TERMODINAMICA
Termodinamica: la scienza che si occupa delle modificazioni subite da un sistema in seguito a
trasferimenti di energia. L'energia è la capacità di un sistema di compiere lavoro. L'energia si
presenta in forme diverse che entro certi limiti possono essere convertite l’una nell’altra:
• energia potenziale gravitazionale: quella di un corpo in un campo gravitazionale;
• energia potenziale elettrostatica: quella di una carica elettrica in un campo elettrostatico;
• energia chimica: associata alla rottura/formazione di legami chimici;
• energia termica: associata alla temperatura di un corpo. A livello microscopico è la
manifestazione dei moti individuali disordinati di atomi e molecole (dotati quindi di una certa
energia cinetica).
• energia atomica: associata alle forze che mantengono la coesione del nucleo;
• energia radiante: associata alle radiazioni elettromagnetiche;
• energia cinetica: associata al moto (di un corpo con una certa velocità);
Il lavoro è una forma di trasferimento di energia che implica uno spostamento attraverso l'azione di
una forza, o una risultante di forze, che ha una componente non nulla nella direzione dello
spostamento. Nel caso di una forza costante si può scrivere come il prodotto scalare di due vettori,
di cui uno rappresenta la forza applicata (F), mentre l’altro lo spostamento (s):
In termodinamica si distingue il sistema, cioè una regione di spazio fisico dove avviene il processo
oggetto di studio, dall'ambiente circostante. Nel loro insieme, sistema e ambiente definiscono
l'universo.
Un sistema può interagire con l'ambiente in modi
diversi:
• sistema aperto: scambia energia e materia;
• sistema chiuso: scambia solo energia e non
materia;
• sistema isolato: non scambia né energia né
materia.
lavoro (w) è il risultato dell'azione di una forza lungo un percorso. Dal punto di vista
Il
microscopico è associato allo spostamento collettivo delle molecole in una certa direzione, quindi
all’energia cinetica di un corpo o del sistema.
calore (q) è l’energia trasferita tra sistema e ambiente a causa di una differenza di temperatura. E’
Il
associato al trasferimento di energia termica associata ai moti molecolari casuali di atomi, ioni,
molecole. 1
Un sistema non contiene energia sotto forma di calore o lavoro. Calore
e lavoro sono mezzi con cui il sistema scambia energia con l'ambiente.
calore assorbito dal sistema: q>0
calore ceduto dal sistema: q<0
lavoro fatto dall’ambiente sul sistema: w>0
lavoro fatto dal sistema sull’ambiente: w<0
EQUIVALENZA CALORE-LAVORO
James Prescott Joule (1849) attraverso un semplice esperimento
dimostra che il lavoro può essere convertito in calore.
Un sistema di pesi viene usato per azionare delle palette mobili
immerse nell’acqua in un contenitore termicamente isolato. La caduta
dei pesi muove le palette. L’energia potenziale dei pesi dovuta alla
gravità non viene completamente convertita in energia cinetica. A causa
delle forze di attrito, parte di questa energia viene ceduta dalle palette
alle molecole d’acqua e convertita in energia termica. Tale processo
innalza la temperatura dell’acqua. Joule stabilì che la relazione tra
calore e lavoro era lineare.
L'equivalenza tra calore e lavoro viene espressa considerando la conversione tra la caloria (cal)
2 2
(unità di misura del calore) e il Joule (J = Kg m /s ) (unità di misura del lavoro).
1cal=4.184J
La capacità termica (C), è definita come il rapporto tra la quantità di calore assorbita da un corpo
(q) e il corrispondente aumento di temperatura (ΔT). L'unità di misura è [J/K]. Dalla definizione si
ottiene la seguente relazione:
dove ΔT è la differenza tra la temperatura finale e iniziale:
Il calore specifico (c) è la quantità di calore richiesta per innalzare di 1 grado la temperatura di 1
grammo di sostanza. Se l'unità di misura è [J/K/g] si ha la seguente relazione (dove m è la massa
della sostanza):
La capacità termica molare (Cm) è riferita a una mole di sostanza. L’unità di misura è [J/K/mol],
da cui la relazione:
Notare che:
se Tf > Ti, q > 0, il calore è assorbito dal sistema;
se Tf < Ti, q < 0, il calore è ceduto dal sistema all'ambiente;
se Tf = Ti, q = 0, allora il sistema è in equilibrio termico con l'ambiente.
2
Il calore specifico viene spesso misurato in condizioni di:
-volume costante (c );
V
-pressione costante (c ).
P
Il calore specifico dipende dalla sostanza e dallo stato di
aggregazione. Quello dell’acqua liquida è elevato: occorre cioè
molta energia per ottenere piccoli incrementi di temperatura. Il
calore specifico del rame solido, invece, è piuttosto piccolo, per
cui modeste quantità di energia provocano grandi aumenti di
temperatura.
Supponiamo di porre a contatto due masse m1 e m2 inizialmente alle temperatura T1 e T2. I due
corpi scambieranno energia sotto forma di calore. In particolare il corpo più caldo cederà energia al
corpo più freddo fino a che non si abbia raggiunto l'equilibrio termico.
Se i due corpi sono isolati dall'ambiente mediante una barriera, il sistema è isolato e non può
scambiare calore con l'ambiente. Questo significa che tutto il calore ceduto da un corpo è assorbito
dall'altro, ovvero:
A pressione costante, le quantità di calore scambiate si calcolano come segue:
e
dove T rappresenta la temperatura di equilibrio, cioè la temperatura finale raggiunta da ambedue i
corpi. Sostituendo queste espressioni nella precedente si trova che:
la temperatura di equilibrio sarà quindi data da:
Nota la temperatura di equilibrio è possibile risalire al calore specifico di uno dei due materiali. E’
quanto si fa utilizzando il calorimetro, un dispositivo utilizzato nella misura dei calori specifici.
Lavoro di espansione: lavoro legato all'espansione o compressione di un gas
contro una pressione esterna costante. Lo sviluppo di gas durante una reazione
chimica può compiere lavoro contro la pressione atmosferica, se il recipiente di
reazione è chiuso. Il lavoro (w) fatto da una forza (F) lungo un percorso (s) si
può calcolare come: 3
Dove gli stati 1 e 2 sono quelli in figura. Se la forza è parallela alla direzione dello spostamento e A
è l’area del pistone si ha cheP=F/A:
Assumendo che la pressione del gas sia uguale in ogni istante a quella esterna (costante), il lavoro
fatto dal sistema sull’ambiente è il seguente:
L’energia interna (U) rappresenta l'energia totale di un sistema, è la somma dell’energia cinetica e
potenziale di tutti gli atomi di cui è costituito il sistema. Dal punto di vista microscopico, essa
comprende l'energia associata a tutti i moti molecolari, atomici ed elettronici, alle interazioni
intermolecolari e intramolecolari (legami chimici).
La variazione totale di energia interna corrisponde alla somma di calore e lavoro scambiati nel
U=q+w
corso di una qualunque trasformazione:
Poiché un sistema isolato non scambia energia con l'ambiente esterno, ne consegue che la
U=0
variazione di energia interna è nulla durante qualsiasi trasformazione:
Il primo principio della termodinamica afferma quindi che l’energia interna di un sistema
termodinamico isolato è costante. U=U
La variazione di energia interna tra due stati corrisponde a:
-U
2 1
Per stato termodinamico si intende l'insieme di variabili (pressione, temperatura, volume,
composizione chimica etc..) che definiscono completamente un sistema in un dato istante.
Una funzione di stato dipende solo ed esclusivamente dallo stato attuale del sistema ed è
indipendente dal percorso fatto per raggiungere tale stato.
L'altitudine è un buon esempio di funzione di stato.Il suo valore non dipende dal percorso fatto per
raggiungere il punto B partendo da A.
L'energia interna introdotta con il primo principio è una funzione di stato, tuttavia il calore
scambiato e il lavoro svolto, quando presi singolarmente, non sono funzioni di stato.
Variabili intensive: non dipendono dalla quantità di materia o dalle dimensioni del sistema
considerato (ad es: P e T).
Variabili estensive: dipendono da quantità o dimensioni del sistema (come il volume).
4
SI consideri un gas ideale in un cilindro. Il gas viene portato dallo stato
iniziale (n,T,P1,V1) allo stato finale (n,T,P2,V2) mediante due trasformazioni
isoterme:
A. Il gas ideale viene riscaldato a temperatura costante. Il gas svolge lavoro
sulla pressione esterna mentre si espande assorbendo calore
dall'ambiente. Quindi: w=-P ΔV<0 e q>0
ext
B. Il gas ideale si espande contro il vuoto (P = 0). Il gas non compie
ext
lavoro di espansione ma può arrivare ad occupare lo stesso volume
finale (V2) senza scambiare calore, quindi:
w=0 e q=0
L’esperimento dimostra che calore e lavoro presi individualmente non sono funzioni di stato. Nel
secondo caso si ha ΔU = 0 e q = -w. Dato che lo stato iniziale e finale sono gli stessi, anche per la
prima trasformazione deve essere ΔU = 0, quindi tutto il calore assorbito deve essere usato dal gas
per fare lavoro di espansione, ovvero q = P ΔV.
ext
Immaginiamo un gas in un cilindro che viene portato dal volume iniziale V a quello finale V a
1 2
pressione costante.
Il lavoro compiuto dal gas è:
w= -P (V -V )
ext 2 1
utilizzando l’espressione:
U= q + w
si ottiene:
U -U = q - P (V -V )
2 1 ext 2 1
raccogliendo i termini: H
q= (U + P V ) - (U + P V ) = H - H =
2 ext 2 1 ext 1 2 1
dove si definisce l'entalpia la funzione: H = U + PV
L'entalpia è una funzione di stato, la cui variazione quantifica il calore scambiato a pressione
costante (qP) in una reazione chimica o altro processo termodinamico. Questo significa che
dipende solo dallo stato iniziale e finale in cui si trova il sistema.
H
Quindi: q = =U + PV
P
Se:
ΔH > 0, il processo è detto endotermico
ΔH < 0, il processo è detto esotermico
Se il volume è costante oppure non si ha variazione di volume, PΔV = 0, non viene fatto lavoro di
espansione si ha: U
q =
V 5
q è il calore scambiato a volume costante, che è pari alla sola variazione dell'energia interna nel
V
corso della trasformazione.
L'entalpia di reazione, ΔHr. corrisponde al calore assorbito o ceduto durante una reazione chimica
a pressione costante. Poiché una reazione chimica è una trasformazione in cui lo stato iniziale è
definito dai reagenti e quello finale dai prodotti, possiamo scrivere:
H = H - H
r prodotti reagenti
Più spesso si parla di entalpia molare di reazione, cioè il calore assorbito o ceduto durante la
trasformazione di un certo numero di moli di reagenti o prodotti. Poiché l’entalpia è una grandezza
estensiva, l’entalpia molare è spesso riferita a una reazione specifica, in cui cioè i coefficienti
stechiometrici della reazione bilanciata sono ben definiti.
Supponiamo di considerare la seguente reazione:
2CO + O → 2CO
(g) 2(g) 2(g)
Se per questa reazione ΔHr = -566.0 kJ/mol, significa che durante la reazione si sono consumate 2
moli di CO e 1 mole di O per formare 2 moli di CO .
2 2
Per calcolare il calore sviluppato da una reazione utilizzando l'entalpia molare, dovrò utilizzare la
seguente relazione: H
q = n
P r
dove n è il numero di moli di reazione.
Nel calcolo delle entalpie di reazione e' spesso conveniente fare riferimento a condizioni ben
definite di reagenti e prodotti.
Un composto è nello stato standard quando presente nella forma pura alla pressione di 1 bar e ad
una temperatura specificata. Tale temperatura non è univocamente definita. Di norma i dati vengono
tabulati a una data temperatura, ad esempio 25 °C, cioè 298.15 K.
Quindi ad esempio:
H O nello stato standard è il liquido puro alla pressione di 1 bar;
2 (l)
H O nello standard è il solido puro alla pressione di 1 bar;
2 (s)
CH nello standard è il gas puro alla pressione di 1 bar;
4(g)
Per una reazione chimica svolta a pressione costante si parla di entalpia standard di reazione, ΔHr°,
definita come la differenza di entalpia tra prodotti e reagenti in condizioni standard:
H °= H° - H°
r prodotti reagenti
Così per la reazione precedente: H
2CO + O → 2CO °= - 566.0 kJ/mol
(g) 2(g) 2(g) r
Si suppone che i valori tabulati siano estrapolabili anche a temperature diverse da T = 298.15 K,
cioè che ΔHr° sia costante in un certo intervallo di temperature.
In questo modo si possono definire anche le entalpie standard di altri processi. Un esempio è quello
dei passaggi di stato. 6
Il passaggio di stato è il processo di transizione di una sostanza da uno stato di aggregazione
all’altro. Durante un p
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Appunti parte 3 di Fondamenti di chimica
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Appunti parte 5 di Fondamenti di chimica
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Appunti Chimica organica I - parte 4
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Appunti chimica