RAMAT LEZIONE 1
SEGNALI, ANALISI IN FREQUENZA E SPETTRO
Fenomeno sico alla cui evoluzione e alle cui cara eris che a ribuiamo un CONTENUTO
• INFORMATIVO
Segnale<->informazione
• Un segnale può essere de nito come una funzione o una grandezza che con ene informazione, in
• generale riguardo allo stato o al comportamento di un sistema sico
Anche se i segnali possono essere rappresentata in modi diversi, l’info è sempre contenuta nelle
• variazioni di una o + grandezze.
INFORMAZIONE
Si ha quando si viene a sapere qualcosa d’interesse che prima non si conosceva
• Informazione come:
•
RUMORE
Tu o ciò che è associato al segnale, ma non porta informazione disturba la ricezione del segnale e
• l’estrazione dell’informazione ed è de nito come Rumore Nell’elaborazione dei segnali è
fondamentale il rapporto segnale/rumore (SNR)
L’informazione cercata determina che cosa è segnale e che cosa è rumore in un dato fenomeno
• De nizione opera va, e arbitraria, di segnale e di rumore
• SNR può anche essere <1
•
ELABORAZIONE DEI SEGNALI
Insieme delle tecniche e procedure u lizzate per:
Migliorare il rapporto segnale/rumore
• Estrarre l’informazione del segnale (formalizzare il contenuto informa vo)
•
L’elaborazione NON DEVE COMPRENDERE PERDITE D’INFORMAZIONE
SEGNALI
Anche se i segnali possono essere rappresenta in mol modi, l’informazione è sempre contenuta nelle
variazioni di una o più grandezze siche in qualche dominio (tempo, spazio, …)
Matema camente un segnale è una funzione di una o più variabili indipenden .
Consideriamo 2 pi di segnale:
i segnali monodimensionali in cui il tempo è la variabile indipendente;
• le immagini che sono funzioni a una o più valori (livelli di grigio o componen di colore) di due
• variabili spaziali (larghezza x e altezza y)
La variabile indipendente può essere de nita in un insieme con nuo (segnale con nuo) o in un insieme
discreto (segnale discreto). Nel caso in cui la variabile indipendente sia il tempo si parla di segnali con nui
nel tempo e di segnali discre nel tempo.
tt fi ti fi ti ti fi ti fi ti fi fi ti tt ti
ti tt fi
ti ti ti
ti ti ti ti
Se, oltre alla variabile indipendente, anche il valore del segnale è de nito in un insieme discreto, diciamo
che il segnale è numerico.
Se ambedue sono de ni in un insieme con nuo, il segnale è de o analogico.
Analogamente, per i sistemi dedica alla elaborazione dei segnali, si parla di sistemi analogici e di sistemi
numerici o digitali.
BIOSEGNALI
L’organismo è sorgente di innumerevoli pi di segnali:
• --Ele rochimici (ECG, EEG, EMG, …)
– Meccanici (forze/pressioni, ussi/portate, suoni)
– Termici (temperatura corporea, termogra a)
Biosegnali= Segnali u lizza nelle scienze mediche e biologiche
Altri segnali sono prodo dall’interazione tra l’organismo e un agente esterno:
• – radiogra e (raggi X)
– ecogra e (ultrasuoni)
– tomogra e (raggi X, altre par celle, campi magne ci)
– “bio-immagini”
VARI TIPI DI BIOSEGNALI
I segnali si dividono in:
Determinis ci: si ripetono sempre “uguali” in osservazioni ripetute. Hanno una forma pica che li
• cara erizza e sono “prevedibili”. Esempio: RCG
Casuali, aleatori: variabili in maniera imprevedibile. Non hanno forma pica, descri in termini
• sta s ci. Esempio: sway posturale. VEDI SLIDE SULLA SWAY POSTURALE:IL BARICENTRO, EQUILIBRIO
ECC
OBIETTIVI DELL’ANALISI DI BIOSEGNALI E BIOIMMAGINI
Approfondimento delle conoscenze (studio del corpo umano a vari livelli di scala)
• Diagnosi
• Valutazione di performance (monitoraggio in tempo reale)
• Follow-up
• Screening
• Sviluppo di protesi, ortesi
•
ORIGINE DEL BIOSEGNALE
Il segnale è prelevato dall’organismo mediante apposi disposi vi: -segnale bioele rico—ele rodi;
• -altri segnali—sensori, trasdu ori, sonde
ti tt tt ti fi fi
fi ti fi
ti tti ti ti tt
fl ti ti ti fi ti ti ti ti tt fi ti tt tti ti tt
Se ne o ene un segnale ele rico: -potenziale corrente o carica ele rica;-in genere un segnale
• analogico
L’elaborazione al calcolatore richiede segnale numerico
•
PERIODO DI CAMIONAMENTO:
Il segnale a tempo discreto x(n) si o ene campionando x(t) cioè prendendo solo alcuni
valori di x(t), uniformemente spazia nel tempo.
È possibile decidere quan campioni considerare (di solito in 1 sec) come mostrano i 3
esempi.
L’intervallo temporale tra due campioni successivi si chiama intervallo o periodo di
campionamento TC.
TIPI DI SEGNALI Segnale analogico a tempo con nuo
Segnale discreto nel tempo
Segnale discreto nel tempo e nelle ampiezze: numerico
ARCHITETTURA DI UN SISTEMA DI MISURA
tti ti tt ti tti ti tt
SCHEMA GENERALE DIUN ELABORATORE DI SEGNALI
A: SEGNALE CONTINUO
B:
C: SEGNALE NUMERICO
PARTE ANALOGICA(A)
Requisi :
1. Non perturbare il fenomeno sico osservato(trasdu ore);
2. Buon rapporto segnale/rumore
3. Fedeltà nella riproduzione del segnale
Il segnale non viene distorto se la banda passante della parte analogica della catena di misura copre
completamente l’estensione dello spe ro del segnale.
Esempio: Il segnale movimen oculari ha banda passante di circa 200 Hz. Per evitare distorsioni la catena di
misura dovrà avere componen che “lascino passare” le frequenze no a 200 Hz.
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Appunti Controlli Automatici
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Appunti Controlli Automatici - parte A
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Appunti Sistemi di controllo (Controlli automatici I)