ACARI
Gli acari appartengono alla classe degli Aracnidi.
Da adulti hanno 4 paia di zampe e l’assenza di antenne.
Gli appendici boccali sono formati da cheliceri e palpi (usati per nutrirsi).
Sono rivestiti da un tegumento esterno rigido, solitamente poco inspessito e
dalle colorazioni pallide/bianche/trasparenti.
Il ciclo di sviluppo è: uovo – larva esapoda (3 paia di zampe) – ninfa (4 paia di
zampe) – adulto. Tra una muta e l’altra potrebbe esserci una fase immobile
(almeno 3 stadi attivi intercalati da fasi immobili). In alcuni gruppi possono
essere presenti stadi resistenti (forme ipopiali).
L’umidità ottimale per gli acari delle derrate è 80-90%. Valori troppo alti o bassi
sono letali poiché le neanidi non riescono a uscire dall’uovo e le mute vengono
interferite.
I danni possono essere sia diretti che indiretti: modificazioni chimico-fisiche del
substrato (erosioni) che favoriscono la propagazione e lo sviluppo di funghi e
microrganismi. Le derrate attaccate sono salumi
e formaggi. I
sintomi sono allergie e dermatiti.
IPM – PREVENZIONE, MONITORAGGIO, LOTTA
PREVENZIONE
Comprende le pulizie, cavi elettrici blindati, pavimenti senza alcuna
fessurazione.
MONITORAGGIO
La definizione deriva da UNI 11381 del 2010: insieme di attività che prevedono
la collocazione di trappole per la cattura degli insetti all’interno dei locali e il
loro costante e regolare controllo al fine di rilevare i dati di cattura.
Il monitoraggio serve quindi a stabilire se negli ambienti in cui viene attuato
siano presenti infestanti con la consistenza della popolazione e verificarne
l’andamento dopo gli interventi di disinfestazione.
TRAPPOLA
Definizione che deriva dalla Norma UNI 11381: strumento che permette la
cattura di insetti.
METODI DI LOTTA
MEZZI FISICI
Le atmosfere modificate sono una tecnica usata per la protezione delle derrate
che ha lo scopo di modificare l’atmosfera che gli insetti respirano e quindi il
loro sviluppo. Per ottenere un’atmosfera modificata bisogna disporre di
un’apparecchiatura adeguata e di un ambiente sigillato (big bang, silos,
sacconi o celle a tenuta). Si basa sull’alterazione, per un tempo definito,
dell’atmosfera terrestre mediante l’uso di gas quali anidride carbonica
(concentrazione almeno 60/65% e agisce come gas tossico per gli insetti. Per
essere efficace, la temperatura della massa deve essere di 20/25% perché
l’insetto deve respirare per far entrare aria negli stigmi e la durata del
trattamentop è di 10/12 giorni. Tutti gli stadi sono sensibili le uova risultano piu
resistenti alla co2) e azoto ( la concentrazione è 99.7% riducendo ossigeno
presente nell’aria sotto a 0.3%. Essendo inerte non è tossico ma provoca la
morte degli insetti per assenza di ossigeno. I tempi del trattamento sono più
lunghi (21 giorni) e dipendono dalla temperatura).
Anche la temperatura ha un ruolo fondamentale: tra i 22-32° si ha un optimum,
poi dipende dalla specie. Allontanandosi da tale range, andando intorno a 13-
15°, si ha una crescita rallentata. Temperature ulteriormente inferiori a 13° fino
a 0° portano alla sopravvivenza dell’insetto ma se la situazione prolunga,
sopraggiunge la morte (refrigerazione e congelamento – quest’ultima causa
morte in pochi minuti). Andando invece verso temperature elevate, oltre i 32°
fino a 40°, l’insetto cresce ma non è nel suo optimum; oltre i 50° avviene la
morte in qualche giorno.
Temperature elevate, tra 50-60°, vengono usate per il trattamento termico: si
innalza gradualmente la temperatura dell’impianto mantenendola per 24-36 or.
Il riscaldamento deve essere continuo perché il calore raggiunga tutte le
superfici, comprese quelle con bassa conducibilità termica come i muri in
cemento. Alcune zone possono rimanere più fresche (muri esterni, finestre, tubi
dell’acqua), permettendo agli insetti di sopravvivere; per questo si prevedono
interventi mirati. La ventilazione con ventilatori distribuisce uniformemente il
calore, garantendo la mortalità anche nelle zone nascoste. Il metodo si applica
non solo a impianti di lavorazione, ma anche a magazzini vuoti, panifici e altre
strutture. Se il riscaldamento interno non è possibile, si usano caldaie esterne
(elettriche o a gas propano) con aria convogliata tramite tubi forati. Per
verificare l’efficacia, si possono inserire biotest con insetti chiave in diversi
stadi su substrato, controllando se tutte le zone e stadi sono stati colpiti.
La forza centrifuga viene sfruttata nei mulini tramite macchinari come
l’entoleter: la farina passa ad alta velocità attraverso una girante con cilindri
d’acciaio, che per impatto e forza centrifuga rompe uova e insetti presenti. Con
circa 3.500 rotazioni al minuto, si ottiene una disinfestazione completa della
farina.
Il vuoto provoca la morte degli insetti per carenza di ossigeno e
disidratazione dovuta alla riduzione della pressione, che danneggia anche gli
organi interni. Gli adulti sono lo stadio più sensibile, mentre le uova sono più
resistenti. Il vuoto più usato è tra 60 e 70 kPa. Questo metodo è impiegato, ad
esempio, per il riso, dove i punteruoli possono deporre uova all’interno della
cariosside.
I feromoni sono sostanze chimiche prodotte dagli insetti per comunicare tra
individui della stessa specie, soprattutto per richiamo sessuale o di
aggregazione. Nelle derrate, i feromoni sessuali vengono utilizzati soprattutto
per lepidotteri. Sono quindi sostanze altamente specifici, attivi a dosaggi molto
bassi, hanno bassa tossicità e sono molto utilizzati in ambito della gestione
integrata.
La prima azione per la modalità di intervento riguarda la cattura massale:
vengono posizionate trappole con feromoni per catturare il maggior numero di
maschi possibili prima che fecondino le femmine e quindi si avvia il processo di
riproduzione. Questo riduce la popolazione ma non ne garantisce una
disinfestazione completa. Per avere un effetto significativo, bisognerebbe
catturare oltre il 90% dei maschi, cosa difficile da ottenere. Una
seconda modalità consiste nella confusione sessuale: si posizionano erogatori
di feromone (devono essere sostituiti regolarmente – tipicamente ogni 2 mesi –
e posizionati in punti strategici) nell’ambiente per creare una saturazione che
impedisce ai maschi di localizzare le femmine e, di conseguenza,
l’accoppiamento non avviene. Per verificarne
l’efficacia, si possono usare: ispezioni visive degli ambienti e dei segni di
infestazione; ovivetrappole per raccogliere uova e analizzarle in laboratorio;
dissezioni di adulti catturati per controllarne lo stato di fecondazione; femmine
sentinella; trappole ad acqua.
MEZZI CHIMICI
Gli insetticidi sono sostanze chimiche, naturali o di sintesi, formulate per essere
tossiche sugli insetti bersaglio. Nel tempo si sono sviluppate diverse
generazioni:
- Prima generazione: prodotti naturali o minerali, come l’arseniato di
piombo, usati prima del DDT
- Seconda generazione: DDT e simili, molto efficaci ma persistenti e
inquinanti.
- Terza generazione: regolatori di crescita (IGR) che imitano gli ormoni
degli insetti e in inibitori di crescita.
Un insetticida commerciale contiene il principio attivo (molecola che uccide
l’insetto), coformulanti (sostanze inerti o diluenti che permettono di distribuire
meglio il principio attivo), coadiuvanti (migliorano stabilità, efficacia e
permanenza sul substrato). La forma può essere liquida, granulare o altre, in
base all’uso previsto. Le vie di
azioni possono essere l’ingestione (insetto assume insetticida mangiando un
substrato contaminato), contatto (assorbimento attraverso il tegumento o la
cuticola), inalazione (penetrazione tramite l’apparato respiratorio (gas tossici)).
I tipi principali di insetticidi comprendono:
- Piretro e piretroidi Derivate dalle piante (piretro) o sintetici (piretroidi).
Agiscono sul sistema nervoso bloccando i canali del sodio, causando
paralisi irreversibile.
- Fosforganici e carbammati inibiscono irreversibilmente l’enzima
acetilcolinesterasi, causando iperstimolazione nervosa e morte. Alta
tossicità e assorbimento attraverso contatto, ingestione o inalazione.
- Regolatori di crescita (IGR) imitano gli ormoni della muta. Bloccano la
crescita delle larve o impediscono la formazione della chitina, causando
la morte in stadi intermedi.
- Fumiganti sono gas tossici usati in ambienti sigillati. Penetrano
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Appunti di Patologia delle derrate alimentari
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Appunti del modulo Patologia delle derrate alimentari e residui con esempio dell'esercizio presente all'esame
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