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Verso, metro, ritmo e sintassi: paragrafi 1-6, 10-20, 25-29

Verso: l’unità minima tale che si possa scandire un discorso in versi compiuto.

Una sequenza di versi può essere, dall’inizio alla fine, ininterrotta oppure scandita in unità intermedie dette strofe. Queste possono scandirsi per mezzo di precise sequenze rimiche, terza rima, sesta rima, ottava rima, per tipologie di versi che si susseguono o il numero di questi versi; in altri casi, invece, non seguono alcuno schema preciso. Si parla di forma strofica qualora le strofe abbiano unità di numero e schema rimico e siano unità autonome, o meglio dicendo: la strofa inizia e finisce in sé stessa, senza essere collegata alla precedente o successiva.

Computo sillabico, figure metriche: paragrafi 30-39, 41, 50-53, 58, 59-62

Isocronismo sillabico: tutte le sillabe sono percepite come aventi la stessa durata; di conseguenza, due o più parole hanno la stessa durata se hanno lo stesso numero di sillabe, indipendentemente dal numero di fonemi che le compongono.

  • Anisosillabismo: disuguaglianza sillabica tra versi.
  • Isosillabismo: uguaglianza sillabica tra versi.
  • Dittongo ascendente: vocale atona + vocale tonica.
  • Dittongo discendente: vocale tonica + vocale atona.

Si parla di dieresi, spesso indicata con due puntini sovrapposti, quando due vocali vicine di una parola valgono due sillabe - essa divide in due sillabe un nesso che ne valeva due in latino -, di sineresi quando due vocali vicine di una parola valgono una sola sillaba, la sineresi non può avvenire quando le vocali A, E ed O sono seguite da vocale accentata. Si parla di dialefe quando la vocale finale di una parola non fa unica sillaba con quella iniziale della parola successiva, può avvenire, come non, dopo vocale tonica, nesso vocale tonica + atona, tra due atone o dopo una parola sdrucciola, in caso contrario si parla di sinalefe.

Un nesso vocalico discendente, tonica + atona, all’interno del verso subirà sineresi, in caso contrario, si parla di dieresi d’eccezione - avviene più spesso se il nesso è seguito da una parola iniziante da s + consonante -, a fine verso dieresi - sia qualora il nesso stia a fine di parola od all’interno, ad esempio, a fine verso mai diverrà ma-i; pareano diverrà pa-re-a-no.

Episinalefe o sinafia: il conteggio come un'unica sillaba della vocale finale di un verso e di quella iniziale del verso successivo.

Semiconsonante: una I od una U senza valore di sillaba, avendo una durata più breve di una normale vocale e venendo articolata come una consonante. Semivocale: I ed U seguono una vocale tonica od atona, ed hanno una durata maggiore di una semiconsonante.

  • Apocope: caduta della vocale finale di una parola.
  • Epitesi: aggiunta di vocale a fine parola, da fu si può passare a fue, per evitare parole tronche a fine verso.
  • Sincope: caduta di sillaba ad interno parola.
  • Elisione: soppressione della vocale finale della parola che precede.
  • Aferesi: dell’iniziale della parola che segue.
  • Crasi: la fusione fra le due parole.
  • Diastole: l’accento tonico va avanti di una sillaba.
  • Sistole: l’accento tonico va indietro di una sillaba.

Rima: paragrafi 113-126, 128-131, 133, 135, 137, 138, 140

Rima, o rima perfetta: identità di tutte le vocali e consonanti a partire dalla vocale tonica della parola. Se vi è, invece, sempre a partire dalla vocale tonica della parola, identità di tutte le vocali, si parla di assonanza; se vi è, invece, sempre a partire dalla vocale tonica della parola, identità di tutte le consonanti, si parla di consonanza - quest’ultime due sono dette anche rime imperfette.

La rima, prima del 500, era parte essenziale del t

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher willowonka di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ecdotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Ferrante Gennaro.
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