Estratto del documento

1. Storia

Questa fonte copre la Grande Divergenza e le Civiltà Agricolo-Mercantili Avanzate tra Medioevo ed età moderna.

● Obiettivi dell'unità: Chiarire che la Rivoluzione Industriale avvenne in contesti già sviluppati (agricoltura organizzata,

sistemi commerciali efficienti, banche e istituzioni finanziarie) e comprendere il concetto di Grande Divergenza.

● Nascita dell'Agricoltura: Iniziò dal 9000 a.C. in varie parti del mondo, portando a organizzazioni sociali che

producevano beni (agricoltura e allevamento), permettendo la crescita della popolazione, la nascita delle città e di

un'organizzazione sociale più complessa (città stato, imperi), la creazione di gruppi alfabetizzati e lo sviluppo della

cultura.

● Passaggio alla Società Industriale: Tra il XVIII e il XIX secolo in alcune aree di Europa e Nord America le società

agricolo-pastorali divennero industriali, sviluppando una capacità produttiva mai sperimentata.

● Le Differenze nello Sviluppo: Il ritmo di sviluppo non fu omogeneo, con tabelle che mostrano la produzione per abitante

in diverse aree del mondo dal 1820 al 2000.

● La Grande Divergenza: La questione centrale è perché lo sviluppo economico moderno, basato sull'industrializzazione,

si sia verificato sulle due sponde dell'Atlantico del Nord e non altrove, in particolare in Asia, e cosa avessero accumulato

Paesi come l'Inghilterra tra il 1000 e il 1700.

● Elementi Esplicativi dello Sviluppo: Clima, localizzazione geografica, risorse naturali, visione religioso-filosofica del

mondo, e l'organizzazione della società basata sulla creazione di istituzioni politiche (Stato, Stato liberale, parlamento,

separazione dei poteri) ed economiche (società, regole scritte e non scritte per gli affari).

● Confronto tra Europa, Cina e Mondo Islamico: Questi sistemi erano fondati sulla trasmissione scritta del sapere,

agricoltura con attività manifatturiere orientate al mercato, utilizzo di macchine complesse, commerci sviluppati e

infrastrutture importanti (es. Canale Imperiale in Cina).

● Diversità: L'Europa occidentale era frammentata in stati in competizione con maggiori spazi di libertà (comuni,

repubblica olandese, monarchia costituzionale inglese), a differenza dei grandi imperi (Cina e mondo islamico) governati

da un potere centrale che riduceva la libertà individuale. I governi assoluti favorivano istituzioni estrattive (rendite a

danno della maggioranza), mentre la libertà politica favoriva strutture inclusive (eguali opportunità economiche).

● Giustizia e Tassazione: Il potere assoluto poteva generare giustizia arbitraria, mentre il potere limitato incontrava più

difficoltà (eredità del diritto romano). La maggiore tassazione in Europa coincideva con la creazione di beni pubblici (es.

flotta inglese), portando i cittadini a chiedere più potere ("non taxation without representation").

● Libere Università: Erano luoghi dove gli intellettuali potevano esprimere opinioni con un grado di libertà accettabile,

favorendo un sapere critico grazie anche alla lingua comune, il latino.

● Fondamenti Filosofico-Religiosi del Vantaggio Europeo: La persona umana come valore assoluto, il lavoro come

attività di uomini liberi, la relazione orizzontale (fraternità), il valore della fiducia, la razionalità (homo faber) e la

separazione dei poteri.

● La Peste Nera (Trecento): Alcuni studiosi le attribuiscono un ruolo cruciale, sottolineando come la maggiore mortalità in

Europa portò a un rapporto più equilibrato tra popolazione e risorse, una forte riduzione della concentrazione della

ricchezza e un rimescolamento sociale.

2. Storia 2 (Excerpts from "Storia 2.pdf")

Questa fonte analizza la Piccola Divergenza e il passaggio del primato economico.

● Obiettivi dell'unità: Capire le ragioni del primato delle città italiane del Centro-Nord nel tardo medioevo, ed evidenziare

come le scoperte geografiche, le rotte atlantiche, le grandi compagnie commerciali e la "rivoluzione industriosa"

portarono al declino dell'Italia e all'affermazione di Olanda e Inghilterra come nazioni leader.

● Le Città Europee del Basso Medioevo: Erano agglomerati con funzioni non agricole (manifattura, commercio, servizi)

che godevano di libertà o ampia autonomia.

● Pilastri Economici delle Città: Le corporazioni degli artigiani (scopi sociali, religiosi e ruolo politico) e le corporazioni/

camere dei mercanti (tribunali di commercio).

● Centralità Italiana: Venezia in particolare era il "porta dell'Oriente", con basi nel Mediterraneo orientale e commerci fino

alla Cina e all'Estremo Oriente (Via della Seta, Via del Mare).

● Istituzioni Economiche a Servizio dei Commerci: Sviluppo di meccanismi per la suddivisione e limitazione del rischio

(la commenda o collegantia, la società anonima di capitali, l'assicurazione, la banca con credito ai mercanti/consumo/

governi). Altri strumenti includono la partita doppia, lo ius mercatorum (diritto commerciale), la registrazione dei

contratti (ruolo dei notai).

● Esplorazioni Geografiche: Avvenute tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento (Diaz 1488, Colombo 1492, Da Gama

1498, Magellano 1519-1522).

● Conseguenze delle Esplorazioni: Nuovi percorsi marittimi per merci dall'Asia (sete, spezie). Diffusione di nuovi prodotti

(cacao, caffè, tabacco). Importanza del traffico di metalli preziosi e della tratta degli schiavi (commercio triangolare).

Mutamento degli equilibri economici a vantaggio prima della Penisola iberica, poi di Olanda e Inghilterra.

● Declino Italiano: Venezia e Genova non si coinvolsero nelle spedizioni oceaniche a causa dei vantaggi acquisiti e della

dimensione non sufficiente a sostenere tali imprese.

● Imperi Iberici: Il Portogallo sviluppò le caravelle e un sistema di basi coloniali; fu inglobato nell'Impero spagnolo nel

● 1578. L'Impero spagnolo, basato sulle colonie americane (galeone) Era un sistema organizzato di convogli navali che

collegava: l’America (soprattutto Messico e Caraibi),la Spagna,e, nel caso del Galeone di Manila, anche le Filippine e

l’Asia. Questi convogli trasportavano:

• argento americano (la principale ricchezza dell’impero),

• merci di lusso dall’Asia,

• prodotti coloniali (cacao, zucchero, tabacco, ecc.)., fu messo in crisi dalle continue guerre e dall'uso delle

risorse per la politica di potenza.

Il Mancato Dominio Cinese: La Cina realizzò grandi navi e aveva bussola e timone a poppa (spedizioni dell'ammiraglio Zheng

He 1405-1432). L'avventura marittima fu interrotta nel 1432 perché l'Impero si riteneva autosufficiente, i mercanti non erano

abbastanza potenti e non si voleva turbare la stabilità sociale.

Ascesa Olandese e Inglese: Questi Paesi crearono compagnie commerciali private (più efficienti e potenti, come la VOC

olandese), sostenute da legislazione, borse valori, monopolio in certe zone e appoggio delle flotte militari.

La Rivoluzione Industriosa: Caratterizzata dalla tendenza a formare famiglie autonome economicamente, dalla crescita del

consumo di beni voluttuari coloniali (caffè, tabacco, zucchero) e dalla maggiore presenza del Putting-out System ovvero un

sistema di produzione in cui un mercante-imprenditore fornisce materie prime alle famiglie, che lavorano a casa propria e

poi restituiscono il prodotto finito al mercante, ricevendo un compenso, in Fiandre e Inghilterra.

Crisi Olandese: La rivolta contro la Spagna (Guerra degli Ottant'anni) portò al blocco del porto di Anversa e alla conquista di

basi portoghesi (controllo del mercato delle spezie). L'Olanda basava la sua ricchezza sul commercio delle aringhe, la VOC, la

Borsa di Amsterdam e l'agricoltura/manifattura fiorente. (Compagnia Olandese delle Indie Orientali), fondata nel 1602, fu la

prima grande compagnia commerciale per azioni e una vera multinazionale dell’età moderna.

Aveva il monopolio del commercio olandese con l’Asia e possedeva poteri quasi statali: poteva stipulare trattati, amministrare

territori, costruire forti, arruolare soldati e fare guerra.

Controllò per oltre un secolo il lucrativo commercio delle spezie e rese i Paesi Bassi una potenza globale.

Entrò in crisi nel XVIII secolo per costi elevati, corruzione e concorrenza inglese e fu sciolta nel 1799.

Ascesa Inglese: Nonostante un PIL pro capite olandese quasi triplo nel 1650, l'Inghilterra guadagnò terreno con i corsari di

Elisabetta I, l'Atto di Navigazione di Cromwell (1651) contro l'Olanda e la conquista di New Amsterdam (New York).

3. Storia 3 (Excerpts from "Sto 3.pdf")

Questa fonte esamina le Conseguenze Sociali della Rivoluzione Industriale.

● Obiettivi: Rispondere alla domanda se le condizioni dei ceti subalterni migliorarono o peggiorarono con la Rivoluzione

Industriale. La risposta è che migliorarono nei Paesi più sviluppati grazie a "correttivi" dal basso e dall'alto.

● Nascita della Classe Operaia: Con la fabbrica, nacque la classe operaia, masse di persone che condividevano

esperienze e problemi comuni, un cambiamento rispetto agli antichi assetti di lavoro a domicilio. Le condizioni erano

difficili (orari, disciplina, vita nei sobborghi).

● Coscienza di Classe: Le difficili condizioni favorirono l'emergere di una coscienza di classe, una presa di coscienza

collettiva, alimentata da una pubblicistica che accusava i datori di lavoro di sfruttamento.

● Risposta Associativa: Si manifestarono risposte violente e pacifiche.

○ Violenta: Il luddismo, un rifiuto e distruzione delle macchine da parte di artigiani che perdevano la loro

professionalità.

○ Pacifica: La società di mutuo soccorso, sostenuta anche dagli imprenditori per tutela.

○ Non Violenta ma Conflittuale: Il sindacato (associazione continua di salariati per mantenere e migliorare le

condizioni di impiego: salario, orari, igiene). Inizialmente limitato ai lavoratori qualificati a causa della quota

associativa e inizialmente proibiti.

– Altre Risposte (Ideologiche): Il malcontento portò alla diffusione di ideologie e movimenti rivoluzionari

(socialismo di Marx, anarchia di Bakunin) che miravano al cambio di sistema.

● Risposte Imprenditoriali: Imprenditori (per ragioni religiose, umanitarie o interesse) costruirono case, villaggi operai (es.

Crespi d'Adda), scuole, spacci e luoghi di culto per i lavoratori.

● Intervento Statale (Correttivi dall'Alto): Verso la fine dell'Ottocento si affermò l'idea che un sistema di protezione

sociale potesse ridurre la conflittualità ed essere benefico per l'economia. In Germania negli anni '80 furono istituiti

l'assicurazione di malattia, contro gli incidenti sul lavoro e il sistema pensionistico.

● Livelli di Vita: L'esito finale della Rivoluzione Industriale fu un miglioramento delle condizioni dei lavoratori inglesi entro

● il 1850 (sebbene rimanessero basse), con un aumento del consumo di zucchero, burro e carne nella seconda metà

dell'Ottocento.

● Qualità della Vita: Miglioramenti nella seconda metà dell'Ottocento furono dovuti a piani di riqualificazione urbana e

maggiore attenzione alle condizioni igieniche (es. Londra, revisione del sistema idrico e fognario per combattere colera

e tifo).

L’

4. Storia 4 (Excerpts from "Sto 4.pdf")

Questa fonte tratta i Processi di Industrializzazione e le Interpretazioni Teoriche.

● Diffusione dell'Industrializzazione: I cambiamenti inglesi si diffusero in Europa e America. In cinque Paesi (USA,

Germania, Francia, Belgio, Svizzera) si avviò rapidamente l'industrializzazione; in altri (Italia, Giappone, Russia) avvenne

con ritardo; in altri ancora (Cina, India) le trasformazioni arrivarono molto più avanti.

● Motivi dell'Imitazione: I Paesi più pronti avevano condizioni simili a quelle inglesi; le informazioni si muovevano

velocemente; gli Stati promossero il cambiamento, riconoscendo i vantaggi politico-militari dell'industrializzazione.

● L'Imitazione Senza Differenze: Teorie (come quella di Rostow) vedono l'industrializzazione come una mera imitazione

del caso inglese.

● L'Imitazione Con Differenze: Teorie che interessano di più l'autore:

○ Alexander Gerschenkron: Fuggito dal comunismo e dal nazismo. Sottolinea i livelli del ritardo e la centralità dei

fattori sostitutivi (es. la banca, lo Stato) nell'avvio del cambiamento. Menziona i vantaggi dell'arretratezza

(accesso a tecnologie avanzate).

○ Sidney Pollard: L'industrializzazione non avviene a livello nazionale, ma regionale (area con attività economiche

interconnesse e centro propulsivo), portando a sviluppo regionale e dualismi. Pollard introduce il differenziale

della contemporaneità: una novità esterna può avere effetti distorsivi (es. le ferrovie). Pollard sostiene che lo

sviluppo industriale non avviene nello stesso momento in tutti i Paesi: esiste un differenziale (uno scarto) nei

tempi della modernizzazione. Ogni Stato entra nell’età industriale quando le sue condizioni economiche, sociali,

istituzionali e culturali rendono possibile il cambiamento, e queste condizioni non maturano ovunque allo stesso

ritmo.

● Il Ruolo dello Stato: Nonostante alcuni (come Pollard) limitino il ruolo dello Stato, questo non fu secondario e crebbe nel

tempo.

○ Tipologie di Stato in economie di mercato: 1. Stato minimale (in auge fino al 1929); 2. Economia mista

neoliberale; 3. Economia mista neocollettivista.

5. Storia 5 (Excerpts from "Sto 51.pdf" and "Sto 52.pdf")

Questa fonte si concentra sulla diffusione dell'industrializzazione nei Paesi del Primo Cerchio (Belgio, Francia, Germania,

Svizzera, Stati Uniti).

● Diffusione Irregolare: L'adozione della tecnologia britannica fu lenta e irregolare a causa della difficoltà di ripercorrere il

sentiero inglese (complesso mix di evoluzione economica, sociale e istituzionale), la diversità dei sistemi culturali e la

concorrenza dei prodotti inglesi.

● I Cerchi di Diffusione: Primo cerchio (prima del 1830: Belgio, Francia, Germania, Svizzera, USA) e Secondo cerchio (dal

1870: resto d’Europa e Giappone).

● Declino Relativo della Gran Bretagna: Nonostante la crescita continua (+250% tra 1870 e 1913), la GB perse la

posizione di guida a vantaggio di altri Paesi. Cause discusse includono insufficienze della classe imprenditoriale,

arretratezza del sistema educativo e precoce finanziarizzazione.

Caratteristiche Comuni del Primo Cerchio:

– Buon mercato potenziale,

– buona dotazione di risorse e capitale umano,

– sistema di valori simile a quello inglese. Ci fu un'imitazione rapida, crescita sostenuta (PIL pro capite triplicato tra 1820 e

1913), importanza iniziale di ferrovie, tessile, ferro, acciaio e adozione della seconda rivoluzione tecnologica.

● Belgio e Svizzera (Piccoli Sistemi): Le piccole dimensioni favorirono l'omogeneità dei comportamenti e l'innovazione,

ma posero uno svantaggio per il mercato interno, superato con la precoce internazionalizzazione.

○ Belgio: Sviluppo fondato su forte intervento istituzionale, concentrazione imprenditoriale, vantaggi delle risorse

(carbone, siderurgia) e vicinanza alla GB. Settori chiave: lanificio, lino, minerario, siderurgico, meccanica

ferroviaria, industria chimica (Ernest Solvay 1862). Importante fu il ruolo del credito (Société générale, antenata

delle holding finanziarie).

○ Svizzera: Si basò sull'istruzione e formazione professionale per sviluppare un sistema decentrato e un'industria

ad elevata specializzazione (meccanica di precisione) e precoce internazionalizzazione.

● Francia (Grande Sistema Duale): Caratterizzata da precoce transizione demografica e limitata disponibilità di carbone,

● che portarono a ridotta urbanizzazione e dispersione delle industrie (risorse idriche). Coesistevano grandi fabbriche

tecnologicamente avanzate e manifatture tradizionali (lavoro domestico) per prodotti ad alto valore aggiunto (beni di

lusso).

● Germania (Grande Sistema Concentrato): Unificazione economica (Zollverein 1834) prima che politica (1871). Favorita

da investimenti in infrastrutture, crescita del sistema creditizio, istruzione tecnica (settori a base scientifica).

Affermazione della grande impresa e concentrazione industriale (economie di scala, cartelli). Settori chiave: carbone,

ferro, acciaio, industria elettrica e chimica (es. 90% della produzione mondiale di coloranti di sintesi nel 1900, Bayer,

BASF).

● Stati Uniti (Grande Sistema Meccanizzato): Forte crescita demografica (immigrazione) che non ridusse gli alti salari

(scarsità di manodopera rispetto alle risorse), incentivando la meccanizzazione di agricoltura e manifattura. Vasti

territori e risorse consentirono la specializzazione regionale. Mobilità favorita da fiumi e ferrovie. Diffusione della

produzione di massa (standardizzazione). Nel 1890, erano la maggiore nazione industriale del mondo.

6. Storia 6 (Excerpts from "Sto 6.pdf")

Questa fonte riguarda i Paesi Ritardatari o del Secondo Cerchio (post-1870).

● Il Ritardo: Fino al 1870, molti Paesi europei rimasero fondamentalmente agrari con debole capacità di crescita.

● Cause del Ritardo: Mantenimento di sistemi sociali tradizionali (peso dei proprietari terrieri, distribuzione iniqua dei

redditi), mercati di piccole dimensioni, basso livello di istruzione/formazione e spesso carenza di materie prime

(soprattutto energetiche).

● Percorsi di Crescita Iniziali: Questi Paesi cercarono lo sviluppo attraverso la divisione internazionale del lavoro,

crescendo in modo complementare rispetto ai Paesi industrializzati, esportando prodotti agricoli o minerari per

importare manufatti, e utilizzando i capitali per costruire reti ferroviarie (politiche liberoscambiste).

● Crisi del Modello: Il modello entrò in crisi dopo il 1860 a causa del cambiamento delle ragioni di scambio (favorendo i

prodotti industriali), difficoltà nell'assorbire la crescita demografica e il crollo dei prezzi agricoli dovuto alle esportazioni

americane. Ciò spinse all'abbandono del libero scambio e della divisione internazionale del lavoro.

● Vantaggi dell'Arretratezza (Gerschenkron): Si poteva creare un settore industriale moderno rapidamente, evitando

lunghe fasi di transizione, a patto di arrivare preparati. Lo storico ed economista Alexander Gerschenkron sosteneva

che i Paesi che si industrializzano tardi possono avere alcuni vantaggi rispetto ai Paesi pionieri (come l’Inghilterra).

Un Paese arretrato, se adeguatamente preparato, può industrializzarsi più rapidamente e con tecnologie più moderne

rispetto ai Paesi che hanno iniziato prima

Perché: • può saltare le fasi più lente e primitive della rivoluzione industriale;

• può adottare tecnologie già testate e migliori;

• può organizzare la produzione in forme più grandi e moderne (industrie pesanti, banche d’investimento,

intervento statale).

Gerschenkron insiste:

● Il vantaggio esiste solo se il Paese arriva preparato, cioè se possiede istituzioni forti, capitali, banche moderne, e uno

Stato capace di guidare lo sviluppo.

Classificazione dei Ritardatari: Distinti per ritardo dovuto principalmente a:

1) scarsità di materie prime (ferro/carbone);

2) limitata dimensione del mercato interno.

Paesi del Centro-Nord Europa (Scandinavia, Olanda): Rientrano nel primo gruppo (carenza di carbone/ferro). Avevano

sistemi agricoli ad elevata produttività e una situazione politica/culturale avanzata. Dopo il 1870 registrarono progressi,

sfruttando la vicinanza ai mercati e l'offerta di prodotti primari derivanti da agricolture industrializzate. Sfruttarono nuove fonti

di energia (petrolio, elettricità, importante in

Svezia per acciai speciali e in Danimarca per la meccanizzazione agricola).

Paesi con Mercato Ristretto (Mediterraneo ed Est Europa):

Difficoltà nell'industrializzazione (anche dopo il 1870) a causa della mancanza di evoluzione delle strutture politiche/sociali,

popolazione ancorata ad agricoltura poco produttiva, carenza di capitali, mancanza di tradizione industriale e basso livello di

istruzione.

● Il Caso Russo: Paese socialmente arretrato prima della WWI (72% analfabeti, 75% della forza lavoro in agricoltura).

○ Ritardo: Servitù della gleba abolita solo nel 1861; la fine della servitù richiedeva il pagamento di un riscatto

(abolito solo nel 1907) che subordinava il contadino alla comunità.

○ Azione dello Stato: Lo Zar Alessandro II promosse la costruzione di ferrovie (Transiberiana 1907), sostenendo

○ l'industria pesante con commesse militari e dazi. Lo sviluppo dipendeva dal capitale straniero. La crescita fu

interrotta dalla guerra.

● Il Giappone: L'unico Paese non europeo ad industrializzarsi prima della Grande Guerra.

Modernizzazione Forzata (Meiji): Dopo l'incursione dell'ammiraglio Perry (che impose i "trattati ineguali"), il giovane

imperatore Mutsuhito avviò una modernizzazione forzata: riforma del sistema formativo/bancario, creazione di una banca

centrale, fondazione di industrie.

Industrializzazione: Povero di risorse, dipendeva dall'importazione di materie prime, bilanciando i pagamenti con

l'esportazione di seta grezza e tè. Condusse politiche coloniali (guerra con Cina 1894-95, Russia 1905) per acquisire materie

prime. Il reddito pro capite nel 1913 era solo il 28% di quello inglese. Importanza delle grandi famiglie mercantili e la creazione

degli zaibatsu termine giapponese che indica un grande conglomerato di imprese, spesso a controllo familiare, che operava in

molteplici settori dell'economia e deteneva un potere economico e politico influente in Giappone, specialmente prima della

Seconda Guerra Mondiale. Esempi famosi sono Mitsubishi, Mitsui, Sumitomo e Yasuda, e il loro potere è stato smantellato dagli

Alleati dopo la guerra.

7. Storia 7 (Excerpts from "Sto 71.pdf" and "Sto 72.pdf")

Questa fonte analizza i Cambiamenti Tecnologici e le Nuove Forme di Impresa.

● Prima Rivoluzione Industriale: Caratterizzata da macchina a vapore, carbone minerale, ferro a prezzi decrescenti,

ferrovie, chimica inorganica, diffusione della fabbrica e urbanizzazione. Imprese di limitata dimensione, tecnologia

relativamente semplice, scarso legame tra scienza e tecnica. Richiesta limitata di grandi capitali, salvo canali e ferrovie.

● Seconda Rivoluzione Industriale: Diffusa dalla metà dell'Ottocento, favorita dalla velocità delle comunicazioni.

Affermazione di grandi impianti che sfruttano le economie di scala.

○ Nuovi Settori ed Energie: Chimica organica, energia ele

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mattt___ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Besana Claudio.
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