Andrea Puglisi, Polo C
PATOLOGIA GENERALE | DOMANDE ESAME
& RISPOSTE
*La Stella ha detto a lezione che desidera al suo
esame che tu sappia:
- Due tipologie di necrosi da spiegare, tutte le altre
solo i nomi.
- Le anemie, nomi e spiegazione.
- Le fasi della via classica del sistema del
complemento, tutte.
- Un esempio di forma dei globuli rossi, meglio farne
due.
1) Qual è la differenza tra apoptosi e necrosi?
La necrosi e l’apoptosi sono due forme diverse di morte cellulare.
La necrosi è causata da fattori esterni dannosi, come traumi,
infezioni, ischemia (mancanza di apporto sanguigno). Il processo
coinvolge la rottura della membrana cellulare con conseguente
rilascio di contenuti cellulari nell’ambiente circostante. Può scatenare
una reazione infiammatoria. Esistono vari tipi di necrosi:
- Coagulativa: i tessuti sono consistenti e pallidi, sono riconoscibili profili
cellulari e struttura del tessuto anche se le cellule sono morte. E’ una
tipica conseguenza delle occlusioni delle arterie.
- Caseosa: i tessuti sono morbidi e bianchi. Le cellule morte formano una
massa proteica amorfa in cui non si riconoscono le strutture istologiche.
E’ tipica dell’infezione tubercolare.
- Gommosa: i tessuti sono consistenti e gommosi. Le cellule morte
formano anche qui una massa proteica amorfa in cui non si riconosce una
struttura istologica. E’ tipica dell’infezione sifilitica.
- Emorragica: è frequente quando la morte cellulare è causata dal blocco
del drenaggio venoso di un tessuto.
- Fibrinoide: è causata da danni vascolari immuno-mediati. Si distingue
dalle altre a causa dei depositi di materiale proteico simile alla fibrina
sulle pareti delle arterie. Si può osservare nelle pareti vasali in cui vi è
ipertensione o vasculite in corso.
- Colliquativa: avviene per digestione delle cellule morte. Il tessuto
normale lascia spazio a una massa liquida viscosa, ovvero il pus, che
contiene detriti cellulari, detriti di microrganismi e altre proteine.
L’apoptosi invece viene nominata come morte programmata cellulare.
Segue sempre le stesse fasi ed è anche chiamata “suicidio altruista”, poiché
muore una singola cellula per il benestare delle altre. E’ una morte indolore
e non infiammatoria e ha quattro fasi:
- Innesco: la cellula riceve i segnali per scatenare il processo di
apoptosi
- Controllo e integrazione: i segnali di morte vengono connessi da
una serie di proteine specifiche
- Fase comune di esecuzione: vi è l’attivazione delle proteasi
specifiche (caspasi), iniziatrici ed esecutrici.
Le caspasi (C = Cisteina, ASP = acido aspartico, ASI = proteasi )
sono delle proteasi specifiche. Sono presenti in forma inattiva
nel citosol come pro-caspasi e sono attivate da una proteolisi
controllata. Si dividono in effettrici ( 3,6,7 ) ed iniziatrici
( 8,9,10).
- Rimozione delle cellule morte: le cellule apoptotiche ed i loro
frammenti rilasciano dei marcatori di membrana, che vengono
riconosciuti dai fagociti senza indurre reazioni infiammatorie.
2) Cos’è l’immunità specifica e cos’è l’immunità innata?
Prima di poter parlare dei due principali meccanismi di difesa del nostro
corpo, insieme alle barriere meccaniche e chimiche del nostro corpo,
dobbiamo capire per quale motivo tali tipologie di immunità si attivano.
La risposta immunitaria viene definita come il riconoscimento del
danno e il mantenimento dell’omeostasi. Se l’immunità innata non
riesce a debellare il patogeno, interviene l’immunità specifica. Altre
volte si può avere solo una delle due oppure direttamente la
specifica. Il danno al nostro organismo può essere provocato dalle
infezioni; quest’ultime sono la presa di contatto tra un
microrganismo e l’organismo, e questo può provocare un danno ma
può anche non farlo. Nel secondo caso, noi parleremo di condizioni
denominate come parassitismo (vantaggio parassita),
commensalismo (uno solo ha il vantaggio senza causare problemi
all’altro) o mutualismo (entrambi traggono vantaggio dalla
situazione). Tutte le ultime condizioni citate sono raggruppate in
uno stato generale che è detto simbiosi, ovvero il processo di
convivenza tra microrganismo ed organismo.
Andiamo adesso ad analizzare, in particolare, le due tipologie di immunità:
- Immunità innata: questa tipologia di immunità viene denominata come
rapida, anche se manca di memoria. Si serve di barriere naturali come
cute e mucose, ma si serve anche di fagociti. Soprattutto, è importante
dire che l’immunità innata si serve di un determinato gruppo di cellule,
chiamato cellule immunitarie.
Questo gruppo di cellule deriva dai precursori mieloidi. Le cellule
dell’immunità innata, in generale, sono i leucociti, chiamati anche
neutrofili, i monociti che derivano dai macrofagi, le cellule natural killer,
le cellule dendritiche e cellule di Langherhans. Esse sono prodotti del
midollo osseo, dove poi vengono spostati nel sangue nel momento del
bisogno dove si differenziano per la loro funzione.
I neutrofili sono coinvolti nelle infiammazioni acute e si
occupano di fagocitare i microbi.
I basofili e i mastociti si occupano delle reazioni allergiche
Le cellule natural killer si occupano di riconoscere ed
attaccare virus o cellule tumorali.
Il riconoscimento dei patogeni può avvenire attraverso dei recettori,
chiamati PRR, che riconoscono gli antigeni sulla cellula del patogeno.
Esistono tre tipi di recettori: solubili, di membrana e citoplasmatici.
ANTIGENI
E’ ovvio che tu ti stia chiedendo, dopo queste affermazioni, ma cosa sono
gli antigeni?
Gli antigeni sono delle molecole in grado di attivare il sistema
immunitario ad alto peso molecolare ed estranee al nostro organismo;
nella loro struttura presentano dei raggruppamenti chimici chiamati
epitopi o gruppi determinati che vengono riconosciuti da recettori
specifici presenti sulla superficie dei linfotici ( fenomeno chiamato
risposta anticorpale o cellulo-mediata )
Andando avanti col nostro discorso, abbiamo parlato precedentemente
dei neutrofili: ecco, questi sono molto importanti e degni di nota, poiché
sono coloro che rilasciano delle particolari sostanze chiamate citochine e
chemochine, oltre che essere innesco fondamentale per l’attivazione del
Sistema del Complemento.
CITOCHINE
Le citochine sono delle molecole proteiche sintetizzate e secrete che
determinano il reclutamento di ulteriori cellule che partecipano alla
risposta infiammatoria. Le citochine possono essere di due tipologie,
stimolatorie ed inibitorie. Hanno effetti locali e attivano i linfociti. La
produzione prolungata nel tempo di citochine può causare il passaggio da
immunità innata a specifica.
CHEMOCHINE
Hanno attività chemioattiva, ovvero regolano il traffico di leucociti negli
organi linfoidi e verso tessuti non-linfoidi sempre in base alla loro
concentrazione. Sono delle proteine a basso peso molecolare.
- Immunità specifica: è anche detta acquisita e non è dunque presente
sin dalla nascita. La sua comparsa avviene in seguito a una risposta
stimolatoria esercitata da un determinato antigene.
Nell’immunità specifica i principali attori, chiamati anche fattori, sono
due: i linfociti (fattori cellulari) e gli anticorpi (fattori umorali). L’azione di
questi due fattori determina, in generale, una risposta e una comparsa di
una memoria del riconoscimento effettuato.
L’immunità può avere due risposte:
Umorale: i linfociti B producono anticorpi in grado di eliminare i
microrganismi extracellulari e le loro tossine
Cellulo mediata: attivazione dei macrofagi e delle cellule natural
killer insieme ai linfociti T che distruggono le cellule infette o
danneggiate e rilasciano varie citochine, in risposta alla rilevazione
di un antigene.
LINFOCITI B
Originano nel midollo osseo e maturano nel midollo osseo. Si dividono
rapidamente e si diffondono. Sulla superficie esprimono dei recettori per
gli antigeni, chiamati IMMUNOGLOBULINE (IG) che riconoscono gli epitopi
degli antigeni espressi dai microrganismi. Le immunoglobuline sono
formate da due catene peptidiche pesanti, chiamate catene H, e due
catene peptidiche leggere, chiamate catene L. Il legame tra le catene è
chiamato legame disolfurico.
Presentano due regioni:
Fab: contiene una regione ipervariabile e lega l’antigiene
Fc: interagisce con i recettori espressi dalle cellule
fagocitarie (i macrofagi)
Riprendendo il discorso sui recettori per gli antigeni, chiamati
immunoglobuline, di quest’ultime ne esistono 5 tipi, da imparare:
IgA: per infezioni locali
IgE: per le risposte allergiche
IgD: espressi dai linfociti B immaturi
IgM: sono denominate immunoglobuline di primo intervento
IgG: costituiscono l’85% delle Ig e sono della memoria; per
tale motivazione, i neonati non ne hanno e le svilupperanno
in seguito.
LINFOCITI T
Esprimono dei recettori di membrana chiamati TCR ( T Cell Receptor ) e
sono capaci di riconoscere antigeni proteici.
Sono classificati in tre classi:
Helper: Riconoscono gli antigeni che sono presentati dal
Complesso Maggiore di Istocompatibilità di Tipo II chiamato MHC II.
Attivano i macrofagi e secernono citochine. Si classificano a loro
volta in Th1 e Th2: Th1 sono importanti per il controllo di batteri
intracellulari, mentre le Th2 forniscono il segnale ultimo di
attivazione ai linfociti B
Citotossici: riconoscono gli antigeni presentati dal MHC I.
Colpiscono selettivamente cellule infette da virus e cancerogeni e
sono regolati dai linfociti T Helper.
Soppressori: sono la classe meno caratterizzata e hanno la
funzione di agire direttamente su virus, batteri, antigeni estranei
all’organismo distruggendoli con un effetto citotossico.
3) Cos’è il Complesso Maggiore di Istocompatibilità?
Il complesso maggiore di istocompatibilità determina la
presenza, sulla membrana delle cellule, di molecole che
permettono il riconoscimento delle cellule stesse come proprie
dell’organismo. Quindi, in sintesi, determina quali cellule bisogna
attaccare e quali no. Esistono due classi di molecole, classe I e classe II.
MHC I: sono espresse tutte le cellule nucleate, soprattutto
in seguito ad infezioni di tipo virale o trasformazioni
tumorali in quanto presentano peptidi endogeni che, una
volta presentati ai Linfociti CD8+ li attivano e inducono una
risposta infiammatoria che porta all’uccisione di queste
cellu
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