dalla memoria può essere utilizzata per svolgere compiti come comunicazione, soluzione problemi, svolgimento attività pratiche
  • Il recupero dell’informazione della memoria può costituire una parte del processo di pensiero, ragionamento e decisione

I diversi stadi non sono necessariamento distinti, né si susseguono in maniera rigida, come sono stati schematicamente descritti. Spesso vi sono sovrapposizioni che rendono conto non soltanto della complessità dell’intero sistema cognitivo umano ma anche della sua flessibilità e adattabilità.

Dal cognitivismo alle neuroscienze

Si basa sullo studio di pazienti con danni cerebrali e del rapporto tra mente, cervello e comportamento.

Il caso di Phineas Gage: Era il caporeparto di una squadra di operai che lavoravano sulla costruzione della linea ferroviaria nel Vermont. Riempiendo un foro con polvere esplosiva e inserendo la sbarra di ferro una scintilla bruciò la polvere esplosiva e il ferro entrò nel cranio di Gage. Miracolosamente si riprese benissimo e velocemente da questo incidente. Quello che cambiò fu la sua personalità, aveva subito delle trasformazioni che nessuno lo riconoscevano più. Ciò avvenne perché danneggiò il lobo frontale del cervello che si occupa delle funzioni di controllo e monitoraggio del comportamento.

Le neuroscienze permettono di visualizzare il cervello e l’attività cerebrale grazie a esami come PET, MEG, FRMI.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher didi.collu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Tasso Alessandra.
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